BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

La tentazione di rimuovere la fede e di vivere senza Dio

Vivere senza Dio è la tentazione più grande di oggi. È una tentazione che induce a pensare che la fede sia inutile, che sia una specie di compensazione psicologica e che quindi sia qualcosa di ininfluente sulla propria vita quotidiana, un’illusione. Di qui, quella che San Giovanni Paolo II chiama l’apostasia silenziosa, l’abbandono della fede. Questo riguarda soprattutto il mondo giovanile, ma non solo. I ragazzi oggi credono alla storiella che l’uomo si è risvegliato, ha preso coscienza di essere Dio; è la metamorfosi dell’uomo moderno che ha rifiutato la fede e la Croce per mettere se stesso al posto di Dio. Questa è la tentazione più pericolosa perché chi perde la fede perde Dio, perde tutta la vita soprannaturale, perde la vita eterna.

Chi perde la fede diventa ostaggio del maligno. La prima tentazione della Storia dell’umanità è stata esattamente quella nella quale sta cadendo l’uomo moderno che ha messo se stesso al posto di Dio. Il primo peccato del mondo è stato quello di Lucifero che ha voluto mettere se stesso al posto di Dio, tant’è vero che l’arcangelo Michele lo ha affrontato dicendo “chi è come Dio?” e con questo atto di umiltà lo stesso Michele e tutti gli angeli fedeli hanno scaraventato sulla Terra un terzo delle stelle, cioè Lucifero e tutti gli altri demoni che sono diventati tali volendo mettere se stessi al posto di Dio.

Questa è la tentazione che il principe di questo mondo ha tenuto ben custodita per presentarla quando, sciolto dalle catene, ha avuto il permesso di Dio per farlo. Ovviamente le tentazioni del demonio sono permesse da Dio per mettere alla prova il mondo e la Sua Chiesa. La tentazione del mondo di oggi riguarda anche la Chiesa.

Ci vuole tutta la stupidità di satana per arrivare a pensare che noi, che siamo povere creature, siamo Dio. Una delle grandi conquiste della filosofia del secolo scorso è proprio l’identificazione dell’uomo con Dio ed è anche una tematica delle religioni orientali. Dio ci ha tolto il dono dell’immortalità proprio per farci capire che non siamo nemmeno padroni della nostra vita, del nostro tempo. Siamo totalmente nelle mani di Dio. Per affermare che l’uomo è Dio bisogna proprio non essere consapevoli della miseria umana, dei limiti dell’uomo e di quello che è il peccato per eccellenza e cioè la superbia con la quale l’uomo mette se stesso al posto di Dio.

Questa tentazione è quella che ha le peggiori conseguenze esistenziali ed è la più diffusa oggi. L’uomo staccato da Dio è un abisso di male. Finché l’uomo è radicato in Dio può essere anche una fonte di bene, come vediamo in tante persone buone e in tanti santi che la Chiesa ci propone come esempio. Ma vediamo anche gli abissi di cattiveria in chi pretende di mettersi al posto di Dio; vediamo ogni giorno queste persone che sono in balìa di satana. Satana ci dà quello che lui è: superbo, menzognero e omicida. Satana è cattivo. Come i Santi avvicinano il mondo a Dio, così gli uomini pieni di satanismo, di spirito di superbia, di menzogna, di supponenza e di cattiveria, trascinano in basso il mondo. Questo è quello che sta avvenendo oggi. Ogni giorno si scoprono abissi di iniquità che fino a pochi decenni fa erano impensabili, ma oggi addirittura vengono giustificati.

La vita senza Dio è l’anticipo dell’inferno su questa Terra e lo sperimentiamo personalmente quando siamo nel peccato e quindi siamo lontani da Dio. La stessa cosa avviene a livello collettivo, a livello dell’umanità nel suo insieme; la Regina della pace ha usato espressioni precise per descrivere quello che sta accadendo, ha detto infatti che l’uomo moderno non vuole Dio e che l’umanità sta andando verso la perdizione. Questa tentazione ormai ha permeato la cultura generale, per cui oggi diventare credenti è un cammino difficile, ci vogliono degli esempi e dei genitori radicati nella fede altrimenti nasce una generazione di atei di cui satana fa quello che vuole e porta il mondo alla distruzione.

Siamo entrati in questa fase critica della Storia, il nostro tempo è particolarmente drammatico. Alle spalle abbiamo due guerre mondiali i cui apici terribili e disumani potrebbero ripetersi perché quando il mondo scivola verso il male la velocità aumenta sempre di più e nessuno riesce a fermarsi. Quando si arriva al braccio di ferro fra i potentati umani l’uso della bomba atomica è all’ordine del giorno. Dobbiamo essere molto vigilanti perché si sta scivolando verso questa deriva tremenda.

Oggi sta avvenendo qualcosa di tremendo. L’umanità abbandona Dio e quindi alla Verità del Vangelo sostituisce le ideologie devastatrici. Nel Messaggio del 25 giugno 2025 la Madonna ci ha messo in guardia dalle ideologie «che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere». La falsa religione elaborata a servizio del potere è la seconda bestia dell’Apocalisse, è quella che ha il volto di agnello ma la voce di drago. È necessaria una grande fermezza per conservare l’integrità della religione cristiana e l’indipendenza dal potere politico. Il Santo Padre incarna e manifesta totalmente rande fermezza, grande forza morale di chi resiste alle seduzioni del potere, di chi si piega in ginocchio alla potenza di Dio, alla sua sapienza e alla sua bontà. Noi dobbiamo stare dalla parte di Dio, dalla parte di Cristo umile ma allo stesso tempo trionfante nella gloria della Sua Resurrezione. Cristo Crocifisso manifesta tutta la sua regalità quando dice: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Stiamo attenti ai cambiamenti che sono avvenuti proprio negli ultimi decenni. Abbiamo abbandonato la Verità cattolica per aderire alle ideologie distruttrici; ci siamo allontanati dalla libertà dei figli di Dio per aderire alla schiavitù del male e del peccato; al posto della felicità che viene dall’amore di Dio abbiamo scelto l’adorazione degli idoli che porta alla disperazione. Apriamo gli occhi di fronte a questa realtà di satana sciolto dalle catene. La Madonna ha usato tre parole micidiali nel Messaggio del 18 marzo 2026 alla veggente Mirjana: «figli miei, rinunciate a tutto ciò che vi allontana da mio Figlio: felicita falsa, speranza falsa, splendore falso». È un mondo tutto falso e in questa falsa luce diventiamo falsi anche noi.

Di qui l’importanza di una svolta che è quella della conversione, dell’umiltà. Abbracciamo la Croce, baciamola, stringiamola al cuore. Siamo fieri di essere seguaci di Cristo Crocifisso e dell’umile Maria in questi tempi di esaltazioni e di idoli falsi. Stiamo attenti. Siamo entrati nel tempo della grande prova, teniamo aperti gli occhi.

PAPA LEONE 10 GIORNI DI VIAGGIO MISSIONARIO IN AFRICA

COMINCIA LA MISSIONE DI PAPA LEONE IN AFRICA! Buon viaggio Santo Padre!!!
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VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 93

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Lunedì 13 Aprile 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

La tentazione di rimuovere la fede e di vivere senza Dio

È la tentazione più antica, che risale alle origini

È la tentazione con le peggiori conseguenze esistenziali

Oggi è la tentazione più diffusa e più pericolosa

Al posto della Verità le ideologie devastatrici

Al posto della Libertà la schiavitù del male

Al posto della Felicità la disperazione

La chiamata di Maria alla fede, alla conversione e alla preghiera

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (5)

Tratta dal Libro: Senza Dio non c’è futuro

h. 9.15 – 9.35: NOTIZIE DAL MONDO

Le parole del Papa alla veglia di preghiera

Blocco navale USA ai porti dell’Iran

h. 9.30 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (93)

h. 9.40 – 10.05: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

35. I martiri che testimoniano la fede

Il martirio cristiano è una possibilità insita nella testimonianza della fede

Gesù e Maria in un modo diverso hanno vissuto questo martirio

Anche la Chiesa nel tempo ha costantemente sperimentato il martirio

Oggi il martirio è una realtà sempre più estesa in ogni parte del mondo

Infatti è perseguitata dai pagani e dagli ex cristiani

Il tempo dei Segreti vedrà il primo combattimento escatologico che coinvolgerà la Chiesa

A chi viene donata questa grazia speciale verrà donato anche la forza e il coraggio

Il martirio per la fede purifica radicalmente l’anima che viene accolta subito in paradiso.

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO

Libro di Padre Livio: Senza Dio non c’è futuro (13 puntata)

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🔴LIVE🔴 L’UOMO E IL SUO DESTINO ETERNO – PUNTATA 2: L’uomo supera l’uomo – Cat. giov. 2008-2009 di P. Livio


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🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 31


Papa Leone XIV, l’Eucaristia domenicale è indispensabile per la vita cristiana

La preghiera per la pace, e l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra 

Di Angela Ambrogetti

Città del Vaticano, domenica 12 aprile 2026, 12:16 (ACI Stampa).

“L’Eucaristia domenicale è indispensabile per la vita cristiana” dice Papa Leone XIV prima della recita della preghiera mariana del Regina Coeli. E ricorda la sua partenza per l’ Africa dove “alcuni Martiri della Chiesa africana dei primi secoli, i Martiri di Abitene, ci hanno lasciato in merito una bellissima testimonianza. Di fronte all’offerta di avere salva la vita a patto che rinunciassero a celebrare l’Eucaristia, hanno risposto di non poter vivere senza celebrare il giorno del Signore. È lì che si nutre e cresce la nostra fede”. Perché “é attraverso l’Eucaristia che anche le nostre mani diventano “mani del Risorto”, testimoni della sua presenza, della sua misericordia, della sua pace, nei segni del lavoro, dei sacrifici, della malattia, del passare degli anni, che spesso vi sono scolpiti, come nella tenerezza di una carezza, di una stretta, di un gesto di carità”.

Nel commento al Vangelo di oggi seconda Domenica di Pasqua, dedicata da San Giovanni Paolo II alla Divina Misericordia, il Papa parla del nostro incontro con Gesù: “dove trovarlo? Come riconoscerlo? Come credere?” E “certo, non è sempre facile credere. Non lo è stato per Tommaso e non lo è neanche per noi. La fede ha bisogno di essere nutrita e sostenuta. Per questo, nell’“ottavo giorno”, cioè ogni domenica, la Chiesa ci invita a fare come i primi discepoli: a riunirci e a celebrare insieme l’Eucaristia”. Conclude il Papa : “in un mondo che ha tanto bisogno di pace, questo ci impegna più che mai ad essere assidui e fedeli al nostro incontro eucaristico con il Risorto, per ripartirne come testimoni di carità e portatori di riconciliazione. Ci aiuti a farlo la Vergine Maria, beata perché, per prima, ha creduto senza vedere”.

Dopo la preghiera Leone XIV torna sul tema della pace e ricordando la Pasqua per le Chiese ortodosse dice: accompagno quelle comunità  con più intensa preghiera per quanti soffrono a causa della guerra, in modo particolare per il caro popolo ucraino.

La luce di Cristo porti conforto ai cuori afflitti e rafforzi la speranza di pace. Non venga meno l’attenzione della comunità internazionale verso il dramma di questa guerra. Anche all’amato popolo libanese sono più che mai vicino in questi giorni di dolore, di paura e di invincibile speranza in Dio.

Il principio di umanità, inscritto nella coscienza di ogni persona e riconosciuto nelle leggi internazionali, comporta l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra. Faccio appello alle parti in conflitto a cessare il fuoco e a ricercare con urgenza una soluzione pacifica.

Mercoledì prossimo si compiono tre anni dall’inizio del sanguinoso conflitto in Sudan. Quanto soffre il popolo sudanese, vittima innocente di questo dramma disumano? Rinnovo il mio accorato appello alle parti belligeranti affinché facciano tacere le armi ed inizino senza precondizioni un sincero dialogo volto a fermare quanto prima questa guerra fratricida.

Ed ora do il benvenuto a tutti voi, romani e pellegrini, in particolare ai fedeli che hanno celebrato la Domenica della Divina Misericordia nel santuario di Santo Spirito in Sassia” e conclude “domani partirò per un viaggio apostolico di dieci giorni in quattro paesi africani, Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.Vi chiedo, per favore, di accompagnarmi con le vostre preghiere. Grazie. Buona Domenica a tutti!”

🌾🍇LIVE BENEDIZIONE DI P.LIVIO ⚪️DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA ♥️🤍

Lo Stato russo contro la persona in cerca del futuro

di Stefano Caprio Asia News – 12 Aprile 2026

Era stato promesso ai russi un futuro ad alta tecnologia. Oggi si presenta come una forma di controllo totale, non più autoritario, ma totalitario, e la definizione del Cremlino di “somma delle tecnologie” significa missili, droni e apparecchiature di sorveglianza e monitoraggio.

I nuovi controlli e limitazioni alla rete mobile internet, insieme a molte altre misure repressive, stanno creando una situazione sempre più grave di conflitto nella vita dei russi, che viene percepita come una “contrapposizione tra lo Stato e la persona”, come la definisce Andrej Kolesnikov, editorialista di Novaja Gazeta, e lo scontro finale si annuncia nei confronti della diffusione dell’intelligenza artificiale.

Come commenta Kolesnikov, “nessun classico del teatro dell’assurdo potrebbe descrivere una sola giornata nella Russia di oggi. Semplicemente, manca l’immaginazione, e la vita non si limita a imitare vilmente la finzione artistica, ma la appiattisce”. Si presenta come esempio l’agenzia responsabile che scolpisce nella pietra una formula per descrivere lo stato dell’economia russa: “La deviazione al rialzo dalla traiettoria di crescita equilibrata è in diminuzione”. Sarebbe stato molto più semplice parlare di “crescita negativa”, un concetto al limite del comico. Oppure il senatore Anatolij Artamonov, che avrebbe trovato una fonte non tanto per ridurre la spesa pubblica, quanto per quella che viene definita la totale militarizzazione della spesa pubblica, descritta con il neologismo di prioritizatsia (“prioritarizzazione”), proponendo di abolire le case di riposo e affidare gli anziani alle cure familiari, per “risparmiare denaro”.

Il direttore della casa editrice Eksmo, Evgenij Kapiev, ha diffuso una modalità “familiare” di chiamare l’intelligenza artificiale come Iiška, da “II – Iskustvennyj Intellekt”, con il suffisso vezzeggiativo per i bambini. Gli editori la usano ormai sistematicamente per controllare le opere letterarie alla ricerca di “pidocchi” che inseriscono nei testi delle “sostanze stupefacenti”, come la sostanza nociva nel cognome dello scrittore Denis Dragunskij, cioè la radice “drag”, che in altre lingue significa “droga” (ma anche “medicina”). Il sogno di un’IA ortodossa sovrana, perpetrato dall’oligarca ortodosso sovranista Konstantin Malofeev, si sarebbe quindi avverato: a giudicare da questo caso, la rete neurale domestica, addestrata come un pastore tedesco in un campo per individuare i bersagli nemici, replica il cervello e la coscienza del burocrate medio, proibendo i libri di Dragunskij come “droghe proibite”.

Poiché nella Russia moderna si è già diffusa la pratica di pubblicare programmi di sala senza il nome dell’autore, anche i libri possono essere pubblicati senza il nome dell’autore, oppure oscurando le lettere drag con vernice nera. Gli editori ricorrono ancora all’oscuramento, sia come forma di autocensura, sia come protesta contro la censura. Di fatto la Russia è già sprofondata nell’anti-utopia, e “la cosa peggiore è che abbiamo cominciato ad adattarci ad essa”, afferma Kolesnikov. Certo la disconnessione da internet e dai messenger è un’esperienza scioccante, ma d’altra parte nessuno si è particolarmente stupito che si sia arrivati a questo, in quanto lo Stato è ormai penetrato nel profondo delle coscienze dei cittadini russi.

La vita in Russia si è trasformata in una guerra civile permanente tra lo Stato e le persone, e si supera ormai l’illusione che le autorità statali possano offrire alla società un benessere ideale e artificiale, diventando invece una dittatura sempre più sistematica e invasiva. Il ministero dello sviluppo digitale, delle comunicazioni e dei mass media prevede di aumentare la capacità delle contromisure tecniche a 954 Tbit/s entro il 2030, stanziando 14,9 miliardi di rubli (150 milioni di euro) per il relativo progetto federale. Questa capacità consentirà l’analisi di tutto il traffico della rete RuNet, con margini di crescita naturale, l’ampliamento delle misure di blocco e l’emergere di nuovi metodi per eluderle. Era stato promesso un futuro ad alta tecnologia, che si presenta come una forma di controllo totale, non più autoritario, ma totalitario, e la definizione del Cremlino di “somma delle tecnologie” significa missili, droni e apparecchiature di sorveglianza e monitoraggio.

Gli infiniti aggiustamenti, adattamenti e le difficili condizioni psicologiche portano la popolazione sempre più alla stanchezza. Dopo un’artificiale ondata di passione durata quattro anni, subentra inevitabilmente un declino emotivo. Secondo i dati di monitoraggio dell’Istituto di Psicologia dell’Accademia Russa delle Scienze, all’inizio del 2026 circa il 42% degli intervistati riportava sintomi di depressione, mentre il 27% soffriva di attacchi d’ansia. Le cause sono il “conflitto” prolungato e l’incertezza economica e finanziaria. La società russa è una società stanca, una società di sopravvivenza, non di sviluppo.

Sorge spontanea la classica, maledetta domanda russa: “Perché?”. Era davvero impossibile vivere normalmente? Di fatto si è rivelato impossibile. La logica dell’esistenza e dell’autosviluppo di un regime politico rigidamente autoritario, con i suoi fantomatici dolori imperiali, presuppone la degenerazione dell’autoritarismo in una forma non classica di pratiche totalitarie, un totalitarismo ibrido che tende continuamente a perfezionarsi, ad ampliarsi e a impadronirsi delle coscienze.

Esistono dei limiti allo sviluppo di una distopia? Esistono delle linee rosse? Per ora, sono invisibili a causa di questa capacità di adattamento, assolutamente illimitata. Del resto nessuna intelligenza artificiale, nemmeno se fosse tre volte ortodossa ed emulasse le menti di Dugin, Malofeev e Prilepin messe insieme, è in grado di prevedere il corso degli eventi in una società in cui lo Stato spende somme incredibili in “prodotti metallici finiti” e nella “capacità dei mezzi tecnici di contrastare le minacce”, e nient’altro le interessa.

La scorsa settimana il centro analitico di Stato Vitsom ha organizzato a Mosca la XVI Conferenza sociologica Grušinskaja, così chiamata in onore del filosofo e sociologo russo-sovietico Boris Grušin, scomparso nel 2007, per cercare risposte su “come costruire il futuro della Russia”. Si sono radunati molti sociologi e altri esperti, e l’incontro è iniziato con la dichiarazione che il futuro, che fino a poco tempo fa nel discorso ufficiale era sinonimo della romantica parola “sogno”, non è più “futurologia astratta” né appannaggio esclusivo degli scrittori di fantascienza, sebbene anche questi ultimi abbiano avuto un ruolo significativo nella sessione. La costruzione del futuro viene ora presentata in modo più concreto, come una questione di sicurezza nazionale e di sovranità della coscienza. Particolare attenzione è rivolta ai giovani: di fronte all’incertezza economica, essi tendono ancora a prendere le distanze dal futuro.

Come ha affermato uno dei partecipanti, Sergei Volodenkov, direttore dell’Istituto di Architettura Sociale, viviamo in un’epoca di profondi cambiamenti, “e in tali condizioni l’immagine del futuro sta diventando uno strumento chiave per lo sviluppo nazionale”. Non è un caso che le guerre dell’informazione odierne non si combattano tanto per il territorio quanto “per l’immagine del futuro”, ha dichiarato Volodenkov, che ha poi spiegato che la “sovranità della coscienza” oggi dipende da chi costruisce le immagini del futuro, e in che modo. La costruzione spontanea di immagini del futuro, soprattutto se accompagnata da presupposti negativi al riguardo, può portare alla destabilizzazione sociale. A giudicare dalla sua presentazione, lo stesso accade quando immagini negative del futuro vengono imposte dall’estero. “Il vincitore è colui che è in grado non solo di rispondere alle sfide, ma di plasmare gli orizzonti del futuro”, ha concluso Volodenkov. Secondo lui “oggi dobbiamo elevare questa questione al livello della sicurezza nazionale”, in quanto “nel XXI secolo sta emergendo un nuovo tipo di potere: il potere di plasmare il futuro. Chi controlla l’immagine del futuro controlla il presente”.

Un altro intervento ha suscitato scalpore, quello del deputato della Duma di Stato Aleksandr Borodaj, secondo il quale “siamo entrati in un’era di guerra, sarà una guerra lunga e sanguinosa; la guerra diventerà presto la norma, non più l’eccezione”, o per dirla in un altro modo “la guerra rappresenta la massima pressione su tutte le forze della società”. Di conseguenza, secondo Borodaj, “la guerra spinge con forza il progresso, tecnico, organizzativo e sociale”. L’accento viene ancora una volta posto sul fatto che questa è una guerra per il futuro, e con questi sentimenti la Russia sta celebrando il mistero della Pasqua cristiana, cercando una rinascita nel futuro artificiale creato dal Cremlino.

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