La preghiera per la pace, e l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra

Di Angela Ambrogetti

Città del Vaticano , domenica, 12. aprile, 2026 12:16 (ACI Stampa).

“L’Eucaristia domenicale è indispensabile per la vita cristiana” dice Papa Leone XIV prima della recita della preghiera mariana del Regina Coeli. E ricorda la sua partenza per l’ Africa dove “alcuni Martiri della Chiesa africana dei primi secoli, i Martiri di Abitene, ci hanno lasciato in merito una bellissima testimonianza. Di fronte all’offerta di avere salva la vita a patto che rinunciassero a celebrare l’Eucaristia, hanno risposto di non poter vivere senza celebrare il giorno del Signore. È lì che si nutre e cresce la nostra fede”. Perché “é attraverso l’Eucaristia che anche le nostre mani diventano “mani del Risorto”, testimoni della sua presenza, della sua misericordia, della sua pace, nei segni del lavoro, dei sacrifici, della malattia, del passare degli anni, che spesso vi sono scolpiti, come nella tenerezza di una carezza, di una stretta, di un gesto di carità”.

Nel commento al Vangelo di oggi seconda Domenica di Pasqua, dedicata da San Giovanni Paolo II alla Divina Misericordia, il Papa parla del nostro incontro con Gesù: “dove trovarlo? Come riconoscerlo? Come credere?” E “certo, non è sempre facile credere. Non lo è stato per Tommaso e non lo è neanche per noi. La fede ha bisogno di essere nutrita e sostenuta. Per questo, nell’“ottavo giorno”, cioè ogni domenica, la Chiesa ci invita a fare come i primi discepoli: a riunirci e a celebrare insieme l’Eucaristia”. Conclude il Papa : “in un mondo che ha tanto bisogno di pace, questo ci impegna più che mai ad essere assidui e fedeli al nostro incontro eucaristico con il Risorto, per ripartirne come testimoni di carità e portatori di riconciliazione. Ci aiuti a farlo la Vergine Maria, beata perché, per prima, ha creduto senza vedere”.

Dopo la preghiera Leone XIV torna sul tema della pace e ricordando la Pasqua per le Chiese ortodosse dice: accompagno quelle comunità  con più intensa preghiera per quanti soffrono a causa della guerra, in modo particolare per il caro popolo ucraino.

La luce di Cristo porti conforto ai cuori afflitti e rafforzi la speranza di pace. Non venga meno l’attenzione della comunità internazionale verso il dramma di questa guerra. Anche all’amato popolo libanese sono più che mai vicino in questi giorni di dolore, di paura e di invincibile speranza in Dio.

Il principio di umanità, inscritto nella coscienza di ogni persona e riconosciuto nelle leggi internazionali, comporta l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra. Faccio appello alle parti in conflitto a cessare il fuoco e a ricercare con urgenza una soluzione pacifica.

Mercoledì prossimo si compiono tre anni dall’inizio del sanguinoso conflitto in Sudan. Quanto soffre il popolo sudanese, vittima innocente di questo dramma disumano? Rinnovo il mio accorato appello alle parti belligeranti affinché facciano tacere le armi ed inizino senza precondizioni un sincero dialogo volto a fermare quanto prima questa guerra fratricida.

Ed ora do il benvenuto a tutti voi, romani e pellegrini, in particolare ai fedeli che hanno celebrato la Domenica della Divina Misericordia nel santuario di Santo Spirito in Sassia” e conclude “domani partirò per un viaggio apostolico di dieci giorni in quattro paesi africani, Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.Vi chiedo, per favore, di accompagnarmi con le vostre preghiere. Grazie. Buona Domenica a tutti!”