
Programma di Padre Livio – Mercoledì 22 Aprile 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
“Credo in un solo Dio, creatore del cielo e della terra”
Oggi l’ateismo è supportato dall’ affermazione della eternità del mondo
La materia sarebbe eterna e si sarebbe evoluta da sola
Anche l’uomo sarebbe il risultato casuale della evoluzione della materia.
Si tratta di ipotesi senza alcuna base scientifica.
La Bibbia ci rivela che Dio ha creato il mondo dal nulla
Tutta la creazione è un progetto divino che si realizza nel tempo
Tuttavia questo tipo di mondo alla fine passerà e ci saranno Cieli Nuovi e Terra Nuova a immagine di Cristo risorto.
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (10)
Tratta dal Libro: Senza Dio non c’è futuro
h. 9.15 – 9.35: NOTIZIE DAL MONDO
Trump: prolungata la tregua
Lotta interna a Teheran: tre fazioni
Lo sconto totale è fra Cina e Usa
Perché l’attacco russo alla Meloni
h. 9.35 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla preghiera (98)
h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
39. Le religioni non cristiane nel tempo dei Segreti
L’unica religione divina è il cristianesimo
Le altre religioni, o filosofie o ideologie umane sono a destinate a scomparire
Durante il tempo dei Segreti il mondo sarà salvato dalla presenza di Maria
L’azione salvifica di Maria orienterà gli occhi verso Gesù, unico Signore e Salvatore
Gli uomini di ogni parte della terra salirannos sulla baca di Pietro
La Chiesa cattolica trionferà insieme a Maria e a suo Figlio Gesù
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO
Libro di Padre Livio: Senza Dio non c’è futuro (18 puntata)
BLOG: blogdipadrelivio.it
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Un pericolo gravissimo oggi corrono le anime, perché in passato, anche se c’erano i peccati c’era comunque l’orizzonte della fede. Grandi autori del secolo scorso, al termine della loro vita tornavano a Dio: Giacomo Leopardi, Giosuè Carducci e tanti altri, di fronte al resoconto finale, risvegliavano la coscienza, ritornavano all’essenziale, si chiedevano a che cosa serve la vita e che cosa c’è dopo.
Al giorno d’oggi tutto questo è oscurato, soffocato e le persone muoiono impenitenti, senza sacramenti, senza preghiera, senza riferimento a Dio, perché sostanzialmente hanno vissuto così.
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❀* {Tratto da
“Senza Dio non c’è futuro”
Libro di P.Livio}
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di Gian Guido Vecchi, inviato – Corriere della Sera – 21 Aprile 2026
Il Pontefice, nel viaggio verso l’isola di Bioko nella Guinea Equatoriale, ricorda Bergoglio a un anno dalla sua scomparsa

Prevost al suo arrivo a Malabo (Ap)
SUL VOLO PAPALE – «Ringraziamo il Signore per il gran dono della vita di Francesco a tutta la Chiesa e a tutto col mondo». Leone XIV raggiunge i giornalisti sull’aereo verso l’isola di Bioko e la città di Malabo, nella Guinea Equatoriale, ultima tappa del viaggio cominciato all’inizio della settimana scorsa in Algeria e proseguito in Camerun e in Angola. Il 21 aprile 2025 era il Lunedì dell’Angelo, Bergoglio morì alle 7,35.
«Anzitutto vorrei ricordare, in questo primo anniversario della morte, Papa Francesco, che ha donato tanto alla Chiesa con la sua vita, la sua testimonianza, la sua parola e i suoi gesti», dice Prevost: «Ha vissuto veramente la vicinanza ai più poveri, ai più piccoli, ai malati, ai bambini, agli anziani. Ha lasciato tanto alla Chiesa con la sua testimonianza e la sua parola».
All’inizio del 2023, fu Francesco a chiamare, dalla diocesi di Chiclayo, quel frate agostiniano che era stato padre generale del suo ordine, aveva passato vent’anni come missionario e vescovo in Perù e ora veniva nominato prefetto del Dicastero dei Vescovi: a fine settembre lo fece cardinale, nessuno poteva immaginare che una ventina di mesi più tardi Robert Francis Prevost gli sarebbe succeduto come vescovo di Roma.
Dell’insegnamento di Francesco «possiamo ricordare tante cose», dice Leone XIV, e richiama in particolare il senso della «fratellanza universale», l’impulso a promuovere «un autentico rispetto per tutti gli uomini e tutte le donne, lo spirito di fraternità, essere fratelli sorelle tutti, cercare come vivere il messaggio che troviamo nel Vangelo».
E poi, «il messaggio della misericordia», aggiunge il pontefice, fin dal primo Angelus e dalla messa che celebrò «ancora prima dell’inaugurazione del pontificato, quando ha predicato sulla donna adultera», ovvero il brano dl Vangelo di Giovanni in cui Gesù dice «chi è senza peccato scagli la prima pietra» a chi vorrebbe lapidarla: «Francesco ha parlato dal cuore della misericordia di Dio, dal cuore di questo grande amore, perdono e generosa espressione di misericordia del Signore, e ha voluto condividere questo spirito con tutta la Chiesa, anche con la bellissima celebrazione di un Giubileo straordinario della misericordia.
Preghiamo che lui stia già godendo della misericordia del Signore».
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«Non siamo in una crisi: siamo in un cambio d’epoca. Il mondo non si allarga più: si restringe, e non ci sarà spazio per tutti. Lo scontro centrale è
tra Stati Uniti e Cina, e si combatterà su tecnologia, energia, dati, spazio e materie prime. Non è solo guerra militare: è guerra totale e ibrida».
Lo ha detto il Ministro della Difesa Guido Crosetto – da quanto si apprende – intervenendo al Cedacri Forum 2026 a Villa d’Este Cernobbio (Co). «L’Europa – ha osservato Crosetto – è oggi il terzo modello debole: lenta, disarmata, disunita. Eppure è l’unica alternativa possibile tra capitalismo oligarchico e autocrazie. Ma così com’è, perderà».
«Il futuro – ha proseguito il ministro- porterà meno lavoro, più disuguaglianza e sistemi sociali sotto pressione. Le democrazie stesse sono a rischio. La difesa non è più solo esercito: è cyber, infrastrutture, energia, informazione, mentalità collettiva. Da soli non ce la fa nessuno: né l’Italia né i singoli attori. Serve un patto totale tra politica, imprese, finanza e società, abbattendo barriere e lavorando insieme — anche tra concorrenti».
«La vera sfida europea – ha sottolineato il titolare della Difesa – è costruire sovranità tecnologica e industriale, filiere strategiche e autonomia su risorse critiche. Non orizzontale, ma verticale, scientifica, ossessiva. Serve velocità: in questo mondo stare fermi significa correre, avanzare significa correre di più.
La classe dirigente ha una responsabilità diretta: capire il mondo, anticiparlo e guidarlo. Non è più tempo di pensare al proprio interesse
individuale: chi lo fa è destinato a essere travolto. Il futuro non si improvvisa: si progetta. E oggi manca visione, coraggio e consapevolezza».
L’Europa, ha concluso, «può vincere solo se costruisce un modello che
unisca innovazione e valori, diventando attrattiva per le menti libere
del mondo. Nessuno è esonerato. Tutti sono responsabili. O si costruisce insieme un nuovo ruolo, o si viene esclusi dalla storia».