23. «Aprite la porta del vostro cuore a Gesù» (Natale 2024 a Jakov)

Nelle Apparizioni di Medjugorje la Madonna appare come Madre. Una maternità che si esprime nei Messaggi e nella cura con la quale si rivolge alla parrocchia. Maria ha il compito importantissimo di essere Madre della Chiesa, un ruolo che San Giovanni Paolo II ha sottolineato più volte riferendosi alla morte di Gesù, quando Cristo affida sua Madre a Giovanni e viceversa.      
La maternità di Maria emerge nei numerosi Messaggi dati ai veggenti con espressioni quali: «vi porto a mio Figlio» (Messaggio del 2 novembre 2007). Questo è il suo compito: portare noi, che siamo i figli di Dio e figli suoi, a Colui che è il Verbo fatto carne, fonte di salvezza. In questa luce va coltivata l’autentica devozione mariana.         
La Madonna a Medjugorje esorta a ringraziare suo Figlio perché le permette di stare per così tanto tempo con noi. Lei sa benissimo di essere inviata perché noi – figli di Dio e fratelli di Gesù Cristo – ci siamo perduti, abbiamo perso e rifiutato la fede e andiamo verso la perdizione. La Madre con il suo cuore straziato è in mezzo a noi per esortarci a tornare a suo Figlio. L’opera di Maria in questi 45 anni è visibile nella Chiesa e ha un valore grande e immenso, specialmente nel nostro tempo perché l’umanità sta andando verso la rovina e possiamo vederlo nella crescita continua del male.      
Possiamo comprendere il cuore straziato della Madonna, che viene ogni giorno sulla Terra per portarci il suo amore, la sua luce, la speranza, la pace, la sua vicinanza, ci conforta e rafforza nella fede. La maternità di Maria è una grazia immensa, anche se la Chiesa ha fatto fatica ad accoglierla. Il modernismo lascia le sue tracce nefaste anche nei nostri cuori; perciò, anche la Gospa sa che vi è un numero enorme di anime che non l’ha presa nemmeno in considerazione. 
Dobbiamo prendere atto che Cristo nella sua infinità bontà e amore ha inviato Maria. La cooperazione nell’opera della Redenzione non è solamente ciò che ha fatto nella sua vita accanto a Gesù, ma c’è anche nell’opera nei confronti della Chiesa.          
La presenza di Maria non è necessariamente legata alle apparizioni, ma è quotidiana e materna nella Chiesa. La Madonna intercede per ottenere delle grazie dal Cuore di Cristo ininterrottamente in questi duemila anni di Storia della Chiesa. Questo la rende presente nelle situazioni concrete ed è una caratteristica delle apparizioni mariane: dove c’è bisogno rafforza la fede e fortifica la Chiesa, come ha fatto Gesù con i discepoli. Le apparizioni sono una grazia di cui abbiamo bisogno. Siamo in un mondo incredulo, dove ogni traccia del soprannaturale viene eliminata. Cerchiamo di prendere atto della strategia divina che è quella delle manifestazioni del soprannaturale, come a Santa Faustina Kowalska, Santa Margherita Alacoque che ha creato delle devozioni meravigliose al Sacratissimo Cuore di Gesù. Durante la Storia della Salvezza sono apparsi i Santi, gli angeli; quindi, prendiamo atto che il Cielo di manifesta volentieri qui sulla Terra perché lo vuole Dio.           
Il quadro nel quale dobbiamo collocare la nostra devozione mariana è quello dove Dio ha voluto darci un Madre che ci dona Gesù. Questo è il suo compito, Maria non ci attira a sé ma ci porta a Dio perché è tutta orientata a suo Figlio. In questo modo, quando guardiamo a lei stiamo guardando a Gesù. È una Madre che dona suo Figlio che si è fatto carne nel suo grembo, lo ha partorito e lo ha voluto mostrare ai pastori, ai Magi e a tutto il mondo. È un’adozione di tipo soprannaturale ma una maternità reale.
In tutti i Messaggi di Medjugorje la Regina della pace ci indica sempre suo Figlio perché lei stessa è tutta orientata a lui. La devozione mariana ci porta a Gesù, a essere uniti a lui insieme alla Madonna. Vuole farci conoscere Cristo come lei lo ha conosciuto. Nella contemplazione del mistero della Santissima Trinità è presente anche Maria.  
Attraverso la Madre conosciamo il Figlio e siamo protetti in quello che è l’Atto di fede fondamentale, che è la divinità del Verbo. Anche a Kibeho la Madonna ha voluto identificarsi come Madre del Verbo perché suo Figlio venisse adorato.         
Maria è un passaggio, uno strumento attraverso il quale Cristo dona le grazie. Ovviamente lo Spirito Santo ha la sua immensa libertà e quando è sceso sugli Apostoli c’era anche la Madonna. Da questo punto di vista non è Maria la fonte della grazia, ma lo strumento attraverso cui la grazia entra nel mondo.
Questi sono i punti fondamentali della devozione mariana che ci deve guidare: Maria ci guida verso suo Figlio, ci dona suo Figlio, ci fa conoscere suo Figlio, intercede presso suo Figlio, ci dona le grazia di suo Figlio.         
Siamo nei tempi della più grande epopea mariana della Storia. Siamo liberi di credere o meno alla presenza di Maria da quel 24 giugno 1981 ad oggi, ma dobbiamo tenere conto che ci troviamo nei tempi della grande battaglia apocalittica. La Bibbia parla del futuro dell’umanità; quindi, Dio ci ha rivelato il nostro futuro non solo nell’Apocalisse ma anche nei Vangeli, negli scritti apostolici. Nel capitolo XII dell’Apocalisse viene descritta la grande battaglia tra la Donna e il drago. La Donna coronata di dodici stelle è Maria con la Chiesa, il drago è satana con tutti i suoi seguaci e le due Bestie.
Siamo in questa fase della storia nella quale dobbiamo, con l’aiuto della Madonna, impedire a satana di prevalere, di distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. È il momento in cui dobbiamo in modo particolare seguire la Madonna, con tutta la Chiesa.
È un piano divino nel quale seguiamo la Madonna o ci perdiamo. Perché solo lei può conoscere la via per il trionfo del Suo Cuore Immacolato, che è previsto nel piano di Dio preannunciato a Fatima. Questa Apparizione, che è stata riconosciuta senza esitazioni, è una grande profezia mariana che avrà al termine il Cuore Immacolato di Maria e che avrà il passaggio a questo trionfo con la grande persecuzione della Chiesa. Questo è ciò che ci aspetta: salire verso il Calvario insieme a Maria.    
San Giovanni Paolo II vedeva la prospettiva davanti a noi in questi termini del capitolo XII dell’Apocalisse, ovvero di camminare in questa luce con coraggio e combattere la battaglia necessaria perché la Chiesa si rinnovi radicalmente. San Giovanni Paolo II ha detto che nel Segreto di Fatima vi è una grande persecuzione alla Chiesa, un passaggio necessario. Questa prospettiva ci invita a preparaci e ci motiva nella fatica del cammino di santità.

«Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito a non vivere la vita tendendo verso gli obiettivi terreni e a non cercare la pace e la gioia nelle cose terrene perché in questo modo la vostra vita è avvolta dalle tenebre e non vedete il senso della vostra vita. Figlioli, aprite la porta del vostro cuore a Gesù, permettetegli di avvolgere tutta la vostra vita perché possiate iniziare a vivere nell’amore e nella misericordia di Dio. Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna.
Io vi benedico con la mia benedizione materna»
25 dicembre 2024 (Con approvazione ecclesiastica)