VICKA: UNA APPARIZIONE DURATA 45 MINUTI

Ho avuto l’opportunità di partecipare a molte apparizioni sia a Medjugorje come in Italia e ogni volta ne ho ringraziato la Madonna. Non posso però tralasciare di raccontare la prima volta che fui presente a una di esse, avendo a disposizione il tempo necessario non solo per pregare ma anche per osservare il fenomeno in ogni suo particolare.

Era una afosa domenica di Luglio del 1986. Avevo trascorso la mia prima settimana di vacanze estive aiutando Marija nell’accoglienza dei pellegrini e nel disbrigo della posta, che arrivava a sacchi da ogni parte del mondo. Bastavano alcune righe di risposta ai casi più pietosi. E’ incredibile quante persone si rivolgano alla Madonna nelle varie vicende della vita. Dopo una settimana molto intensa e faticosa Marija era partita nel primo pomeriggio per gli esercizi spirituali. 

Decisi di partire per l’Italia di notte per evitare l’afa e il sole cocente della costa. Avevo davanti a me un po’ di tempo libero e pensai di salire nella stanzetta delle apparizioni nella casa di Vicka. Si trova, come sanno quelli che vanno abitualmente a Medjugorje, in cima alla scala dalla quale lei è solita trasmettere i messaggi della Madonna alla gente assiepata nel cortiletto sottostante. Erano circa le quattro del pomeriggio e stranamente intorno non si vedeva anima viva.

Entrai nella stanzetta dove troneggiava una bellissima statua della Madonna di grandezza naturale, mentre tutto intorno erano raccolti gli oggetti che i pellegrini avevano portato per la benedizione. Mi inginocchiai e incominciai a recitare il rosario. Pochi minuti dopo vidi Vicka affacciarsi alla porta. Era appena tornata da Zagabria dove era stata ricoverata un paio di settimane prima per una operazione di appendicite. La conoscevo appena, ma mi feci coraggio e le chiesi si volesse unirsi per la recita del rosario. Acconsentì, pur rimanendo in piedi a causa delle recente ferita.

Verso le cinque, al termine del rosario, improvvisamente non udii più la sua voce, benché muovesse ancora la bocca. Era rimasta in piedi dopo aver accennato ad inginocchiarsi. La sua testa era rivolta verso l’alto. Sorrideva, parlava, annuiva. Stava dialogando con qualcuno che era presente nella stanzetta e che io non vedevo. Compresi che era venuta la Madonna.

Sentii un tonfo al cuore. Non avevo dubbi che la Madre di Dio fosse a meno di un metro da me. Mi sprofondai con la faccia a terra, esprimendo la mia fede e professando la mia indegnità. Eravamo solo noi due davanti a lei. Ero certo che in quell’occasione mi doveva per forza vedere e ascoltare. In quel momento non pensai che la Madonna vede ciascuno di noi nella sua unicità, anche se fossimo numerosi come la sabbia del mare.

Dissi alla Madonna tutto ciò che mi stava a cuore, del passato, del presente e del futuro della mia vita. Le presentai numerosi intenzioni di preghiera. Le parlai come un figlio si rivolge alla madre. Un’occasione del genere, dicevo fra me, non mi sarebbe mai più capitata. Normalmente un’apparizione dura qualche minuto. Dopo dieci minuti cominciai a inquietarmi. L’apparizione continuava. Avendo finite le mie preghiere personali, mi accingevo a riprendere il rosario, ma fui preso dalla curiosità di osservare con occhio attento quando stava accadendo.

Vicka in piedi guardava leggermente verso l’alto. Più tardi mi spiegò che la Madonna l’aveva dispensata dal mettersi in ginocchio a causa della recente operazione. Le delicatezze di Maria sono commuoventi! L’atteggiamento era raccolto e pieno di vivacità nel medesimo tempo. Stava parlando con qualcuno che le ispirava rispetto e confidenza. Ascoltava seriamente, annuiva sorridendo e interloquiva a sua volta con molta partecipazione. In altre occasioni ho notato che Marija, Ivan e Ivanka, alle cui apparizioni ho assistito, parlano più raramente e con più calma. Anche in questi momenti particolari i veggenti sono se stessi, ognuno con la sua personalità.

L’apparizione è durata poco più quaranta minuti. In tutto questo tempo era come se io non esistessi. Vicka neppure per un istante diresse lo sguardo da qualche altra parte o fu distratta dai rumori abituali di una casa. Era come immersa in un altro mondo. L’estasi, se così la si può chiamare, non manifestava fenomeni inconsueti, se non una trasfigurazione soprannaturale del volto, particolarmente sereno e luminoso, e una compostezza di tutta la persona.

L’unico fenomeno completamente fuori dall’ordinario era la totale scomparsa della voce. Vicka parlava e in un modo piuttosto marcato, tanto che si sentiva lo schioccare delle labbra e della lingua, ma non si udiva la sua voce. Era come se fosse scomparsa nel momento in cui la Madonna era venuta. I primi giorni delle apparizioni sul Podbrdo non era così. La gente udiva la voce dei veggenti, quando parlavano con la Madonna.

 Nelle apparizioni successive la loro voce è totalmente scomparsa, mentre i presenti possono vedere il movimento delle labbra. La Madonna evidentemente vuole mantenere segreti i suoi dialoghi con i veggenti, ma nel medesimo tempo lascia a noi un segno molti significativo della sua presenza. Infatti chi di noi può parlare normalmente senza che si possa sentire la sua voce?

Improvvisamente però la voce di Vicka risuonò chiara nella piccola stanza. Mi disse poi che la Madonna aveva iniziato a pregare il Padre nostro e Vicka si univa a lei dicendo “ Che sei nei cieli…” Subito dopo pregò il “Gloria al Padre”. Non recitò invece l’Ave Maria. Terminate le due preghiere la voce scomparve di nuovo, mentre l’apparizione continuava.

 Ho potuto notare che questo fenomeno avviene in tutte le apparizioni della Gospa. La voce dei veggenti, eccettuati i primi giorni, scompare all’inizio dell’apparizione. Se essi sono in preghiera, nel momento in cui la Madonna viene cadono immediatamente in ginocchio e la voce si dissolve nel nulla. Ritorna soltanto quando pregano il Padre nostro e il Gloria al Padre con la Madre di Dio. A mia conoscenza non hanno mai detto, neppure una sola volta, l’Ave Maria. Infatti la Madonna non prega se stessa.

Il fenomeno della scomparsa della voce e il suo ritorno provvisorio durante l’apparizione non è da sottovalutare. Sotto il profilo scientifico pone dei notevoli problemi di interpretazione. Infatti la bocca e la lingua si muovono come se stessero parlando. Perché non si ode la voce? E perché essa ritorna durante la preghiera del Padre nostro e del Gloria al Padre, mentre il veggente è ancora in estasi? Mi pare che si tratti di un segno che Dio ci lascia sull’autenticità dell’apparizione stessa. Non lo si può liquidare con colpevole superficialità.

Mentre stavo scrivendo questo capitolo ho avuto l’opportunità di partecipare ad una apparizione della veggente Marija, qui in Italia, nella sua casa. Era il 7 Aprile del 1998, martedì santo. Sono passati dodici anni, ma nulla è cambiato di quanto ho descritto sopra. Il contesto però è diverso. Fa una certa impressione attendere la Madonna in casa, mentre in cucina bolle la pentola dell’acqua e i bambini corrono qua e là ignari dell’avvenimento. C’era la famiglia al completo. I genitori, i tre bambini, dei quali il più grande ha solo quattro anni, e i nonni. La Madonna che entra in un focolare domestico è un avvenimento pieno di significato

 Dopo il rosario Marija incomincia a pregare i sette Pater, Ave e Gloria. Il bambino più vivace, Francesco Maria, vuol giocare con la mamma, proprio mentre sta pregando. Marija sorride, gli offre un orsacchiotto lì per terra sul pavimento, cerca di tenerlo buono. Michele Maria, il più grande riesce a stare tranquillo per qualche minuto. Il più piccolo, Marco Maria, in braccio alla nonna, osserva la situazione.

Verso la fine della preghiera viene la Madonna. Penso con commozione a questa lunghissima fedeltà della Madre di Dio, nonostante la nostra tiepidezza e la nostra superficialità. Durante l’apparizione Marija ha abitualmente un volto molto serio che impressiona.  Non mi era mai capitato di verificare fino a che punto l’estasi sottrae il veggente al mondo esterno. Improvvisamente il vivacissimo Francesco Maria si avvicina alla mamma, le si attacca alle vesti e la chiama. Marija però non si muove e non distoglie gli occhi fissi verso l’alto. Pare né vedere né sentire il bambino. Anche questo distacco dal mondo esterno è un fenomeno che appartiene ai segni di Dio.

Le apparizioni della Madonna a Medjugorje sono esse stesse un segno. Nella semplicità, nel silenzio, nella preghiera il soprannaturale entra nella nostra dimensione. I presenti vivono l’avvenimento in un clima di fede e di pace. I veggenti vedono la Madonna con gli occhi e Dio solo sa quale indicibile gioia  ricolmi in quel momento il loro cuore. Ma i presenti, pregando col cuore, possono fare un’esperienza simile, perché alla fine ciò che conta è l’intima unione dell’anima col mondo di Dio.

C’è un momento in cui la Madonna se ne va. Ho notato Marija abbassare la testa e subito dopo intonare la preghiera del Magnificat. Vicka invece ha emesso dal profondo dell’anima come un sospiro pronunciando l’espressione croata “Ode….”, che significa “ sta andando via…” Poi c’è un ritorno alla realtà molto naturale. I veggenti, se richiesti e se è necessario, fanno un resoconto molto succinto dell’apparizione.

Chiesi a  Vicka il perché di una apparizione così lunga, in quanto la durata abituale è di qualche minuto. Lei mi rispose che la Madonna le aveva parlato di qualcosa che riguardava il suo futuro. Successivamente cercai invano di saperne qualcosa di più. I veggenti di Medjugorje sono molto riservati. Testimoniano pubblicamente i messaggi, ma nella vita privata cercano di viverli, più che di parlarne. Ho notato che Maria li plasma a sua immagine e somiglianza, insegnando loro a tenere racchiuse nel proprio cuore le loro esperienze, dando la loro limpida e leale testimonianza nel momento opportuno.

Mi sono chiesto più volte come reagiranno i ragazzi e come reagiremo noi quando cesserà questo tempo di grazia che attraverso Maria “è unito al cielo in modo speciale” (25.05.1996).

(  Padre Livio – Perché Credo a Medjugorje – Sugarco- pag 26-29)