di Gian Guido Vecchi- Corriere della Sera – 7 Novembre 2026

Si prevedeva che il Papa celebrasse in riva al fiume vicino al ponte «Generale Artigas» che unisce Argentina e Uruguay: non è stato possibile per la minaccia stagionale di alluvione

Papa Leone XIV

DAL NOSTRO INVIATO

PAYSANDÚ (URUGUAY) – In una giornata di nubi basse e vento a spazzare la pampa, Leone XIV ha raggiunto stamattina la parte nordoccidentale dell’Uruguay, a poco meno di quattrocento chilometri da Montevideo: tre quarti d’ora di volo militare fino a Paysandú, al confine con l’Argentina, per la sua prima messa del viaggio in Sudamerica. La città sorge sulla riva orientale del fiume Uruguay, l’altra riva è territorio argentino, il ponte «Generale Artigas» attraversa le acque e unisce i due Paesi. Si prevedeva che il Papa celebrasse in riva al fiume ma non è stato possibile per la minaccia stagionale di alluvione, e il palco della messa è stato montato qualche chilometro all’interno. 

Il ponte simbolico

Ma il «Generale Artigas» resta l’immagine che dà il senso della tappa di Prevost, le sue parole all’omelia sono rivolte a tutto il continente e oltre: «Non è difficile immaginare i benefici che genera un ponte: apertura, comunicazione, scambio. Perciò, quanto è importante essere costruttori di ponti! Questa è la vocazione a cui tutti siamo chiamati: costruire ponti, rafforzare legami, unire, comunicare, trasmettere la gioia della fede».

Nella spianata «Parque París Londres» ci sono quarantamila fedeli, nonostante la pioggia all’alba, sono arrivati anche dalla provincia argentina di Entre Ríos e dal Brasile ma soprattutto dalla pampa sterminata che mostra tutte le risorse dell’Uruguay, corsi e bacini d’acqua e terra fertile, una pianura appena ondulata e fitta di palme e graminacee, coltivazioni di grano, orzo, sorgo e una quantità stupefacente di allevamenti: il Paese ha poco meno di tre milioni e mezzo di abitanti e dodici milioni di vacche, il rapporto di bovini pro capite più alto del pianeta.

Missionario

La distribuzione equa delle risorse e la giustizia sociale sarà uno dei temi portanti del viaggio che domenica porterà Leone XIV in Argentina e, da mercoledì, in Perù, il Paese dove Prevost ha vissuto vent’anni come missionario agostiniano e poi vescovo. Nella messa si legge in passo del Vangelo di Luca in cui si dice «non potete servire Dio e la ricchezza», il Papa commenta: «Gesù nel Vangelo indica l’uomo onesto, che serve Dio ponendolo al centro della sua vita ed è fedele in tutto ciò che gli viene affidato». Le letture del giorno «ci descrivono la figura di un uomo giusto, che il Signore aiuta e sostiene affinché porti avanti la missione che gli è stata affidata». 

Alle spalle del Papa, sul palco, si mostra l’immagine del vescovo di Montevideo e beato Jacinto Vera che «durante la storica difesa di Paysandú, nel 1864, si stabilì sull’isola della Carità, di fronte alla città assediata, per assistere rifugiati e feriti di entrambi i fronti», ricorda: Vi rimase fino alla fine dell’assedio per accompagnare il suo popolo, supplicando in nome di Dio che gli eserciti dei fratelli si dessero l’abbraccio di pace». Ecco, conclude il pontefice: «Oggi tocca a noi continuare l’eredità che questi seminatori del Vangelo ci hanno lasciato, e dobbiamo farlo tenendo presente ciò che ci dice la Parola di Dio: con giustizia, onestà e fedeltà».