Jim Caviezel – Tributo alla Vergine Maria, Madre di tutte le genti

Jim Caviezel racconta come la mano della Madonna lo abbia misteriosamente guidato nella sua vita fino alla conversione e nei film che ha realizzato successivamente

La sua mano come guida nella mia vita, nella mia carriera, a volte in maniera incredibile.
Per esempio, nel 1997 avevo un colloquio per la parte in un film, parte che desiderava ogni attore di Hollywood.

Nel film di Terrence Malick – “La sottile linea rossa”. Non avevo grosse possibilità, però almeno avevo l’incontro con Malick.

Mi sono fermato sotto casa sua a Beverly Hills per incontrarmi con lui alle 18:00, ma non riuscivo ad uscire dalla macchina.

Mi avvolse il dubbio. Ho preso la decisione, che “se dovesse andare male”, rinuncerò alla mia carriera da attore.

Non volevo passare tutta la mia vita a pensare se avrei mai lavorato come attore.
Sono già le 18:00. Sono ancora in macchina e credo nel profondo nel mio cuore che i prossimi 10 minuti cambieranno la mia vita per sempre.

Nella mia testa ero un ragazzo di Mount Vernon, Washington, che voleva giocare a basket, dunque che cosa ci faccio davanti alla casa di Terrence Malick? Ero emotivamente distrutto.

Quindi ho cominciato a recitare il rosario. Sono le 18:05 e io sono ancora a metà del quarto mistero gaudioso.

Sapete, sei mesi prima il mio capo, che era una sorta di mistico cattolico, mi disse che dovrei recitare il rosario tutti i giorni.

Mia moglie Carrie mi insegnò a farlo.

Quindi seguendo le sue indicazioni, ho preso il rosario prestato da sua nonna, un prezioso ricordo di famiglia, quindi ho cominciato a muoverlo tra le dita pregando, non conoscendo nemmeno i misteri.


Sono già in ritardo di 5 minuti a questo importante appuntamento con il regista più gettonato di Hollywood e non ho ancora finito il primo mistero, quindi ho deciso di continuare a pregare, – Ave o Maria, piena di grazia, – Ave o Maria, piena di grazia.

Quando ho finalmente finito, sono le 18:10. Sono saltato fuori dall’auto, ho corso verso la porta, ma mi accorgo che in mano ho ancora il rosario.

Sapevo, che se l’avessi tenuto in tasca avrei passato l’incontro a giocarci di fronte al regista.

Quindi sono ricorso in macchina per lasciarlo lì. Ho aperto la portiera e ho messo dentro il braccio per lasciarlo sul sedile, e in quel momento ho sentito nel mio cuore, che dovevo portarlo con me.

Non era la prima volta che sentivo una sensazione di questo tipo. La prima volta ho avuto questa esperienza quando ero seduto al cinema all’età di 19 anni, a Mount Vernon, Washington.

Il film era terminato, e seduto al buio, sentendo con le mie ginocchia da giocatore di basket solamente il sedile di fronte, ho provato nel cuore quella sensazione, che sarei dovuto diventare attore.

Che Dio mi ha creato proprio per quello scopo.

Che è questo ciò che esige da me. Si può dire che quella era la mia personale annunciazione.

Una consapevolezza molto intensa della mia vocazione. Dunque con riluttanza sono andato avanti, perché si accese il mio buon senso.

Non sapevo nulla su come fare l’attore. Non avevo agenti, né manager.

Non riesco nemmeno a ricordare a memoria i testi, qualità che mi salverebbe la vita, come potete vedere.

Ma avevo quella convinzione interiore, di avere un incarico.

Dunque sono di fronte alla casa di Terrence Malick. Ho deciso di portare quel rosario con me e ho incominciato a dirigermi verso la porta.

Mi apre una piccola domestica, e vedo al suo collo la Medaglia Miracolosa. Le dissi: “Oh, sei cattolica” Mi risposte: “No, sono della Chiesa episcopale. Entra.”

La domestica mi fa accomodare dentro e mi mostra la casa.

Una bellissima hacienda spagnola. Entrambi ammiriamo il soffitto e mentre la donna è a metà frase, ho di nuovo questa sensazione dentro la cassa toracica, ma più forte che mai e senza pensarci due volte tiro fuori il rosario dalla mia tasca.

La interrompo e le dico: “Signora, questo è per lei”. È sorpresa. Mi chiede: “Perché l’hai fatto?” Le lacrime le scendono dagli occhi. Rispondo: “Non lo so”.

Mi risponde: “O mio Dio” “La donna che mi ha regalato questa Medaglia Miracolosa della Vergine Maria mi ha anche dato il rosario che aveva ricevuto da Madre Teresa, ma l’ho perso” “E ho pregato stamattina perché dio me ne procurasse un altro” “E poi entri tu…” La donna continua a versare le lacrime. Anch’io sono scioccato.

Tra di noi c’è un rosario. E in quel momento entra Terrence Malick e comincia a chiedere: “Tesoro, cos’è successo?” a quel punto mi è chiaro che non si tratta di una domestica ma della moglie di Malick. Ho pensato, ok… forse devo prenotare un biglietto di ritorno per Mount Vernon.

Quando sono tornato a casa, dico a mia moglie: “Amore ho delle buone, ma anche delle cattive, notizie” “La buona è che ho ottenuto la parte in “La sottile linea rossa”, la cattiva è che il rosario della nonna non c’è più.

” Quel rosario ed io credevamo che l’intercessione di Maria mi ha portato al primo ingaggio importante nella mia carriera.Abbiamo ricevuto 7 nomination agli Oscar, tra cui per il Miglior Film.
Primavera 2000. Mi proposero la parte di Edmond Dantès ne “Il conte di Montecristo”.

Era la nuova trasposizione del classico di Dumas. Per la prima volta dovevo supportare il peso di un film.

Avevo ottenuto ciò che da tanto volevo ottenere, ma non provavo pace. Andavo a messa pregando per quel film, ma così come voi, non sapevo mai se le mie preghiere avrebbero avuto effetto. Ed è successa una cosa incredibile.
Abbiamo intenzione di girare la scena principale in una grande casa a Malta. E’ quel momento in cui il conte deve decidere se rimanere con l’amore della sua vita, o se lascarla per vendetta.

Guardo il soffitto pensando alla decisione. In realtà non guardo nulla, ovvero non c’era lì nulla tranne che il soffitto bianco.

Poi il regista, Kevin Reynolds, un battista proveniente dal Texas, mi prende da parte per dirmi: “Ti faccio vedere cosa guarderai”.

“Ho trovato qualcosa in fondo al corridoio, penso che funzionerà nel film”. Mi porta in una stanza a 10 porte più avanti, e indica il soffitto.

Sono scioccato. Guardo incredulo, perchè sul soffitto vedo un affresco dell’Immacolata Concezione della Santissima Vergine Maria. Kevin Reynolds non sa nulla, né su Maria né sulla religione cattolica, quindi gli chiedo: “Hai idea di cosa sia?”.

Mi risponde in stile texano: “Yep” ed esce dalla stanza. Beh, avevo paura di aggiungere altro al suo “Yep” per paura che possa togliere quest’inquadratura dal film. Quindi non ho detto nulla, però per me era un segno. Segno dal nostro Signore, che la Sua Santissima Madre è con me. Durante tutte queste esperienze, Maria mi accompagnava tenendomi per mano. Guidandomi da Suo Figlio nella mia vocazione.

Se avete visto “Il conte di Montecristo” allora sapete che quella scena è rimasta nel film e con orgoglio posso dire che ho condiviso il mio tempo sullo schermo con la Madre di Dio.
In un modo inspiegabile ricevo una telefonata da Mel Gibson. Non mi ha chiamato né il mio agente, né il mio manager, non conoscevo Mel Gibson, né ho cercato di ricevere una parte in uno dei suoi film, perché nessuno conosceva i suoi piani. Mel Gibson voleva che interpretassi Gesù Cristo. Voleva un uomo le cui iniziali fossero J.C. (Jesus Christ, G.C., Gesù Cristo) e che avesse 33 anni. È una coincidenza? Non lo penso nemmeno io. Poco tempo prima, mia moglie mi presentò ad uno dei visionari di Medjugorje.

Ciò ha avuto un importante ruolo nell’alimentare il mio amore e la mia devozione alla Madre di tutte le genti. A Medjugorje ho affidato tutta la mia vita e carriera da attore alla Madonna, tramite la consacrazione secondo il trattato di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Da quel momento, tutto ciò che facevo nella mia vita o nella mia carriera lo facevo per Lei. Affinché agisca insieme a me, come meglio ella desidera.

Credo anche, che è proprio Medjugorje ad aver preparato il mio cuore, per pronunciare il mio “Fiat” per interpretare Gesù ne “La Passione di Cristo”. Girare la Passione di Cristo, mi ha avvicinato ancora di più alla Madre Santa. Più vivi il dolore di Gesù… più capisci la compassione di Maria. L’unione tra Maria e Suo Figlio… Quale madre non soffre, quando soffre suo figlio?! Recitare Gesù nella Passione mi ricorda anche la chiamata di San Giovanni Paolo II, che ognuno di noi deve diventare co-redentore con Gesù e Sua Madre Maria.

Durante i primi giorni delle riprese, la folla mi spingeva da tutte le parti. I soldati mi colpivano con le fruste, che toccavano il mio corpo. La mia spalla si bloccò sotto questa pesante sbarra, quando qualcuno tirò la croce nella direzione opposta, ciò causò uno strappo muscolare, la mia spalla si divise.

Sono caduto in ginocchio, ho lasciato cadere la croce, immergendo la mia testa nella sabbia. Questa scena è stata ripresa nel film. Dovevo affrontarlo ogni giorno. Era come una penitenza. Mi trafiggeva la spalla, rendendo il mio corpo rosso scuro e ogni ora che passava era sempre peggio. Poi dovevo essere appeso su quella croce. Era novembre. A Matera, in Italia.

Fa molto freddo, e io sono lì su una scogliera, indosso solo lattice e ho i fianchi fasciati. Sulla croce non ti uccide la perdita di sangue, ma l’assenza di ossigeno. Soffochi. Quindi prendo un respiro, le mie gambe sono intorpidite. E indovinate cosa accade. L’ipotermia. Per alzare la temperatura del mio corpo, hanno portato delle stufe a gas.

Quando le misero troppo vicino alle mie dita hanno cominciato a bruciarle, e il lattice cominciò a sciogliersi, questo prima che mi colpisse un fulmine, cosa che avvenne poco dopo. Operazione a cuore aperto. Ma offrivo tutto il dolore insieme a Gesù e Maria per il successo del film, che potrebbe portare le anime da Gesù.
“La passione di Cristo” rivela una verità biblica molto ovvia, che Maria, come nessun’altro, soffriva insieme a Suo Figlio, in quanto Co-Redentrice.

Così come Santa Madre Teresa di Calcutta esclamò: “Ovvio, che Maria è Co-Redentrice”. Ha dato il corpo a Gesù. E l’offerta del Suo Corpo, è ciò che ci ha redenti. Le scene della “Passione” rappresentano in maniera chiara il ruolo della Madre di Dio come Co-Redentrice insieme a Gesù. Infatti un famoso giornalista italiano afferma che “La passione di Cristo” poteva anche essere chiamata “La storia di Maria Co-Redentrice”.

Per esempio, nel film solo Maria capiva cos’era successo, quando Gesù venne arrestato. Disse: “E’ cominciato”. Cosa era cominciato? La missione unificata di Gesù Redentore e Maria Co-Redentrice, per redimere il mondo. Quando Maria cammina lungo la Via Crucis insieme a Gesù, si mette di fronte a satana. Lei è sua nemica. Il ruolo di Maria insieme a Gesù di “calpestare la testa di satana” è fortemente drammatizzato.

Nella scena al Calvario, il morente Redentore lascia Sua Madre, affinché diventi la Madre Spirituale di tutte le persone. Quando dice dalla croce: “Ecco tua madre” (G 19, 27) Nella scena finale, Maria diventa la Viva Pietra tenente il Corpo morto del Suo Figlio Divino. Ci guarda tutti come la nostra amata Co-Redentrice, che ha sofferto insieme a Gesù e ci chiama tutti, ad apprezzare il prezzo della nostra redenzione.


Ci sono tante, teologiche verità, che Mel Gibson inserì ne “La passione di Cristo”. In questo caotico, confuso tempo, abbiamo bisogno della Verità. La Verità, che Maria è Co-Redentrice, intermediario di tutte le grazie e portavoce di tutta l’umanità! Spero e prego, affinché il Papa annunci questa verità come dogma mariano, affinché ogni viva creatura umana sappia, che ha una Madre Spirituale, che la ama, e che intercederà per chiunque, per portarlo da Gesù, il vero Salvatore!


Perché ciò è necessario, se la verità su Maria è già nota? Perché è necessario un annuncio papale? Beh, guardate nel Testo Sacro, quando Gesù chiese ai suoi apostoli: “Chi dicono che io sia?”.

Credetemi se vi dico… che Gesù non ha avuto una crisi d’identità. Sapeva chi era, ma voleva, che la verità venisse proclamata! Quando Simon Pietro annunciò la Verità, che Gesù è “Cristo, il Figlio del Dio Vivo”, allora, e solo allora, Gesù fondò la Chiesa ed il papato sulla pietra di Pietro, il primo papa.

Credo che Gesù voglia l’intera verità su Sua Madre Maria, che Lei è la Madre Spirituale del mondo, co-Redentrice e Intermediario, che deve annunciare l’attuale Papa, affinché nostra Madre possa usare la sua “piena forza” dell’intercessione, per portare pace, la vera pace nel mondo.


Miei amici in Gesù e Maria, l’attuale scena mondiale è un’inaudita frattura morale, disastri naturali, e ancor peggiori, minacce di guerre mondiali e terrorismo, che ci mostrano oggi i media. L’uccisione dei nascituri, e ora anche dei neonati… traffico sessuale di bambini… ormai più di 10 milioni. L’operato di satana è onnipresente, ovunque volgiamo lo sguardo. L’intero nostro mondo ha perdutamente bisogno della pace in Gesù Cristo. E quella pace, sia spirituale, sia mondiale, arriverà come alle origini attraverso Maria, la nostra Portavoce ed Intermediario!


La Madre di Dio promise a Fatima che “alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà e il mondo vivrà un periodo di pace”. Fidiamoci di queste parole della Madre di Dio. Preghiamo, soprattutto il Gesù Eucaristico, per la vera e stabile pace nel mondo tramite l’intercessione di Maria, la madre di tutta l’umanità. Lei manterrà la promessa, ma noi dobbiamo fare la nostra parte. Come scrisse San Bernardo e come mi convinsi personalmente nella mia vita: “Non ti perderai, se La seguirai… non ti perderai, se ti rivolgerai a Lei. Se ti tiene per mano, non cadrai. Se ti protegge, non hai nulla di cui temere. Non ti stancherai, se ci sarà Lei dalla tua parte.”.

Però ti devi avvicinare a Lei. Fratelli e sorelle, non smettete di credere, rivolgetevi alla Madre. Recitate il rosario per la pace nel mondo! Adorate Gesù nell’Eucarestia, e il Paradiso risponderà! Questa via non sarà facile, né per i nostri vescovi, né per i nostri sacerdoti, né per i laici, che accetteranno questa sfida. La battaglia per realizzare il piano Divino non è mai facile… Ma com’è scritto nel Vangelo: “Beati voi quando gli uomini vi odieranno, e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo.”

Alla fine conterà solo ciò che c’è tra te e Dio. Tra te e gli “altri” non ci è mai stato nulla. Il tuo nome magari non comparirà sull’arca della gloria. Magari nessuno saprà il tuo nome. Gli Oscar e i complimenti potrebbero non arrivare mai. Ma stai certo, che un giorno Dio te lo ripagherà.

Questa folla sulla terra presto si dimenticherà se non sei stato in cima. Quando sarai in cima ti tiferanno come pazzi, finché non cadrai, perché allora non conterà più nulla. Ma non Dio. Lui non dimentica mai.

Nella sua arca della gloria, anche solo grazie alla fede verso Suo Figlio, il tuo nome è segnato per sempre.


Te lo dico, amico, non cambierei quel mio nome, indipendentemente da quanto sia scritto in piccolo lassù.

E’ scritto lì, sopra le stelle… in nessuno dei nomi famosi presenti sulla terra e per la gloria che ricevono…
Preferirei essere qui nessuno, ma avere il nome lassù! Che Dio vi benedica.