APOSTOLI DI MARIA
21. Le anime fervorose pronte per il martirio

Gesù Cristo è morto inchiodato ad una Croce come il più infame dei malfattori. Ne hanno seguito le sue orme tutti gli apostoli e una moltitudine immensa di testimoni della fede di ogni età, lingua popolo e nazione.
“«Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello” ( Apocalisse 7, 14).
La storia bimillenaria della Chiesa è stata fin dalle origini contrassegnata dalla persecuzione, come Gesù stesso ha profetizzato: “ Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi! ( Gv 15,20). Il martirio non è un fatto episodico, ma una componente costante del cammino della Chiesa nel tempo.
La Chiesa è sempre stata la “Chiesa dei martiri”, ma oggi lo è in modo speciale, a causa della vastità del male che inquina il mondo.
Tuttavia oggi il martirio è una espressione che viene usata con significati profondamente diversi, in particolare dai seguaci dall’Islam.
E’ perciò necessario mettere a fuoco l’essenza del martirio cristiano, nella sua grandezza irraggiungibile e nella sua bellezza imperitura, che rifulgono sul volto di Cristo crocifisso.
Il primo martire cristiano è Gesù e a lui si ispira la moltitudine immensa di martiri della storia cristiana, a cominciare da Maria e dagli apostoli, fino a quelli che hanno irrorato la terra in questi anni di scatenamento del drago, il cui scopo è quello di cancellare ogni traccia di fede cristiana.
E’ contemplando la croce che i martiri cristiani, a cominciare da S. Stefano, hanno tratto la forza di testimoniare la fede con mitezza e amore, perdonando i persecutori e pregando per la loro salvezza.
Il martirio cristiano è un atto di amore e di fedeltà a Dio. E’ un gesto supremo di testimonianza e di coraggio. Ma nel medesimo tempo è l’espressione più alta del perdono, senza il quale la potenza distruttiva del male trascinerebbe la vita in una spirale infernale senza speranza.
Il martire cristiano non cerca la morte, ma la vita. Non è un debole che non combatte, ma dimostra la sua forza resistendo al male e vincendolo col bene.
La sua forza è quella di un amore che oppone una barriera invalicabile alle ondate della violenza e dell’odio, con le quali satana cerca di distruggere il mondo.
Se l’icona del martire cristiano è Cristo crocifisso, si comprende la differenza abissale che lo contraddistingue da chi usa la sua vita per eliminare quella degli altri.
In questo caso il contesto non è più quello della testimonianza dell’amore e del perdono, ma quello dell’odio per il nemico e il desiderio di annientarlo.
Il fatto che ciò avvenga in un contesto religioso e che l’atto di uccidere venga compiuto in nome di Dio, non attenua ma aggrava il gesto, che giustamente Papa Francesco ha bollato come una “bestemmia”.
Dio infatti, l’unico vero Dio, non è il Dio dell’odio, della violenza e della vendetta, ma il Dio dell’amore, della pace e della gioia. Il volto autentico di Dio è quello di un Padre che perdona e che chiede ai suoi figli di fare altrettanto.
Ogni altra rappresentazione di Dio sarebbe in realtà quella di un idolo, con il quale l’uomo vuole giustificare ciò che di peggio cova nel suo cuore.
Alla radice del martirio cristiano c’è la spinta potente dell’amore. Il martire cristiano non odia i nemici, non usa la violenza nei loro confronti e soprattutto li perdona. In questo modo viene spezzata la logica della violenza che insanguina il mondo e che rende l’uomo lupo all’uomo.
Uno degli effetti più impressionanti del peccato delle origini è il dilagare della violenza nel mondo. Dopo che Caino ha ucciso il fratello Abele, un fiume di sangue è andato ingrossando fino a sommergere il mondo intero.
Il veleno di satana, che Gesù ha bollato come “l’omicida fin dal principio”, ha infettato l’umanità incapace di amare e di perdonare.
Gesù ha salvato il mondo offrendo se stesso, come agnello mansueto, alla violenza degli uomini, perché fosse distrutta dall’amore.
Il martirio di Gesù ha salvato il mondo dalla logica dell’odio e della distruzione. Il suo cuore è divenuto una sorgente inesauribile a cui gli uomini possono abbeverarsi per frenare gli impulsi oscuri che lo spingono contro i fratelli.
Solo l’amore e il perdono possono salvare il mondo dalla voragine infernale dell’auto-distruzione. Ma non vi è altro posto che la Croce dove attingere la forza divina che frena l’odio e la violenza.
I martiri cristiani rendono presente nel corso della storia il martirio salvifico di Gesù. Grazie a loro il male viene vinto col bene, la superbia con l’umiltà, la prepotenza con la mitezza, le vendetta col perdono.
Nel deserto delle devastazione provocato da due guerre mondiali non sono mai mancate le oasi nascoste dove sono fiorite le opere dell’amore.
La Gospa, nel suo piano di salvezza da Fatima a Medjugorje, ha rivelato la drammatica Via Crucis che la Chiesa del nostro tempo è chiamata a percorrere, rivelando, nella terza parte del segreto, il mistero del sangue dei martiri, che gli angeli riversano sulle anime per avvicinarle a Dio.
Nel tempo dei segreti il testimonianza della fede deve essere totale, fino al dono della vita. Il sangue dei martiri laverà il mondo dai suoi delitti e preparerà un tempo di pace per tutta l’umanità.
Vostro Padre Livio