diEster Palma – Corriere della sera – 5 Gennaio
Dopo le proteste sulla pubblicazione del documento «Fiducia Supplicans», dello scorso 18 dicembre, firmato dal cardinale prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, l’argentino «Tucho» Fernández, il Vaticano corre ai ripari
Non si placano in tutto il mondo cattolico le polemiche e la confusione sulle benedizioni alle coppie gay e irregolari (cioè non sposate in chiesa o formate da divorziati risposati). E ora il Vaticano frena: «Siano molto brevi, di 10-15 secondi, senza l’uso del Rituale e del Benedizionale», proprio per «distinguerle chiaramente dalle benedizioni liturgiche e ritualizzate», proprio per ribadire che la dottrina della Chiesa sul matrimonio non cambia. E aggiunge la nota vaticana: «Sono inammissibili riti e preghiere che possano creare confusione tra ciò che è costitutivo del matrimonio, quale unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta a generare figli e ciò che lo contraddice. Questa convinzione è fondata sulla perenne dottrina cattolica del matrimonio. Soltanto in questo contesto i rapporti sessuali trovano il loro senso naturale, adeguato e pienamente umano. La dottrina della Chiesa su questo punto resta ferma». Arriva quindi un deciso stop a chi sperava che la Chiesa si avviasse a un’apertura verso i matrimoni gay: «Se due persone invocano una benedizione, semplicemente si chiede al Signore pace, salute e altri beni per queste due persone che la richiedono».
La «rivolta» delle Chiese «periferiche»
Tutto è nato dal documento «Fiducia Supplicans», dello scorso 18 dicembre, firmato dal cardinale prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, l’argentino Victor Manuel «Tucho» Fernández, cui il Papa, di cui è molto amico, ha dato, il 1 luglio 2023, l’incarico che fu anche di Joseph Ratzinger. Il dicastero, nato nel 1542 per volontà di papa Paolo III col nome di Sant’Uffizio, ha il compito di vigilare sulle questioni della fede e della dottrina. Il Documento fortemente voluto da «Tucho» Fernandez sembrava invece aprire, se non proprio ai matrimoni gay o irregolari, almeno alla possibilità di una benedizione in chiesa di tali coppie. Ma nel mondo cattolico, non solo quello più tradizionalista, c’è stata una sorta di rivolta, con intere Conferenze episcopali, da quelle africane alle russe, a cardinali, dal Sudamerica, all’Asia, alla Spagna, che hanno affermato che non avrebbero mai permesso tali benedizioni nelle loro diocesi. Insomma, a protestare molto vivacemente sono proprio quelle chiese «periferiche» tanto amate e sostenute dal Papa. Che ora ha evidentemente deciso di frenare e correggere il tiro.
Cosa dice la dottrina sul matrimonio cattolico
Il tema della discordia è proprio quello del matrimonio cattolico, che può celebrarsi solo fra un uomo e una donna, deve essere aperto alla procreazione e, a meno di annullamenti alla Sacra Rota, possibilità su cui peraltro lo stesso Francesco ha più volte raccomandato rigore, per coppie che non sono mai state sposate in precedenza, essendo il matrimonio cattolico indissolubile. Ma non solo: per la Chiesa cattolica i rapporti gay e quelli irregolari sono peccato grave. Ora non si tratta di non benedire un peccatore, sarebbe fuori dalla dottrina e si è sempre fatto (essendo tutti, per lama di non benedire il peccato, come appunto sono considerate le unioni gay e irregolari. In altre parole, secondo la bimillenaria dottrina della Chiesa, si può benedire una coppia omosessuale o di divorziati, ma a patto che si impegni a pentirsi, ravvedersi e a non peccare più, come nel Vangelo stesso Gesù dice all’adultera a rischio di lapidazione. Piaccia o no, questa è la dottrina: ed è questo che ha scatenato le proteste.