di Ester Palma – Corriere ella sera – 16 maggio 2025
Nell’incontro con gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede: «E’ la strada per costruire società civili armoniche e pacificate. Bisogna tutelare ogni persona, dal nascituro all’anziano al migrante»
Nel suo primo incontro con gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede ricevuti in udienza in Vaticano, Papa Leone chiede di investire «sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, società piccola ma
vera, e anteriore a ogni civile società. E’ la strada per costruire società civili armoniche e pacificate». E aggiunge: «Nessuno può esimersi dal favorire contesti in cui sia tutelata la dignità di ogni persona, specialmente di quelle più fragili e indifese, dal nascituro all’anziano, dal malato al disoccupato, sia esso cittadino o immigrato».
Lo «strappo» con Francesco: Leone non cita le coppie gay
Dopo le aperture di Papa Francesco alle coppie gay, specialmente col documento «Fiducia Supplicans» del dicembre 2023, che prevedeva «la possibilità di benedire le coppie in situazioni irregolari e le coppie dello stesso sesso», Papa Leone rimette invece l’accento sulla famiglia formata sul matrimonio di un uomo e una donna, chiedendo ai governi di «investire» per salvaguardarla. E ha aggiunto, rivolto ai diplomatici: «Oltre che ad essere il segno concreto dell`attenzione dei vostri Paesi per la Sede Apostolica, la vostra presenza oggi è per me un dono, che consente di rinnovarvi l`aspirazione della Chiesa – e mia personale – di raggiungere e abbracciare ogni popolo e ogni singola persona di questa terra, desiderosa e bisognosa di verità, di giustizia e di pace».
«Anch’io sono discendente di immigrati»
Il Papa ha toccato anche il tema dei migranti: «La mia stessa storia è quella di un cittadino, discendente di immigrati, a sua volta emigrato. Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio».
«La pace inizia nel nostro cuore»
Infine Leone è tornato, ancora una volta, sul tema della pace: «Nella prospettiva cristiana la pace è anzitutto un dono attivo, coinvolgente, che interessa e impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa, e che esige anzitutto un lavoro su sé stessi. La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi”, rimarca il Pontefice».