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44. Il trionfo finale di Maria è una certezza assoluta
La Regina della pace, man mano che il combattimento escatologico cresce di intensità e la speranza del suo popolo vacilla, sente il bisogno di confortarlo sulla certezza della vittoria del suo Cuore Immacolato.
Affermando che la Chiesa fondata su Pietro è “indistruttibile” non si limita a ribadire un principio di fede, ma a riaccendere la speranza nel momento in cui la potenza del male spaventa e scoraggia.
“Quando tutto sembrerà perduto, io interverrò”, aveva promesso la Santa Vergine a Rue di Bac, all’inizio della grandi apparizioni mariane dell’epoca moderna.
E’ infatti la Chiesa al centro dell’attacco, che si fa più intenso di giorno in giorno. Il principe delle tenebre si propone di distruggerla o di falsificarla, in modo tale da divenire il padrone indisturbato del mondo intero.
Come nella Passione di Gesù il Sinedrio, Erode e Pilato, fra loro nemici, divennero amici, così per combattere e distruggere la Chiesa, si realizza una convergenza globale, catalizzata dall’invidia e dall’odio del serpente antico.
Come nel momento della Passione si manifestarono i pensieri reconditi dei cuori, così, al culmine del disegno di iniquità, gli uomini, pur divisi e nemici fra loro, urleranno tutti insieme il loro blasfemo “Crucifige”.
Allora, pieni di livore satanico, faranno a gara a sparare e a tirare frecce contro il Vescovo vestito di bianco, per umiliarlo, calpestarlo e ucciderlo, come ci testimonia il terzo Segreto di Fatima:
“Allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizione”.
Beati quelli che saliranno col Vescovo vestito di bianco fino in cima al Calvario per ricevere la corona del martirio. Guai a quelli che seguiranno Giuda sulla via del tradimento e della morte senza speranza.