L’URGENZA DELLA CONVERSIONE
Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. ( Le troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)
Vostro Padre Livio
3. Dio parla al tuo cuore inquieto

Quando una persona rientra in se stessa, compie un passo fondamentale, che può decidere dell’intera sua vita. Scopre una parte di se stessa, la più autentica e la più profonda, che aveva sistematicamente ignorato o, peggio ancora, volutamente emarginato. Dio stesso, nella sua sollecitudine per la salvezza di ogni anima, non di rado interviene per favorire questo momenti di grazia.
A volte può essere una grande gioia, ma più spesso è l’appuntamento con le difficoltà della vita, con le sofferenze fisiche e morali, o con situazioni estreme, dalle quali non si intravede una via di uscita. Il mondo esterno è un tritacarne inesorabile, che prima o poi ti costringe a prendere le distanze per riflettere. Se hai la saggezza e la forza di staccarti dai suoi ingranaggi e rientri in te stesso, scopri nuovi orizzonti pieni di speranza.
Dentro di sé l’uomo è portatore un mondo sconfinato, che chiede di essere esplorato e conosciuto. E’ il mondo dello spirito, che fa parte del suo stesso essere. E’ quella dimensione della vita che troppi ignorano e che perciò sciupano trascinati via delle cose che passano.
Come fare per rientrare in se stessi? E’ forse indispensabile una disciplina particolare, che richiede fatica e applicazione, come ci suggeriscono le religioni orientali? Oggi non pochi seguono questa strada, ma alla fine si ritrovano sempre nella prigione angusta del proprio io.
Tu segui la via evangelica, quella che consiglia Gesù. Raccogliti in un luogo solitario, nel silenzio di una Chiesa, nella pace della natura, o persino nella tua cameretta, e incomincia a pregare. Intendo alludere a quella preghiera semplice, che affiora spontanea sulle labbra del cuore e che compie il miracolo di farti uscire dalla tua prigione esistenziale e di renderti attento alla presenza di Dio.
“Tu, invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” ( Mt 6,6). Forse non ti aspettavi che per trovare Dio fosse in fondo così facile e così accessibile a tutti.
Probabilmente non esiste nessun uomo che, nella sua vita, non abbia mai pregato. La preghiera è un’esigenza della natura umana, come il mangiare e il respirare. Non dirmi che non sai pregare. Ti basterebbe pronunciare il nome di Dio perché la preghiera sgorghi come una sorgente d’acqua pura nel centro del tuo cuore.
Ti suggerisco per prima cosa la preghiera di ascolto. Dio parla all’uomo, in innumerevoli modi, ma in particolare si fa sentire nell’intimo di ognuno. Chissà quante ti ha chiamato, ti ha sussurrato, ti ha incoraggiato, ti ha ammonito, ma tu non te ne sei accorto, perché la sua voce era coperta dal frastuono di altre voci.
Impara ad ascoltare la voce di Dio dentro di te. E’ un esercizio di discernimento nel quale ti devi affinare, perché nulla e più importante della sua parola, che sostiene e illumina nel cammino della vita. Non sempre Dio ti parla direttamente. Il più delle volte lo fa indirettamente e tu lo cogli nell’ascolto di quelle voci sommesse che si agitano nel tuo intimo.
Quali voci senti salire dal fondo del tuo cuore? Incomincia a discernere le voci dell’amarezza e cerca di capire che cosa Dio ti vuole dire attraverso di loro. In te c’è l’amarezza delle disillusioni e dei fallimenti che non avevi messo nel preventivo della vita. Ti eri incamminato su una strada punteggiata da false luci, che ti hanno tratto in inganno. Le illusioni si sono dissolte ogni volta che credevi di tenerle in pugno.
Nulla di ciò che hai cercato nell’arena del mondo ti ha fatto felice. Chi degli uomini, facendo il bilancio degli anni che ha vissuto, può dirsi soddisfatto di ciò che ha realizzato? Chi non ha avuto la grazia di incontrare Dio, che cosa si trova in mano?
Ti ricordi la parabola di Gesù riguardo a quell’uomo ricco, i cui granai erano ricolmi e prospettava a se stesso un avvenire felice? Mentre si cullava nelle sue illusioni, Dio gli disse: “ Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?” ( Lc 12, 20).
All’amarezza di aver sciupato la vita, si aggiungono l’angoscia del tempo che passa e il timore della morte che si avvicina. E’ un pensiero che si presenta puntuale ogni volta che ti alzi al mattino e che ti guardi allo specchio, ogni volta che una stagione passa o ogni volta che una persona cara lascia questo mondo.
Il tempo scorre inesorabile e tu hai già incominciato a guardare al futuro con sgomento. Tuttavia ciò che ti tormenta di più è il peso del male che ti assedia e ti soffoca. Senti il suo veleno che ti paralizza, fino a renderti schiavo. Hai imparato a tuo spese che il male fa male e che lascia i segni della devastazione. Senti dentro di te un’inquietudine e un rimorsi insopprimibili, nonostante i tuoi tentativi per soffocarli.
Cari amico, le voce dell’amarezza, che avverti salire dal profondo della tua anima, non sono necessariamente distruttive. Dio ti parla anche per mezzo loro. Ti mette in guardia dalla strada che stai percorrendo, ammonendoti che è la via della rovina.
Ti apre gli occhi sul veleno del peccato, dolce al palato, ma portatore di morte. Ti scuote dall’inerzia con cui ti sei lasciato incatenare e ti chiama alla libertà. Ti svela l’inganno di una vita senza di lui e ti porge la sua mano amica. Ti assicuro che la pedagogia divina è un capolavoro di rispetto e di tenerezza.
Se saprai ascoltare con attenzione, potrai ascoltare anche altre voci, che salgono da profondità insondabili, ma che tuttavia fanno parte di te. Sono i desideri più profondi del tuo cuore, che avevi sepolto sotto uno strato spesso di detriti, ma che tuttavia stanno riaffiorando.
Senti in te il desiderio di luce, che ti aiuti a comprendere il mistero del tuo essere, della sua origine e del suo destino. Senti il desiderio di pulizia, perché avverti di essere sporco, tanto che sei diventato insopportabile a te stesso.
Senti il desiderio di pace, con te stesso innanzi tutto, perché sei interiormente dilaniato e proietti sugli altri il tuo travaglio interiore. Senti il desiderio di amore, perché hai sperimentato che ogni uomo è inganno e che non vi è una felicità vera senza un amore autentico. Senti il desiderio di eternità, perché sarebbe assurdo il dramma della vita, con le sue cadute, ma anche con le sue grandezze, se tutto finisse con un pugno di polvere.
Caro amico, lascia che amarezze e desideri salgono alla superficie e mettiti in ascolto. Non rigettarli un’altra volta, come spesso hai fatto in passato. Permetti che ti parlino e ti istruiscano. Sappi che Dio ti parla attraverso di loro e ti dispone ad ascoltare la sua voce dolce e soave.