LA SALITA  AL  KRIZEVAC NEL PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE

Cari amici,

il monte della Croce (Krizevac), con i suoi 520 metri sopra il livello del mare,  sovrasta la grande piana di Medjugorje. E’ più alto della collina delle prime apparizioni e lo si vede da qualsiasi parte uno si trovi.

La sua salita è impegnativa e ancora oggi ci sono delle persone che percorrono a piedi scalzi il sentiero sassoso.

Lungo il cammino sono state collocate delle suggestive formelle di bronzo, opera dell’artista italiano Carmelo Puzzolo, che rappresentano le stazioni della Via Crucis.

I pellegrini si arrampicano numerosi in tutti i periodi dell’anno, specialmente il Venerdì pomeriggio. L’erta salita è divenuto un atto penitenziale di purificazione e di intima partecipazione alla Passione del Signore.

Nel 1933, il parroco e gli abitanti di Medjugorje hanno innalzato una croce in cemento armato alta, basamento compreso, 12 metri. Sulla Croce hanno inciso le seguenti parole: “A Gesù Cristo Redentore dell’umanità, in segno di fede, amore e speranza in ricordo del 1900esimo anniversario della Passione di Cristo”.

 Nello stesso punto si trova una reliquia appositamente venuta da Roma, un pezzettino della Croce, dove è stato crocifisso il Signore, il cui pezzo più grande si trova nella Chiesa di Santa Croce di Gerusalemme eretta nella città eterna.

Ogni anno, il 14 settembre, nella festa dell’esaltazione della S. Croce, migliaia di pellegrini si uniscono ai parrocchiani per la celebrazione della S. Messa ai piedi della grande croce di cemento che svetta nel cielo.

Il Krizevcac è un simbolo fondamentale nel panorama di Medjugorje e, nelle intenzioni della Madonna, rappresenta la centralità della croce di Cristo nell’opera della salvezza.

 La Gospa ha tenuto a sottolineare che l’erezione della grande croce sulla cima del monte faceva parte del piano di Dio:

«Cari figli, anche la croce faceva parte del disegno di Dio quando voi l’avete costruita. Particolarmente in questi giorni recatevi sul monte (Krizevac) e pregate sotto la croce. Le vostre preghiere mi sono necessarie ( 30 Agosto 1984).

I parrocchiani e i pellegrini dei primi anni hanno visto in diverse occasioni la figura della Madonna apparire sul Krizevac, come a voler indicare la sua presenza sotto la croce.

 La Gospa stessa lo ha affermato in un messaggio dei primi mesi: “ Io sono spesso sul monte, sotto la croce, per pregare.  Mio Figlio ha portato la croce, ha sofferto sulla croce e con essa ha salvato il mondo. Ogni giorno prego mio Figlio di perdonare al mondo i suoi peccati” ( 03 – 11- 1981).

 I sacramenti della penitenza e dell’eucaristia e la salita alla collina delle prime apparizioni e al monte della Croce sono tappe obbligatorie di un pellegrinaggio a Medjugorje che sia fruttuoso.

Sulle due alture  la presenza del Cielo è particolarmente intensa e la sorgente della grazie fluisce abbondante.

La centralità della Croce nella fede cristiana è stata messa in evidenza dalla Gospa fin dal secondo giorno, quel 26 Giugno del 1981, quando, dopo l’apparizione sul Podbrdo ai sei veggenti, è apparsa di nuovo a Marija mentre scendeva velocemente  lungo il sentiero, precedendo tutti.

 La Madonna piangeva a dirotto e le lacrime le scendevano lungo al veste e si perdevano sulla nuvola dove poggiava i piedi. A fianco della Madonna c’era una grande croce di legno.

 Fu in quel momento che la Gospa ha dato il messaggio fondamentale di Medjugorje, quello della pace. E’ infatti la croce che ha riconciliato gli uomini con Dio e fra di loro, togliendo l’inimicizia del peccato.

Le lacrime della Madre esprimono il dolore inconsolabile per la perdita dei suoi figli che non mettono a frutto la grazia della redenzione.

Nella sua straordinaria pedagogia la Madonna ha voluto anticipare e contrastare il rifiuto della croce che sta diffondendosi nell’occidente cristiano, con forme di persecuzione che violano persino il diritto fondamentale della libertà religiosa.

Satana è instancabile nel riversare nei cuori l’odio per la croce che ha segnato la fine del suo dominio sul mondo. Si può senz’altro affermare che nessun simbolo religioso è più amato e più odiato della croce.

Come osservava S. Agostino, l’umanità, simboleggiata dai due malfattori crocifissi alla destra e alla sinistra di Gesù, si divide in due schieramenti, quello che guarda con amore il Crocifisso e quello che lo disprezza, sanzionando così il proprio destino di gloria o di perdizione.

La presenza della croce è centrale nei messaggi della Regina della pace. Non potrebbe essere diversamente perché è mediante la sua passione, morte e resurrezione di Cristo che si è realizzata l’opera della salvezza.

Vi è una stretta connessione nel cammino di fede, lungo il quale la Gospa accompagna i parrocchiani, fra il peccato, la confessione e la croce

 Nella quaresima del 1984, quando iniziano i messaggi alla parrocchia, la Madre invita i suoi figli a guardare alle piaghe del Crocifisso e al suo cuore squarciato.

Guardando al Crocifisso i parrocchiani sono invitati a meditare sulla gravità del peccato, anzi dei peccati personali di ognuno, che rinnovano le sue sofferenze e fanno versare alla Madre lacrime di sangue.

La croce rivela all’uomo la sua malizia, la radice dell’indifferenza e del disamore, dell’orgoglio e della disobbedienza, e il rifiuto del suo amore di Padre.

Nel medesimo tempo manifesta l’infinita misericordia dell’Agnello di Dio, che si offre in sacrificio per espiare i peccati del mondo. La croce apre gli occhi sulla gravità del peccato, che è il più grande dei mali.

La Gospa sollecita più volte i parrocchiani a pregare davanti alla croce, meditando la passione di Gesù e rinnovando la propria consacrazione:

“Cari figli, in questi giorni (della novena per la festa dell’Esaltazione della Croce) voglio invitarvi a porre al centro di tutto la Croce.

 Pregate in particolare davanti alla Croce, da cui derivano grandi grazie. In questi giorni fate nelle vostre case una consacrazione speciale alla Croce. Promettete di non offendere Gesù e la Croce e di non arrecargli ingiurie. (12- 09 –1985).

La Madre è preoccupata per la moltitudine dei suoi figli che si vergognano della croce di Cristo e l’hanno eliminata dalla loro vita.

Vostro Padre Livio