L’ULTIMA ADORAZIONE EUCARISTICA  E  LA  DISFATTA  DELL’ANTICRISTO

Cari amici,

nel romanzo  di Robert  Benson “Il Padrone del  mondo”,  la  disfatta  delle schiere  dall’Anticristo avviene nel  momento in cui Silvestro,  l’ultimo Papa,  rifugiatosi a  Nazareth dopo la distruzione di Roma,  con un esiguo gruppi di fedeli sta facendo l’ultima adorazione eucaristica della storia.

E’ in quel momento infatti che  sulle nubi del Cielo appare Cristo con grande potenza  e  gloria e l’impero del male  col suo capo precipita nell’abisso.

Mentre Soloviev, dopo la vittoria sull’Anticristo, prospetta per l’umanità un tempo di pace, Benson, al contrario, apre gli scenari solenni e tremendi della fine del mondo. Sarà Cristo stesso, nel momento in cui il minuscolo gregge, raggruppato intorno al Papa, sta per essere distrutto, che manifesterà la sua potenza e la sua gloria, apparendo sulle nubi del cielo come Giudice del mondo. 

Benson non ha dubbi sulla volontà della nuova religione umanitaria di distruggere il cristianesimo, in modo tale che non ne rimanga traccia alcuna. Cristo deve essere espulso per sempre dal mondo e per raggiungere questo obbiettivo è necessario annientare la Chiesa e ogni suo seguace.

 L’Anticristo, col consenso universale, bombarda Roma, uccidendo il Papa, i Cardinali e quasi tutti i cattolici  che vi hanno trovato asilo. Solo due Cardinali sopravvivono. Uno dei essi, l’ultimo Papa, si rifugia a Nazareth con alcuni cristiani superstiti. Lì si dirigono i bombardieri dell’Anticristo, supportato dai governi di tutto il mondo.  Felsemburg (l’Anticristo)fa sapere che intende partecipare personalmente a questa liquidazione definitiva della Chiesa e della fede cristiana:

“ Per quanto riguarda il modo con cui siglare la fine della fede cattolica, sua eccellenza  (L’Anticristo) ritiene che sia più aderente allo spirito umanitario non giungere a compromessi con questa gente ( i cattolici)…

Grazie agli esplosivi che la spedizione avrà con sé, la fine sarà quasi istantanea. Sua eccellenza intende partecipare personalmente alla spedizione e desidera che sia proprio il suo aereo a lanciare la carica decisiva degli esplosivi.

E’ infatti giusto che il mondo, che ha già eletto sua eccellenza alla carica di presidente, agisca attraverso le di lui mani, dando così un certo attestato d’onore a quella superstizione ( il cristianesimo)  che, benché infame, è stata, essa sola, capace di resistere, fino in fondo, al progresso dell’uomo. Sua eccellenza fa a tutti la promessa che, dopo questa distruzione, non avremo più fastidi da parte del cristianesimo (Ib. pag. 305-306).

                Dunque è vana la profezia di Gesù Cristo che ha promesso che le porte dell’inferno non avrebbero prevalso contro la Chiesa? “Quando tutto sembrerà perduto, io interverrò”, aveva promesso la Madonna a Caterina Labouré.

Dio saggia la fede fino al limite estremo, perché attraverso la prova sia trovata perfetta. Mentre le armate della religione umanitaria, in nome della pace e del progresso universali, planano su Nazareth per disinfestare il mondo dalla superstizione cattolica, Papa Silvestro, con i il piccolo gregge rimasto, celebra l’ultima Messa e si immerge nell’adorazione eucaristica.

 Mentre recita il “Pange lingua gloriosi”, un fascio di luce soprannaturale lo avvolge e passa dall’adorazione alla visione soprannaturale.

Ecco che al suo sguardo si manifesta “ L’Erede delle età temporali, esiliato dal mondo, mai riconosciuto Principe da quelle ribelli creature che erano contro Dio e che ora diventano più cieche del sole che impallidiva e della terra che tremava. Mentre Egli veniva, le sue vittime rotolavano dietro di Lui, passando dall’ultima loro reale comparsa all’evanescenza  e alla forma di spettro: si agitavano (gli aerei), simili a uccelli fantastici che inseguivano la scia di un vascello fantasma. Ecco Egli veniva.  E la terra, divisa ancora una volta da opposta fede, vacillava, raccapricciata nell’angoscia ultima di due adorazioni” ( Ib. pag. 326).

Benson conclude la sua opera con un atto assoluto di fede. Gesù è il Signore. Egli è il vero Padrone del mondo. Lo è perché non è un semplice uomo mortale, come l’Anticristo, ma è il Figlio di Dio che si è fatto uomo per salvare il mondo.

Il suo grande merito è di aver compreso, all’inizio del secolo ventesimo, che l’Occidente marciava verso l’apostasia, rinnegando la divina rivelazione, e attribuendo all’uomo tutto ciò che in precedenza veniva attribuito a Dio. 

Chi è l’Anticristo se non colui che “ si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel Tempio di Dio, additando se stesso come Dio” ( 2 Ts 2,4). 

Oggi l’umanità, come ben ha osservato Benedetto XVI, vuole prendere il posto di Dio, additando se stessa come Dio. La religione umanitaria, antagonista del cristianesimo, fino a volerlo distruggere, è una realtà in piena evoluzione sotto i nostri occhi.

Benson non si limita a mettere in guardia gli uomini del suo tempo dal pericolo grave rappresentato dalla diffusione di una cultura anti-cristiana.

Egli  vede molto più lontano e vuole preparare la Chiesa alla  prova suprema. “Ciò che è in questione è la fede” aveva lucidamente intuito Paolo VI.  Quei tempi sono arrivati e il messaggio profetico del romanziere inglese rappresenta un incitamento alla Chiesa perché si rinnovi spiritualmente e possa affrontare vittoriosa lo scatenamento in atto del mistero di iniquità.

E’ questa l’opera a cui sta attenendo la Madonna da oltre un quarto di secolo, affiancando l’opera mirabile di difesa e di diffusione della fede degli ultimi Papi.

Vostro Padre Livio

( Profezie sull’Anticristo pag  178-179)