di Simone Canettieri e Monica – Corriere della Sera – 20 Ottobre 2026-

Durante il confronto tra gli uffici legislativi di palazzo Chigi e del Quirinale sono emerse perplessità su norme che potrebbero avere effetti eccessivamente repressivi

Il governo ha approvato il nuovo decreto Sicurezza, dopo gli scontri di Milano. «A Milano arrivano 500 militari in più fino alla fine dell’anno, al fianco di polizia e carabinieri e alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti, perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni», annuncia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel video sui social pubblicato dopo l’approvazione in Cdm del decreto legge dopo i disordini degli ultimi giorni in alcune città italiane. «Manifestare è un diritto, mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Lo abbiamo detto e lo dimostreremo con i fatti», ha sottolineato Meloni. 

La principale perplessità riguardava il conferimento dei poteri di polizia giudiziaria ai 500 militari che saranno inviati fino al 31 dicembre a Milano. Il presidente Sergio Mattarella sarebbe dunque contrario ad allargare i compiti dei militari, che non hanno una formazione specifica di polizia giudiziaria al contrario di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Una fattispecie che rischierebbe di evocare scenari repressivi. Ma il ministro dell’Interno ha smentito diversità di vedute: «Nessuno stop dal Quirinale, come sempre quando ci sono provvedimenti del governo c’è stata una interlocuzione molto fluida, serena e produttiva». 

Nel decreto è prevista la punibilità dei minori: «Per arginare questo fenomeno che questi giorni ha colpito nelle nostre città è stato fatto questo schema che riguarda la procedura penale: primo, riguarda la presunzione di capacità di intendere e di volere, ovvero, l’imputabilità, del minore dai 14 e i 18». Già inserita nel disegno di legge ma «oggi viene inserita nel decreto legge e ha efficacia immediata», ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Non solo. Si estende ai minorenni la “flagranza differita” e, per i minori con più di 16 anni, si consente al giudice di disporre di misure cautelari anche se interrompono i processi educativi in atto. 

Il decreto legge prevede anche l’introduzione della «possibilità che qualora il minore anche non imputabile partecipi alla commissione di fatti costituenti uno o più reati in contesti come quello a cui abbiamo assistito in questi giorni, può essere irrogata una sanzione amministrativa all’esercente la potestà genitoriale; una sanzione amministrativa da parte dell’autorità amministrativa, cioè il prefetto, da 500 a 1000 euro raddoppiabili in caso di reiterazione», come ha annunciato Piantedosi, durante la conferenza stampa post Cdm. Il prefetto può, dunque, «ordinare al genitore il pagamento di una somma a titolo di risarcimento dei danni cagionati in conseguenza dei fatti compiuti, qualora questi sono danni cagionata a beni appartenenti allo Stato alla regione agli enti locali, quindi a enti pubblici danni di carattere pubblico». Quando invece sono commessi danni in danno di privati il soggetto interessato «il prefetto può ricorrere ad un procedimento semplificato per ottenere un riconoscimento veloce dei danni che gli sono stati cagionati dai fatti», ha ribadito. 

L’altra novità riguarda l’introduzione del nuovo reato di «partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche», per sanzionare chi, partecipando a un gruppo di più di 5 persone, utilizza illegittimamente mezzi atti a offendere in modo da creare un pericolo concreto. Il ministero della Giustizia ha fatto inserire anche l’ ampliamento della «flagranza differita» (articolo382-bis del codice procedura penale) ai reati di devastazione e saccheggio, attentato a impianti di pubblica utilità, reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche, danneggiamento da parte di un gruppo. Non solo nel decreto si parla anche di procedibilità d’ufficio del reato di lesioni a agente o ufficiale di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza in tutti i casi (oggi la perseguibilità c’è solo nell’ipotesi aggravata). 

Per far funzionare meglio la macchina giudiziaria ci saranno misure per facilitare l’assegnazione provvisoria dei magistrati, con possibilità di assegnazione di un magistrato a più uffici del distretto. E ancora nella bozza del decreto Sicurezza, visionata dal Corriere, si prevede anche l’ ampliamento della misura prevenzione personale dell’avviso orale, che consente di imporre il divieto di radunarsi in luoghi pubblici anche limitato a determinate fasce orarie e maggiore responsabilizzazione dei genitori per i danni causati dai minori. È ancora in discussione, infine, il potenziamento degli strumenti informativi dell’intelligence, imponendo alle piattaforme digitali di fornire un numero più ampio di informazioni rispetto alle mobilitazioni che ormai passano dai social.