Il ministro della Difesa: “I ragazzi subiscono una controeducazione sui social e l’Occidente non reagisce”. I servizi stanno monitorando gli account che commentano i video degli scontri
20 OTT 26 -IL FOGLIO
Le violenze del fine settimana a Milano e in altre città italiane sono “profondamente diverse da quelle vissute in altre epoche” e sono “il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo al Defense procurement forum in corso a Roma. Secondo il ministro, questa guerra viene condotta “nelle nostre Nazioni” con “strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”.
Crosetto ha poi parlato dei giovani che hanno partecipato alle manifestazioni: “Se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione. Se sei su dieci le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola”. Una controeducazione, ha aggiunto, “che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento” in conflitto “con la società in cui viviamo e con le regole democratiche”.
Le parole del ministro arrivano dopo due giornate di disordini nel centro di Milano, il 17 e il 18 ottobre, cominciati al termine di un corteo contro il carovita convocato sui social. Le persone fermate sono state oltre 270, in maggioranza minorenni. Il governo ha disposto l’invio in città di 500 militari in più, decisione presa da Crosetto insieme al sottosegretario Matteo Perego. Nel pomeriggio è convocato un Consiglio dei ministri su nuove misure di ordine pubblico.
Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo il capo dello Stato “occorre un’analisi intelligente e approfondita” e serve “un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze” che arrivano da “soggetti inediti”.
Come scrive oggi Carmelo Caruso sul Foglio, i servizi di intelligence stanno esaminando gli account che commentano i video degli scontri. Tra questi sono stati individuati profili automatici, come uno identificato dal nome .dima.1.3.1.2. e accompagnato da una bandiera russa. E il governo teme infiltrazioni di propaganda filorussa anche nei canali Telegram legati alle proteste. Non si tratta di prove ma di indizi. Però le parole di Crosetto confermano che dalle parti del ministero della Difesa c’è più di un sospetto.