Le Religioni orientali nel tempo dei segreti

La prima apparizione della Madonna in India risale al sedicesimo secolo. Un ragazzo indù stava andando a consegnare il latte a un cliente; mentre riposava sotto un albero, vicino a un laghetto, gli apparve la Madonna chiedendogli un po’ di latte per il Bambino. Il ragazzo acconsentì prontamente per poi rimettersi in cammino.
Gentilissimo Padre Livio,
per la ricorrenza di oggi mi è venuta in mente questa mail scritta tempo fa, la trascrivo esattamente com’era, la ragazza indiana cui alludo nel messaggio non è più ritornata e qualche volta la rimpiango.
Gianmario
… Viviamo nell’effimero e nel provvisorio, io in particolare mi sento turbato anche per davvero poco, ad esempio sono rimasto a disagio qualche giorno fa per una ragazza indiana di 27 anni, collega di lavoro, a cui non hanno rinnovato il contratto di somministrazione, probabilmente ritornerà comunque, si tratta solo di un arrivederci.
Sembra quasi lo specchio della sua incredibile terra (terra mai toccata dalla piaga dell’agnosticismo di massa e in cui neppure esistono storicamente filosofie materialistiche, terra per oltre un secolo pesantemente vessata dal giogo inglese, fatto passato sotto silenzio in Occidente) tanto è umile, dolce, graziosa e dal sorriso disarmante e quasi contagioso, scevra di ogni suggestione dei sensi, si direbbe quasi “contenta dei deserti” per la levità del suo esistere, un atteggiamento comportamentale quasi scomparso nella nostra gioventù. La nostra comunicazione era quasi sempre basata sulla sacralità e ho cercato di renderle note le perle di Nostra Signora in terra indù, assieme a qualche vetta del pensiero induista.
Pensando alla saggezza metafisica dell’India, terra della non dualità, mi è venuto in mente questo spunto di qualche anno fa in cui ricordando il Ratisbonne mi collegavo al Dogma dell’Immacolata Concezione: la vita per Maria, dalle altezze himalayane della sua condizione di piena di grazia, scevra del peccato originale, doveva essere pienamente vicina alla fonte dell’essere, il Sole spirituale, secondo Platone.
Come riferimento, aggiungo sotto il mito della caverna di Platone, ricordo degli studi liceali, in effetti taluni sostengono che l’intera filosofia occidentale è un commento a Platone, il cui pensiero insiste attorno al mito della caverna come un fulcro.
(dal mito facile riconoscere come l’uomo viva in una fabbrica di illusioni, fabbrica che è diretta ed organizzata da “qualcuno”, che non vuole che i mortali si risveglino dall’illusione)
Visto che mi hai dato del tu, in futuro lo userò anche io
Caro Gianmario,
prendo l’occasione del tuo scritto per una breve riflessione sulla radicale diversità fra il Cristianesimo e le Religioni orientali, che tanto affascinano l’uomo occidentale “che non vuole Dio e va verso la perdizione”, come ha severamente affermato la Regina della pace.
Anche tu, come tanti, senti l’attrattiva di queste conquiste spirituali che avrebbero eliminato “la dualità”, cioè la diversità ontologica fra la creatura e il Creatore.
Il fine ultimo di queste “vie di salvezza” sarebbe la identificazione di se stessi con la divinità, attraverso un processo di ascesi e di purificazione, con il quale “l’io” umano, liberato dai condizionamenti mondani, scopre di essere “dio”.
Questa conquista tuttavia è riservata a pochi, se non a pochissimi, mentre le moltitudini che affogano nel mare delle illusioni, dovranno sottostare “al purgatorio” di infinite purificazioni.
Il Cristianesimo è tutt’altra cosa ed è molto più semplice e universale la via della salvezza che propone.
Il Dio della rivelazione cristiana è l’Essere per eccellenza, Causa di se stesso, Eterno, Onnipotente, Onnisciente, che nella sua essenza è una comunione inesauribile di Amore di tre Persone divine che sono un solo Dio.
L’uomo invece è una creatura, che l’Onnipotenza d’amore ha tratto dal nulla, dotandolo di un’anima spirituale e immortale capace di conoscerlo e amarlo.
Ma l’uomo non potrebbe andare oltre e non potrebbe liberarsi dalla sua condizione esistenziale di peccato, di sofferenza e di morte, se Dio stesso non si chinasse su ognuno, per sollevarlo, per purificarlo e per condurlo a vivere una condizione di “figlio”, che il Padre celeste introduce nel mistero della divinità, senza dissolvere la sua identità di creatura.
La salvezza cristiana è radicale e totale, perché eleva alla partecipazione della natura divina, ma nel medesimo tempo è un dono di grazia, da accogliere con umiltà e con responsabilità. E’ un dono universale che viene offerto, nella persona di Cristo, a tutti gli uomini di tutti i tempi, perché giungano alla pienezza della verità e della vita eterna.
Ora io mi chiedo, come accoglieranno le Religioni orientali la salvezza che Dio, nel tempo dei segreti, offrirà al mondo intero per mezzo di Maria? Come si comporteranno i sapienti e i dotti che si cullano nel loro “Moksha” o “Nirvana” che sia? Si decideranno le moltitudini che popolano l’Oriente e che adorano gli idoli elevati a divinità, a rivolgere il cuore verso la “Piena di Grazia”e la “Madre di Misericordia, che il Salvatore ha inviato al mondo che sta per precipitare nell’abisso?
Un cosa è certa: nel tempo dei segreti sarà Maria, la Madre della Chiesa, a illuminare il mondo e tutti dovranno confrontarsi con Lei, a Oriente e a Occidente e in ogni angolo della terra. E’ così che nascerà il mondo nuovo della pace.
Ave Maria
Padre Livio