La  causa della  crisi della fede

Caro padre Livio,

la seguo sempre sia alla radio che sul blog anche se ultimamente scrivo poco perché non ho molto tempo libero, noto comunque con piacere che siamo in tanti a farle compagnia.

La causa della crisi della fede io la vedo soprattutto nel denaro e nell’autosufficienza che crea. Si ragiona pensando che finché si ha uno stipendio, un gruzzolo da parte per la vecchiaia e si può provvedere a pagare cure e necessità varie perché preoccuparsi dell’eternità?

 Infatti piano piano il lavoro si è infiltrato la domenica, nelle feste comandate e se qualcuno si lamenta ci si giustifica dicendo: stanno peggio quelli che non lavorano. La povertà ci fa una paura matta, perché il povero deve dipendere dagli altri e vive alla giornata, senza progetti o sicurezze materiali.

Resto comunque convinta che parte della perdita della fede sia anche responsabilità della Chiesa. Forse sarà colpa anche dei fedeli che giudicano troppo e pregano troppo poco, però, altro che seguire il cambiamento dei tempi: tanti sacerdoti si sono modernizzati anche troppo! Vanno in tv, stanno sui social ma nessuno parla più di anima, vita eterna, inferno, peccati…qui da noi parole come adorazione o riparazione non esistono. 

Le prediche sono tutte rivolte alla terra e mai al cielo. Si parla solo della Misericordia di Dio che certamente è il suo attribuito più bello, però, come se fosse un lasciapassare generale, ma io mi chiedo: se non si vuol parlare di giudizio almeno si parlasse di quanto il Signore soffre e viene offeso oggi. 

Invece niente! Come se so avesse paura di passare per retrogadi.

Se dai pulpiti stessi si parla come se Dio non fosse un essere reale che ama e soffre ma spesso solo come di un’idea astratta cosa ci si può aspettare?

Se il sale perde il sapore la minestra non ha più gusto e la si scarta finendo per provare cibi più succulenti…che poi hanno dentro il cianuro.

Resto in trepidante attesa per il messaggio del 25 giugno che quest’anno unisce l’anniversario delle apparizioni alla festa del Cuore Immacolato di Maria. Può darsi non significhi nulla, di solito quando aspettiamo grandi cose la Madonna ci spiazza sempre, però sono certa che sarà comunque splendido!

Un caro saluto a lei e la ringrazio per aver pubblicato la lettera di Marina che mi è stata di grande conforto.

Veronica 

Cara Veronica,

non potevo non  far conoscere un  messaggio così sincero e vero come  il suo.

Anche  noi sacerdoti abbiamo da  imparare dalla fede  delle nostre  pecorelle.

Incoraggiamoci a vicenda in questi tempi difficili.

Grazie!

Ave Maria

Padre  Livio