L’uomo è una scimmia evoluta?

Caro Padre Livio,
da tempo volevo porle questo quesito, non perché abbia dei dubbi, ma per sapere se il mio pensiero si esprime in maniera corretta.
Sono spesso, come ormai tutti, attorniata da non credenti che cercano volentieri di cogliermi in fallo e dimostrare che sbaglio.

Riguardo alla Creazione del mondo, il Libro della Genesi…Adamo ed Eva…ecc ,mi sento sempre dire che tutto questo contrasta con la realtà, perché i primi uomini erano come scimmie…che poi si sono evolute…ecc..ecc. Ci siamo capiti.

Ora, vorrei sapere se il modo con cui ribatto io è valido, oppure dovrei esprimermi in modo diverso.

Come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al 401, a causa del peccato di Adamo, non solo l’uomo, ma tutta la creazione è stata sottomessa alla caducità. La conseguenza esplicitamente annunziata nell’ipotesi di disobbedienza si è realizzata : l’uomo è tornato polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto.

Adamo è il simbolo di tutta quella umanità che ,allontanandosi liberamente e volutamente da Dio, ha perso tutto.

Perdendo tutto si è trovata a cominciare da zero, dal livello più basso, dall’essere quasi come una bestia che deve conquistarsi tutto con fatica e sudore.
Anche se Dio ha sempre avuto lo sguardo su di lui, l’uomo ha dovuto risollevarsi concretamente e realmente da quella terra con cui Dio lo aveva creato.
Padre Livio, è giusto il mio ragionamento esposto così??
Vorrei tanto una risposta da Lei, perché non sa quanto è importante per me nei discorsi e nelle discussioni in cui mi trovo frequentemente.
La ringrazio di tutto ciò che fa per noi tutti, sue pecorelle
Ave Maria
Silvia. da Torino

Cara Silvia,

Trovo la tua  esposizione intelligente  e coerente con la Divina Rivelazione.

Nella  Cappella  Brancacci( che  si trova  all’interno della Chiesa  di Santa  Maria del Carmine a Firenze ) viene raffigurata con straordinaria efficacia la  condizione esistenziale della  coppia  umana prima  e   dopo il peccato originale.

Passando dalla  parte del diavolo  l’uomo non solo ha  perso i doni soprannaturali che lo avevano innalzato ad amico di  Dio (  la grazia santificante, l’immortalità, la sapienza, il dominio di sé, l’esenzione dal dolore e dalla morte…),  ma  si è degradato ed abbruttito divenendo immagine del maligno.

Tanto è vero che la Genesi ci descrive,  subito dopo  il peccato,  il dilagare della  violenza e  della  perversione, tanto che Dio si pente di aver  creato l’uomo e vorrebbe  sterminarlo insieme agli animali. “Ma  Noè trovò  grazia agli occhi del Signore  (Genesi,  6,8).

Tuttavia   l’uomo, anche così degradato, conserva  un’anima spirituale e immortale,  grazie  alla quale Dio incomincia  la  sua opera  paziente di redenzione.

Ave Maria 

Padre  Livio

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Dal Diario di Maria Valtorta

Buona sera padre,

leggo ora sul suo blog la lettera che ha ricevuto in merito a quanto non oggetto. Giusto oggi, le riporto quanto oggi ho letto dal diario della Valtorta datato 30 Dicembre 1946.

Raffaele

Gesù mi parla e dice: “Cerca la chiave nel capo 6° della Genesi. Leggilo”. Lo leggo. Gesù mi chiede: “Capisci?”.
   “No, Signore. Capisco che gli uomini divennero subito corrotti e nulla più. Non so che attinenza abbia il capitolo con l’uomo-scimmia”.
   Gesù sorride e risponde:
   «Non sei sola a non capire. Non capiscono i sapienti e non gli scienziati, non i credenti e non gli atei. Stammi attenta. E comincia a recitare1: “E avendo cominciato gli uomini a moltiplicarsi sulla Terra e avendo avuto delle figliole, i figli di Dio (o figli di Set) videro che le figliole degli uomini (figlie di Caino) erano belle e sposarono quelle che fra tutte a loro piacquero… Ora dunque, dopo che i figli di Dio si congiunsero colle figlie degli uomini e queste partorirono, ne vennero fuori quegli uomini potenti, famosi nei secoli”. Gli uomini che per potenza del loro scheletro colpiscono i vostri scienziati, che ne deducono che al principio dei tempi l’uomo era molto più alto e forte di quanto è attualmente, e dalla struttura del loro cranio deducono che l’uomo derivi dalla scimmia. I soliti errori degli uomini davanti ai misteri del creato.
   Non hai ancora capito. Ti spiego meglio. Se la disubbidienza all’ordine di Dio e le conseguenze della stessa avevano potuto inoculare negli innocenti il Male con tutte le sue diverse manifestazioni di lussuria, gola, ira, invidia, superbia e avarizia, e presto l’inoculazione fiorì in fratricidio provocato da superbia, ira, invidia e avarizia, quale più profonda decadenza e quale più profondo dominio di Satana avrà provocato questo peccato secondo?

Dove non è Dio è Satana. Dove l’uomo non ha più anima viva è l’uomo-bruto. Il bruto ama i bruti. La lussuria carnale, più che carnale perché afferrata ed esasperata da Satana, lo fa avido di tutti i connubi. Bello e seducente gli pare ciò che è orrido e sconvolgente come un incubo. Il lecito non lo appaga. È troppo poco e troppo onesto. E pazzo di libidine cerca l’illecito, il degradante, il bestiale.
   Quelli che non erano più figli di Dio, perché col padre e come il padre avevano fuggito Dio per accogliere Satana, si spinsero a questo illecito, degradante, bestiale. Ed ebbero mostri per figli e figlie. Quei mostri che ora colpiscono i vostri scienziati e li traggono in errore. Quei mostri che, per la potenza delle forme e per una selvaggia bellezza e un’ardenza belluina, frutti del connubio fra Caino e i bruti, fra i brutissimi3 figli di Caino e le fiere, sedussero i figli di Dio, ossia i discendenti di Set per Enos, Cainan, Malaleel, Jared, Enoc di Jared — da non confondersi coll’Enoc di Caino — Matusala, Lamec e Noè padre di Sem, Cam e Jafet. Fu allora che Dio, ad impedire che il ramo dei figli di Dio si corrompesse tutto con il ramo dei figli degli uomini, mandò il generale diluvio a spegnere sotto il peso delle acque la libidine degli uomini e a distruggere i mostri generati dalla libidine dei senza Dio, insaziabili nel senso perché arsi dai fuochi di Satana.
   E l’uomo, l’uomo attuale, farnetica sulle linee somatiche e sugli angoli zigomatici, e non volendo ammettere un Creatore, perché troppo superbo per poter riconoscere di essere stato fatto, ammette la discendenza dai bruti! Per potersi dire: “Noi, da soli, ci siamo evoluti da animali a uomini”. Si degrada, si autodegrada, per non volersi umiliare davanti a Dio. E discende. Oh! se discende! Ai tempi della prima corruzione ebbe di animale l’aspetto. Ora ne ha il pensiero ed il cuore, e la sua anima, per sempre più profondo connubio col male, ha preso il volto di Satana in troppi.