In risposta ad Antonio da  Torino

Carissimo Padre Livio,
in risposta al caro fratello Antonio di Torino, desidero testimoniare che è verissimo quanto dice lei, Padre Livio.
Chi ha fatto esperienza della chiamata di Maria, ha una certezza nel cuore talmente radicata, che non è nemmeno possibile immaginare ad un bluff. E anche chi non ha ancora risposto alla chiamata della nostra dolcissima Madre, con la sola intelligenza, documentandosi su quanto sta avvenendo da oltre 40 anni, non può pensare che sia un bluff..

Ma guardiamo ad esempio ad Jacov, il più giovane dei veggenti. Quando iniziarono le apparizioni aveva 10 anni. Pensate ad un bambino di quell’età. Pensatelo all’epoca, quando mai si è contraddetto, mai ha tentennato, mai ha rinnegato, nemmeno durante le prove più dure.

 Quale bambino di quell’età potrebbe comportarsi in questo modo se non fosse realmente guidato dalla Madre Celeste?
In questo momento non dobbiamo perderci in dubbi che provengono solo dal maligno, ma aprire il cuore, affidarci totalmente a Maria, chiedendole che sia Lei a pensare a noi. Se la nostra fede vacilla, presentiamola a Maria. Ne avrà cura Lei. E ce la restituirà limpida e forte. Coraggio! Sosteniamo i nostri fratelli che faticano nel cammino! Presentiamoli tutti al Cuore dolcissimo della nostra Madre Maria.

Più concretamente, mi permetto di consigliare a tutti i nostri fratelli che, per svariate ragioni, ancora vacillano o dubitano riguardo le apparizioni di Medjugorje, di prendere una bella immagine della Regina della Pace (ne state postando di meravigliose), di tenerla in un posto ben visibile e di pregare davanti a quell’immagine di Maria. Ma non una preghiera “parolaia” come diceva il caro Padre Gasparino, ma una preghiera che nasce da dentro, dalla voglia di parlare a Maria come se parlassimo veramente alla nostra mamma, confidandole tutto ciò che pesa sul nostro cuore.

 Se lo facciamo veramente, allora tutti, ma proprio tutti, possono avere la loro “apparizione” quotidiana. Vedremo che Maria ci guarda, ci lancia dei baci, ci ascolta con occhi dolci, comprensivi e mai, mai, mai, giudicanti. Sentiremo una pace nascere dentro e ogni dolore sciogliersi davanti al suo amore. Proveremo che Lei è veramente presente. E che tutto ciò che sta accadendo a Medjugorje è vero. Allora, non avremo più dubbi.

Grazie Padre Livio.
I Cuori di Gesù e di Maria siano la nostra forza, il nostro tutto.
Ave Maria

paola

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Supponiamo che….Antonio da Torino si sbagli.

Supponiamo che…. facciamo finta che…. e immaginiamo anche: L’ateismo non si può più chiamare mero non credere in nulla, al contrario, l’ateismo contemporaneo è credere in una logica di matrice anche spirituale, nel senso che lo spirito è misticamente auto-munito di essenza divina, in una visione che non stravolge solo tutte le scritture tradizionali di tutte le  religioni antiche, ma le fa convogliare in un mix logico/scientifico in cui l’essenza della fede, cioè del credere, cambia destinatario e interlocutore.

Perfino il cristianesimo non è intaccato da questa melassa ideologica spirituale, non a caso ho sentito dire più spesso a Marija di derive nelle credenze della vibrazione yogica o meno, miste a discipline e tecniche auto realizzative, questa energia mistica del click spirituale che dovrebbe farci emergere nell’auto illuminazione.

 Il tema è divenuto in 50 anni un mantra martellante sempre più ricco di scorciatoie, in un festival pseudo spiritista di livelli continentali.

 I segreti arriveranno e faranno scalpore nel crollo totale di tutte queste ipotetiche  verità che stanno coinvolgendo sempre di più anime sperse, anche parte della Chiesa dovrà rendere conto di tutte queste anime prese nei lacci di tali credenze, nello stupore che Gesù non è un UFO che verrebbe a salvarci da una legione di navicelle spaziali, e che le logiche dello spirito umano non sono le logiche dei pensieri di Dio … che come al solito, e per fortuna, non pensa come pensano gli uomini,  in special modo su  di Lui. 

Ciao Livio e Ave Maria.

Giuseppe da Monza

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Il celibato sei sacerdoti non è un capriccio della chiesa cattolica

Caro Padre Livio,
ho appena finito il rosario con voi, ma non posso dormire.
Spero sia un’ispirazione dello Spirito Santo, ma al vento di modernismo che soffia dobbiamo resistere e dire NO tre volte, anzi NO sempre.
Un NO grande come l’universo soprattutto alla possibilità che i sacerdoti non siano celibi.
Da fervente cattolica ti dico che non vogliamo preti sposati e, scusa se mi azzardo a dire che i veri cattolici, anche da pecorelle ritrovate non vogliamo sacerdoti sposati. A tutti i presuli che incontrerai, dillo da parte nostra.
Vogliamo sacerdoti che assomiglino a Gesù il più possibile.

Aurelia, una formichina che loda Dio per il suo matrimonio e la sua famiglia.

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Antonio

Caro Padre Livio,

 rispondo al tuo invito di rispondere ad Antonio da Torino per assicurarlo che non siamo per nulla davanti ad  un bluff.

Seppure senza la tua competenza e discernimento,  concordo pienamente che“ chi ha seguito la Madonna nel cammino di conversione ha raggiunto una certezza interiore più forte di ogni dubbio e di insinuazione”.

Per mia moglie e me, tutto é iniziato quel 18 giugno 1993.

Durante una cena con amici sulla nostra terrazza per concordare qualche giorno in barca a Saint Tropez,  mia moglie ricevette una telefonata da un amico comune , che ci aveva più volte parlato di Medugorje, ma sempre  lasciandomi indifferente

Mia moglie al contrario aveva prestato una certa attenzione, aveva anche cercato di iscriversi a qualche pellegrinaggio senza  mai trovare posto.

Con una coppia di amici aveva  prospettato di andarci per il 12° anniversario ma la morte di tre italiani nel maggio dello stesso anno  aveva consigliato di rinunciare.

A cena conclusa mia moglie mi informa della telefonata, del dispiacere manifestato dal nostro amico per la nostra rinuncia “perché la Madonna nel giorno anniversario concedeva grazie particolari”, per questa ragione  lei sentiva il desiderio di non andare a Saint Tropez ma a Medugorje.

Malgrado l’ora tarda mia moglie chiamo’ al telefono un certo Alberto Bonifacio, organizzatore di pellegrinaggi, che le rispose non avere alcun posto, di  provare a contattare una certa Chiarina a … Viggiù, località da me conosciuta solo per i .famosi…pompieri.

Per farla breve, a mezzanotte di lunedi ci siamo imbarcati a Viggiù, fradici a causa di un temporale scatenatosi improvvisamente e senza possibilità di riparo, su un pulman sgangherato non essendo disponibile uno migliore a causa della guerra in corso.
 Dopo un viaggio di oltre 21 ore siamo arrivati a Medugorje dove abbiamo trovato  acqua razionata e corrente elettrica ad intermittenza.

Il programma del mercoledi mattina ci ha riservato la marcia della pace da Umaz a Medugorje, 15 km  sotto un sole incandescente, e quello del pomeriggio oltre… tre ore tra rosari e messa.

Il giovedi altra levataccia per essere a Shiroky Brieg da un certo Padre Jozo alle ore 7.

Sono uscito da quella chiesa alle… 14.30 – si, dopo 7 ore e mezza – piangendo a dirotto e rovesciato come un calzino.

Cosi’ è iniziata senza volerla la mia conversione e anche quello di mia moglie, seppur in maniera meno eclatante.  

Da allora, la nostra vita é totalmente cambiata.

Quello che caratterizza la nostra giornata é la messa quotidiana, almeno un Rosario assieme, l‘ascolto di Radio Maria, la nostra scuola, e spostamenti dove uniamo sempre la mistica e la…mastica.                          

 Siamo partiti da un luogo dove per il mondo c’é tutto – Monte Carlo- per andare in un altro  dove non c’é niente- Medugorje-,  e qui abbiamo trovato il Tutto.
Innumerevoli sono le persone che abbiamo conosciuto avere li’  cambiato vita.

 Quanti autisti di convogli umanitari che alle bestemmie del viaggio di andata sostituivano le Ave Maria del ritorno.

Quante conversioni vere , autentiche.

Mi limito a segnalare quella di Vito, partito inc… con il Signore per la morte tragica improvvisa della figlia d 21 anni e ritornato, con un dolore immutato ma con la serenità nel cuore perché a Medugorje  aveva capito che sua figlia era prima di tutto figlia di Dio.

Mi ha anche detto che ora lo ringraziava per avergliela data seppur per un breve tempo.

Vi assicuro che le sue parole uscivano dal profondo, ora sono riuniti in Cielo.

Ad Antonio e a tutti gli scettici come lui posso assicurare che ho vissuto 53 anni da una parte della barricata, 29 dall’altra.

Non c’é proprio paragone anche se le difficoltà permangono.

Alberto da Monte Carlo