"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: VARIE Pagina 44 di 103

L’Esaltazione della Santa Croce

Esaltazione della Santa Croce

autore: Lázaro Pardo Lagos anno: 1640/1660 titolo: Esaltazione della Croce luogo: Museo Pedro de Osma, Lima

Nome: Esaltazione della Santa Croce

Titolo: Trofeo della vittoria pasquale

Ricorrenza: 14 settembre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Festa

La festa dell’Esaltazione della S. Croce si celebrava in memoria delle parole profetiche del Divin Maestro: « Quando sarò innalzato da terra, trarrò tutto a me » e « quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo allora conoscerete chi sono io ». Questa festa, secondo molti autori, era già fissata il 14 settembre e celebrata con gran solennità, prima ancora che l’imperatore Eraclio riportasse il Santo Legno nel luogo da dove Cosroe, quattordici anni prima, lo aveva asportato.

Cosroe II, re dei Persiani, nel 614, approfittando della dissoluzione dell’impero, mosse guerra ai Romani, col futile pretesto di vendicare l’imperatore Maurizio ed i suoi figli, che Foca aveva barbaramente trucidati. La condotta però ch’egli tenne ben presto diede a conoscere che egli non bramava altro che di saziare la sua ambizione e sfogare il suo odio contro i cristiani. Depredò la Mesopotamia, occupò successivamente le città di Edessa, Cesarea, Damasco e Gerusalemme e dopo aver fatto il solito bottino, abbandonò la Città Santa al saccheggio. Tra i tesori rapiti si trovava quello della Croce del Redentore che S. Elena aveva lasciata come pegno prezioso nella basilica del S. Sepolcro.

Eraclio, successore di Foca, alla vista delle gravi calamità provocate dalla guerra, propose a Cosroe la pace che venne respinta. Eraclio allora con digiuni e preghiere implorò l’aiuto di Dio e radunato l’esercito ingaggiò battaglia campale contro i Persiani che rimasero definitivamente sconfitti presso le rovine di Ninive. Cosroe fuggì ed associò al trono il figliuolo Medarse. Ciò spiacque immensamente al figlio maggiore di Cosroe, Siro, a cui per diritto di primogenitura toccava il regno. Sdegnato dell’affronto, giurò vendetta, e al passaggio del Tigri barbaramente uccise il padre ed il fratello. Eraclio, che come condizione di pace aveva posto la restituzione della Croce, tornò a Gerusalemme, ringraziando la Provvidenza della vittoria riportata.

L’imperatore stesso con vesti imperiali volle portare a spalle la preziosa reliquia alla chiesa di S. Croce sul Calvario, ma una mano invisibile lo arrestò presso la porta che conduceva al colle. Preso da timore, Eraclio si volse al patriarca Zaccaria e questi gli disse: « Guarda, imperatore, che con questi ornamenti di trionfo non imiti la povertà e l’umiltà con cui Gesù Cristo portò il pesante legno nella sua passione ». L’imperatore comprese, e indossato un umile vestimento, riprese la Croce, proseguendo speditamente il cammino. Nella Chiesa, la santa reliquia fu esposta alla pubblica adorazione: la cerimonia fu accompagnata da strepitosi miracoli.
Questa solennità fu poi celebrata ogni anno, premettendo alla festa quattro giorni di preparazione, e numerose turbe accorrevano a Gerusalemme in tale circostanza. Un anno vi si recò anche Maria Egiziaca, che ebbe la grazia della conversione, principio della sua santità.

« Attesa l’importanza religiosa della santa città, scrive il card. Schuster, questa festa si diffuse presto nel mondo cristiano, soprattutto orientale, tanto più che delle particelle della vera Croce fin dal quarto secolo venivano trasportate da Gerusalemme in molte altre chiese di Oriente e d’Occidente; e ci si teneva a riprodurre nelle principali città le cerimonie solenni del culto gerosolimitano verso la S. Croce, il vessillo trionfale della salute cristiana ».

PRATICA. Fermiamoci un istante a considerare í dolori di Gesù sulla Croce, e per amor suo abbracciamo volentieri la nostra croce.



PREGHIERA. O Dio, che in questo giorno ci rallegri colla solennità dell’Esaltazione della S. Croce, fa, te ne preghiamo, che possiamo godere in cielo dei frutti di quella redenzione del cui mistero avemmo conoscenza in terra.

MARTIROLOGIO ROMANO. Festa della esaltazione della Santa Croce, che, il giorno dopo la dedicazione della basilica della Risurrezione eretta sul sepolcro di Cristo, viene esaltata e onorata come trofeo della sua vittoria pasquale e segno che apparirà in cielo ad annunciare a tutti la seconda venuta del Signore.

titolo L’Esaltazione della Santa Croce
autore Giovan Battista Gaulli anno XVI sec

O CROCE DI CRISTO

O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra “casa comune” che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri famigliari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata.

O Croce di Cristo, immagine dell’amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati – i buoni samaritani – che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell’ingiustizia.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l’espressione massima della giustizia e della fede.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno!

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto. In te Santa

Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce.

O Croce di Cristo, Arca di Noè che salvò l’umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell’Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce.

O Croce di Cristo, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire.

Amen!

Papa Francesco

PREGHIERA PRIMA DEL RIPOSO

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta,

“MARIA E’ LA SOLUZIONE”

L’ IMPORTANTE DISCOSO DI CHARLIE KIRK TENUTO IL 16 LUGLIO 2025 (Beata Vergine Maria del Monte Camelo) NEL QUALE FA QUESTE STRAORDINARIE CONSIDERAZIONI SU MARIA SANTISSIMA E SULLE COLPE DEI PROTESTANTI PER AVERLA EMARGINATA.

(Grazie a Valerio per averci inviato questa questa incredibile testimonianza su Maria fatta da un protestante)

L’APOCALISSE E’ INCOMINCIATA MA POCHI SE NE SONO ACCORTI

CLASSIFICA AMAZON


IL LIBRO è DISPONIBILE su
TUTTI gli STORE ONLINE

PRESSO RADIO MARIA
con messaggio WhatsApp: 031 610610
e-mail [email protected]
segreteria: 031 610600 e
nelle LIBRERIE!

AIUTIAMO RADIO MARIA A COMPIERE LA SUA MISSIONE IN ITALIA E NEL MONDO

Cari amici, il 13 settembre si celebra la Giornata Internazionale del Lascito Solidale.
Questa giornata è dedicata a promuovere e diffondere la cultura del lascito solidale, ovvero la possibilità di destinare una parte dei propri beni a una causa no-profit dopo la morte, attraverso un testamento.
Cos’è il lascito testamentario solidale?
È un atto di forte generosità che permette di lasciare un segno duraturo a favore di chi ne ha più bisogno: puoi sostenere il progetto e l’attività evangelica di Radio Maria attraverso il Lascito Testamentario! Ogni lascito a Radio Maria verrà valorizzato e il suo contributo finalizzato interamente al sostegno della missione di Evangelizzazione nel mondo.

Il testamento è un atto modificabile e aggiornabile durante la vita del testatore, garantendo la flessibilità nel cambiare le proprie volontà.
Tutela i diritti degli eredi: un lascito solidale non lede i diritti dei familiari più prossimi e non compromette la loro quota ereditaria.
Funge da strumento di comunicazione: la giornata promuove un dialogo aperto su un argomento spesso considerato “tabù”, incentivando le persone a considerare l’importanza di fare testamento.
Crescente altruismo: la Giornata Internazionale del Lascito Solidale evidenzia come sempre più persone in Italia scelgano di inserire un lascito nei propri desideri post mortem, mostrando un aumento nella propensione a fare del bene agli altri sia materiale che spirituale.

Per informazioni sulle modalità di inserimento nel proprio testamento di un lascito testamentario da destinare a Radio Maria potrai scrivere un’e-mail [email protected], chiamare l’ufficio informazioni 031-610600 oppure mandare messaggio WhatsApp 031 610610

Santissimo Nome di Maria


autore: Ilian Rachov anno: 2003 titolo: Madonna col Bambino luogo: Collezione privata

Nome: Santissimo Nome di Maria

Titolo: L’amore di Maria verso il Figlio

Ricorrenza: 12 settembre

Dopo il nome di Gesù non v’è nome più dolce, più potente, più consolante che quello di Maria; nome dinanzi a cui s’inchinano riverenti gli Angeli, la terra si allieta, l’inferno trema. Tre sono i principali significati di questo nome:

Mare: dall’ebraico Maryam, nome adatto ad esprimere la sovrabbondanza delle grazie sparse sopra di lei. Come invero tutti i fiumi sboccano nell’oceano, così tutti i tesori delle grazie celesti, tutte le eccelse prerogative e carismi furono versati sopra l’anima della Vergine, la quale è chiamata: « Madre di grazie ».

Amarezza: anche questo conviene moltissimo alla Vergine il cui cuore nuotò in un mare di angoscia, precisamente come aveva predetto il Profeta: « Immenso come il mare è il tuo cordoglio ». Come la Vergine era stata colmata più di tutti i Santi di grazia, così più di tutti loro doveva bere il calice amaro della passione del suo Figliuolo Gesù.

Stella: con questo appellativo la Chiesa invoca la Vergine nel bellissimo inno « Ave, Maris Stella ». S. Bernardo intreccia sapientemente a questo significato le più belle pagine di eloquenza e le più consolanti considerazioni: « Ella è la pura e gloriosa stella che sorge da Giacobbe ed illumina tutto il mondo; la sua luce brilla nei cieli e penetra negli abissi, percorre la terra, infiamma d’amor divino ogni cuore, suscita le virtù e distrugge il vizio. Ella è la candida e dolce stella dalla Provvidenza innalzata sopra il profondo mare dell’universo, per illuminarlo con lo splendore del suo esempio ». Maria è ancora giubilo al cuore, melodia soave all’orecchio, balsamo salutare ad ogni sorta di miserie; come l’arcobaleno indica la fine della tempesta ed annunzia il ritorno della calma, così il nome di Maria entrato in un’anima ne allontana il peccato e la dispone alla pace col Signore.


Il culto del Santissimo Nome della beata Vergine Maria che il Martirologio Romano ricorda in questo giorno, rievoca l’ amore della Madre di Dio verso il suo Figlio santissimo ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore, perché sia invocata con profonda devozione. E’ un culto che si diffuse nel corso dei secoli in tutta la Chiesa, ed i Pontefici arricchirono d’indulgenze l’invocazione dei nomi di Gesù e di Maria.

Nel 1513 il Papa Giulio II da Roma concesse alla Spagna una festa in onore del nome di Maria. San Pio V la sopprese, Sisto V la ripristinò e si estese poi nel 1671 al Regno di Napoli fino a raggiungere Milano. Dopo la vittoria riportata nel nome di Maria contro i Turchi da Giovanni Sobieski, re di Polonia, il Beato Pontefice Innocenzo XI il 12 settembre 1683, in memoria e grato del prodigio, estese questa festa a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica fra l’Ottava della Natività. Fu infine san Pio X a riportarla al 12 settembre.


PRATICA. S. Bernardo ci raccomanda: «Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, invoca Maria. Un sì bel nome non si parta dalla tua bocca, non si parta dal tuo cuore ».

PREGHIERA. Deh! concedi, Dio onnipotente, che tuoi fedeli, i quali si rallegrano del nome e della protezione della SS. Vergine Maria, siano liberati, per la sua amorevole intercessione, da tutti i mali in terra, e meritino di giungere ai gaudii eterni nel cielo.


MARTIROLOGIO ROMANO. In questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia devotamente invocata.

autore Ilian Rachov titolo Madonna col Bambino

Benedizione e posa della prima pietra nella futura sede di RM India a Kochi (nello stato del Kerala)

Visita alle reliquie di San Carlo Acutis nella cappella di Radio Maria

QUI #ROMA ADESSO IN VIA DELLA CONCILIAZIONE 📚 LIBRI DI P.LIVIO BENE IN EVIDENZA IMPOSSIBILE NON NOTARLI📖

INTERVISTA SU RADIO MARIA

Intervista rilasciata a Don Primoz Krecic – mir Medjugorje – Capodistria

Chi è Padre Livio? Può gentilmente in poco parole presentaci la sua vita.

Sono un sacerdote e un religioso dell’Ordine dei Padri Scolopi, fondato da San Giuseppe Calasanzio. Ho fatto i miei studi di teologia alla Università Gregoriana di Roma e conseguito la Laurea in filosofia all’Università cattolica di Milano. Ho svolto il mio apostolato in una grande Parrocchia di Milano dal 1966 al 1988, salvo un anno di missione in Africa. Dal 1988, col permesso dei miei Superiori, mi sono trasferito a Erba come Direttore di Radio Maria, che allora era una piccola radio parrocchiale, per trasformarla in una Radio al servizio della Regina della pace.

Con Radio Maria siete usciti dall’Italia, raggiungendo molti Paesi e luoghi nel mondo. Siete diventati la radio cattolica più diffusa. Quale chiamata vi ha spinto a questo e quali sono i frutti? Puo’ presentarci la famiglia mondiale di Radio Maria?

Radio Maria è stata costruita su un messaggio della Madonna del 1 Gennaio 1987 dato a un gruppo di pellegrini di Erba attraverso la veggente Vicka. La Madonna li invitava ad essere annunciatori di conversione e a diffondere i Messaggi della Regina della pace. Il palinsesto, incentrato sulla preghiera, la fede cattolica e il grande patrimonio culturale cristiano, ha trovato una accoglienza favorevole in Italia e nelle varie nazioni in cui la Radio si è propagata. Dopo la prima diffusione in Europa, in America ed Asia è stato necessario organizzare una Associazione mondiale per coordinare e sostenere le vari emittenti nazionali e anche per crearne di nuove.

Siete stati i primi a portare nelle case, via radio, la Santa Messa, il Rosario, i Vespri, la Compieta e tutta la Liturgia delle Ore. Quali sono gli altri contenuti fondamentali nel programma di Radio Maria?

La preghiera è senza dubbio il programma più importante di Radio Maria e occupa circa 8 ore al giorno. Ogni giorno, al mattino e alla sera, ci colleghiamo, grazie agli studi mobili, a due parrocchie diverse per assicurare agli ascoltatori la ricchezza della preghiera liturgica. Seguono i Rosari, le preghiere del Buon Cristiano e le preghiere personali. Le altre componenti del programma sono tematiche teologiche e pastorali, argomenti di attualità in chiave cristiana e diversi programmi di promozione umana.

Radio Maria ha un’impostazione intellettuale molto elevata: trasmettete teologia, storia, vi confrontate con gli eventi culturali, commentate la politica. Perché avete scelto questo approccio, mentre molte radio cattoliche evitano di essere troppo esigenti per non perdere ascoltatori?

Radio Maria è stata definita dalla stampa laica una grande università religiosa popolare. Questa scelta riflette non solo la mia personale formazione, ma l’esigenza della gente di conoscere sempre più a fondo la propria fede e il grande patrimonio culturale del cristianesimo. Radio Maria Italia ha circa 150 conduttori di programmi, di cui oltre sessanta sono sacerdoti. L’ascolto tuttavia è piacevole, anche per la possibilità degli ascoltatori di partecipare telefonicamente.

Fin dall’inizio avete curato un contatto vivo con gli ascoltatori, soprattutto riguardo alla spiritualità e alla vita religiosa. Non vi siete rivolti soltanto alla generazione degli anziani. Continuate sempre a mantenere un’attenzione ai giovani, alle famiglie e ai bambini. Come riuscite a mantenere?

Fin dall’inizio, nonostante la serietà del programma, Radio Maria ha avuto un taglio popolare e giovanile, improntato alla semplicità. Lo staff, nella sede di Radio Maria Italia, è composto da una ventina di giovani quasi tutti al di sotto dei trenta anni. Personalmente ho portato in Radio i miei vent’anni di pastorale giovanile in parrocchia.

Non trasmettete musica profana e non avete pubblicità, vivete del sostegno e delle offerte degli ascoltatori. Come si può vivere oggi della provvidenza di Dio?

Fin dall’inizio della nostra avventura, col primo Presidente Emanuele Ferrario, che era un imprenditore, abbiamo deciso di vivere di offerte come fa una parrocchia. Su questo principio non abbiamo mai ceduto. Io personalmente mi sono incaricato di presentare agli ascoltatori i nostri bisogni per sostenere la Radio e per diffonderla. Hanno sempre risposto con generosità.

A Radio Maria i volontari svolgono un grande lavoro. Come li reclutate e come curate la loro formazione?

Tutte le persone che trasmettono a Radio Maria lo fanno a titolo di volontariato. In genere sono persone che hanno una formazione professionale e che io stesso scelgo. Poi ci sono molte attività di volontariato, la più rilevante sono gli studi mobili (73) della cui formazione si occupa un ufficio particolare.

La missione di Radio Maria è collegata alle apparizioni di Medjugorje. Avete scritto: “La nostra missione è quella di aiutare la Regina della Pace affinché le sue parole di salvezza arrivino dappertutto, anche ai più lontani”. In quale misura questo si sta realizzando?

Per noi non vi è dubbio che Radio Maria sia un dono della Regina della Pace ed è al suo servizio, in comunione con la Chiesa e i suoi Pastori. Per questo abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori di aiutarci a portare Radio Maria in ogni parte del mondo. In sintesi, possiamo presentare questi numeri: 130 sedi di trasmissione in 85 nazioni dei cinque continenti – Programmazione in 83 lingue di cui 53 native africane. – 30.000 volontari – 615 studi mobili per i collegamenti con le parrocchie – 740 milioni di persone raggiunte dal segnale di Radio Maria – 1021 le Diocesi della Chiesa cattolica coinvolte.

Coltivate un rapporto stretto con i veggenti di Medjugorje. Come li percepite?

Personalmente ho conosciuto i Veggenti di Medjugorje fin dal 1985 e li ho frequentati mediamente un mese all’anno fino al 2018, quando è sopravvenuta una interruzione per il Covid. Posso dire di conoscerli bene e di alcuni di loro sono persino amico. Io li ho trovati degli ottimi servitori della Regina della Pace in tempi agitati e in situazioni difficili. Non si sono mai contraddetti e non hanno mai tradito la Madonna. Le critiche mi fanno sorridere. Evidentemente molti pensano che essere veggente significhi essere senza difetti e senza sbagli. Basta leggere il Vangelo per constatare come anche gli Apostoli al seguito di Gesù erano pieni di difetti.

Perché il documento vaticano su Medjugorje è in qualche modo critico verso i veggenti e la loro vita?

La Chiesa è saggia e sa che il peggior danno che può arrecare ai Veggenti è quello di esaltarli più del necessario. Dimostra invece di amarli e di proteggerli come una Madre fa con i propri figli mostrando loro i difetti di cui si devono correggere.

A Medjugorje si parla poco della rivelazione dei dieci segreti. Lei, invece, ne parla molto. Come immagina il loro compimento?

I Dieci Segreti sono il fine delle apparizioni. Sono la ragione ultima per la quale la Madonna è presente da così tanto tempo da quel 24 giugno del 1981. Il tempo dei Segreti a mio avviso è quello del primo combattimento escatologico dell’Apocalisse capitolo 12, fra la Donna vestita di sole e l’enorme drago rosso. Tutti gli eventi dei Segreti saranno resi noti tre giorni prima, come affermano concordemente i sei Veggenti. I primi due Segreti saranno una prova per Medjugorje. Il terzo sarà un segno sulla collina delle apparizioni che sarà visibile, indistruttibile, durevole, che vien dal Signore.  I Segreti dal quarto al Decimo saranno “sette flagelli” che colpiranno luoghi determinati del pianeta, ma che saranno rivelati tre giorni prima per ordine della Madonna. Nel tempo dei Segreti la Santa Vergine si manifesterà come l’unica salvezza di cui l’umanità dispone per non perire e molti si convertiranno ed entreranno, con Maria e la Chiesa cattolica, in un tempo di pace.

È possibile collegare la pandemia del coronavirus con la maturazione apocalittica della storia e con le profezie di Maria nei suoi messaggi?

Certamente, perché la Madonna già in un messaggio del 2019 ci aveva avvertito che sarebbe arrivato un tempo di prove. Dopo il Coronavirus è arrivata la guerra in Europa che è una minaccia assolutamente da non sottovalutare e che evidenza il legame di Medjugorje con Fatima.

Spesso menzionate che non si è ancora compiuta una parte del terzo segreto di Fatima. Che cosa significa?

Riguardo al Segreto di Fatima, nelle sue tre parti, Benedetto XVI ha affermato che in parte si è realizzato e in parte si deve ancora realizzare. Ovviamente questo riguarda sia il ruolo della Russia sia la persecuzione alla Chiesa di cui parlano la seconda e la terza parte del Segreto di Fatima.

Come seguite la guerra in Ucraina e a Gaza? Quale ruolo ha Radio Maria tra queste popolazioni?

Radio Maria è presente in Ucraina con una Radio che trasmette eroicamente da Kiev sotto i bombardamenti. Ovviamente noi la sosteniamo nelle sue necessità. Siamo presenti in tutto il Medio Oriente con Radio Mariam in lingua araba, che è viva ed è presente, in modo particolare con la preghiera.

Ha scritto molti libri: come riesce a farlo accanto al lavoro editoriale e organizzativo? Ci stupisce come riesca, su temi simili, a offrire sempre prospettive nuove e fresche.

Effettivamente ogni tanto mi stupisco anch’io come possa fare così tante cose e ringrazio Dio. Penso che mi aiuti molto la consapevolezza che sto lavorando per la Madonna.

Qual è il suo rapporto con Maria?

Non saprei come dire. Sento il suo amore e mi sforzo di contraccambiare. E’ la creatura che amo di più.

Può presentarci i suoi stretti collaboratori?

Emanuele Ferrario è stato il primo Presidente di Radio Maria, uomo di fede e imprenditore infaticabile. Il suo successore, Vittorio Viccardi, cammina sulle sue tracce. Con ambedue ho vissuto una avventura indimenticabile. Però la mia vita quotidiana l’ho condivisa, fin dalle origini, con Roberta, una ragazza qui del posto, voce e anima di Radio Maria, che ha dedicato la sua vita alla Madonna e a Radio Maria.

Nonostante gli ottant’anni, riesce ancora a preparare discorsi teologico-spirituali e a commentare gli avvenimenti in patria e nel mondo. Come ci riesce, come mantiene questa giovinezza?

La forza viene dalla preghiera da coltivare incessantemente.

Padre Livio – 3 settembre 2025

Pagina 44 di 103

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy