ESPOSTA NELLA CAPPELLA DI RADIO MARIA



ESPOSTA NELLA CAPPELLA DI RADIO MARIA




Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
Giulio Meotti – 18 settembre 2025 – Il Foglio
Il gruppo terroristico “oggi è guerriglia e per l’Idf non sarà facile annientarla” dice Eyal Hulata, che ha servito nell’agenzia di intelligence e un servizio segreto dello Stato d’Israele per più di vent’anni. La prima vittima della guerra è la verità
La prima vittima della guerra è la verità, recita l’adagio. Secondo Eyal Hulata, che ha servito nel Mossad per 23 anni, compresa la direzione del Dipartimento di pianificazione strategica del servizio segreto israeliano, prima di assumere l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale nei governi di Naftali Bennett e Yair Lapid, Hamas perderà sul terreno ma ha già vinto nell’opinione pubblica.
“L’obiettivo della guerra è la sconfitta finale di Hamas, che è molto dibattuta: prima l’assedio di Gaza City e ora l’esercito che entra” dice Hulata al Foglio. “Non credo che Hamas possa essere davvero ‘sconfitta’: le possibilità non sono al momento molto alte”. Dice Hulata:
“Chi sostiene la campagna ritiene che Hamas si stai sgretolando e arriverà al punto in cui dirà basta. Ci spero anche io, ma non mi faccio illusioni. Hamas come organizzazione militare è stata sconfitta un anno fa, ora è una organizzazione di guerriglia e la guerriglia non si ferma. O si arriva a un accordo o viene completamente eliminata. La sua stessa esistenza è fare la guerra a Israele. Hanno fatto un calcolo molto razionale con gli ostaggi. E gli ostaggi hanno fin dall’inizio legato le mani a Israele. Un possibile finale della guerra potrebbe essere che Donald Trump finisce la pazienza e spinge Netanyahu a concludere la guerra”.
Ieri il portavoce dell’esercito israeliano, Effie Defrin, ha detto che “la città di Gaza è il fulcro centrale del potere militare e governativo di Hamas, la loro principale roccaforte. Sotto le strade si estende una vasta rete di tunnel che collegano centri di comando, lanciarazzi e depositi di armi, tutti deliberatamente nascosti sotto i civili e le infrastrutture civili. Hamas ha creato il più grande scudo umano della storia a Gaza City, impedendo alla popolazione di evacuare la città”.
Se Israele continua a essere in vantaggio sui sette fronti di guerra (Gaza, Libano, Yemen, Cisgiordania, Iran, Iraq e Siria), esiste un ottavo fronte, quello della politica internazionale, dei media, dell’opinione pubblica occidentale, su cui invece oggi appare perdente. Se i terroristi non si arrendono, nonostante le sconfitte militari subite sul terreno a Gaza c’entra anche il sostegno di cui godono nell’opinione pubblica mondiale, che di fatto prolunga guerra e sofferenze.
“La popolazione di Gaza è nella miseria e non vedo come Hamas possa celebrare una vittoria” dice Hulata. “Ma sicuramente Hamas sta vincendo nell’opinione pubblica con la distruzione dell’immagine di Israele in occidente. L’8 ottobre non mi aspettavo quello che vedo oggi: non è nuovo, ma è sorprendente la velocità in cui sta avvenendo.
Il governo Netanyahu ha fallito nel lenire i rapporti con i partner occidentali. Mi aspetto un ritorno alla normalità nei rapporti con i governi dopo la fine della guerra, mentre temo che l’opinione pubblica sia persa. Anche in Italia siete piene di proteste contro Israele, anche se a livello del governo c’è apprezzamento per quello che rappresentiamo, l’intelligence, la tecnologia.
Le sfide che i paesi europei stanno affrontando sono talmente importanti che spero in un ritorno alla ragione: Macron o Starmer che vogliono la Palestina all’Onu in mezzo alla guerra saranno visti come più forti o deboli?
E’ davvero dura vedere gli occidentali cadere nella propaganda del più brutale gruppo terroristico del mondo. Hamas sta perdendo sul terreno, ma ha già vinto nell’arena diplomatica. Non so se la dichiarazione della Palestina all’Onu sia da loro visto come un successo, vogliono la fine di Israele, ma se guardano a molti paesi europei quelli di Hamas saranno contenti. Il mondo ci vede come aggressori e dibatte se Israele ha il diritto di esistere”.
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autore: Giovanni Battista Salvi anno: XVII sec titolo: Mater dolorosa luogo: Pinacoteca Comunale di Cesena
Titolo: Il cuore affranto di Maria
Ricorrenza: 15 settembre
Tipologia: Commemorazione
Ogni sguardo dato a Lei da Gesù, ogni accento di quel labbro soave, mentre sollevava Maria sulle ali dell’amore materno, la precipitava nell’investigabile abisso del più acerbo dolore. Se la Vergine si compiaceva nel contemplare quel volto leggiadro, tosto la conturbava il desolante pensiero che un giorno quel volto sarebbe stato sformato dalle percosse e ricoperto dal gelido sudore della morte; se ne mirava la fronte divina, su cui si divideva la bionda capigliatura, Maria soffriva pensando all’orribile serto da cui sarebbe stata un giorno incoronata.
Questi sentimenti dolorosi si tramutarono in realtà, quando giunse per Maria il momento solenne di assistere alla divina passione. Tutto quello che Ella sofferse sin qui, altro non fu che la preparazione del martirio che l’attendeva sull’erta fatale del Golgota. Quando Gesù morì, la terra tremò, si spaccarono le pietre, cominciarono ad addensarsi le tenebre sul creato; a queste manifestazioni della natura indignata, la folla dei curiosi, colta da panico, si diradò. L’invitta Madre allora si accostò ancor più alla croce per unire il proprio martirio a quello del Salvatore.
L’addoloratissima Madre accolse più tardi sulle sue ginocchia le spoglie dell’adorato Figliuolo.
Questo fu il prezzo che la Madonna dovette pagare per la rigenerazione dell’umanità e meritarsi la sublime dignità di Madre universale. Tale infatti fu proclamata Maria nel modo più solenne al cospetto del cielo e della terra dalla voce di un Dio agonizzante
PRATICA. Consideriamo quanto siamo costati a Maria SS., e non rinnoviamole i dolori con nuovi peccati.
PREGHIERA O Dio, nella cui passione, secondo la profezia di Simeone, la spada del dolore trapassò l’anima dolcissima della gloriosa Vergine Maria, concedi benigno, che come ne celebriamo i dolori, così otteniamo i frutti abbondanti della tua passione.
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria della beata Maria Vergine Addolorata, che, ai piedi della croce di Gesù, fu associata intimamente e fedelmente alla passione salvifica del Figlio e si presentò come la nuova Eva, perché, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza porti alla vita.
I sette dolori di Maria

PRIMO DOLORE: La rivelazione di Simeone
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».
SECONDO DOLORE: La fuga in Egitto
Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto.
TERZO DOLORE: Lo smarrimento di Gesù nel Tempio
Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
QUARTO DOLORE: L’incontro con Gesù sulla via del Calvario
Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente»
QUINTO DOLORE: La crocifissione e la morte di Gesù.
Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto “Gesù il Nazareno, il re del Giudei” (Lc 23,33; Gv 19,19). E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!” E, chinato il capo, spirò.
SESTO DOLORE: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria
Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.
SETTIMO DOLORE: La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
In queste sere sto guardando tutti i suoi incontri con gli universitari : lui prendeva domande a raffica. Alcune spaventose. Rispondeva a tutto con una forza incredibile. Senza incertezze. o lo si amava o lo si odiava . nessuna via di mezzo.
Roberta
“Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.
Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.”
{dal Vangelo di Giovanni, capitolo 15, versi 18-21}
✝dedicato a Charlie Kirk e alla sua famiglia 🙏
Cristo è risorto: Alleluia♥
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