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Leone XIV: fermare la tragedia della guerra prima che diventi una voragine irreparabile

Accorato appello del Papa a fine Angelus, alla luce delle “notizie allarmanti” dal Medio Oriente dopo il bombardamento Usa su tre siti nucleari iraniani e l’immediata risposta missilistica di Teheran contro città israeliane. Il Pontefice avverte dal rischio che cada nell’oblio la sofferenza di Gaza e altri territori: “L’umanità grida e invoca la pace”, afferma, chiamando in causa i membri della comunità internazionale e la diplomazia perché “faccia tacere le armi”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

“Fermare la tragedia della guerra prima che essa diventi una voragine irreparabile”

Le parole sono accorate e mirate, la fronte corrugata, le mani strette sul foglio bianco. Il richiamo è a chi detiene ruoli di responsabilità ma anche ad ogni membro della comunità internazionale perché usi “ragione” e “responsabilità” prima che si imbocchi una via senza ritorno per l’umanità. Papa Leone XIV, affacciato questa mattina, 22 giugno, dalla finestra del Palazzo Apostolico per l’Angelus, lancia il suo appello in un momento di massima tensione in Medio Oriente, da cui – dice – “si susseguono notizie allarmanti”, “soprattutto dall’Iran”.

La notte è stata buia, la più buia finora nella guerra tra Israele e Iran. Intorno alle 2 gli Stati Uniti hanno annunciato il lancio di 12 bombe “Bunker-Buster” contro tre siti nucleari iraniani: Fordow, Natanz e Isfahan. Pronta la risposta di Teheran che ha fatto piombare missili sulle città israeliane di Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa, provocando quasi 90 feriti. Il premier Nethanyau ringrazia gli Usa, l’Iran minaccia reazioni ancora più dure, l’Aiea conferma che, per il momento, non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazioni al di fuori degli impianti.

L’umanità grida pace

Notizie “allarmanti”, appunto, e uno “scenario drammatico”, lo definisce il Pontefice, il quale avverte dal rischio che tutto questo faccia “cadere nell’oblio la sofferenza quotidiana della popolazione, specialmente a Gaza e in altri territori dove l’urgenza di un adeguato sostegno umanitario si fa sempre più pressante”.

Responsabilità e ragione

Di questo grido il Vescovo di Roma si fa portavoce. Un grido, afferma, che “chiede responsabilità e ragione e non deve essere soffocato dal fragore delle armi e da parole retoriche che incitano al conflitto”. Il monito è a fermare questo susseguirsi di violenze prima che si allarghino fino a diventare “una voragine irreparabile”. Tutti sono chiamati in causa, perché “non esistono conflitti lontani, quando la dignità umana è in gioco”, chiosa il Papa.

La guerra non risolve i problemi, anzi li amplifica e produce ferite profonde nella storia dei popoli, che impiegano generazioni per rimarginarsi

La diplomazia faccia tacere le armi

Lo sguardo del Pontefice si posa sulle singole persone, spesso derubricate a numeri di morti e feriti per aride cronache. A farne le spese di questa guerra sono, invece, madri, bambini, famiglie, intere generazioni di giovani dal destino già segnato. “Nessuna vittoria armata potrà compensare il dolore delle madri, la paura dei bambini e il futuro rubato”, sottolinea Papa Leone. Da qui un ultimo, vigoroso, appello a mettere in pratica gli strumenti diplomatici.

Che la diplomazia faccia tacere le armi, che le nazioni traccino il loro futuro con opere di pace non con la violenza e conflitti sanguinosi

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San Norberto


autore: Maarten Pepyn anno: 1637 titolo: San Norberto luogo: Cattedrale di Anversa

Nome: San Norberto

Titolo: Vescovo

Nascita: 1085 circa, Xanten, Germania

Morte: 6 giugno 1134, Magdebùrgo

Luogo reliquie:Basilica dell’Assunzione della Vergine Maria

S. Norberto nacque a Xanten nel 1085 circa da una illustre e ricca famiglia. Fin da giovinetto si diede agli studi con splendidi successi, per cui fu bene accolto alle corti dei principi e in quella dello stesso imperatore Enrico. E qui, più che altrove, diede prova della sua nobiltà e della sua erudizione.

Norberto però in questa prima sua gioventù sprecò i preziosi talenti ricevuti da Dio conducendo una vita comoda, amante delle vanità e delle lodi. Ma la grazia di Dio non tardò a smuovere il suo cuore e a fargli comprendere che tutto è vanità.



Un giorno mentre viaggiava, elegantemente vestito, sul suo cavallo, lo colse un temporale. Rifugiatosi sotto una pianta, poco mancò che un fulmine non lo incenerisse. La terra si aperse sotto i piedi del cavallo ed egli fu buttato a terra svenuto.

Rinvenuto, si ricordò della sua triste vita condotta fino allora e, come già S. Paolo, rivolse al Signore le parole: « Che vuoi che io faccia? ». « Fuggi il male e fa’ il bene, cerca la pace e seguila finché non la trovi ».

Queste parole le sentì nel profondo del cuore. Era la voce di Dio che ancora una volta lo chiamava, ed egli l’ascoltò e mutò vita per sempre.Abbandonata la corte, si ritirò nel monastero di Sigeberto vicino a Colonia, e dopo conveniente preparazione fu ordinato sacerdote dall’Arcivescovo di quella città.

In seguito fu eletto canonico e in questo nuovo ufficio avrebbe voluto correggere molti abusi, ma trovò ostacoli nella rilassatezza dei tempi, per cui, rinunziato al canonicato, camminando a piedi scalzi, e mendicando il cibo, andava annunziando ovunque la buona novella, finché si ritirò nel silenzio di Prémontré. Ma non fu solo. Quaranta ecclesiastici e molti secolari si unirono a lui per vivere nella penitenza e ne la preghiera. S. Norberto pensò allora ad una regola di vita comune e adottò quella di S. Agostino, e nel Natale del 1121 fecero la professione solenne. Così era fondata la Congregazione dei Canonici Regolari Premostratensi. 



Nel viaggio che fece a Roma per l’approvazione della regola, passò a Spira ove il clero e il popolo erano radunati per l’elezione del nuovo arcivescovo. Saputo l’arrivo del Santo, egli stesso fu eletto all’alta dignità. « Ecco il nostro padre, ecco il nostro pastore! » si gridava dappertutto. Voce di popolo, voce di Dio: e S. Norberto dovette accettare e cercò di soddisfar a questo nuovo onere guadagnando tutti a Gesù Cristo


Non pochi però si opposero al suo ardente zelo attentarono anche alla sua vita. Egli perdonò e sopportò tutto; e alla fine colla sua pazienza vinse anche quegli animi ribelli, conducendoli all’ovile di Gesù Cristo.

Assistette al concilio che si tenne a Reim e fu nominato arcivescovo di Magdeburgo da papa Onorio II nel 1126. Molto s’affaticò per estinguere lo scisma dell’antipapa Anacleto; nello stesso tempo visitò molte province della Germania portando ovunque la sua parola di padre e di pastore. 

Una malattia che l’assalì gravemente, lo tenne per 4 mesi a letto ed il 6 giugno 1134 spirò nel bacio de Signore.Inizialmente, fu sepolto nella chiesa del cenobio tra i suoi “fratelli”. Durante la Riforma, quando la città di Magdeburgo passò ai protestanti, i premostratensi si impegnarono a trasferire le reliquie, poiché i protestanti non veneravano le reliquie dei santi.

Nel 1626, riuscirono ad aprire il sepolcro e trasportare il corpo a Praga, dove l’abate di Strahow permise la collocazione. Nel 1627, le spoglie furono deposte nella chiesa del cenobio dei Canonici Premostratensi a Strahow, a Praga, dove fu eretto un altare. 

PRATICA. Perdoniamo le offese ricevute e godiamo se il mondo ci odia quando facciamo bene, perché, allora siamo sicuri di essere veramente seguaci di Gesù Cristo.

PREGHIERA. O Signore, che il tuo beato confessore e vescovo Norberto rendesti banditore esimio della tua parola, e per suo mezzo rendesti feconda la tua Chiesa di una nuova famiglia, deh! fa che per i suoi meriti possiamo praticare col tuo aiuto quanto egli ha insegnato con le parole e colle opere. 

MARTIROLOGIO ROMANO. A Magdebùrgo san Norbérto, Vescovo di quella città e Confessore, Fondatore dell’Ordine Premostraténse.

Il grazie di Putin al Papa (e l’attacco a Kiev). L’appello di Leone: «Un gesto per la pace»

di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 5 Giun go 2025

Putin non chiamava il Vaticano dal 2021, «parlato anche del lavoro svolto da Zuppi». Parolin pessimista: «Non ci si fida l’uno dell’altro».

04 giu 2025

Il Cremlino, attraverso l’agenzia Interfax, ha fatto sapere ieri sera che Putin e Leone XIV hanno avuto un colloquio telefonico nel quale il presidente russo ha espresso il suo «apprezzamento» per la disponibilità del Papa ad aiutare a risolvere la «crisi» ucraina e «confermato l’interesse a raggiungere la pace attraverso mezzi politici e diplomatici», accusando peraltro Kiev di «scommettere» invece sulla «escalation».  

Il Vaticano ha confermato la telefonata, con una precisazione significativa affidata al portavoce Matteo Bruni: «Il Papa ha fatto un appello affinché la Russia faccia un gesto che favorisca la pace, ha sottolineato l’importanza del dialogo per la realizzazione di contatti positivi tra le parti e per cercare soluzioni al conflitto».

La telefonata di per sé è un passo in avanti notevole, considerato che Francesco aveva ricevuto Putin tre volte in udienza, nel 2013, 2015 e 2019, ma non era più riuscito a parlargli dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio 2022. L’indomani Bergoglio si fece portare all’ambasciata di Mosca ma parlò solo con l’ambasciatore. L’ultima telefonata di Putin a un Papa, a quanto è dato sapere, risaliva al 17 dicembre 2021, quando chiamò Bergoglio per gli auguri di compleanno. Anche il cardinale Matteo Zuppi, in missione di pace a Mosca nel 2023 e nel 2024, fu ricevuto dal consigliere Ushakov e dal ministro degli Esteri Lavrov ma non dal presidente russo.

Subito dopo il conclave, Putin aveva mandato un messaggio di congratulazioni al nuovo Papa, ma non era affatto scontato arrivassero a parlarsi. Il Cremlino dice che «entrambe le parti hanno espresso l’intenzione di proseguire i contatti». La Santa Sede ha aggiunto che «si è parlato della situazione umanitaria, della necessità di favorire gli aiuti dove necessario, degli sforzi continui per lo scambio dei prigionieri e del valore del lavoro che svolge il cardinale Zuppi». Leone XIV «ha fatto riferimento al Patriarca Kirill, ringraziando per gli auguri ricevuti, e ha sottolineato come i comuni valori cristiani possano essere una luce che aiuti a cercare la pace, difendere la vita e cercare un’autentica libertà religiosa».

Detto questo, in Vaticano si considera la situazione con realismo, sapendo quanto sia difficile. La posizione del Pontefice è quella che Leone XIV ha spiegato il 14 maggio, ai rappresentati delle chiese orientali: «La Santa Sede è a disposizione perché i nemici si incontrino e si guardino negli occhi… I popoli vogliono la pace e io, col cuore in mano, dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo! La guerra non è mai inevitabile, le armi possono e devono tacere».

Leone XIV ha ricevuto il presidente ucraino Zelensky il 18 maggio, e chiede «una pace autentica, giusta e duratura». La Santa Sede ha messo a disposizione il proprio territorio per ospitare negoziati. È già avvenuto, nella storia recente: quando il presidente americano Barack Obama e quello cubano Raúl Castro annunciarono il superamento dell’embargo, il 17 dicembre 2014, saltò fuori che le delegazioni dei due Paesi si erano incontrate in segreto tra la Mura vaticane.

La proposta è sempre valida ma il Vaticano non si fa troppe illusioni, fa capire il cardinale Pietro Parolin: «Rimane questa offerta di spazio che il Papa ha fatto all’inizio del suo pontificato. Ma non credo, dalle risposte che ci sono state date, che ci sia speranza che questa possibilità venga sfruttata». 

Il tono del segretario di Stato del Papa è desolato: «Mi dà una enorme tristezza e dolore che non si riesca a stabilire un contatto diretto tra le due parti per cominciare a vedere la fine di questa guerra». Il problema di fondo è «ricreare un clima di fiducia fra le due parti», spiega Parolin: «Non ci si fida l’uno dell’altro, per cui non si è pronti nemmeno a fare delle concessioni».

Papa Leone XIV: “La Madre di Dio ci aiuti a camminare insieme sulla via della pace”

La preghiera del Regina Coeli. “La Vergine Maria benedica le famiglie e le sostenga nelle loro difficoltà”

Papa Leone XIV, Giubileo delle Famiglie |  | Daniel Ibanez / ACI GroupVeronica Giacometti – ACI Stampa, 1/06/2025

Al termine della Celebrazione Eucaristica in occasione del Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani, Papa Leone XIV, prima di recitare la preghiera del Regina Caeli, ringrazia e saluta calorosamente tutti i partecipanti. “Siete venuti da ogni parte del mondo, con delegazioni di centotrentuno Paesi. Sono contento di accogliere tanti bambini, che ravvivano la nostra speranza! Saluto tutte le famiglie, piccole chiese domestiche, in cui il Vangelo è accolto e trasmesso”, dice subito il Pontefice da Piazza San Pietro.

“Che la fede, la speranza e la carità crescano sempre nelle nostre famiglie. Un saluto speciale ai nonni e agli anziani, voi siete modello genuino di fede e ispirazione per le giovani generazioni. Grazie di essere venuti!”, continua ancora il Pontefice.

“Oggi in Italia e in diversi Paesi si celebra la solennità dell’Ascensione del Signore. È una festa molto bella, che ci fa guardare alla meta del nostro viaggio terreno. In questo orizzonte ricordo che ieri a Braniewo (Polonia) sono state beatificate Cristofora Klomfass e quattordici consorelle della Congregazione di Santa Caterina Vergine e Martire, uccise nel 1945 dai soldati dell’Armata Rossa in territori dell’odierna Polonia. Nonostante il clima di odio e di terrore contro la fede cattolica, continuarono a servire gli ammalati e gli orfani. All’intercessione delle nuove Beate martiri affidiamo tutte le religiose che nel mondo si spendono generosamente per il Regno di Dio”, ricorda Papa Leone prima della preghiera mariana.

La Vergine Maria benedica le famiglie e le sostenga nelle loro difficoltà: penso specialmente a quelle che soffrono a causa della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in altre parti del mondo. La Madre di Dio ci aiuti a camminare insieme sulla via della pace”, conclude infine il Pontefice.

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Martedì  27 Maggio 2025  

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

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h. 9.00: Editoriale

LA DIVINA PROVVIDENZA NELLA RIVELAZIONE DEI SEGRETI

h. 10: I DONI DELLO SPIRITO SANTO

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BLOG: blogdipadrelivio.it

Il pellegrinaggio a Medjugorie ricomincia ogni giorno

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PAPA LEONE AL TEMPO DEL COVID IN PERU’

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