"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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Breve storia di Radio Maria

Radio Maria nasce nel 1982 come radio parrocchiale di una frazione di Erba (CO).

L’obiettivo era quello di dare la possibilità di assistere alla Santa Messa anche alle persone più anziane che non potevano recarsi in Chiesa ogni giorno. Fin dall’inizio si contraddistingue per la sua programmazione, interamente spirituale e dedicata alla religione cattolica, senza alcun introito pubblicitario.

Nel 1987 si costituisce l’«Associazione Radio Maria» con l’arrivo di Emanuele Ferrario , primo presidente e di P.Livio Fanzaga come Direttore Responsabile che trasforma la Radio parrocchiale in un emittente cattolica che si è diffusa prima in Italia e poi nei 5 continenti. Già presente negli studi di trasmissione Roberta Zappa.

Nel 1998  su iniziativa di Radio Maria Italia nasce la “Famiglia Mondiale di Radio Maria”. Attualmente trasmette anche in tutta Europa via satellite digitale (Eutelsat Hotbird) e in tutto il mondo con sedi sul posto.

Dati Audiradio stimano in 1.644.000 gli ascoltatori medi giornalieri nel 1º semestre 2009

I costi di gestione vengono coperti principalmente dalle offerte degli ascoltatori e senza introiti derivati da pubblicità. Il denaro che riceve, oltre a finanziare l’apparato tecnico, è utilizzato dalla World Family of Radio Maria per creare nuove emittenti di Radio Maria nel mondo. Grazie alla legge finanziaria italiana del 2005 fu beneficiaria di un finanziamento per il potenziamento e l’aggiornamento delle sue apparecchiature radiofoniche in quanto radio comunitaria a diffusione nazionale. A partire dal 2006 Radio Maria riceve le offerte anche attraverso il canale del 5 per mille.

Radio Maria si affida all’opera di numerosissimi volontari che operano in sede, come assistenti alla regia e al mixer, sia in tutta Italia, come responsabili degli studi mobili e della rete promozionale. Accanto alla redazione centrale situata a Erba , Radio Maria ha altre redazioni sul territorio nazionale. Le persone che vi lavorano a tempo pieno come dipendenti (produzione dei programmi e uffici) sono solo una ventina, mentre i conduttori delle trasmissioni sono tutti volontari e vengono scelti fra clero (anche vescovi), suore e laici. In base allo statuto della radio, dichiaratamente cattolica e finalizzata unicamente alla diffusione del credo cattolico, tutti i conduttori dei programmi devono essere cattolici, e sono tenuti ad esprimere sempre e solo il pensiero della Chiesa cattolica facendo riferimento al magistero ecclesiastico (in particolare il catechismo della Chiesa Cattolica) e la Sacra Scrittura.

La finalità principale dell’emittente è, per usare le parole del papa Giovanni Paolo II, la “nuova evangelizzazione” (cf. l’enciclica Redemptoris Missio) ed il far crescere i cristiani nella fede e nel cammino di santità. A questo scopo, la radio si rende protagonista anche di gesti di coinvolgimento e promozione sociale con alto valore educativo.

La trasmissione più importante e seguita della Radio è sicuramente la Lettura cristiana della cronaca e della storia, programma in cui Padre Livio discute temi di attualità.

Grande rilevanza nei discorsi di padre Livio Fanzaga, direttore della radio, hanno i messaggi che la Madonna da  nelle sue apparizioni ai veggenti di Medjugorje, fenomeni sulla cui origine la Chiesa non si era ancora pronunziata ufficialmente  pur dando un giudizio positivo sui messaggi e sulle conversioni che a Medjugorje avvengono e  che la radio segue costantemente nel loro svolgersi. In particolare ogni 25 di ogni mese vi è una veglia di preghiera in attesa del messaggio mensile da Medjugorje.

La programmazione comprende trasmissioni che trattano principalmente di catechesi, Sacra Scrittura, teologia e attualità ecclesiale. È presente una catechesi generale, accessibile a tutti, ma anche una dedicata ai giovani; non mancano le letture della Bibbia, i corsi di spiritualità, di liturgia, di mariologia e di storia della Chiesa, le biografie dei santi, i chiarimenti sulla dottrina del Magistero. Ogni giorno vengono trasmesse 8 ore di preghiera, che spaziano dalla recita delle preghiere che tutti i cattolici praticanti conoscono (Padre nostro, Gloria al Padre, Ave Maria, Credo, Atto di dolore, Angelus, Salve Regina ed altre preghiere recuperate dalla tradizione popolare) a collegamenti di preghiera (in diretta da parrocchie, monasteri, comunità religiose, ma anche da ospedali, carceri, caserme) disseminati in tutta Italia con recita del rosario e celebrazioni eucaristiche. La sera è previsto uno spazio di preghiere recitate dai bambini. Quotidianamente è previsto uno spazio per la recita del rosario e della Liturgia delle ore (Lodi, Ora media, Vespri e Compieta). Completano il palinsesto alcune trasmissioni di servizio, di cultura e di promozione umana, ad esempio un filo diretto con il medico, con il dentista, con lo psicologo d’infanzia, con l’educatore, con il pedagogo. Tutte queste discipline umane vengono affrontate nella prospettiva della fede. Molte trasmissioni sono dedicate alla famiglia.

È da sottolineare la diffusione di catechesi specifiche per i bambini, per i giovani (in particolare la catechesi giovanile del venerdì sera), per i fidanzati e per i malati. Accanto alle catechesi vengono spesso mandate in onda, nell’arco della programmazione mattutina (10.15-12.00), pomeridiana (18.00-19-30) e serale (21.00-24.00), trasmissioni di approfondimento a sfondo religioso, culturale e storico, che prevedono la partecipazione di esperti in materia. Un altro appuntamento è la trasmissione Tavola rotonda della domenica sera, a cui possono partecipare laici oppure ecclesiastici.

Radio Maria prevede brevi spezzoni di ascolto musicale, nelle quali vengono diffusi soprattutto brani di carattere religioso composti sia da ecclesiastici che da laici contemporanei, spesso facenti parte del repertorio di movimenti ecclesiali e solo in minima parte provenienti dalla musica classica.

Una caratteristica di Radio Maria è quella di permettere l’intervento telefonico del pubblico al termine di ogni trasmissione. Tre sono i momenti dedicati all’informazione: il commento alla stampa del giorno, comprendente anche uno sguardo sul mondo di attualità politica, economica, sociale e di cronaca, alle ore 8.45, una sintesi delle principali notizie dal mondo e dalla chiesa alle ore 13.30 e la replica in differita del Radiogiornale Vaticano delle ore 14 alle ore 19.00.

Tra le trasmissioni v’è il “caffeino mattutino” di padre Livio Fanzaga, una sorta di “satira agrodolce” in rima tratta da un argomento di cronaca del giorno, e la barzelletta in rima del Pescecane e del Pesce Palla, in cui il Pesce Palla incarna la figura del parroco medio (paziente, prudente e… pasciuto!) mentre quella del Pescecane è simbolo del non cattolico che vorrebbe convertirsi ma non riesce mai. Queste “catechesi giovanili in rima” sono state raccolte in un libro pubblicato nel 2007.

La sigla dei programmi di Radio Maria è la canzone Ballata per Maria di Roberto Bignoli.

L’editore di Radio Maria in Italia è l’Associazione Radio Maria, costituita nel 1987 per poter rilevare l’emittente. Dal 1987 al 2020 l’associazione è stata presieduta da Emanuele Ferrario. Ad oggi il Presidente e’ Vittorio Viccardi.

Aspetti tecnici

Da sempre osservata con particolare attenzione dal punto di vista tecnologico, Radio Maria è la radio italiana con il maggior numero di ripetitori(oltre 850) sparsi in tutto il territorio nazionale. Questo le conferisce la maggiore copertura tra tutte le emittenti radiofoniche italiane (pari a quella della Rai) e le permette di essere ricevuta ed ascoltata senza problemi anche in zone sperdute (ad esempio paesini di montagna) dove non sono presenti altri segnali radiofonici.

Essendosi sviluppata in Italia durante la seconda metà degli anni ottanta, prima della legge Mammì, è entrata in possesso di numerosi impianti collocati in posizioni strategiche, che garantiscono un’eccellente diffusione del segnale, soprattutto nelle grandi città.

Radio Maria, inoltre, è una delle poche emittenti italiane che trasmette in monofonia, scelta dovuta al fatto di proporre principalmente contenuti vocali non musicali, che possono essere trasmessi con buona qualità anche senza utilizzare l’audio stereofonico. Concentrando l’energia trasmessa in FM nei 15kHz della monofonia (salvo qualcosa per l’RDS), a parità di potenza irradiata e percorso coperto il segnale monofonico è meno soggetto a disturbi rispetto alle trasmissioni FM stereofoniche, la cui componente stereofonica è in una forma di modulazione di ampiezza (DSB), molto più esposta ad interferenze della modulazione di frequenza.

Radio Maria è una associata di DAB Italia. È possibile ascoltare le trasmissioni di Radio Maria in DAB+ sul canale 12C, alla frequenza di 227,360 MHz.

Dal marzo 2010 Radio Maria trasmette in tutta Italia anche attraverso la televisione digitale terrestre (DVB-T), dove può essere ascoltata sintonizzando il ricevitore televisivo sul canale 789 o, per gli utenti con decoder Sky, sul canale 5789. Radio Maria è inserita sul digitale terrestre nel multiplex Rete A 1

Il canale radio può essere anche ascoltato dal proprio media player digitale, tramite l’applicazione gratuita per dispositivi mobili con sistema operativo Android o Apple, sia di tipo smartphone che di tipo tablet, o attraverso varie app come Radio Maria Play e Radioplayer. Oltre a un canale nel sito web di YouTube, è presente anche la diretta sul sito https://radiomaria.it/ascolta-la-diretta Nel 2016 era la radio più seguita su Facebook, dove oggi conta quasi tre milioni di followers. Molto frequentato è anche il Blog di Padre Livio, dedicati ai temi dell’evangelizzazione e alla diffusione dei Messaggi della Regona della pace. ( 4, 5 milioni di utenti nel 2026)

 A dimostrazione della vasta popolarità dell’emittente, Radio Maria partecipò nel 2014 al concorso Nazionale “Cuffie d’Oro Radio Awards”[27], vincendo largamente sia nella categoria “My best radio” che in quella “Personaggio radiofonico” con padre Livio (48,5% di preferenze contro il 15,1% del secondo classificato, Giuseppe Cruciani) ricevendo il 52,2% di preferenze. Al secondo posto nella classifica delle emittenti si piazzò Radio 105, con l’11,7%, ed al terzo Radio 24 con il 10,8%[28]. Padre Livio ha superato, oltre al già citato Cruciani, diversi nomi storici del mondo radiofonico italiano, come Linus, Marco Mazzoli, Fiorello…

Radio Maria trasmette in 85 nazioni nei cinque continenti, attraverso 130 sedi che diffondono l’audio in 83 lingue. Sono 30.000 i volontari di Radio Maria al servizio di oltre 40 milioni di ascoltatori nel mondo.

  • Radio Maria, un miracolo di volontariato. Origini, storia, attualità dell’emittente cattolica più ascoltata nel mondo, intervista a Padre Livio Fanzaga di Angelo Montonati, Sugarco Edizioni, 2012. ISBN 978-88-7198-629-6 – Edizione aggiornata
  • Radio Maria nel mondo, Pubblicazione dell’Associazione World Family of Radio Maria – 

Aiutiamo Radio Maria a compiere la sua missione

EUROPA DELL’EST: LA MOLDAVIA ATTENDE UNA RADIO MARIA 

Cattedrale di Chisinau capitale della Moldavia

Grazie alla sua posizione la Moldavia è un ponte ideale tra l’Ovest e l’Est, tra Romania ad ovest, Ucraina al nord e al sud.
Nel periodo sovietico, tutte le Chiese vennero chiuse e trasformate in sale per distrazioni profane: soppresse le parrocchie, i sacerdoti sono costretti a lasciare il paese.

Soltanto un sacerdote ebbe il permesso di rimanere a Chisinau e cercò di servire in segreto i cristiani. Dopo l’era Gorbaciov inizia la rinascita delle comunità, sei di queste sono legalizzate, arriva un altro sacerdote per aiutare, iniziano così la costruzione o ricostruzione delle chiese o cappelle.

Dal 1990 quando inizia il cambio politico, la dichiarazione dell’indipendenza dell’ex repubblica sovietica, ci sono degli importanti cambiamenti anche nella organizzazione delle Chiese locali, come la riammissione dei vecchi vescovi soppressi, e nuovi Amministratori Apostolici.

Il 28 ottobre 1993 è stata fondata l’Amministratura Apostolica della Chiesa Cattolica nell’attuale territorio della R. Moldava ed è stato nominato amministratore apostolico, il parroco della chiesa “Provvidenza Divina” di Chisinau, P. Anton Cosa, che più tardi, il 6 gennaio 2000, sarà consacrato vescovo da S.S. Giovanni Paolo II.

La Diocesi della Chiesa Romano-Cattolica in Moldavia comprende 11 parrocchie, 6 filiali, 20.000 credenti, 20 sacerdoti, 2 congregazioni maschili e 6 femminili.

In una zona geopolitica molto delicata in questi anni, è richiesta una Radio Maria per aiutare la popolazione moldava nel suo cammino di fede in Cristo sotto lo sguardo di Maria.

Si sta lavorando per creare una sede radiofonica a Chisinau in collaborazione con la Diocesi locale. Si partirà con una webradio cercando allo stesso tempo di ottenere frequenze per coprire tutto il territorio nazionale. L’obiettivo sarà un palinsesto che attraverso la Santa Messa quotidiana, la preghiera, i contenuti di promozione umana possa far sentire le comunità cattoliche vicine e unite, in comunione tra loro e con i tanti moldavi all’estero.

Sua Eminenza il Cardinale Pizzaballa ai nostri microfoni al Meeting di Rimini 26/8/26

RADIO MARIA AL MEETING

San Bernardo di Chiaravalle

autore: Jeronimo De Espinosa anno: XVII sec. titolo: San Bernardo di Chiaravalle caricato degli strumenti della Passione

Nome: San Bernardo di Chiaravalle

Titolo: Abate e dottore della Chiesa

Nascita: 1090, Dijon, Francia

Morte: 20 agosto 1153, Chiaravalle-Clairvaux

Ricorrenza: 20 agosto

Martirologio: edizione 2004

Canonizzazione:
1174, Anagni, Frosinone, papa Alessandro III

Luogo reliquie: Cattedrale di Troyes

Bernardo nacque l’anno 1090 nel castello di Fontaine, presso Dijon. Suo padre Techelino era uno dei più cospicui uomini del tempo e sua madre Aletta era parente dei duchi di Borgogna; entrambi però splendevano più per pietà che per ricchezza. Appena nato Bernardo, la piissima madre, non contenta di offrirlo solamente a Dio come aveva fatto degli altri suoi figli, lo destinò in modo particolare al servizio della Chiesa. Educato santamente fu mandato a Chatillon per compiere gli studi nel collegio dei canonici di quella città. Bernardo, quantunque giovanetto, amava star ritirato; era sempre raccolto, docile, affabile e cortese con tutti, e di una modestia singolare. La prontezza e la vivacità del suo ingegno facevano stupire i suoi maestri.


Ma se egli ascoltava le lezioni dei maestri, molto più era attratto dalla voce di Dio, che gli parlava internamente. Una notte di Natale gli comparve la Vergine Maria con in braccio il Bambino Gesù, e Bernardo fu talmente invaghito della divina bellezza del Redentore, che fu poi sempre devotissimo dell’Incarnazione. A 18 anni perdette la virtuosa sua madre. Intanto, compiuti gli studi della teologia e della Sacra Scrittura, ritornò alla casa paterna.

Vedendo quanto era pericoloso il vivere nel mondo, pensò di ritirarsi a vita monastica. Tutta la famiglia e l’intero parentado dapprima gli si opposero, ma egli con la sua grazia e cortesia seppe talmente difendere la sua causa, che poco dopo molti di quelli che s’erano opposti seguirono il suo esempio. Infatti i fratelli Guido, Gerardo, Bartolomeo, Andrea e lo zio Gondrino, signore di Tolone, lo seguirono nella vita monastica.

A questi si unirono altri, così che furono in trenta a seguire con lui la divina chiamata. Presentatisi al monastero, l’abate S. Stefano, vedendo il loro fervore e la loro risoluzione, li accettò con gioia. Fatta la professione dopo un anno di noviziato, Bernardo si diede con grandissimo fervore alla pratica della virtù. Spesso, per eccitarsi al fervore si domandava: « Bernardo, a che fine sei venuto qui? ».

Devotissimo di Maria SS. non lasciava passare giorno senza offrirle qualche ossequio speciale; in tutti poi cercava di diffondere la devozione alla gran Madre di Dio. E la Madonna molto gradiva l’amore di quell’anima santa. Un giorno, passando Bernardo davanti alla statua della Vergine, le rivolse il saluto angelico : « Ave Maria », ma lo disse con tanta grazia ed affetto, che dalla statua si sentì rispondere: « Ave Bernardo ». 

Morto S. Stefano, fu eletto abate con voto unanime Bernardo. Quantunque sempre malaticcio, tuttavia predicava ovunque con grande zelo, e le sue prediche erano talmente piene di grazia, che da ogni parte accorrevano ad udirlo, e molti lo seguivano, chiedendo di essere accettati nel monastero.

Nel 1119, un gruppo di cavalieri, guidati da Ugo di Payns, diede vita a un nuovo ordine monastico-militare destinato a cambiare la storia: l’Ordine dei Cavalieri del Tempio, conosciuto come i Templari. Con sede a Gerusalemme, l’Ordine aveva come missione principale la protezione dei pellegrini  cristiani lungo le pericolose strade della Terra Santa. La loro causa ottenne un riconoscimento ufficiale nel 1128, quando Papa Onorio II approvò l’Ordine durante il concilio di Troyes. A ispirare la rigida regola dell’Ordine fu probabilmente San Bernardo di Chiaravalle, una delle figure religiose più influenti dell’epoca.

San Bernardo non fu solo un sostenitore dei Templari, ma anche un attivo partecipante nelle questioni politiche e religiose del suo tempo. Appoggiò Tibaldo II, conte di Champagne, in una disputa contro il re Luigi VII, e svolse un ruolo centrale nella repressione del Comune di Reims nel 1140, dove dimostrò il suo rigido controllo su questioni di fede e ordine.

Uno degli episodi più famosi della sua vita fu il conflitto con il filosofo Pietro Abelardo. Bernardo accusò Abelardo di diffondere idee teologiche errate e riuscì a farlo condannare nel concilio di Sens del 1140, nonostante le accuse fossero basate su interpretazioni discutibili delle opere del filosofo. Questo scontro tra due delle menti più brillanti del tempo segnò profondamente il dibattito intellettuale e religioso del XII secolo.

Bernardo si distinse anche nella lotta contro le eresie che minacciavano l’ortodossia cattolica. Nel 1145, Papa Eugenio III, un suo ex discepolo diventato papa, lo incaricò di predicare la Seconda Crociata. Bernardo, con la sua eloquenza, riuscì a mobilitare non solo i francesi, ma anche i tedeschi. Tuttavia, la crociata si rivelò un disastro, con il fallito assalto a Damasco. Bernardo attribuì la sconfitta ai peccati dei crociati, un tema che riprese nel suo trattato La considerazione.

Una delle leggende più curiose su San Bernardo racconta di un episodio avvenuto durante un viaggio a Vigevano, dove avrebbe catturato un diavolo che cercava di sabotare il suo carro. Il demone fu successivamente bruciato dai cittadini di Vigevano, un evento che viene ancora oggi commemorato con un rituale locale. 

In Bernardo si vide meravigliosamente accoppiata la santità con la sapienza: è chiamato il Dottore mellifluo. Numerosissime sono le sue opere, e per i suoi numerosi, alti e sapienti scritti sulle grandezze della Madre di Dio, venne chiamato il cantore di Maria. 

Dopo una vita così santa e attiva, spirò il 20 agosto 1153 a 62 anni. La Chiesa lo onora col titolo di dottore.

Le reliquie di san Bernardo di Chiaravalle sono custodite principalmente nella Cattedrale di Troyes, in Francia, dove si trova parte della sua testa. Questa è l’unica reliquia sopravvissuta alla rivoluzione francese, mentre il resto delle sue spoglie è andato distrutto. Oltre a quella di Troyes, un’altra porzione molto piccola è conservata in Italia, nella chiesa collegiata di Fiorenzuola: è stata donata di recente all’abbazia di Chiaravalle della Colomba, nei pressi di Piacenza.

RADIO MARIA SUD SUDAN 🙏

POVERISSIMA MA FERVOROSA – AIUTIAMOLI A COSTRUIRE LA SEDE

RADIO MARIA PRESENTE A RIMINI

🎙️📡📻RADIO MARIA UNA VOCE CRISTIANA IN ITALIA NEL MONDO : VOCE DI FEDE〽️
il nostro stand presente alla Fiera di #Rimini – 21/26 Agosto 2026 #Meeting
Ci trovi nella Hall sud all’ingresso principale🎤

Il Direttore di Radio Maria Venezula è tornato alla casa del Padre

🙏🙏🙏 ✝️CHIEDIAMO PREGHIERE PER IL DIRETTORE DI RADIO MARIA VENEZUELA SUA ECCELLENZA MONS.TULIO LUIS RAMÍREZ PADILLA,TORNATO OGGI ALLA CASA DEL PADRE ✝️

DIOCESI DI GUARENAS – VENEZUELA
COMUNICATO UFFICIALE

Con profonda fede nella Risurrezione e con il cuore colmo di commozione, la Diocesi di Guarenas informa tutto il Santo Popolo di Dio riguardo alla dolorosa scomparsa del nostro amato Vescovo:

S.E.R. MONSIGNOR TULIO LUIS RAMÍREZ PADILLA

Monsignor Tulio torna alla casa del Padre lasciando un’impronta indelebile nella Chiesa venezuelana. Lo ricorderemo sempre per il suo instancabile operato quale Vicepostulatore della Causa di Beatificazione del Servo di Dio Dr. José Gregorio Hernández, per aver promosso e conseguito l’approvazione della Incoronazione Canonica della nostra Santa Patrona Diocesana e, sopra ogni cosa, per essere stato un pastore zelante e di immensa carità, totalmente dedito alla missione evangelica nell’intero territorio di Guarenas, Guatire e Barlovento.
“Servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto:entra nella gioia del tuo Signore.”
— Matteo 25, 23

Guarenas, il giorno 12 del mese di agosto del 2026

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✝️🙏L’ultimo messaggio inviatoci subito dopo i terremoti: Mons. Tulio Ramírez Padilla aveva 66 anni ed è stato direttore di RM Venezuela in questi ultimi 10 anni🙏🙏E’ ENTRATO NELLA GLORIA DEL SIGNORE 🙏ALLELUIA✝️

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QUESTI SCATTI ARRIVANO DAL VENEZUELA:
Santa Messa nella “zona zero” di La Guaira per le vittime dei terremoti.
Sacerdoti, seminaristi, suore e giovani laici tra OPPPE 26 e 27, le aree più colpite dai terremoti il 24 giugno 26

Oltre a pregare per il riposo eterno delle vittime, hanno pregato per le famiglie che cercano ancora i loro parenti tra i detriti, e hanno anche ringraziato per il lavoro dei soccorritori, dei vigili del fuoco e dei volontari di tutta la nazione che hanno aiutato e ancora stanno aiutando La Guaira🙏🙏🙏🙏
L’OPPE 26/27 è un grande complesso di edilizia pubblica situato a Caraballeda, nello stato di La Guaira, in Venezuela. Il sito è tristemente noto per essere crollato riducendosi in macerie a causa dei forti terremoti che hanno colpito la regione il 24 giugno 2026, diventando l’epicentro della tragedia con migliaia di vittime e dispersi.

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