Categoria: LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA Pagina 17 di 173
Dio permette al male di manifestarsi. Dio poteva chiudere per sempre l’inferno fin da quando Lucifero e i suoi seguaci gli si sono ribellati; invece, ha permesso che potessero agire sulla Terra e tentare l’uomo per indurlo al male.
La permissione divina del male è una delle domande più difficili della fede. Dio non ha eliminato subito satana, lo ha lasciato agire nel corso della Storia umana con tutti i danni che ha fatto. L’unica risposta che possiamo dare è l’espressione di San Paolo “Dio permette il male per ottenere un bene maggiore”; è quello che Gesù ha rivelato anche nella Parabola del buon grano e della zizzania. Dio semina il buon grano che cresce, ma ecco che il nemico, il diavolo, viene e semina la zizzania che il contadino vorrebbe strappare subito ma quando è ancora un germoglio è molto simile al grano e quindi è facile confonderli. L’esortazione del Signore è molto chiara: aspettate che la zizzania cresca, poi il mietitore, cioè Dio stesso, alla fine separerà il buon grano dalla zizzania e il buon grano lo metterà nei suoi granai, cioè nel Regno dei Cieli, e butterà la zizzania a bruciare nel fuoco eterno.
Dobbiamo entrare in questa dimensione e capire perché Dio permette a satana di agire. La Regina della pace ha detto che l’attività diabolica è una seduzione o una tentazione. Possiamo dire che la tentazione è una seduzione, perché nella tentazione il male viene presentato tinto di bene, come se fosse un bene da desiderare, per cui noi lo desideriamo, lo perseguiamo e poi ci accorgiamo che era veleno addolcito.
Chissà quante volte nella nostra vita abbiamo sperimentato questa realtà. Chiediamoci, allora, come dobbiamo agire di fronte alla presenza del male nel mondo e anche nella nostra vita. Satana è un abilissimo ingannatore, l’ingannatore per eccellenza, vende le patacche come fossero oro zecchino; si aggira alla ricerca di compratori, di quelli che ci cascano. Nella vita, allora, è fondamentale il discernimento proprio per capire dov’è celata la tentazione. Quando ci accorgiamo che satana ci sta offrendo una tentazione siamo quasi vittoriosi perché stiamo in guardia. Il problema è quando non ce ne accorgiamo. Satana usa di tutto per attirarci sulla via del male, per farci suoi. Purtroppo, ce ne accorgiamo troppo tardi, quando ormai ci siamo cascati; molte volte è impossibile tornare indietro senza pagarne le conseguenze.
È chiaro, allora, che l’atteggiamento più importante è quello di scoprire la tentazione e non farsi trascinare in essa. Scoprirla subito è fondamentale quindi dobbiamo chiedere al Signore la grazia del discernimento, la luce dello Spirito Santo proprio per distinguere le vere luci dalle false luci, la vera felicità dalla falsa felicità, la vera speranza dalle false speranze. Oggi il mondo è soggiogato dalla tentazione. La tentazione del mondo di oggi è voler essere Dio. Siamo in un mondo in cui il maligno è presente, accende le sue false luci, crea la strada ampia e allettante che porta alla perdizione; oggi più che mai bisogna essere allenati nel discernimento perché il demonio si presenta sempre come angelo di luce, come un benefattore, come un bravo consigliere, ma il suo obiettivo è farci suoi prigionieri, portarci alla rovina, alla perdizione eterna.
Fare il discernimento è una grazia che bisogna chiedere a Dio e la si ottiene anche attraverso la rinuncia, l’affinamento della capacità interiore di percepire l’inganno che satana ci ha teso. Ci vuole una sensibilità particolare spirituale che molte persone che camminano sulla via del bene e dell’umiltà hanno.
C’è una seduzione che riguarda il mondo in generale, che riguarda ciascuno di noi e quindi dobbiamo essere capaci di discernere i pericoli, di vedere le serpi che silenziosamente si aggirano. Pensiamo, ad esempio, come satana ha circuito Gesù piazzandogli alle calcagna Giuda per tre anni. Il diavolo ha conquistato il cuore di Giuda lentamente fino a trasformarlo nel suo sicario. Gesù ovviamente se n’era accorto, ha visto tutto il cammino di perversione di Giuda e tutta la malvagità che ha accumulato fino arrivare al punto di tradirlo per trenta denari. Giuda è stato molto abile nel tenere per sé questo segreto, era talmente fine nell’arte dell’inganno che gli Apostoli, quando Gesù nell’Ultima Cena ha detto: «Uno di voi mi tradirà», si sono guardati l’un l’altro sgomenti senza accorgersi che il traditore fosse proprio Giuda.
Gesù sapeva cosa stava covando nel cuore Giuda e lo ha rivelato solo alla fine proprio perché tutti sapessero chi era il traditore. Gesù ha fatto capire anche a Giuda che sapeva benissimo quello che stava per fare e infatti gli ha detto: «Quello che devi fare, fallo subito», ed è uscito ma gli Apostoli credevano che fosse uscito per fare l’elemosina ai poveri: Giuda, invece, era uscito per incassare i trenta denari.
Stiamo attenti quando siamo nel mondo, stiamo attenti alle persone con cui parliamo, stiamo attenti a chi seguiamo, stiamo sempre all’erta perché il demonio punta proprio sulle anime che fanno il cammino di santità e fa di tutto per deviarle, studia i loro punti deboli. La Madonna ha detto che a satana basta un piccolo spiraglio per insinuarsi. La prima cosa da fare, allora, è capire dov’è celata la tentazione. Poi bisogna anche sapere aspettare. Quando si è scoperto il male non sempre lo si può aggredire, non sempre lo si può affrontare subito, bisogna anche aspettare che si manifesti. Gesù ha aspettato alla fine per rivelare il traditore agli Apostoli perché sapessero che era proprio Giuda colui che era andato a stipulare il contratto del tradimento.
Anche noi dobbiamo scoprire il male e aspettare il momento giusto per agire. Bisogna pregare per vederci chiaro, bisogna affinare la capacità di discernimento e poi quando è il momento di Dio si agisce e lo si estirpa con decisione. È importante aspettare il momento giusto perché quando il male si manifesta è più facile per noi far capire perché siamo intervenuti.
La lotta contro il male è difficile, molte volte è come una partita a scacchi, richiede prudenza, pazienza, saper aspettare il momento giusto per fare quello che si deve fare e cioè aspettare che la serpe metta fuori il capo dalla tana per assestargli un colpo sulla testa. È così che bisogna fare e ogni passo falso in questo senso può causare danni a noi e anche agli altri. Che Dio ci dia proprio questa capacità di discernimento per capire come e quando agire, Che Dio ci dia anche la forza di sradicare il male quando è il momento giusto. È una battaglia quotidiana che dobbiamo fare con un atteggiamento costante di preghiera; abbiamo bisogno di luce, di coraggio e di determinazione perché in palio c’è la salvezza della nostra anima e di quelle dei nostri cari.

Programma di Padre Livio – Lunedì 3 Agosto 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15 : ALMANACCO DELLA FEDE
Perché Dio permette che la Zizzania cresca
L’attività diabolica è un permissione divina
Essa consiste in una seduzione o tentazione
Il male viene proposto come un bene da conseguire
Il primo passo da fare è di scoprire l’inganno
Il secondo passo è di pazientare perché il male si manifesti
Il terzo passo è quello di sradicarlo quando è il momento di Dio
Così Gesù ha fatto con l’apostolo che lo ha tradito
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO
Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace
h. 9.15: ATTUALITA’
La Madonna ci ha già rivelato il futuro del mondo
L’ultima guerra dell’umanità è già incominciata
E’ una guerra dell’uomo contro Dio
L’obbiettivo di satana è quello di distruggere il mondo e di appropriarsi del maggior numero possibile di anime
La Madonna dal 25 Giugno 1981 sta preparando il suo esercito
Con l’inizio dei Segreti incomincia la manifestazione al mondo di Maria
Nel medesimo tempo si sveleranno gli orientamenti dei cuori
La Salvezza è offerta a tutti. Ma quanti la accoglieranno?
9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA
“Dio è amore. Dio è amore. Dio è amore ( 2 Marzo 2006)
Dio è amore in se stesso nella comunione delle tre persone divine
La natura di Dio è di essere una relazione di amore
L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della creazione
L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della redenzione.
L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della santificazione
L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della glorificazione
Comprendere che Dio è amore è un grazia da chiedere ogni giorno
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
Scrivo a voi giovani perché siete forti
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La fede è come un fiore che per crescere e diventare sempre più bello ha bisogno dell’acqua della preghiera. Anche la nostra anima, creata a immagine di Dio, ha nutrimenti speciali che sono spirituali. L’anima viene da Dio ed è orientata a Lui, per realizzarsi ha bisogno di nutrirsi di Dio. La preghiera è un nutrimento di Dio; nella preghiera incontriamo Dio, parliamo con Lui, lo ascoltiamo, ci riempiamo della sua gioia e della sua pace. Nella preghiera ci trasformiamo interiormente. Nella preghiera riusciamo a prendere le decisioni più importanti della vita proprio perché siamo illuminati e sorretti da Dio. Con la preghiera riusciamo a prendere quelle decisioni che cambiano la vita, esigono coraggio e spirito di sacrificio.
Senza preghiera non possiamo fare nulla. Man mano che la preghiera si spegne anche noi ci spegniamo interiormente, perdiamo la forza, perdiamo la capacità di discernimento, di decidere, di combattere. Senza preghiera perdiamo noi stessi! Potremmo anche dire che se oggi il mondo è diventato ateo e vive senza Dio in una situazione esistenziale in cui l’uomo è avvolto nelle tenebre, è proprio perché non si prega più. Senza la preghiera nei cuori regna la tenebra e l’inquietudine.
Man mano che la preghiera diminuisce nella nostra vita perdiamo noi stessi, ci spegniamo, ci mondanizziamo, restiamo irretiti nelle cose del mondo e nelle sue false luci, nelle sue false felicità, nei suoi falsi splendori, nelle sue false speranze fino ad esserne talmente intrappolati da non riuscire a uscirne.
Dio dà a tutti le grazie necessarie per poter credere e provvede per tutte le anime i mezzi necessari per la salvezza dell’anima. Si perde, allora, chi rifiuta l’aiuto di Dio e la sua Misericordia. Le anime non si perdono per mancanza di Misericordia e di grazie, ma perché rifiutano la Misericordia e le grazie. C’è un aneddoto che vorrei raccontare. Il grande giornalista Indro Montanelli era dichiaratamente ateo. Montanelli fu ricevuto in Vaticano da Papa Wojtyla; prima di andare a cena fu invitato in cappella a pregare con lui in suffragio dell’anima della mamma del giornalista. Di fronte a questa richiesta Montanelli non seppe dire di no, si inginocchiò e disse una preghiera insieme al Papa. Questo episodio ci dà un grande insegnamento: chi non ha la fede e desidera credere deve iniziare a pregare.
Suor Elivira aveva un metodo che applicava con i ragazzi tossicodipendenti della Comunità Cenacolo di cui era fondatrice. Li invitava a inginocchiarsi a pregare, se qualcuno obiettava dicendo che non aveva la fede Suor Elvira diceva: “Tu mettici le ginocchia e io ci metto la fede”. È straordinario vedere quante meravigliose conversioni sono scaturite proprio in queste Comunità; ragazzi che entrano atei dopo pochi mesi diventano persone pie, persone che pregano. Questo avviene perché fanno il primo gesto che è quello dell’umiltà, iniziando a pregare anche se non hanno la fede; in questo modo la preghiera diventa qualcosa di profondo che va oltre la superficie delle parole. Pregano si scopre la bellezza della paternità di Dio e della maternità di Maria.
È pregando con il cuore che Dio, la Madonna, i Santi diventano persone vive, reali. Pregando Gesù e sforzandosi di parlare con Lui, Egli diventa vivo in noi, è presente, sentiamo che ci capisce. La pratica della preghiera inizialmente è superficiale, ma con la perseveranza ci apre la stanza del cuore dove pian piano scopriamo che Gesù è vivo, che la Madonna è viva, che l’angelo custode è vivo, che Dio Padre è vivo, è reale. Nel momento della preghiera tutte le schiere celesti diventano persone vive alle quali ci uniamo nel pregare.
C’è una mistica cristiana alla portata di tutti che non necessita di pratiche straordinarie. È una familiarità con Dio Santissima Trinità, è una mistica per le persone semplici, è la preghiera dei bambini che pregano davanti alla statua della Madonna e le parlano come se fosse la loro mamma. C’è una mistica popolare vissuta da molte persone che consiste nel parlare veramente con Gesù e con Maria nella preghiera. Queste persone, poi, nella vita di tutti i giorni si lasciano condurre passo dopo passo da Gesù e Maria, in questo modo il Regno dei Cieli che è nel loro cuore diventa la compagnia più importante nel corso della giornata. Indubbiamente c’è bisogno delle compagnie umane che sono certamente preziose e importanti, ma è nei momenti in cui si è con il Cielo che si trae la vera luce, la vera gioia, la vera pace, la vera forza.
Quando scopriamo che la Santissima Trinità abita in noi insieme con le schiere celesti non perdiamo la fede. Il mondo di oggi ha perso la fede perché ha smesso di pregare, ha smesso di parlare con Gesù e con Maria. L’umanità di oggi è sola, arida, spaesata e vaga qua e là senza meta. Mi rivolgo a quelli che hanno abbandonato la preghiera, ricominciate a pregare! Iniziate dicendo una semplice Ave Maria con il cuore, in questo modo ritroverete la via. Sant’Alfonso Maria De’ Liguori aveva coniato una famosa massima, semplice ma potente: “Chi prega si salva, chi non prega si perde!”.

Programma di Padre Livio – Venerdì 31 Luglio 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
Senza preghiera la fede muore
È un insegnamento costante della Regina della pace
La preghiera ci mette in contatto con le realtà con cui crediamo
Nella preghiera Dio si fa presente nel suo mistero
Nella preghiera Lui ascolta la nostra voce
Nella preghiera noi ascoltiamo la sua voce
Nella preghiera Dio ci dona il suo amore e la sua pace
“Chi prega si salva, chi non prega si perde” (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO
Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace
h. 9.15: ATTUALITA’
Medjugorje: L’autore dei misfatti confessa ma non si pente
h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA
“Dio è amore. Dio è amore. Dio è amore” (2 Marzo 2006)
Dio è amore in se stesso nella comunione delle tre Persone divine
La natura di Dio è di essere una relazione di amore
L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della creazione
L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della redenzione
L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della santificazione
L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della glorificazione
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
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Il nucleo centrale della fede cristiana è riconoscere in Gesù Cristo il Figlio di Dio, riconoscere in Lui Dio, il Figlio eternamente generato dal Padre che si è fatto uomo. Tutta la Sacra Scrittura afferma che Gesù Cristo è Dio. La Parola di Dio che illumina tutto il Vecchio Testamento è proprio un cammino orientato a indicare un Messia che trascende i limiti della natura umana e che è Dio. Nei Vangeli, quando Gesù annuncia il Regno di Dio indica se stesso.
Gesù ha proprio insegnato di essere Dio, il Figlio inviato dal Padre, seconda Persona della Santissima Trinità. Gesù ha indicato se stesso come Dio e ha dato come prova anzitutto i grandi miracoli che ha compiuto, come la resurrezione dei morti a nome proprio, non invocando Dio. Gesù fa risorgere i morti in comunione con il Padre ma indicando la sua uguaglianza con Dio. Gesù nel Vangelo ha predicato se stesso, il Regno di Dio. Gesù è Dio in mezzo a noi e questo distingue il Cristianesimo da tutte le altre Religioni. Rispetto ai fondatori delle altre Religioni o ai profeti, Gesù è Dio, è il Risorto, è vivo.
La Resurrezione di Cristo dai morti è il segno, il miracolo, che indica la sua identità divina, la sua divinità. Cristo risorto dai morti è la Via, la Verità e la Vita. Cristo glorioso è il Figlio di Dio che ha assunto la natura umana, l’ha sottratta al male e alla morte, l’ha resa gloriosa e chiama gli uomini a unirsi a Lui per condividere la sua gloria, la sua vita, la sua resurrezione, la sua immortalità, la sua infinita santità.
Dobbiamo avere ben chiaro quello che è il cuore della nostra Religione. Nel corso della sua vita terrena Gesù ha indicato se stesso come Dio ed è per questo che lo hanno ucciso. Davanti al Sommo sacerdote Gesù afferma di essere il Benedetto:
I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte, ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo» (Mt 26, 59-64).
Gesù è Dio. Questo è il cuore del Cristianesimo e questo dev’essere il cuore della nostra fede. Gesù è Dio e lo ha predicato nei tre anni di vita pubblica. Gesù è stato ucciso proprio per questo e la sua resurrezione è la firma della sua divinità. Gesù è presente realmente in questi duemila anni di Storia, da quando si è incarnato nel grembo di Maria. Cristo è presente nell’Eucarestia, è presente nella Chiesa di cui siamo le membra.
Nella Storia della Chiesa sono innumerevoli le apparizioni di Cristo e sono l’esercizio della sua regalità divina nel mondo e nella Storia stessa. Dal momento della sua Resurrezione Cristo è il cuore del mondo, il re del mondo, il padrone del mondo. Oggi una parte di umanità indica se stessa come Dio, ha rifiutato la fede e la Croce, ha rifiutato la salvezza che viene dalla sofferenza perché crede che la salvezza consiste nella potenza, nella gloria, nella ricchezza e nelle grandi imprese umane. Il fatto che gran parte della nostra generazione abbia perso la fede è la tragedia del nostro tempo.
Dio si è fatto uomo, il Salvatore ci ha redento, è venuto in mezzo a noi. Gesù è la Via, la Verità e la Vita. Cristo è la nostra pace, il nostro amore, la nostra gioia, la nostra immortalità. Avendo perso questo abbiamo perso tutto. Ci siamo tolti dalla sfera di luce, di pace e di gioia che Cristo assicura a tutti quelli che credono in Lui. Credere in Gesù Cristo Figlio di Dio e Redentore del mondo significa vivere nella grazia del Battesimo e nel pentimento dei peccati per diventare membra vive del suo corpo e partecipare della sua santità, della sua gloria, della sua immortalità, della sua gioia, della sua pace già su questa Terra. Anche la Regina della pace ha detto che già su questa Terra possiamo vivere un pezzetto di Paradiso.
Vale la pena oggi fare la fatica di vivere in Cristo perché si arriva alla resurrezione attraverso la via della Croce, il Calvario, la sofferenza, l’umiliazione, il sacrificio, la rinuncia alle vanità del mondo e alle seduzioni del diavolo, l’umiltà. Vivendo Gesù Cristo possiamo entrare già nella gioia eterna del Cielo in questa Terra, diventare portatori della speranza, della salvezza e della gioia per tutti quelli che portiamo. Dobbiamo vivere Gesù Cristo ed essere ogni giorno la sua luce, la sua pace, la sua gioia, il suo sorriso, la sua benedizione. Siamo in una società in cui la fede si è dissolta e il male rischia di prendere il sopravvento. La battaglia fra il bene e il male è sempre più difficile. Si salveranno tutti quelli che avranno perseverato fino alla fine.
Professiamo la nostra fede in Gesù Cristo unico e vero Salvatore e Redentore del mondo. Sarà questa fede a darci la forza di essere vittoriosi nel tempo dei Segreti.

Programma di Padre Livio – Giovedì 30 Luglio 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15 : ALMANACCO DELLA FEDE
La divinità di Gesu’ Cristo è il centro della fede
Gesù ha indicato se stesso come Dio
Solo Lui è il risorto dai morti
Solo Lui è il Signore e il Salvatore
Solo Lui è vivo ed è presente nella storia
Solo Lui è vivo ed è presente ad ogni uomo
La professione di fede nel tempo dei Segreti
h. 9,15: LA CITAZIONE DEL GIORNO
Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace
h. 9.15: ATTUALITA’
+ Il mondo si prepara alla guerra per la supremazia
+Un grande Maestro della civiltà cristiana ( articolo di R. De Mattei)
9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA
“Quante cose false nei vostri cuori” ( 2 Gennaio 2006)
Cari Figli, il mio Figlio è nato, il vostro Salvatore è qui con voi.
Che cosa ostacola nei vostri cuori il riceverlo?
Quante cose false nei vostri cuori.
Purificate i vostri cuori con il digiuno e la preghiera,
Riconoscere e accettate mio Figlio.
Solo Lui può dare la vera pace e il vero amore.
Soltanto Lui è la strada verso la vita eterna
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
Scrivo a voi giovani perché siete forti
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3,1 milioni dal 1 Gennaio 2026 ad oggi
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Nella Lettera agli Ebrei San Paolo scrive: “Senza la fede è impossibile piacere a Dio”; è un’espressione che richiama dei passi del Vangelo, ad esempio dove Gesù dice: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato».
La fede in Dio è necessaria per la salvezza. Dirlo oggi è molto importante perché la fede è considerata un optional, come se fosse la stessa cosa vivere con la fede o senza. In realtà, nella visione cristiana, senza la fede in Dio è impossibile salvarsi dal potere delle tenebre e del male. La salvezza è possibile solamente se ci si affida a Dio, se si crede in Lui e nella sua infinita Misericordia, se si crede in Gesù Cristo unico Signore e Salvatore del mondo.
Questa professione di fede fatta col cuore ci deve accompagnare per tutta la vita e dovremmo anche recitare il Credo più spesso proprio perché la Professione di fede è fondamentale per raggiungere la salvezza eterna della propria anima. Questo, purtroppo, non è molto chiaro oggi. Si mette sul medesimo piano una vita con la fede e una vita senza fede; la differenza, invece, è abissale. La vita con la fede significa che senza Dio non riusciamo a salvare noi stessi dal male, dal peccato, dalla potenza delle tenebre, da satana e il suo regno. Dio non si impone, non abbatte la porta del nostro cuore per entrare, ma bussa finché non apriamo e lo lasciamo entrare con la sua luce, la sua Misericordia e la sua pace. Si crea, così, quella comunione con Dio per cui in tutte le vicissitudini della vita, nei momenti di prova e di sofferenza, non ci arrendiamo alle potenze del male ma ci offriamo a Dio e invochiamo a Lui la salvezza.
Questo è l’atteggiamento interiore che caratterizza il cristiano, l’atto di fede che è un atto di umiltà perché credere in Dio significa anzitutto ritenere che noi dipendiamo da Lui, siamo suoi figli e non possiamo vivere senza di Lui che ci ha creato e ci accompagna passo dopo passo lungo tutto il cammino della vita. Essere cristiani significa impostare la vita come un cammino verso l’eternità.
La prospettiva di chi non crede, ha perso la fede o non l’ha mai avuta è molto diversa perché tutto ciò che l’uomo cerca di costruirsi per darsi un fine e una pienezza nella vita, per salvare se stesso dal male e dalla morte, rischia di essere qualcosa di effimero. L’unico e vero Salvatore è Gesù Cristo. La vita dell’uomo d’oggi che ha messo se stesso al posto di Dio è un procedere verso la morte; è come una clessidra che inizia a svuotarsi dal momento in cui si nasce.
Non sappiamo quando moriremo, ma sappiamo che a tutti accade prima o poi. Ben diverso è vivere una vita verso la pienezza, verso l’eternità, verso il Paradiso, verso la gioia del Cielo rispetto a vivere come uno scivolare, giorno dopo giorno, in un abisso di tenebra che inghiotte eternamente.
Indubbiamente Dio ha frammenti di Verità disseminati nel mondo e nelle varie Religioni; sono fiammelle di preghiera, fessure attraverso le quali Dio fa passare quella luce e quella grazia con cui salva le anime e le conduce alla vita eterna. Dal punto di vista esistenziale è molto chiaro che chi rifiuta la salvezza si perde eternamente. Tutti quelli che camminano sulla via che porta alla morte e alla perdizione, fino all’ultimo istante hanno la possibilità di convertirsi. Dio dà delle grazie speciali, non costringe nessuno ad amarlo e a credere in Lui, Dio offre la sua presenza, il suo amore, la sua luce e la sua grazia, il suo perdono e la sua pace a tutti coloro che aprono il cuore e lo vogliono accogliere. Questa è la grazia della salvezza che ci ha ottenuto Gesù Cristo e che Dio offre a tutti. Dio dà a tutti le grazie necessarie per salvarsi; dipende da ciascuno di noi decidere. Rifiutare la grazia di Dio significa rifiutare la salvezza. La Madonna ha detto sia a Fatima che a Medjugorje che molti oggi vanno all’inferno. È molto interessante, a questo riguardo, il Messaggio che la Regina della pace ha dato a Medjugorje il 3 febbraio 1984: «Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio. Il peccato del mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio. Per coloro che adesso dicono di non credere in Dio, quanto sarà duro allorché si avvicineranno al trono dell’Altissimo per sentirsi condannare all’inferno». In quell’occasione le parole della Madonna sono state molto severe, dobbiamo meditarle e imprimerle nei nostri cuori. Dobbiamo anche pregare per gli altri, per chi è ostile a Dio o si allontana da Lui.
La nostra vita si può volgere in gloria, in gioia e pace o si può volgere in tragedia, in perdizione dalla quale non c’è più rimedio. Le anime che vanno all’inferno lo hanno scelto liberamente e sono talmente incatenate dal male che non riescono nemmeno a desiderare di liberarsene. Imprimiamo nella nostra mente questa espressione di San Paolo nella Lettera agli Ebrei: senza la fede è impossibile piacere a Dio. Coltiviamo la virtù della fede recitando spesso il Credo con il cuore.