"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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Considerazioni per il suo Blog

Carissimo Padre Livio sono Maurizio di Frosinone seguo  Medjugorje dal 1995 e Radio Maria da molti anni ormai da quando sono venuto a lavorare a Lecco nel lontano 1999. Ricordo benissimo le sue catechesi giovanili del venerdì sera che ho seguite tutte dal vivo nella  precedente sede che mi hanno formato moltissimo quasi al pari di un corso in Teologia.

A proposito della lettera che le ha scritto Loredana anch’io ritengo che sia calato l’interesse per le apparizioni di Medjugorje, soprattutto tra coloro che hanno seguito i messaggi della Gospa negli ultimi anni. Appare una stanchezza tra i fedeli,tra gli stessi fedeli medjugorjani e forse anche un certo dubbio sulla veridicità delle apparizioni. Di tutto questo ne sono certo l’ artefice è il demonio e per questo motivo che la Vergine negli ultimi messaggi ci sprona a rimanere svegli e pronti con le lampade accese…

La Madonna che ha previsto questa situazione ha deciso comunque di vincere con il Suo “piccolo esercito”. La Vergine Maria ha già organizzato il suo esercito, ha già “arruolato” i suoi componenti tanto che ha smesso di dare i messaggi ogni 2 del mese che erano destinati a chi non conosceva l’Amore di Dio. La Vergine Maria  ha deciso di vincere la battaglia con un piccolo gruppo di suoi figli ma resta a noi rimanere “sentinelle del mattino”. Sono certo che la Madonna con  questo piccolo esercito porterà l’umanità al nuovo “tempo di primavera”che ci ha promesso. Per questo che dobbiamo distinguere tra coloro che fanno parte del suo esercito composto di pochi militanti e  coloro che fino all’ avverarsi del 3 segreto di Medjugorje saranno nel dubbio ma che si schiereranno dalla parte di Dio rispondendo alla Sua chiamata.

Quest’ultimi, a mio parere saranno molti perché avranno come riferimento ed aiuto (nella decisione per Dio) le persone che la Vergine Maria metterà o ha già messo a loro fianco in determinati luoghi e in determinate situazioni e che daranno il  supporto che la stessa Vergine vuole. Loro saranno determinanti nel Trionfo del Cuore Immacolato di Maria che certamente avverrà ma in proporzione alle modalità di risposta in primis del suo “esercito “. Per questo condivido  quanto detto da  Loredana.

 Io credo di far parte indegnamente dell’esercito di Maria e questo mi mette paura perché ritengo di  non essere in grado di poter aiutare, se sarò vivo, coloro che la Vergine Maria mi vorrà mettere  accanto soprattutto nei momenti dell’avverarsi dei segreti (ecco l’importanza di creare gruppi di preghiera e di aiuto che lei Padre Livio ci invita a creare). Ultimamente sono stato messo in un reparto di lavoro dove nessuno prende in considerazione i messaggi della Madonna anzi posso dire che vivono nell” ateismo o al massimo nella tiepidezza dell’ anima. Un giorno ho pregato la Madonna chiedendole di darmi una risposta  al fatto che mi trovassi  sempre a lavorare con persone lontane da Dio. Ebbene, ho avuto subito la  risposta, attraverso un  collega che mi ha detto di essere un riferimento  per l’ufficio per alcune  parole di conforto che ho detto. Questo mi ha consolato e mi ha posto davanti ad una grande responsabilità che comporta il fare parte dell’esercito di Maria.

Caro padre Livio, come lei sostiene da tempo, oggi il mondo tende ad eliminare o quantomeno offuscare l’intervento di Dio nella storia e soprattutto l’intervento materno della Vergine Maria quasi che dia fastidio. Questo è il risultato di un piano di screditamento e di progressiva  eliminazione della Fede cattolica da ogni società e da ogni ambiente umano come aveva  profetizzato il Vescovo Fulton Scheen. Siamo quindi alla punta di un iceberg rappresentato da quel  progetto, iniziato da decine di anni, che vuole distruggere la religione cattolica o quantomeno metterla in ombra partendo dai Santi per passare dai Papi e per arrivare alla Madonna e quindi al Capo che è Cristo.

 È in corso un attacco satanico in grande stile alla Chiesa Cattolica guardiamo al caso ultimo dell’attacco vergognoso contro la figura di Giovanni Paolo II. Mi è venuto in mente che anche nel passato, in piena guerra fredda, gli   interventi divini nella storia dell’uomo sono stati occultati come il caso di Stanislav Petrov, tenente colonnello dell’esercito sovietico che nella notte del 26 settembre 1983 ha evitato che per un errore di interpretazione dei segnali radar il mondo venisse distrutto da una guerra nucleare. Evidente che la Vergine Maria è intervenuta per Volontà divina per salvare l’ umanità ma che non è stato riconosciuto dal mondo anzi, il militare invece di essere premiato per aver salvato la sua Nazione è stato rimproverato dai superiori per non aver osservato il protocollo previsto per un eventuale attacco nucleare.Guardiamo anche il  caso dell’esplosione della base nucleare nel Baltico nel 1984 che ha costretto l’ URSS a rinunciare all’attacco preventivo nucleare sull’ Europa, la caduta del muro di Berlino e il crollo dell’ URSS senza gravi conseguenze per il mondo. Tutti episodi di palese intervento divino non considerati tali dai massmedia e dal mondo.

Questo dà l’idea di come il Bene e l’intervento Divino negli ultimi anni è stato offuscato,non capito, nascosto e anzi quasi disprezzato dall’umanità. Per questo non c’è da sorprendersi se anche su MEDUGORJE avvenga lo stesso.

Allo stesso tempo ho però notato che tra i sacerdoti cresce pian piano una maggiore considerazione e la consapevolezza che la Vergine Maria è la Regina della Pace, anche tra coloro che non prendono in considerazione MEDUGORJE. Ho notato che dopo la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina fatta da Papa Francesco dello scorso anno molti fedeli e soprattutto molti sacerdoti nella recita del Santo Rosario hanno iniziato a chiamare la Madonna con l’ appellativo di Regina della Pace, cosa che prima non avveniva (specialmente nei Rosari trasmessi in TV ma anche nelle Chiese che frequento) e questo non è dovuto solo ad un semplice atto di sottomissione alla volontà del Santo padre che da tempo la invoca con tale titolo. Padre Livio che ne pensa?

 Mi scusi se mi sono dilungato troppo, colgo l’occasione per ringraziarla  per il servizio che svolge e per l’immenso bene che fa con Radio Maria! 

Dio la benedica sempre e benedica Radio Maria  che rappresenta l’unico baluardo a difesa della Fede cristiana nel nostro Paese e nel mondo oltre un grandissimo sostegno e riferimento per tutti! 

Maurizio di Frosinone 

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Questo è il tempo!

Il primo di Giugno parto per medjugorje. Ringrazio la Gospa e mi complimento con Lei per aver scelto e messo fra le sue file uno come me, a cui non avreste dato 2 soldi. Che il mondo si stia adagiando in balia dei suoi avvenimenti mi importa molto relativamente, che il nemico sembri sopraffare su quasi ogni campo delle nostre esistenze non mi abbatte, se devo bere un sorso d’acqua dal fiume della vita non mi abbasserò come un cane lungo le sue rive – Gedeone docet- 

Che il mondo favoleggi con i suoi allettanti giochi illusionistici mi può solo tirare fuori un sorriso pietoso, “QUESTO è IL TEMPO”  che ci contiene, chi per la resa, chi per l’opera attiva della fede, che si attiva perfino attraverso i silenzi dell’anima. Grande sarà la violenza dei reprobi, dei miscredenti, dal rancore accecato per un mondo che traballa, crollante, sempre più alla deriva. Chi toglie la mano dall’aratro verrà travolto da questa onda terminale che sta gonfiando negli anni.

Come pure grande sarà il boato degli avvenimenti prossimi futuri, il giorno dei conti e delle somme, che sanciranno il totale di questi anni di grazia medjugorjana è alle porte, quello che Dio mi chiede è di reggere l’urto, e di portare tutto alla sua VOLONTA’, sa quanto io sia un testardo, sa bene Lui a tirar fuori dai nostri limiti veri miracoli del cuore.

Ave Maria carissimo, ti tengo forte nelle mie preghiere.

Giuseppe.

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L’interesse per Medjugorje sta calando?

Caro Padre  Livio,

La  ringrazio per  il suo eccezionale servizio quotidiano alla  Causa della Regina della  pace del  quale abbiamo un grande  bisogno.

Le  scrivo per  chiedere un  suo parere su una sensazione che avverto  sempre  più chiara e  che  riguarda  l’interesse  della  gente riguardo a Medjugorje. 

Mi  pare  che  ci sia un  atteggiamento di indifferenza, quasi di fastidio verso un fenomeno  che avrebbe fatto il suo  tempo e  che non fa  che ripetere  se stesso.

Anche nella  stessa  Medjugorje  non vedo il fervore  delle origini  e i  più  si sono adagiati nel  tran  tran quotidiano e  nel  benessere  economico acquisito.

Mi chiedo,  parafrasando il  vangelo, quanti saranno  nel  momento dei segreti quelli che  li aspettano con  le lampade  accese.

Mi chiedo, caro Padre,  come faranno a convertirsi tutti quelli che fin’ ora hanno tradito  la fede,  hanno ostentato  indifferenza e hanno ingrossato  le file dell’apostasia.

Mi  chiedo  anche  se  si sveglieranno  i molti tiepidi che,  dopo aver  posto mano all’aratro  della Gospa, si sono voltati indietro.

Non ho dubbi che  la  Madonna trionferà, ma  quante  anime si perderanno?

Lei però   vada  avanti nella  sua  ammirevole  missione  e non cessi di ricordarci le   Parole della  Regina della pace, in  particolare quelle  che cerchiamo di rimuovere.

La  Saluto  con tanto affetto.

Loredana di Pescara.

Cara  Loredana,

tu hai descritto una situazione molto  prossima alla realtà. Sulla   terra  sta  calando il  buio  e  la  Madonna ci ha ammonito di vegliare  perché le tenebre   non ci afferrino.

Tutti gli avvertimenti di Gesù sulla  sua ultima  venuta, possiamo traferirli nel nostro tempo,  che è  quello della presenza  di  Maria e del trionfo del  suo  Cuor Immacolato.

Siamo in un momento di esplosione  del  male prima della  sua sconfitta. E’ un tempo di vaneggiamenti, di inganni, di rinnegamenti, di tradimenti,  di
scelleratezze e di ogni  malvagità.

Chi non è saldo nella fede,  nella preghiera  e   nella santità  della  vita
rischia di essere travolto dalla  bufera  accecante delle  porte  dell’inferno.

Tuttavia la Madonna è presente,  ci chiama,  ci protegge,  ci esorta e ci guida. Ma quanti rispondono?  Solo Dio lo sa , ma in  apparenza  sembra
davvero un piccolo gregge.

Tutto questo mi fa  pensare  che  saremo relativamente pochi  quelli  vigilanti  quando arriveranno i  segreti.  E non so  neppure quale  effetto
avranno su una   opinione pubblica  indifferente  o ostile.

Noi  dobbiamo però  essere fedeli   perché  la Madonna, come  ha detto,  ha 
riposto in  noi la sua speranza.

D’altra  parte  al  Cielo non mancano  i messaggi per svegliare  gli addormentati e  c’è da  credere  che   li userà,   come li ha  già usati in questi 42 anni.

Mi chiedo che cosa sarebbe successo se,  invece di due giorni, avesse piovuto una settimana di seguito. Fino a  dove sarebbe  arrivata la  devastazione?

Al riguardo sarebbe interessante  sapere che cosa ci dicono gli esperti, o magari interpellare l’oracolo della “Scienza”

Purtroppo siamo così accecati che non  vediamo i segni della  Divina  Misericordia,  che  ci mantiene  in vita  nonostante  tutto.

Ave Maria

Padre  Livio

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“Il  sorriso di Vicka sia di incoraggiamento per tutti noi

Carissimo  Padre  Livio,

grazie  per  tutto quello che fa  per  noi e per  il  coraggio che ogni giorno ci infonde.

In questi giorni drammatici dell’alluvione  in Emilia Romagna mi è venuta in  mente  una   visita di Vicka  nelle nostre  terre,  e precisamente  a Sestola  in  provincia di Modena nel  2013.

L’incontro è avvenuto all’aperto,  nel  campo sportivo,  e  noi vi abbiamo partecipato al  riparo degli  ombrelli.

L’apparizione  è durata  10 minuti, ma  ciò  che  più  ci  ha colpito è il  volto radioso di Vicka e il suo intenso parlare  con la  Madonna.

Di che cosa  avranno parlato? Mi sono chiesta  se la Madonna non abbia  fatto  allusioni alla sofferenze  della nostra  terra.

L’anno prima, nel  2012,  eravamo stati  colpiti dal  terremoto ed  ora  da  questa devastante  alluvione.

In ogni caso questa  presenza di Maria  nella nostra  terra deve  essere  per  noi un  motivo di speranza e  un richiamo alla  fede  e  ai grandi valori della  vita.

Le invio per il suo Blog  alcuni spezzoni di questo bellissimo filmato dell’apparizione, perché il sorriso di Vicka sia di incoraggiamento per tutti noi.

Marisa  di  Bologna

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L’Ascensione

Come partiva per il Cielo e restava sulla terra

Ave Maria padre Livio,

Massimo

( Luisa Piccarreta – Libro di Cielo – Maggio 20, 1936 )

 (3) Dopo di ciò stavo accompagnando l’Ascensione di Gesù al Cielo, com’era bello, tutto maestà, vestito di luce fulgidissima che rapiva ed incatenava i cuori ad amarlo, ed il mio dolce Gesù tutto bontà e amore mi ha detto: 

(4) “Figlia mia benedetta, non vi è tratto della mia Vita che non simboleggia il regno della mia Divina Volontà, in questo giorno della mia Ascensione Io mi sentivo vittorioso e trionfante, le mie pene erano già finite, anzi lasciava le mie pene già sofferte in mezzo ai miei figli, che lasciava sulla terra, per aiuto, per forza e sostegno, e come rifugio dove nascondersi nelle loro pene, per attingere dalle mie l’eroismo nei loro sacrifici, posso dire che lasciavo le mie pene, i miei esempi e la mia stessa Vita come semenza, che maturandosi e crescendo doveva sorgere il regno della mia Divina Volontà.

 Sicché partivo e restavo, restavo in virtù delle mie pene, restavo nei loro cuori per essere amato, dopo che la mia Santissima Umanità saliva al Cielo sentivo più stretto il vincolo dell’umana famiglia, quindi non mi sarei adattato a non ricevere l’amore dei miei figli e fratelli che lasciavo sulla terra; restai nel Santissimo Sacramento per darmi continuamente a loro, e loro a darsi a Me per fargli trovare il riposo, il ristoro ed il rimedio a tutti i loro bisogni. Le nostre opere non soffrono di mutabilità, ciò che facciamo una volta ripetiamo sempre. Oltre di ciò, in questo giorno della mia Ascensione Io avevo doppia corona, la corona dei miei figli che portavo con Me nella Patria Celeste, e la corona dei miei figli che lasciavo sulla terra, simbolo essi dei pochi che avranno principio del regno della mia Divina Volontà; tutti quelli che mi videro asceso al Cielo ricevettero tante grazie, che tutti misero la vita per far conoscere il regno della Redenzione, e gettarono le fondamenti per formare la mia Chiesa, per far raccogliere nel suo grembo materno tutte le umane generazioni;così i primi figli del regno della mia Volontà, saranno pochi, ma saranno tali e tante le grazie di cui saranno investiti, che metteranno la vita per chiamare tutti a vivere in questo Santo regno. 

Una nube di luce m’investì, la quale tolse a la vista dei discepoli la mia presenza, i quali stavano come estatici nel guardare la mia persona, ch’era tanto l’incanto della mia beltà, che teneva rapite le loro pupille, tanto che non sapevano abbassarle per guardare la terra, tanto che ci volle un’angelo per scuoterli e farli ritornare al cenacolo. Anche questo è simbolo del regno del mio Volere,sarà tale e tanta la luce che investirà i suoi primi figli, che porteranno il bello, l’incanto, la pace del mio Fiat Divino, in modo che facilmente si arrenderanno a voler conoscere e amare un bene sì grande. 

Ora, in mezzo ai discepoli c’era la mia Mamma che assisteva alla mia partita per il Cielo, questo è il più bel simbolo. Sicché Essa è la Regina della mia Chiesa, l’assiste, la protegge, la difende, così siederà in mezzo ai figli della mia Volontà, sarà sempre Essa la motrice, la vita, la guida, il modello perfetto, la Maestra del regno del Fiat Divino che tanto le sta a cuore, sono le sue ansie, i suoi desideri ardenti, i suoi deliri d’amore materno, che vuole i suoi figli in terra nel regno dove Essa visse, non è contenta che tiene i suoi figli in Cielo nel regno della Divina Volontà, ma li vuole anche sulla terra, si sente che il compito datogli da Dio come Madre e Regina non l’ha compiuto,la sua missione non è finita fino a tanto che non regni la Divina Volontà sulla terra in mezzo alle creature.

 Vuole i suoi figli che la somigliano e che posseggano l’eredità della Mamma loro. Perciò la gran Signora è tutt’occhio per guardare, tutto cuore per amare, per aiutare chi vede in qualche mododisposti che vogliono vivere di Volontà Divina. Quindi nelle difficoltà pensa che Essa ti sta d’intorno, ti sorregge, ti fortifica, prende il tuo volere nelle sue mani materne per farlo ricevere la Vita del Fiat Supremo”.

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L’alluvione di Giovanni Guareschi

Preg.mo Padre Livio

Condivido con Lei e la famiglia di Radio Maria questo testo, liberamente tratto dal racconto “La campana”,  pubblicato per la prima volta nel 1953 nella raccolta  “Don Camillo e il suo gregge”, di Giovanni Guareschi (Alluvione del Polesine novembre 1951) come segno di partecipazione e vicinanza agli amici dell’Emilia Romagna.

Grazie.

Marco


“Continuò a piovere. E pioveva dappertutto; al piano e al monte. E le saette spaccavano le vecchie querce, e il mare era sconvolto dalla tempesta. E i fiumi incominciarono a gonfiarsi e, siccome continuava a piovere, presto sfondarono gli argini e allagarono le città e copersero di fango intere borgate. Il grande fiume si fece sempre più minaccioso, e sempre più le acque premevano contro gli argini, e sempre più salivano.

L’argine maestro non si mosse di un millimetro, ma verso le nove accadde quello che nessuno si aspettava.

L’acqua si scavò un passaggio sotto l’argine e, ad un tratto, sbucò dalla terra. C’è ben poco da fare  contro un fontanone: e quelli che erano tornati si misero in salvo con birocci e camion. Don Camillo salì sul campanile; lassù si vedeva tutto benissimo: l’acqua aveva già invaso la parte bassa del paese e lentamente avanzava. Quelli che erano scappati coi birocci e coi camion, avevano raggiunto gli altri disgraziati accampati con le bestie e la roba slavata, nei paesi vicini, e tutti, lasciati i ragazzi a guardare i carri, s’erano buttati verso il paese con birocci, moto e biciclette e si erano ritrovati sulla strada dell’argine davanti al loro paese ormai allagato. Guardavano muti il paese che era lì sotto, a mezzo miglio, e ognuno vedeva la sua casa anche se non la vedeva. Nessuno parlava: le vecchie piangevano senza strepito. Stavano lì a veder morire il loro paese, e lo vedevano già morto. <<Non c’è un Dio!>> disse con voce cupa un vecchio. In quel momento suonarono le campane. Tutti gli occhi adesso guardavano soltanto il campanile. Don Camillo incominciò la Messa. E quando venne il momento di parlare ai fedeli, a don Camillo non interessò il fatto che la chiesa fosse deserta: egli parlava per quelli là sull’argine. L’acqua aveva già coperto il terzo gradino e incominciava a distendere un sottile, gelido e luccicante velo sul pavimento della chiesa. La porta era spalancata e si vedeva la piazza con le case annegate e il cielo grigio e minaccioso.

<<Fratelli>> disse don Camillo. <<Le acque escono tumultuose dal letto dei fiumi e tutto travolgono: ma un giorno esse ritorneranno, placate, nel loro alveo e ritornerà a risplendere il sole. E se, alla fine, voi avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete persa la fede in Dio. Ma chi avrà dubitato della bontà e della giustizia di Dio sarà povero e miserabile anche se avrà salvato ogni sua cosa. Amen>>.”

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Martirio del corpo vs Martirio dell’anima

Ave Maria padre Livio,

 (Luisa Piccarreta – Libro di Cielo – Settembre 3,1927) 

(1) Stavo valicando il mare di luce del Fiat Divino seguendo i suoi atti ed oh! come comprendevo che tutto il bene sta in Esso. Ed il mio sempre amabile Gesù, movendosi nel mio interno mi ha detto: 

(2) “Figlia mia, fino a quando la creatura non giunge a far regnare la mia Divina Volontà in essa, sarà sempre infelice, sempre inquieta, perché sentirà in sé, per quanto fosse buona, santa, dotta, ricca, che le manca la pienezza della felicità ed il mare della pace, che da nessuno lato la possono turbare e spezzare la sua felicità. Quindi potrà essere a metà felice e dimezzata la sua pace e siccome non è intera, la metà che le manca terrà la via aperta per portare l’infelicità e il disturbo. Vedi, anche nell’ordine naturale succede così: Uno è ricco, non gli manca nulla, possiede i suoi dieci, venti milioni oppure miliardi, ma conoscendo che potrebbe acquistare altro ed essere più ricco ancora, si sente inquieto, infelice e mettendo come da parte le sue ricchezze è tutto piede, tutto opere, tutto parole, tutto occhio alle altre ricchezze che vorrebbe acquistare. 

Poveretto, come può essere felice, pacifico, se gli manca la sorgente dei beni che gli dice, riposati, tutto è tuo e tutto ciò che vuoi è in tuo potere? Un altro è re, ma quanta infelicità sotto a quella corona: Timore di poter perdere il suo regno, speranze e avidità di acquistare altri regni, d’imperare a costo di guerre su tutto il mondo, sicché il possedere un regno non è altro che via aperta per rendere infelice ed inquieto il povero re. Un terzo è dotto, ma non possedendo tutte le scienze, sapendo di poter possedere altre scienze, non riposa, né si sente felice e pacifico, quante volte innanzi ad un altro più scienziato di lui si sente umiliato e sente l’infelicità che le manca la pienezza della scienza? Ora così succede nell’ordine soprannaturale: Quel tale è buono, ma non sente in sé che possiede la sorgente della bontà, perché si sente che alle occasioni la sua pazienza è debole, la sua fermezza nel bene è intermittente, la sua carità spesso spesso zoppica, la sua preghiera è incostante.

Ciò lo rendono infelice, inquieto, perché vede che la sua bontà non è intera, è come a metà e l’altra metà che le manca serve a torturarlo e a infelicitarlo. Poveretto, come si vede chiaro che gli manca il regno della mia Divina Volontà, perché se regnasse in lui possederebbe la sorgente della bontà che gli direbbe: “Riposati, tutto è in tuo potere, sorgente di pazienza, di fermezza, di carità, di preghiera”. E sentendo in sé la sorgente, si sentirebbe distendere dentro e fuori di lui il mare della felicità e della pace, e l’infelicità ed inquietitudine non troverebbe più la via per entrare in lui. Un altro è santo, ma alle circostanze non sente in sé la sorgente della santità, la luce che tutto fa conoscere, tutto gli addita, la strada e la felicità, la conoscenza di Dio non è piena, l’eroismo delle virtù vacillano in lui, onde con tutta la sua santità non è felice, né pacifico, perché mancando il totale dominio del mio Fiat Divino, gli manca la sorgente della luce che eclissa il germe di tutti i mali e vi sostituisce la sorgente della felicità e della pace.

 Ecco perciò che fino a tanto che le creature non faranno regnare la mia Divina Volontà, nel mondo non si avrà neppure l’idea, né conoscenza vera di ciò che significa pace vera e pienezza di felicità. Tutte le cose per quanto buone e sante non avranno la loro pienezza, perché mancando il dominio ed il regnare del mio Supremo Volere, manca chi comunica la sorgente di tutte le felicità, che essendo sorgente si può prendere ciò che si vuole e come si vuole. Ecco perciò le mie premure perché la mia Volontà sia conosciuta e formi il suo regno in mezzo alle creature, perché voglio vederle felici e di quella felicità con cui la uscii nel crearle e furono messe fuori dal seno del loro Creatore che possiede tutte le felicità possibili ed immaginabili”

(3) Dopo di ciò seguivo il santo Voler Divino e sentendomi priva del mio dolce Gesù deliravo, perché volevo Colui che facendomi smaniare mi faceva provare il più duro martirio, tanto da non poterne più. Ed il mio sempre amabile Gesù uscendo da dentro il mio interno mi ha detto: 

(4)“Figlia mia il martirio dell’anima è più grande, più nobile, contiene un valore tanto grande che paragonato a quello del corpo, oh! come resta dietro. Questo è limitato, è piccolo di fronte a quello dell’anima. L’anima è luce, il corpo è materia e martirizzandosi il corpo, il sangue che versa non si allarga, non si diffonde lontano ma bagna solo quel piccolo spazio di terra dove si trova; perciò i suoi effetti sono limitati e sono a luoghi, a tempo e a persona. Invece quello dell’anima è luce e quando questa luce viene trafilata, messo sotto del torchio, la luce si diffonde, si innalza, si stende sempre più. Chi può restringere e circuire la luce del sole? Nessuno! Chi mai può impedire che i suoi raggi solari investano la terra tutta e facciano sentire il suo calore a tutti? Nessuno! Non c’è potenza contro la luce, non ci sono armi che possano ferirla e ucciderla, tutte le potenze insieme sono impotenti contro la luce, o vogliono o non vogliono sono costretti a dargli il suo corso e a farsi investire.

E se qualcuno preso da pazzia pensasse di fermarla, la luce con una potenza tutta sua naturale si riderebbe di lui e vincitrice gli spruzzerebbe più luce. Ora l’anima è più che sole e quando soffre la mia privazione come gira e resta premuta sotto il torchio di essa, tanti raggi di più acquista per distendersi e allargarsi di più. E siccome è pena d’una vita Divina, l’anima facendo la Divina Volontà, in questo martirio offre l’atto più bello e la sua luce si stende tanto che nessuno la può raggiungere, perché entra in mezzo a questo martirio una Volontà Divina causata dalla privazione del tuo Gesù. La materia non entra affatto in questo martirio, ma tutto è luce: Luce è il tuo Gesù, luce è la mia Volontà, luce è l’anima tua, che formano tale incanto di luce che cielo e terra restano investiti e a tutti portano il beneficio del calore e della luce. Perciò il martirio del corpo è un nulla a confronto di questo”

Ave Maria padre FIAT – Massimo

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La benedizione del Sacerdote ferma   lo straripamento delle  acque

Carissimo Padre  Livio,

guardi questa  notizia che io trovo molto interessante in un  tempo in cui l’uomo moderno senza fede è in balia degli eventi della natura.  La fede e   la preghiera  compiono miracoli e  possono sospendere  anche  le leggi della natura ha detto la Madonna”

Un caro  saluto 

Luisa


Maltempo in Abruzzo, il fiume esonda: il prete lo benedice e ferma la piena

Don Gaston della chiesa San Salvatore di Silvi (Teramo) ha pregato sul ponte del Piomba perché la natura “non portasse devastazione e morte”. Tanti i passanti che si sono fermati per unirsi al rito

Maltempo in Abruzzo, il fiume esonda: il prete lo benedice e ferma la piena - foto 1Da video

Una preghiera perché “la Natura non porti devastazione e morte”.

Con questa intenzione il parroco della chiesa San Salvatore di Silvi Paese (Teramo), don Gaston, di buon mattino, in abiti talari, Vangelo e acqua santa, si è sporto dal parapetto del fiume Piomba che stava esondando tra Teramano e Pescarese. Alla sua preghiera si sono uniti diversi passanti e la foto del prete benedicente è diventata presto virale sui social. Fede o coincidenza, il fiume Piomba è poi rientrata nei limiti, dopo il maltempo che nelle scorse ore ha colpito il Teramano e buona parte dell’Abruzzo.

La conferma che il fiume Piomba era poi tornato sotto il livello di guardia, insieme ad altri corsi d’acqua abruzzesi (come il Pescara e il Saline; il Foro, l’Alento, l’Osento e il Sinello, nel Chietino; il Salinello, anch’esso nel Teramano) che negli ultimi giorni avevano superato la soglia di allarme o di preallarme, è arrivata dal bollettino criticità diramato nel pomeriggio dal Centro funzionale d’Abruzzo della Protezione civile. La spiegazione tecnica è che nelle ultime ore, con l’interruzione delle precipitazioni, i corsi d’acqua stavano gradualmente tornando sotto il livello di guardia.
 

Ma l’intervento di don Gaston, per i fedeli, avrebbe avuto effetto. La sua preghiera e la sua benedizione sul fiume Piomba in piena per scongiurare il rischio di esondazione sono finite alla ribalta della cronaca.

Il parroco, con indosso la talare, ha raggiunto il ponte della strada statale 16 che passa sul Piomba, al confine tra Silvi e Città Sant’Angelo (Pescara), quando il corso d’acqua, esondato nella cittadina angolana nella zona di via delle Terme, era in condizioni critiche.

La scena della benedizione da novello Mosè non è passata inosservata agli automobilisti in transito, molti dei quali si sono fermati per assistere e per scattare delle foto, che poi sono finite sui social.

(tgcom.24mediaset.it

20 MAGGIO 2023 12:09)

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“La mia guerra sarà  guerra d’amore”

Carissimo Padre Livio,

la ringrazio per la cura che ha di Radio Maria e di noi tutti. L’ascolto da molti anni e considero  tutto ciò che agisce con  Radio Maria una  vera benedizione del Cielo!

Ammiro la sua fortezza che ci è di esempio! Continui così perché per noi è una luce che ci guida nelle fitte tenebre di questi  tempi oscurati!

Mi permetto di scrivere perchè sono rimasta molto colpita dalla sua considerazione di come la fonte del male sia la creaturalità, ossia  il male sia proveniente dalle creature angeliche decadute e dalle creature umane.

Ci spiegava come Dio sia  totalmente estraneo al male.

A questo riguardo mi è venuto alla mente un sorprendente e commovente  passo dettato da Gesù a Luisa Piccarreta, esattamente sul libro di Cielo N 4 datato 26 Aprile 1921.

Qui Gesù descrive una guerra e si tratta della guerra della Divina Volontà.

Riporto il brano:

” Figlia mia, te lo ripeto, non guardare la terra, lasciamoli fare. Vogliono far guerra? La facciano pure, e quando loro si saranno stancati, anch’Io farò la mia guerra. La loro stanchezza nel male, le loro disillusioni, i disinganni, le perdite subite, li disporranno a ricevere la mia guerra. La mia guerra sarà guerra d’amore. Il mio volere scenderà dal Cielo ( 454) in mezzo a loro. Tutti i tuoi atti e quelli degli altri, fatti nel mio Volere, faranno guerra alle creature, ma non guerra di sangue: guerreggeranno con le armi dell’amore, dando a loro doni, grazie, pace; daranno cose sorprendenti, da far stupire l’uomo ingrato. Questa mia Volontà, milizia di Cielo, con armi divine confonderà l’uomo, lo travolgeranno, gli daranno luce per vedere, ma non il male, ma i doni e le ricchezze con cui voglio arricchirlo. Gli atti fatti nel mio Volere, portando in sé la potenza creatrice, saranno la nuova salvezza dell’uomo e, scendendo dal Cielo, porteranno tutti i bene sulla terra, porteranno la nuova era e il trionfo sulla iniquità (455) umana. Perciò moltiplica i tuoi atti nella mia Volontà, per formare le armi, i doni, per poter scendere in mezzo alle creature e guerreggiarle in amore.”

Poi, con accento più afflitto ha soggiunto:

” Figlia mia, succederà di Me come ad un povero padre,  cui i figli cattivi non solo l’offendono, ma vorrebbero uccidere, e se non lo fanno è perché non lo possono. Ora, questi figli, volendo uccidere il proprio padre, non è meraviglia che si uccidono tra loro, se uno è contro l’altro, si immiseriscono, giungono a tanto che stanno tutti in atto di perire e, quel che è peggio, neppure si ricordano che hanno il proprio padre.  Ora, questo padre che fa? Esiliato dai propri figli, mentre questi ( 456) si dibattono, si feriscono, stanno per perire per la fame, il padre sta sudando per fare acquisti di nuove ricchezze, doni e rimedi per i suoi figli, e quando li vede quasi perduti va in mezzo a loro per farli più ricchi, dona rimedi alle loro ferite e porta a tutti la pace e la felicità. Ora, questi figli, vinti da tanto amore si vincoleranno al padre con pace duratura e lo ameranno. Così succederà a Me. perciò nella mia Volontà ti voglio, come fida figlia del mio Volere, e insieme con Me al lavoro dell’acquisto delle nuove ricchezze da dare alle creature. Siimi fedele e non ti occupare di altro.”

Deo Grazias.

Non le sembra l’organizzazione di uno schieramento proprio come sta guidando da Medjugorjie  la Regina della Pace?

Un caro saluto e rimanga sempre, caro Padre,  al suo preziosissimo posto nella Direzione di Radio Maria.

Alessandra da Firenze

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

L’edicola di Maria intatta nella furia dell’inondazione

Caro  Padre Livio,

le invio  questo  video che  è  un  vero raggio di sole  nella bufera  di acqua  che ha colpito l’Emilia Romagna. In   mezzo a  una  campagna devasta e  coperta  di detriti si  eleva  una piccola edicola circondata da una  piante  di Rose,  con all’interno  della nicchia un’effige della Madonna e  un cero. Tutto è  rimasto intatto,  come se  una  forza misteriosa avesse impedito  all’onda  fangosa  di avvicinarsi. E’ commuovente come la Madonna  lasci i  segni  della  sua presenza  che infondono  speranza.

Maria di Forlì

Cara  Maria,

Non è la prima  volta che la Madonna si china  sulle nostre  calamità preservando dalle distruzioni i segni del sacro che protegge:  statue e crocifissi in  particolare.

L’uomo moderno , con la sua furia iconoclasta, si dà da  fare  a  toglierli  ovunque sia  possibile. 

Il risultato è  che non  sa  più a  chi rivolgersi quando la  realtà gli dimostra  che  è  un  fuscello  sballottato  dal  vento.

Questi eventi, come altri ancora più gravi,   ci devono far riflettere sull’impossibilità  di avere  un  futuro senza  Dio e la  sua  benedizione.

Ave  Maria

 Padre  Livio

🙏#EMILIAROMAGNA VIDEO INVIATOCI poco fa SU WHATSAPP 031/610610 DA UN ASCOLTATORE : la devastazione delle piogge, mentre questa colonnina con la Madonna con le rose intorno è intatta. 🙏

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