"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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Durante l’apparizione i veggenti sperimentano il Paradiso

Caro Padre Livio,

penso spesso al terzo segreto e quale potrebbe essere, e penso che, come dice lei, la Chiesa al terzo segreto debba assolutamente credere alla Madonna di Medjugorje e alla sua apparizione, non solo per le prime volte, ma da 42 anni!

Avendo visto Marija il famoso 1 gennaio 2024 in diretta da un metro e mezzo di distanza, e avendole visto quel viso talmente radioso, direi senza indugio splendente, da esserci rimasto impressionato e perfino incredulo, ho capito allora che ero ad un metro e mezzo da una persona che era in Paradiso! È stato quasi uno shock per me! Lei ci era arrivata in Paradiso, e ci arriva ogni giorno! Che flash!

Adesso, dopo avere letto quel bellissimo libro di Mirjana il mio cuore trionferà, dove anche lei parla sempre di questa nostalgia del Paradiso ogni volta che vede la Madonna, penso che vedere la Madonna per lei significhi non solo vedere la Madonna, ma anche vedere il Paradiso in diretta, e non a caso desidera ardentemente ogni 18 Marzo di seguirla in Paradiso, nonostante le abbia una famiglia qui con nipoti e figli.

È possibile mi sono chiesto? La mia risposta è che finché non vedi il Paradiso non puoi capire come sia bello! E non puoi capire come la vita sulla terra non sia nulla a confronto! Sì, mi colpisce come per Mirjana sia molto più importante seguire la Madonna in Paradiso e lasciare tutto sulla terra compreso i più profondi suoi affetti, come ha fatto San Francesco, come fanno i santi, come ha fatto la stessa Madonna che ha risposto sì all’Arcangelo.

Ma seguirla in cielo è diverso! Il Paradiso è il Paradiso! Penso che dovremmo tutti auspicare che tutto sulla terra è effimero, che dobbiamo tutti noi, prendendo esempio dai veggenti, sperare al più presto di raggiungere il Paradiso! E pensare che non ha niente a che vedere con la nostra terra contaminata sempre più dal diavolo! Un posto senza il maligno! Che bello, un posto solo con Dio e la Madonna!

Allora mi sono detto. Non c’è nulla che attragga più di qualsiasi cosa che il Paradiso! Sì, il Paradiso, quello che noi speriamo sempre di raggiungere dopo la nostra morte, quello che cerchiamo di vivere già qui sulla terra, per poi arrivare automaticamente in cielo, direttamente in Paradiso.

Ecco, allora credo e spero che il terzo segreto, il segno sulla collina, sia un pezzo di Paradiso sulla terra! Non so come Dio deciderà di mandare un pezzo di Paradiso sulla terra, ma credo proprio che nella sua infinita bontà e misericordia non veda l’ora anche lui di farci questa sorpresa bellissima, in modo che tutti qui sulla terra abbiamo voglia di raggiungere il Paradiso il più presto possibile!

Il Paradiso è come avere la visione globale, così me lo immagino, di tutto l’universo, è veramente una cosa fantastica, un sogno inarrivabile, che vedono solo ora i veggenti! Capisco bene, la forte depressione, che vivono i veggenti che perdono la visione quotidiana della Madonna, come spiega benissimo Mirjana nel suo libro. Sì, i tre veggenti che ancora vedono ogni giorno la Madonna e quelli che la vedono ogni anno, raggiungono il Paradiso in diretta con la Madonna, e dopo la visione in diretta lo perdono e ritornano sulla terra! E ritornarci ogni giorno e ogni anno non è lo stesso! È sempre comunque una sofferenza perdere il Paradiso che è Dio!

Quindi aspettiamoci uno spicchio di Paradiso sulla terra! Dio ci sorprenderà e ci riempirà di gioia, non vedo l’ora!

Grazie Padre Livio. La tua presenza è importante perché anche tu ci doni ogni giorno per un’ora uno specchio di Paradiso terreno parlando, come solo sai fare tu, con la tua grande fede, di Medjugorje e della Madonna, che è sempre con te e con noi, ma il Paradiso terreno non è uguale al Paradiso celeste, ed è lì che prego ogni giorno di comportarmi bene per poterci arrivare.

Un abbraccio.


Andrea

Grazie caro Andrea, per questa nostalgia di paradiso che hai nel cuore e che hai risvegliato anche a me nel leggerti.

Il paradiso è Dio stesso, nella sua infinita comunione di amore, che riversa sull’intera creazione e su tutti coloro che, nella fede, aprono i cuori per accoglierlo.

Questa sarà la forza che ci permetterà di resistere nella santa battaglia lungo la via del Calvario, fino alla gloria della Resurrezione e della gioia senza fine in Cielo.

Ave Maria

Padre Livio

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Durante i segreti ci saranno segni e prodigi: La Madonna stupirà il mondo!

Caro Padre Livio , mi ha colpito quando questa mattina hai detto: cosa faranno questi popoli (Induisti/Mussulmani/Protestanti/Atei ecc..) quando la Madonna inizierà a rivelare i segreti .

Ho pensato poi al fatto che Dio ha sempre dimostrato la sua grandezza in tutta la storia umana…trovando le strade per la conversione dei popoli ,miracoli che potessero essere testimonianza per tanti .

Mosè col suo bastone divise i mari e annientò gli eserciti egiziani .Sempre Mosè Esodo 17,8-16 la vittoria su Amalec.

Gli apostoli nei loro viaggi in giro per il mondo , furono capaci di parlare diverse lingue e compiere miracoli.. Ci sono testimonianze di diversi santi che già in vita hanno compiuto miracoli.

Mi è venuto anche in mente che la grandezza di Dio e Maria la si vede anche a Medjugorje rispetto a questo e nei veggenti.

Quando arriva la Madonna , la loro voce scompare e vengono proiettati al di fuori del tempo e dello spazio . Ma chi può fare tutto questo? CHI? Solo Dio.

E pensiamo che anche nei segreti, punto cruciale della storia , Dio non interverrà con la sua potenza, grazia e giustizia divine? E in tutti questi esempi Dio ha mostrato la sua onnipotenza passando attraverso la fragilità umana.

Penso Padre Livio che queste cose possano avvenire anche durante i segreti.. Dio si manifesterà in modo chiaro, passerà dalla fede di tanti sacerdoti che hanno risposto alla chiamata della Gospa , magari si manifesterà ancora una volta tramite segni prodigiosi che annienteranno le potenze sataniche e saranno un segno talmente grande che anche le persone di vari credo , si inginocchieranno di fronte a Dio creatore!

Sicuramente già il segno sarà un grande sparti acque (ma penso soprattutto per noi cattolici per dimostrare la veridicità delle apparizioni).

Per il mondo penso che la Madonna abbia in serbo degli eventi straordinari! Per scuotere i cuori penso che farà ogni cosa possibile!

Un abbraccio

Andrea 


Il grande segno sulla collina, un fuoco di Amore ❤️‍🔥

Caro padre Livio,

ho recentemente letto un articolo che parla di un fenomeno accaduto diversi anni fa sul Krizevac, ossia un fuoco visto da centinaia di persone, un incendio che però dopo la sua manifestazione non lasciò alcuna traccia di esso, la stessa Marija affermò all’epoca che la Madonna ci disse: “Il fuoco visto dalla gente era di carattere soprannaturale. Era uno dei segni premonitori del grande segno che verrà”. 

A questo proposito mi viene naturale pensare che il terzo segreto, il segno indistruttibile che però sarà sul Podbrodo, sarà un segno di carattere marcatamente biblico, ossia esso richiamerà il Roveto ardente di Mosè ma allo stesso tempo anche quel “battesimo di fuoco” che Gesù desidera ardentemente accendere nei cuori mediante lo Spirito Santo. 

Non è un caso che le devozioni più importanti dei nostri tempi siano quelle al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria che trionferà, in entrambi i Cuori il fuoco dell’Amore divino divampa, non escludo quindi che (il terzo segreto) il grande segno possa essere una Croce di Luce e di Fuoco ardente che riaccenderà il fuoco eroico delle origini confermando nella grazia coloro che credono e che accolgono il dono di amore e di Vita eterna della Volontà di Dio a cui la Regina della Pace continua a chiamarci senza stancarsi.

Ave Maria

Alessandro 

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Nella Bibbia una profezia che illumina il tempo  dei 10 Segreti di Medjugorje

Caro Padre Livio ho appena ascoltato la tua catechesi odierna ed in particolare l’oggetto dell’articolo relativo agli accadimenti dell’India con i cambiamenti politici teocratici in corso di realizzazione da parte dell’attuale governance induista.

Ho trovato molto interessanti le tue considerazioni finali circa i comportamenti che saranno tenuti nel contesto degli eventi dei dieci segreti da parte delle varie “confessioni religiose” al verificarsi degli stessi .

 E’ veramente spettacolare quello che ho letto subito dopo nei salmi della liturgia delle lodi di oggi: Cantico del Siracide 36 dove , cito testualmente :

”Abbi pietà di noi Signore Dio dell’universo e guarda, infondi il tuo timore su tutte le nazioni , alza la tua mano sulle nazioni straniere, perché vedano la tua potenza, come ai tuoi occhi Ti sei mostrato Santo in mezzo a noi,  così ai nostri occhi mostrati grande fra di loro, Ti riconoscano come noi abbiamo riconosciuto che non c’è un Dio fuori di Te, Signore, rinnova i segni e compì altri prodigi, glorifica la tua mano ed il tuo braccio destro…”.

Cosa avrebbe potuto essere più profetico e rispondente ai quesiti da te posti . Noi abbiamo il conforto, la guida e la certezza che il Signore con il Suo braccio destro ovvero la Vergine Maria saprà convertire tutti al Suo Cuore Immacolato !

Ave Maria

Luciano


Caro Luciano,

non avresti potuto leggere un passo più adatto per rappresentare il tempo dei dieci segreti. Non sappiamo dove sarà la collocazione degli venti che vanno dal quarto al decimo (i primi tre come è noto avverranno a Medjugorje), però possiamo pensare che Dio sceglierà i luoghi in modo tale che tutte le nazioni del mondo, specialmente quelle più restie al cristianesimo, potranno vedere la sua potenza salvifica, svelando ogni segreto tre giorni prima.

Nel nostro mondo interconnesso ogni evento avrà una ripercussione globale e sarà impossibile a qualsiasi potenza umana nascondere, o minimizzare o manipolare ciò che accade perché sarà tale da superare ogni possibile immaginazione.

Il santo timore di Dio spezzerà i cuori di pietra, farà cadere le squame dagli occhi, farà tremare i potenti e crollare i loro troni e riconosceranno che non c’è un altro Dio salvatore non il Figlio di Maria, nelle mani del quale il Padre ha posto ogni potere in Cielo e in terra.

Per questo non dobbiamo temere di entrare in questo tempo unico e irripetibile, nel quale Cristo mostrerà la sua gloria, la sua giustizia e la sua misericordia, mentre le potenze del male verranno rigettate nell’abisso delle loro iniquità.

Preghiamo, speriamo e amiamo perché di Dio è la potenza mentre quella di satana è solo una falsa forza.

Ave Maria

Padre Livio

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Dio cerca i suoi soldati, nell’umiltà e nella povertà.

Caro Padre Livio, questa mattina mi sono soffermata a fare una riflessione: il 18 marzo sapremo chi avrà vinto le elezioni in Russia, non penso cambieranno molto le cose, anzi, (forse peggioreranno?), ma tutto il resto del mondo non è messo di certo meglio: in Europa ci sono politiche sbagliate sotto tutti i fronti, anche l’America attende le sue prossime elezioni e sinceramente nessuno dei due candidati attuali danno fiducia.

 La classe medio- bassa in Italia, che rappresenta quella più numerosa, è sotto assedio, sia dal punto di vista economico che morale e sociale. Sempre più famiglie povere, la sanità è ormai collassata su se stessa, politica inaffidabile e corrotta come sempre… Io penso questo: tutto ciò è opera nostra perché ci siamo allontanati da Dio, ma credo che Dio abbia permesso questo crollo, cioè di tutte le nostre certezze e di tutto ciò a cui ci siamo sempre affidati, per un motivo: per cercare LUI.

 Perché non è rimasto più niente a cui affidarsi per trovare pace e soluzioni. Le nazioni più potenti sono in mano a persone inaffidabili e quindi abbiamo paura (e qui Dio ci dice: cercate me), La maggior parte di noi non ha più quella stabilità economica che aveva prima (e qui Dio dice: cercate me), per un esame medico servono tempi troppo lunghi e questo getta la gente nel panico e nell’angoscia (e qui Dio dice :cercate me).

Tutte le nostre certezze e tranquillità effimere, Dio ce le toglie affinché possiamo guardare in alto e dire: “Dio, non ho più nulla a cui fare affidamento: pensaci tu”. E guarda caso sono le classi meno abbienti ad essere tartassate, è lì che Dio cerca i suoi soldati, nell’umiltà e nella povertà. È come se dicesse :”ma non vi accorgete che questo mondo non vi può dare nulla di ciò di cui avete bisogno? che solo io posso darvi?”.

 Sì ne sono certa, Dio ci sta togliendo tutti gli sgabelli da sotto i piedi nella speranza che apriamo gli occhi e vediamo LUI. Questo è un atto di misericordia immenso. Se non ci avesse amato ci avrebbe lasciato morire nell’ingordigia e attaccamento ai nostri eccessi, peccati e abomini.
Grazie Padre Livio a lei e a Radio Maria.
Con affetto, Roberta.


Grazie Roberta perché nelle nostre tribolazioni quotidiane hai visto la mano paterna di Dio che ci vuole liberare dai lacci del mondo e  del maligno e attirarci a Lui, il Solo di cui abbiamo veramente bisogno.

Ave Maria

Padre Livio

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“Il male sa di aver perso, per questo la sua reazione sarà forte”

Buonasera padre Livio, 

i tempi che stanno arrivando saranno brevi e oscuri.

Noi cristiani non dobbiamo avere paura perché sappiamo che terminato questo momento l’oscurità lascerà questo mondo.

 Il tempo di Satana è arrivato alla fine. In questo buio che avvolgerà la Terra ci sarà una luce a guidarci: Maria. Dio non ci lascerà soli ad affrontare la battaglia finale. Il male sa di aver perso, per questo la sua reazione sarà forte.

 Sarà forte perché possiamo distinguere con chiarezza la differenza tra il bene e il male, tra la verità e la menzogna. Tutti saremo scossi profondamente anche il più preparato. Per superare questa tempesta che sta per abbattersi sul pianeta avremo bisogno della fede in Dio e della forza che proviene dalla preghiera. 

Cordialmente, Mattia 


Caro Mattia,

sottoscrivo volentieri le tue parole che preannunciano il grande combattimento spirituale che vedrà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Per noi è di grande conforto la promessa della Madonna: “Se sete miei vincerete”.

Dobbiamo alimentare questa certezza con la preghiera e la rinuncia. La preghiera ci svela la menzogna del mondo senza Dio. La rinuncia ci dà la forza di dire: “Vattene satana”.

La violenza e la potenza di seduzione che si sono abbattute su Gesù nei giorni della Passione, si manifesteranno nei confronti della Chiesa.

Gli schieramenti saranno due e molto chiari: da una parte con Maria chi ama Cristo, dall’altra con satana chi Lo odia.

E’ solo cosi che avverrà la grande purificazione della anime malate, che vanno verso la morte spirituale.

La Madonna ha preparato i suoi testimoni della fede che affronteranno impavidi la battaglia. A sua volta satana giocherà tutte le sue carte, in particolare quelle coperte e insospettabili, con le quali cercherà di sorprenderci  farci deviare.

Ave Maria

Padre Livio

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Ghiaie di Bonate: Come Mons. Vittorio Bonomelli ha salvato Bergamo dal Bombardamento degli Alleati (Maggio 1944)

Rev.mo e caro padre Livio,

nel ringraziarla ancora per quello che Lei fa per le Apparizioni di Ghiaie, mi permetto di dirle una cosa su Mons. Vittorio Bonomelli, il valoroso prete paracadutista che con stratagemmi incredibili salvò Bergamo da un bombardamento molto peggiore di quello di Brescia. Poiché ho intervistato tempo fa il giornalista scrittore Renzo Allegri (grande scrittore anche su padre Pio) che lo conobbe e gli parlò a lungo (Mons. Bonomelli è mancato il 3 dicembre 1984), ho capito che questo bresciano dal coraggio immenso ha fatto per Bergamo qualcosa di davvero grandioso: migliaia di morti sono stati risparmiati grazie a lui, alla sua fantasia e anche alle sue capacità eclettiche. Per questo ho scritto un capitolo intero su di lui, che mi permetto di unirle in allegato. Non si è mai valorizzato come meriterebbe  questo eroe, questo sacerdote innamorato di Maria che tanto ha fatto per le sue terre. Anche la stessa vicenda di Ghiaie vede in lui un vero miracolo di coraggio e di assistenza celeste che purtroppo è stato quasi dimenticato.

Grazie di cuore!

Lucia Amour


Ghiaie di Bonate: Cappella di “Maria Regina della Famiglia”

Un miracolo straordinario della Regina della Famiglia: Bergamo salvata

Vittorio Bonomelli: un eroico partigiano della Resistenza, uno strumento coraggioso e geniale nelle mani di Maria Santissima Regina della Famiglia per realizzare un grande miracolo: salvare Bergamo dalla ormai decisa distruzione dalla furia alleata.

Chi era Monsignor Vittorio Bonomelli e come avvenne che egli sia stato  scelto dal Cielo come strumento specialissimo per una missione così alta?

Il 15 ottobre 1977 lo stesso Bonomelli rilasciò un’intervista al settimanale Gente in cui per la prima volta raccontava nei particolari come avvenne che Bergamo, destinata dal Comando Alleato ad essere sventrata da un bombardamento assai peggiore di quello di Brescia del 13 luglio 1944, si salvò grazie all’intercessione della Madonna delle Ghiaie.

Ricordiamo che 186 bombardieri statunitensi sganciarono alle 11 di quel triste giorno su Brescia, la Leonessa d’Italia, ben 518 bombe per un totale di 124 tonnellate di esplosivo, con gravissime perdite in vite umane e in strutture.

Riporto senza commenti le parole di Monsignor Bonomelli, che non hanno bisogno di spiegazione, se si eccettua l’ovvia osservazione che molti dei bergamaschi oggi viventi forse non sarebbero tali se la Madonna non avesse operato un così grandioso miracolo per la bella città dove Ella aveva scelto di scendere con la Sacra Famiglia tra il 13 ed il 31 maggio 1944, recando al mondo, attraverso la piccola Adelaide, 13 meravigliosi Messaggi per la santificazione delle nostre famiglie.

“Ho vissuto la storia delle apparizioni stando dalla parte del Servizio segreto alleato, accanto ad uno dei più abili uomini dell’Intelligence Service, il capitano Peter Cooper, paracadutato in Alta Italia per dirigere operazioni speciali. Peter Cooper ebbe molti incontri e colloqui con la piccola veggente ed era convinto che dicesse la verità. Per questo la difese sempre. Di queste cose non ho mai voluto parlare perché esse fanno parte di un periodo della mia vita che ho voluto tenere, fino oggi, riservato. Quando io accennavo a quei fatti, mi sentivo quasi deriso. Ora, però, sono stati trovati e pubblicati i documenti ufficiali che mi confortano nelle mie opinioni di allora.

Per spiegare come arrivai a Ghiaie di Bonate sono costretto ad accennare ad alcuni avvenimenti accaduti prima. Nel 1943 svolgevo il mio ministero sacerdotale a Sonico, sulle montagne bresciane. Ancora prima del crollo del fascio avevo accolto nella mia casa ufficiali evasi dai campi di concentramento in Italia, per aiutarli a fuggire in Svizzera.

Dopo l8 settembre la mia attività si intensificò e aiutai a fuggire ufficiali italiani, militari alleati ed ebrei. I nazifascisti mi scoprirono e dovetti fuggire a Memmo, nell’Alta Valtrompia, dove collaborai ad organizzare il primo nucleo armato di partigiani. Una mia foto di quel periodo, mentre celebravo Messa tra i partigiani finì nelle mani di Roberto Farinacci che la pubblicò sul giornale “Il regime fascista”. Per rappresaglia i fascisti e le SS bruciarono la mia casa di Sonico, arrestarono mio fratello e uccisero mio padre. Mi davano una caccia spietata. Dovetti lasciare Memmo e riparare a Ceratolo sotto il falso nome di padre Antonio. Missionario. Poi raggiunsi Bergamo, mi rifugiai presso il dottor Alberto Paini e diventati “padre Michele Locatelli, delle Missioni estere di Parigi.

Con questo nome, e relative carte d’identità false, raggiunsi Roma dove trovai rifugio presso padre Caresana, della Congregazione dei Filippini.

Diventai “don Stefano Rossi, mi iscrissi all’università Angelicum, per studiare Teologia. Quando arrivarono gli Alleati, che sapevano già quanto avevo fatto a Sonico, fui assunto come radiotelefonista nella Special Force I e mandato a Bari per un corso di paracadutista.

Un giorno i dirigenti mi chiamarono e mi misero davanti una grande carta topografica della città di Brescia. Mi dissero che stavano organizzando un bombardamento a tappeto della città e dovevo indicare loro i luoghi strategici. Anzi il 5 luglio avrei dovuto partecipare a un volo di perlustrazione su Brescia. Passai ore tristissime. Brescia era la mia città. Là avevo amici, parenti, conoscenti, il mio Vescovo. Dovevo avvertire con ogni mezzo la mia gente, perché si mettesse in salvo.

La notizia delle apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate era giunta anche a Bari ed era seguita con molto interesse da tutti. La Madonna portava un messaggio di speranza e di pace. Si sperava facesse terminare presto la guerra. Nella situazione in cui mi trovavo cominciai a pregare la Madonna delle Ghiaie, chiedendo che mi aiutasse ad avvertire i bresciani del tremendo bombardamento che avrebbe distrutto la città.

Una sera ebbi un’ispirazione. Andai nella tipografia delle edizioni “Laterza”, offrii 25000 lire a un tipografo chiedendogli di stampargli 3500 foglietti con questa scritta: “Bresciani, attenzione. A metà luglio bombardamento a tappeto  sulla città. Salvatevi!” La mattina del 5 luglio infilai i 3500 biglietti nelle tasche della mia tuta da paracadutista e partii per il volo ricognitivo su Brescia. Giunto sulla città, quando l’aereo volava a bassa quota, mi portai sul retrocoda e riuscii a lanciare 2000 volantini. Mentre tentavo di lanciare gli altri, fui scoperto ed arrestato.

Il mio gesto fu considerato un atto di tradimento in quanto avevo avvisato il nemico di una prossima azione di guerra sulla città. Dovevo essere condannato a morte, ma in considerazione di ciò che avevo compiuto in passato la condanna  fu tramutata nell’incarico di compiere un’azione di sabotaggio ai danni dei tedeschi. Era un’azione così pericolosa che equivaleva ad una condanna a morte. Nell’aeroporto di Ghedi, vicino a Brescia, si trovava una “fortezza volante” americana, catturata dai tedeschi. Dopo pochi giorni l’aereo sarebbe stato portato in Germania e offerto in omaggio a Hitler. Giornali e radio avevano ampliamente parlato dell’impresa tedesca e della festa che sarebbe stata fatta in Germania. “Tu devi andare a Ghedi e far saltare in aria quell’aereo” mi disse il capitano della Special Force. Feci una veloce istruzione per imparare ad adoperare le bombe-saponette al fosforo e la sera dell’11 luglio 1944 partii dall’aeroporto di Brindisi per la mia missione. Fui paracadutato vicino all’aeroporto di Ghedi, tra i riflettori che mi illuminavano a giorno. Sotto la tuta da paracadutista avevo la veste talare e, sotto, una tenuta da contadino. Arrivato a terra, riuscii a liberarmi dalla tuta da paracadutista e, vestito da prete, raggiunsi la parrocchia di Mezzane di Calvisano. Dal parroco ottenni una bicicletta e scappai per viottoli, guidato dalla nipote del parroco.

Il giorno dopo le SS mi cercavano dappertutto. Mi avvicinai all’aeroporto di Ghedi. In un bosco tolsi la veste talare restando vestito da contadino. Dalla suola delle scarpe estrassi i miei nuovi documenti: ero diventato “Banfi Vincenzo”, abitante in via Settembrini 45, Milano, sfollato a Brescia, operaio della O.M., sposato e padre di quattro figli, numero che mi rendeva esente dal servizio militare. Possedevo una fotografia raffigurante tutta la mia famiglia, me compreso. All’occorrenza, avrei dovuto giustificare la mia presenza in quel luogo perché ero alla ricerca di farina bianca e gialla per sfamare la famiglia. Da un contadino comprai due sacchi di farina e un coniglio vivo. Poi mi avvicinai al campo d’aviazione. All’alt delle guardie, un tedesco e un fascista, mostrai i miei documenti.  Mi imposero di lasciar libero il coniglio, che uccisero tirando al bersaglio.  Finsi di rimanere incantato a guardare la “fortezza volante” poco lontana da noi. C’era una troupe che la stava fotografando. Chiesi di poterla vedere più da vicino e me lo consentirono. C’erano altri curiosi. Mi intrufolai tra loro e, al momento opportuno, feci scivolare da sotto i calzoni le “saponette” al fosforo, le piazzai e mi allontanai.

Ritornai nel bosco, ripresi le vesti da prete, la bicicletta e fuggii verso Borgo san Giacomo. Mi fermai su un’altura in attesa, e dopo qualche  tempo, vidi una fiammata seguita da un boato: la fortezza volante non serviva più per il regalo al Furer.

Fuggii verso Bergamo. Nelle vicinanze della città incontrai gruppi di pellegrini  che andavano verso le Ghiaie di Bonate  a pregare la Madonna. C’era moltissima gente, e anche sacerdoti. Stare in mezzo a loro significava la salvezza. Su due pezzi di cartone scrissi frasi inneggianti alla Madonna: uno me lo misi sulla schiena e uno lo sistemai sul manubrio della bicicletta; mi unii a un gruppo di persone e incominciai a intonare canzoni mariane e “Ave Maria”. Diverse volte fummo fermati da posti di blocco. Io invitai i  militari a unirsi a noi per andare a pregare per la pace: mi risposero con bestemmie ma mi lasciarono passare.

Quella fu la prima volta che vidi il luogo dove era apparsa la Madonna. L’impressione di quel viaggio è ancora vivissima in me. Fuggivo e avevo una grande paura. Ma, a mano a mano che mi avvicinavo a Ghiaie di Bonate, la paura scompariva e venivo assorbito in quell’atmosfera di fede e di devozione per la Madonna. In tutta la zona, per una distesa di decine di chilometri, si sentiva pregare. Sullo stradone che da San Pellegrino porta a Villa d’Almè, passando accanto alle porte delle case,  si udiva il mormorio delle preghiere. A Ghiaie, poi, c’era una folla enorme. Non potei fermarmi a lungo perché dovevo recarmi in un paese vicino, in casa di dirigenti della Resistenza.

Quando arrivai, stavano ascoltando Radio Londra. Poco dopo fu trasmessa la parola d’ordine: “Gioppino ha messo gli scarponi”. Gioppino ero io, e quella frase significava che avevo portato a termine la mia missione.

Con l’aiuto del Vescovo, che era al corrente della mia situazione, fui mandato a Clanezzo, per aiutare un vecchio prete.

Ora mi chiamavo don Stefano Rossi. Ero un sacerdote romano, impossibilitato a tornare nella sua diocesi. Il vecchio prete, insospettito, disse che non aveva posto per tenermi in casa. Mi sistemai in un vecchio mulino abbandonato. Qui venne ad abitare con me il capitano Peter Cooper, portando la sua radio trasmittente. Anche Cooper era vestito da prete. Di statura inferiore alla media, grassottello, con occhiali, modi distinti e riservati, sembrava un vero prete. Gli insegnai come doveva comportarsi. Parlava perfettamente una decina di lingue. Era uscito dalla scuola dell’Intelligence Service e apprendeva con una velocità spettacolosa. Aveva perfino imparato a camminare con il tipico passo del montanaro bergamasco.

Di religione era protestante, e i protestanti non credono nella Madonna. Parlando delle apparizioni delle Ghiaie, diceva: “Bè, voi latini ne avete tutti i momenti, di visioni, specialmente in questo tempo di guerra. Anch’io quasi quasi vedrei volentieri delle Madonne che venissero a confortarmi.”

Il giorno dopo però, volle andare alle Ghiaie. Sapeva che sul luogo si aggiravano agenti segreti e molti militari tedeschi e fascisti. Voleva sapere, sentire. Vestito da prete, scese alle Ghiaie. Quando ritornò, dopo due giorni, mi accorsi che era cambiato. La folla in preghiera lo aveva colpito. Le centinaia di ammalati che invocavano la grazia avevano lasciato un segno di profonda commozione nel suo animo. Inoltre seppi che era riuscito, non so in qual modo, ad avere un colloquio con la piccola Adelaide. “E’ una bambina buona, molto semplice, di intelligenza appena normale”, mi disse. “Quella bambina è incapace di inventare: per me, non può essersi inventata le apparizioni”.

Parlava molto seriamente. Io cominciai a contraddirlo. Gli dissi che la bambina poteva essere stata influenzata dai parenti, da qualche vecchia zia. “No”, rispondeva. “Sono abituato ad esaminare la gente e a capirla a fiuto. E’ una dote indispensabile per il nostro mestiere. Quella bambina è sincera: ha visto veramente qualcosa”.

Nei giorni successivi, Peter Cooper continuò ad andare a Ghiaie di Bonate. Aveva una piccola cinepresa e continuava a filmare la folla. Parlava con tutti, con i pellegrini, con gli ammalati, con i “miracolati”, con i sacerdoti, con i soldati fascisti e nazisti. Con i suoi modi gentili riusciva ad intrufolarsi dappertutto. Riuscì ad avere ancora altri lunghi colloqui, a quattr’occhi, con la piccola Adelaide che per lui mostrava una strana simpatia. Alla sera, quando tornava al mulino, continuava a parlare della bambina ed io mi accorgevo che era pienamente convinto che Adelaide avesse avuto delle apparizioni.

Intanto attorno ai fatti di Bonate si era scatenata l’ostilità dei tedeschi  e dei fascisti. La bambina aveva detto che la guerra sarebbe finita presto: e ciò dava fiducia e speranza alla popolazione che era così più disposta ad aiutare gli alleati e i partigiani. Inoltre, si era sparsa la voce che Adelaide avesse detto: “Attenzione a quello che accadrà il 20 luglio”. C’era una grande attesa per quel giorno e quando arrivò la notizia dell’attentato a Hitler, i tedeschi diventarono feroci.

Il capitano nazista Langer ricevette ordini direttamente da Berlino di smentire tutto quello che la veggente diceva e, se fosse stato necessario, sequestrarla. Adelaide aveva detto che Bergamo non sarebbe stata bombardata. I nazifascisti cominciarono a diffondere la voce che presto Bergamo sarebbe stata rasa al suolo, come Brescia. Dopo alcuni giorni, tutti i giornali riportarono la notizia in prima pagina e con grande rilievo. Il peggio fu che noi, attraverso informazioni segrete, venimmo a sapere che quelle voci erano vere: gli alleati si preparavano veramente a bombardare Bergamo.

Del resto, la situazione militare lo richiedeva. Dopo il bombardamento di Brescia molti importanti uffici militari tedeschi erano stati trasferiti a Bergamo. Kesserling aveva portato la sede del su comando a San Pellegrino. Anche Mussolini aveva programmato una visita a Bergamo dove sarebbe stato ospite in casa di una famiglia nobile della città. Sembrava quasi impossibile poter evitare un bombardamento  su Bergamo.

Vedevo Peter Cooper molto silenzioso e teso. Andava continuamente a Ghiaie di Bonate e, quando tornava non aveva molta voglia di chiacchierare come faceva sempre. Io gli dicevo: “Bisogna fare qualcosa per evitare questo bombardamento”. Lui non rispondeva. “Se vuoi restartene fuori da questa faccenda, parli io con il Comando inglese”, ripetevo. “Gli spiego che se loro bombardano Bergamo fanno gli interessi dei tedeschi e dei fascisti che non aspettano altro per far cadere nella disperazione la gente”. Peter ascoltava e non rispondeva. Finalmente una sera mi disse: “Non voglio assolutamente dare un dispiacere alla Madonna: vieni, andiamo a parlare con i dirigenti”.

Salimmo sul colle della maresana, portando la radio trasmittente. Quella sera ci fu un lungo e tempestoso colloquio tra il capitano Cooper e il Comando supremo. Da Londra rispondevano: “E’ necessario bombardare Bergamo. Dobbiamo snidare i dirigenti tedeschi nascosti nella città”. Indicavano anche le modalità con cui sarebbe avvenuto il bombardamento: partendo da Ponte San Pietro, dove si trovava il Campo di Orio, che serviva per gli aerei della Caproni la città sarebbe stata sventrata. La zona maggiormente predestinata alla distruzione era compresa fra il Duomo, nella città alta, e la Casa littoria, presso la quale si fermava spesso il furgone speciale di Kesserling. Dissero che il bombardamento era fissato il per il 14 agosto. Cooper insisté perché fosse annullato ma non ci fu niente da fare. La comunicazione fu chiusa. Peter Cooper era nero di rabbia. Guardando verso Bergamo, stracciò i sunti di quelle comunicazioni e ripeté: “Non voglio dare un dispiacere alla Madonna”.

Mi accorsi in quel momento che Peter, protestante e capo dell’Intelligence Service, era diventato credente nella Madonna. Lo guardavo con meraviglia, ma anche con dolore. Sapevo che il Comando supremo inglese non avrebbe mai cambiato una sua disposizione. Se avevano deciso di bombardare Bergamo, non c’era più niente da fare. Solo un miracolo della Madonna avrebbe potuto salvare la città. Io credevo nei miracoli: anche Peter Cooper, ora, ci credeva. Bisognava quindi solo pregare e sperare.

Continuammo la nostra campagna per la salvezza di Bergamo con molta diplomazia, ma con insistenza. Riuscimmo ad ottenere da Londra la promessa che avrebbero riesaminato la questione. Se il bombardamento fosse stato sospeso, avrebbero trasmesso la frase: “Gioppino ha scalato l’Adamello 14 volte”.

Tutte le sere stavamo in attesa di comunicazioni da Radio Londra. I dirigenti della Resistenza bergamasca erano informati che la città sarebbe stata bombardata il 14 agosto e dovevano organizzare un esodo di massa. Bisognava, però, aspettare nella speranza  che il bombardamento venisse annullato.

Ai primi di agosto Radio Londra trasmise il seguente messaggio: “Gioppino ha tre gozzi”: significava che le trattative andavano male. Eravamo demoralizzati. Di notte, io e Cooper pregavamo la Madonna delle Ghiaie. La sera del 10 agosto Radio Londra cominciò la trasmissione con questo messaggio: “Attenzione: Gioppino ha scalato l’Adamello 14 volte. Ripetiamo: Gioppino ha scalato l’Adamello 14 volte”. La Madonna aveva vinto: Bergamo non sarebbe stata bombardata.

Sembravamo impazziti per la gioia. Io abbracciavo tutti quelli che avevo intorno a me. Non so cosa facesse Peter Cooper: probabilmente si era nascosto da qualche parte: non voleva mai farsi vedere quando era commosso.

Nei mesi successivi continuammo il nostro lavoro in varie parti dell’Alta Italia. Poi andammo a compiere missioni sull’Oder e a Berlino. Io tornai a Bergamo nel giugno 1945, a guerra finita; Peter Cooper era rientrato a Londra. Ricevette incarichi per altre missioni, ma ci incontrammo diverse volte in Italia. Quando mi vedeva mi chiedeva subito notizie sulle vicende  della Madonna delle Ghiaie di Bonate e sulla piccola Adelaide. Un giorno gli diedi un libro, un grosso volume con le conclusioni negative raggiunte dal tribunale ecclesiastico dopo tre anni di interrogatori e di indagini sulla piccola Adelaide. Lo lesse attentamente e poi mi disse: “Adelaide è una bambina normale, quindi non poteva che smentire, dopo tutti quegli interrogatori. Sarebbe stata una ragazza anormale se non avesse smentito. Noi, che siamo esperti di interrogatori e cose del genere, sappiamo che a una persona normale possiamo far dire qualunque cosa vogliamo. Per ottenere questo non c’è niente di più efficace di lunghi e ripetuti interrogatori, come è stato fatto alla piccola Adelaide.

Peter Cooper ha sempre continuato a credere ai racconti di Adelaide Roncalli. Meditando sui colloqui avuti con la bambina, si è convertito alla fede cattolica. Continuava a lavorare nei Servizi segreti inglesi, e, durante il tempo libero, dirige un settimanale cattolico. Almeno una volta all’anno viene in Italia per andare a pregare a Ghiaie di Bonate. Viene a trovare anche me, e mi chiede sempre come sta la piccola bergamasca che nel 1944 riuscì a far  cambiare le disposizioni del Comando supremo inglese e a convertire un capitano dell’Intelligence Service”.

A Monsignor Vittorio Bonomelli il Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Leone ha conferito il 2 giugno 1977 l’Alta Onorificenza di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, destinata a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione… per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Non vi pentirete né voi, né i vostri figli, né i figli dei vostri figli” in particolare per la Sicilia ( 27.10.2001-01.01.2024)

Stimatissimo Padre Livio,

non La ringrazierò mai abbastanza per l’opera di evangelizzazione che Radio Maria esercita con così lusinghiero zelo da ormai tanti lustri e per l’impegno diuturno da Lei profuso nell’azione di diffusione del Vangelo di Cristo in Italia e nel mondo per le vie misteriose dell’etere.

Fortissima è stata in me l’impressione suscitata dalle parole della Gospa dopo la inattesa richiesta del primo gennaio ultimo scorso, quando pellegrini giunti dai quattro angoli della Terra hanno sfidato la pioggia battente in attesa dell’apparizione sulla sassosa e scoscesa collina del Podbrdo: un momento vissuto in comunione con quanti nelle loro case avevano accolto l’invito a raccogliersi in preghiera dalle tre del pomeriggio fino al momento in cui i Cieli, da ormai 43 anni, si aprono prodigiosamente per accompagnare la sollecitudine materna di Colei che tutto può dinanzi al Suo Figlio Benedetto.

Parole lapidarie, potenti, inequivocabili – Non ve
ne pentirete né voi, né i vostri figli, né i figli dei Vostri Figli – perfettamente sovrapponibili a quelle rivolte alla stessa veggente Marija Pavlovic Lunetti in quell’ormai lontano 27 ottobre del 2001, quando il presidente della Regione Siciliana allora in carica, Salvatore Cuffaro, in un Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa gremito di fedeli dei Gruppi di Preghiera della Regina della Pace, consacrava l’isola al Cuore Immacolato di Maria. Una data memorabile per la quale – mi si permetta il ricordo commosso – la compianta memoria di Giuseppe Cartella, fondatore e coordinatore degli stessi Gruppi di Preghiera, aveva speso molte energie e superato svariati ostacoli.

In quel frangente mi ero convinto che la protezione promessa dalla Madre di Dio dovesse avere un esclusivo valore geografico, quasi che una mano invisibile avrebbe preservato la Sicilia dai portenti che connoteranno in un crescendo ‘terribile’ i segreti da quarto al decimo. Questo credo non sia da escludere in maniera categorica, ma la ‘replica’ del primo gennaio 2024 ha ridefinito quella primitiva suggestione e mi ha fatto comprendere il valore personale dell’invito alla conversione e la conseguente rassicurazione della Kralica Mira.

I messaggi, quindi, non sono formule magiche destinate indistintamente ad aggregazioni più o meno nutrite di donne e di uomini, ma parole per il cuore di ciascuno, per le menti dei fedeli aperti alla conversione, per le braccia di chiunque vorrà tenderle per prolungare idealmente quelle della più premurosa e innamorata tra le Madri.

L’appartenenza sempre più intima al Suo cuore è un cammino che siamo chiamati a intraprendere sì come comunità, ma anche e soprattutto come singoli, consci dell’importanza del ruolo di ogni membro del Popolo di Dio nella realizzazione dei progetti rivelati dalla Gospa ai veggenti e che ormai a breve si paleseranno, perché il mondo ritorni finalmente a Dio e al Suo amore che non tradisce.
Mi permetta di salutarLa con affetto filiale e grato,
Suo,
Alberto (Palermo)

Il modernismo causa principale dei segreti di Medjugorje

LA LOTTA AL MODERNISMO SCOPO DELL’OPERA DI MARIA VALTORTA

Carissimo padre Livio.. non avendo  altro …e  da sempre.. che un crescendo di solo sentimenti di gratitudine per il dono che sei.. i quali…non possono che tradursi in “Ave Marie” di  ringraziamento per te… vorrei, per confermare l’oggetto del tuo editorialino di ieri, porre alla tua attenzione quello che riporta Maria Valtorta nel decimo volume dei suoi scritti al capitolo 652. So che è lungo ma l’ho voluto inserire tutto per eventuali approfondimenti.

Nella primissima parte, comunque, Gesù conferma le ragioni profonde che lo hanno spinto al dono  per l’umanità, di questa impareggiabile opera,  per mettere… (Chiesa e laicato).. di fronte alla consapevolezza del rischio di perdizione scaturito dal modernismo…come vera e propria impostura anticristiana!

 Con i tuoi editoriali..  e ora con queste anticipazioni di Gesù alla Valtorta, capisco meglio la preoccupazione che traspare dalle parole, nei messaggi della  Madonna, riguardo a questo zolfo incandescente che è “arrivato a bruciare sotto taluni Altari” sostituendosi sfacciatamente al profumo d’incenso!

Oggi capisco meglio l’insistenza accorata della Madonna, nei messaggi a Mirjana, di pregare per i nostri pastori! Oggi mi sento di amarli di più invocando la loro conversione.

Pio decimo definì il modernismo come la madre di tutte eresie!

Sarà forse questa somma di eresie tremende, che nascono soprattutto all’interno della  Chiesa, la causa principale dei segreti.

Un abbraccio di preghiera a te, a radio Maria  ed al tutto il popolo di ascoltatori con i quali… con tantissimi.. tantissimi, mi sento in profonda comunione.

Francesco da Messina.


I sette scopi dell’opera di Maria Valtorta

Dice Gesù: «Le ragioni che mi hanno mosso ad illuminare e a dettare episodi e parole miei al piccolo Giovanni sono, oltre alla gioia di comunicare una esatta cognizione di Me a quest’anima-vittima e amante, molteplici. Ma in tutte ne è anima l’amore mio per la Chiesa, sia docente che militante, e il desiderio di aiutare le anime nella loro ascesa verso la perfezione. La conoscenza di Me è aiuto all’ascesa. La mia Parola è Vita.

Nomino le principali:

  1. Le ragioni dette nel dettato del 18-1-47 che il piccolo Giovanni metterà qui integralmente. Questa è la ragione più grande, perché voi state perendo e vi voglio salvare.
    3 febbraio 1947. Dice Gesù: “La ragione più profonda del dono di quest’opera, fra le molte altre che il mio portavoce conosce, è che in questi tempi, nei quali il modernismo condannato dal mio S. Vicario Pio X si corrompe in sempre più dannose dottrine umane, la S. Chiesa, rappresentata dal mio Vicario, abbia materia di più a combattere coloro che negano: la soprannaturalità dei dogmi; la divinità del Cristo; la verità del Cristo Dio e Uomo, reale e perfetto così nella fede come nella storia che di Lui è stata tramandata (Vangelo, Atti degli Apostoli, Epistole apostoliche, tradizione); la dottrina di Paolo e Giovanni e dei Concili di Nicea, Efeso e Calcedonia, e altri più recenti, come mia vera dottrina da Me verbalmente insegnata o ispirata; la mia sapienza illimitata perché divina; l’origine divina dei dogmi, dei sacramenti e della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica; l’universalità e continuità, sino alla fine dei secoli, del Vangelo da Me dato per tutti gli uomini; la natura, perfetta dall’inizio, della mia dottrina, che non si è formata quale è attraverso successive trasformazioni, ma tale è stata data: dottrina del Cristo, del tempo di Grazia, del Regno dei Cieli e del Regno di Dio in voi, divina, perfetta, immutabile, Buona Novella per tutti i sitibondi di Dio. Al dragone rosso con sette teste, dieci corna e sette diademi sulle teste, che con la coda trae dietro la terza parte delle stelle del cielo e le fa precipitare – e in verità vi dico che esse precipitano ancor più in basso che sulla terra – e che perseguita la Donna; alle bestie del mare e della terra che molti, troppi adorano, sedotti come sono dai loro aspetti e prodigi, opponete il mio Angelo volante nel mezzo del cielo tenendo il Vangelo eterno ben aperto anche sulle pagine sin qui chiuse, perché gli uomini possano salvarsi per la sua luce dalle spire del gran Serpente dalle sette fauci, che li vuole affogare nelle sue tenebre, e al mio ritorno Io ritrovi ancora la fede e la carità nel cuore dei perseveranti e siano questi numerosi più di quanto l’opera di Satana e degli uomini non danno a sperare che possano essere”.
  2. Risvegliare nei sacerdoti e nei laici un vivo amore al Vangelo e a quanto è attinente al Cristo. Prima fra tutte le cose una rinnovellata carità alla Madre mia, nelle preghiere della quale è il segreto della salute del mondo. Lei, la Madre mia, è la Vincitrice del Dragone maledetto. Aiutate la sua potenza col vostro rinnovellato amore a Lei e con la rinnovellata fede e conoscenza di quanto le si riferisce. Maria ha dato al mondo il Salvatore. Il mondo avrà ancora da Lei la salvezza.
  3. Dare ai maestri di spirito e direttori di anime aiuto al loro ministero, studiando il mondo di spiriti diversi che si agitò intorno a Me e dei diversi modi da Me usati per salvarli. Perché stolto sarebbe volere avere un metodo unico per tutte le anime. Diverso è il modo di attrarre alla Perfezione un giusto che spontaneamente vi tende, da quello da usarsi per un credente ma peccatore, da quello da usarsi per un Gentile. Ne avete tanti anche fra voi, se giungete a giudicare, come il vostro Maestro, come Gentili quelli che sono i poveri esseri che hanno sostituito l’idolo della potenza e prepotenza, o dell’oro, o della lussuria, o della superbia del loro sapere, al Dio vero. E diverso è il modo da usarsi per salvare i moderni proseliti, ossia coloro che hanno accettato l’idea cristiana ma non la cittadinanza cristiana, appartenendo alle Chiese separate. Nessuno sia sprezzato, a queste pecore sperse meno di tutti. Amatele e cercate di ricondurle all’Ovile unico perché il desiderio del Pastore Gesù si compia. Alcuni obbietteranno, leggendo quest’Opera: “Non risulta dal Vangelo che Gesù abbia avuto contatti coi romani o greci, e perciò noi rigettiamo queste pagine”. Quante cose non risultano dal Vangelo, o traspaiono appena da dietro spesse cortine di silenzio, lasciate cadere dagli Evangelisti su episodi che, per la loro infrangibile mentalità di ebrei, essi non approvavano! Credete voi di conoscere tutto quello che ho fatto? In verità vi dico che neppure dopo aver letta e accettata questa illustrazione della mia vita pubblica voi conoscete tutto di Me. Avrei ucciso, nella fatica di essere il cronista di tutti i giorni del mio ministero e di tutte le azioni compiute in quei singoli giorni, il mio piccolo Giovanni, se gli avessi fatto conoscere tutto perché tutto vi trasmettesse! “Ci sono poi altre cose fatte da Gesù, le quali, se fossero scritte una ad una, credo che il mondo non potrebbe contenere i libri che si dovrebbero scrivere”, dice Giovanni. A parte l’iperbole, in verità vi dico che se si fossero dovute scrivere tutte le mie singole azioni, tutte le mie lezioni particolari, le mie penitenze e orazioni per salvare un’anima, sarebbero occorse le sale di una delle vostre biblioteche, e una delle maggiori, per contenere i libri parlanti di Me. E anche in verità vi dico che sarebbe molto più utile per voi dare al rogo tanta inutile scienza polverosa e velenosa per far posto ai miei libri, che sapere così poco di Me e adorare così tanto quella stampa quasi sempre sporca di libidine o di eresia.
  4. Restituire nella loro verità le figure del Figlio dell’Uomo e di Maria, veri figli di Adamo per la carne e il sangue, ma di un Adamo innocente. Come noi, così dovevano essere i figli dell’Uomo, se il Progenitore e la Progenitrice non avessero avvilito la loro perfetta umanità – nel senso di uomo, ossia di creatura nella quale è la duplice natura spirituale, a immagine e somiglianza di Dio, e la natura materiale – come voi sapete che hanno fatto. Sensi perfetti, ossia sottomessi alla ragione pur nella loro grande acutezza. Nei sensi includo quelli morali insieme a quelli corporali. Amore completo e perfetto perciò, e per lo sposo al quale non la stringe sensualità, ma soltanto vincolo di spirituale amore, e per il Figlio. Amatissimo. Amato con tutta la perfezione di una perfetta donna per la creatura nata da lei. Così avrebbe dovuto amare Eva: come Maria, ossia non per quello che di godimento carnale era il figlio, ma perché quel figlio era figlio del Creatore e ubbidienza compiuta al suo comando di moltiplicare la specie umana. E amato con tutto l’ardore di una perfetta credente, che sa quel suo Figlio non figuratamente ma realmente: Figlio di Dio. A coloro che giudicano troppo amoroso l’amor di Maria per Gesù dico di considerare chi era Maria: la Donna senza peccato e perciò senza tare alla sua carità verso Dio, verso i parenti, verso lo sposo, verso il Figlio, verso il prossimo; di considerare cosa vedeva la Madre in Me oltre che vedere il Figlio del suo seno; e infine di considerare la nazionalità di Maria. Razza ebrea, razza orientale, e tempi molto lontani dagli attuali. Perciò, da questi elementi scaturisce la spiegazione di certe amplificazioni verbali di amore che a voi possono parere esagerate. Stile fiorito e pomposo anche nel parlare comune, lo stile orientale ed ebraico. Tutti gli scritti di quel tempo e di quella razza ne sono un documento, né il volger dei secoli ha molto mutato lo stile d’oriente. Pretendereste che, perché voi, venti secoli dopo e quando la perversità della vita ha ucciso tanto amore, dovete esaminare queste pagine, Io vi dessi una Maria di Nazaret quale è la donna arida e superficiale del vostro tempo? Maria è ciò che è, e non si muta la dolce, pura, amorosa Fanciulla d’Israele, Sposa di Dio, Madre verginale di Dio, in una eccessivamente, morbosamente esaltata, o in una glacialmente egoista donna del vostro secolo. A coloro che giudicano troppo amoroso l’amor di Gesù per Maria dico di considerare che in Gesù era Dio e che Dio uno e trino prendeva i suoi conforti amando Maria, Colei che lo ripagava del dolore di tutta la razza umana, il mezzo perché Dio potesse tornare a gloriarsi della sua Creazione che dà cittadini ai suoi Cieli. E considerino infine che ogni amore diventa colpevole quando, e soltanto, quando disordina, ossia quando va contro la volontà di Dio e il dovere da compiere. Ora considerate: l’amore di Maria ha fatto questo? Il mio amore ha fatto questo? Mi ha Ella trattenuto, per egoistico amore, dal compiere tutta la volontà di Dio? Per un disordinato amore per mia Madre ho rinnegato forse la mia missione? No. L’uno e l’altro amore hanno avuto un solo desiderio: che si compisse la volontà di Dio per la salute del mondo. E la Madre ha detto tutti gli addii al Figlio, e il Figlio ha detto tutti gli addii alla Madre, consegnando il Figlio alla croce del magistero pubblico e alla croce del Calvario, consegnando la Madre alla solitudine e allo strazio, perché fosse Corredentrice, senza tenere conto dell’umanità nostra che si sentiva lacerare e del nostro cuore che si spezzava nel dolore. È questo debolezza? Sentimentalismo? È amor perfetto, o uomini che non sapete amare e non comprendete più l’amore e le sue voci! E ancora quest’Opera ha scopo di illuminare dei punti che un complesso di circostanze hanno coperto di tenebre e formano così zone oscure nella luminosità del quadro evangelico e punti che sembrano di frattura, e non sono che punti oscurati, fra l’uno e l’altro episodio, punti indecifrabili e che nel poter decifrarli sta la chiave per comprendere esattamente certe situazioni che si erano create e certe maniere forti che avevo dovuto avere, così in contrasto con le mie esortazioni continue al perdono, alla mitezza e umiltà, certi irrigidimenti verso i tenaci, inconvertibili avversari. Ricordate tutti che, dopo avere usato tutta la misericordia, Dio, per onore di Sé stesso, sa anche dire “Basta” a coloro che, perché è buono, credono lecito di abusare della sua longanimità e tentarlo. Dio non si irride. È parola antica e sapiente.
  5. Conoscere esattamente la complessità e durata della mia lunga passione, la quale culmina nella Passione cruenta compiuta in poche ore, che mi aveva consumato in un tormento quotidiano durato lustri e lustri, e andato sempre crescendo, e con la mia la passione della Madre alla quale la spada del dolore trafisse il cuore per un tempo uguale. E spingervi, per questa conoscenza, ad amarci di più.
  6. Dimostrare il potere della mia Parola e gli effetti diversi della stessa a seconda che chi la riceveva apparteneva alla schiera degli uomini di buona volontà, o a quella di coloro che avevano una volontà sensuale che non è mai retta. Gli apostoli e Giuda. Ecco i due esempi opposti. I primi, imperfettissimi, rozzi, ignoranti, violenti, ma con buona volontà. Giuda, dotto più della maggioranza di essi, raffinato dalla vita nella capitale e nel Tempio, ma di mala volontà. Osservate l’evoluzione nel Bene dei primi, la loro ascesa. Osservate l’evoluzione del secondo nel Male e la sua discesa. Osservino questa evoluzione nella perfezione degli undici buoni soprattutto coloro che per un difetto visivo mentale sono usi a snaturare la realtà dei santi, facendo dell’uomo che raggiunge la santità con dura, durissima lotta contro le forze pesanti e oscure, un essere innaturale senza fomiti e fremiti, e perciò senza meriti. Perché il merito viene proprio dalla vittoria sulle passioni disordinate e le tentazioni, raggiunta per amore di Dio e per conseguire il fine ultimo: godere di Dio in eterno. Lo osservino coloro che pretendono che il miracolo della conversione debba venire solo da Dio. Dio dà i mezzi per convertirsi, ma non violenta la volontà dell’uomo, e se l’uomo non vuole convertirsi, inutilmente ha ciò che ad altro serve alla conversione. Considerino, coloro che esaminano, i molteplici effetti della mia Parola, non soltanto sull’uomo umano, ma anche sull’uomo spirituale. Non soltanto sull’uomo spirituale, ma anche sull’uomo umano. La mia Parola, accolta con buona volontà, trasforma l’uno e l’altro portando a perfezione esterna e interna. Gli apostoli, che per la loro ignoranza e la mia umiltà trattavano il Figlio dell’Uomo con confidenza eccessiva – un buon maestro fra loro, nulla più, un maestro umile e paziente col quale era lecito prendersi delle libertà talora eccessive; ma non era irriverenza la loro: era ignoranza, e va scusata – gli apostoli, rissosi fra loro, egoisti, gelosi nel loro amore e del mio amore, impazienti con il popolo, un poco orgogliosi di essere “gli apostoli”, ansiosi dello stupefacente che li addita alle folle come dotati di un potere straordinario, lentamente ma continuamente si trasformano in uomini nuovi, dominando prima le loro passioni per imitare Me e far contento Me, poscia, sempre più conoscendo il mio vero Io, mutando modi e amore sino a vedermi, amarmi e trattarmi come Signore divino. Sono forse, al termine della mia vita sulla Terra, ancora i compagni superficiali e allegri dei primi tempi? Sono, soprattutto dopo la Risurrezione, gli amici che trattano il Figlio dell’Uomo da Amico? No. Sono i ministri del Re, prima. Sono i sacerdoti di Dio, dopo. Tutti diversi, trasformati completamente. Considerino questo coloro che troveranno forte e giudicheranno innaturale la natura degli apostoli, che era quale è descritta. Io non ero un dottore difficile e un re superbo, non ero un maestro che giudica indegni di lui gli altri uomini. Ho saputo compatire. Ho voluto formare prendendo materie grezze, empire di perfezioni d’ogni specie vasi vuoti, dimostrare che Dio può tutto, e da una selce trarre un figlio d’Abramo, un figlio di Dio, e da un nulla un maestro, e confondere i maestri boriosi della loro scienza che molto sovente ha perduto il profumo della mia.
  7. Infine: farvi conoscere il mistero di Giuda, quel mistero che è la caduta di uno spirito che Dio aveva beneficato straordinariamente. Un mistero che in verità si ripete troppo sovente e che è la ferita che duole nel Cuore del vostro Gesù. Farvi conoscere come si cade mutandosi da servi e figli di Dio in demoni e deicidi che uccidono il Dio in loro coll’uccidere la Grazia, per impedirvi di mettere il piede sui sentieri dai quali si cade nell’Abisso, e per insegnarvi come usare per vedere di trattenere gli agnelli imprudenti che si spingono verso l’abisso. Applicate il vostro intelletto e studiare l’orrenda e pur comune figura di Giuda, complesso in cui si agitano serpentini tutti i vizi capitali che voi trovate e avete da combattere in questo o in quello. È la lezione che dovete maggiormente imparare, perché sarà quella che vi è più utile nel vostro ministero di maestri di spirito e direttori d’anime. Quanti mai, in ogni stato della vita, imitano Giuda dandosi a Satana e incontrando la morte eterna!

(Maria Valtorta –L’evangelo come mi è stato rivelato X, 652)

I veggenti di Medjugorje sono un patrimonio dell’umanità

Su di loro incombono pericoli inimmaginabili

Carissimo padre Livio a proposito del fatto da lei sollevato poco tempo fa sul fatto che i veggenti non fanno più testimonianza. Su un libricino acquistato qualche anno fa a Medjugorje nel quale ci sono i messaggi dal 1 Marzo 1984 , li trovo bellissimi, si sente l’amore della Mamma che guida e accompagna. Mi ha fatto molto piacere nel leggere quello del 28 giugno1985

“Cari figli, oggi vi affido un messaggio con cui desidero invitarvi all’ umiltà. In questi giorni avete sperimentato una grande gioia per tutte le persone che sono giunte e con amore avete raccontato le vostre esperienze. Ora vi invito a continuare nell’ umiltà e a parlare con cuore a tutti coloro  che arrivano. Grazie per avere risposto alla mia chiamata !”

Per me è sempre stato molto utile ascoltare le testimonianze dei veggenti negli anni scorsi e non sentirli più andando a Medjugorje manca qualcosa di importante.

Camilla da Padova

Grazie padre per tutto !!!


Cara Camilla,

la storia di Medjugorje sarebbe incomprensibile senza i sei veggenti che in tutti questi anni sono stati i testimoni fedeli della Gospa lì a Medjugorje e in tante parti del mondo dove sono stati chiamati.

 La loro testimonianza in un tempo così lungo, la loro coerenza e la loro concordia danno alle apparizioni di Medjugorje una credibilità che nessun altra apparizione potrebbe vantare.

I veggenti sono coloro che vedono la Madonna, che la descrivono tutti nel medesimo modo, che ne ricevono i messaggi di altissimo profilo spirituale, senza errori e senza contraddizioni.

Sono perciò le persone chiave, che la Madonna ha scelto e ha protetto da innumerevoli insidie in un arco di tempo incredibilmente lungo.

La loro presenza e la loro testimonianza sarà determinante nel tempo dei segreti che coinvolgono non solo Mirjana, ma ognuno di loro.

Non c’è da meravigliarsi se gli strali del nemico sono rivolti un modo speciale verso i sei veggenti di Medjugorje. Noi non possiamo neppure immaginare quanto fastidio diano all’impero delle tenebre.

Ho pubblicato ieri la notizia che Hitler aveva dato ordine di rapire la piccola Adelaide Roncalli, la veggente di Ghiaie di Bonate,  ritenuta da lui pericolosa per le notizie che aveva dato sulla fine della guerra.

Su dei ragazzi, ora in età matura, depositari di segreti riguardanti la Chiesa e il mondo, gravano pericoli inimmaginabili e questa spiega le pressioni oscure e mai sopite di mettere fine alle apparizioni di Medjugorje.

Questa strada però precipiterebbe l’umanità in fondo all’abisso. In ogni caso Dio non la permetterà e la Madonna realizzerà pienamente i suoi piani di salvezza per la Chiesa e per il mondo.

Per questo speriamo e preghiamo perché queste persone, così speciali e così determinanti nei piani di Dio, possano, fino al termine della loro missione, testimoniare liberamente ed efficacemente la speranza della quale sono i messaggeri.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Nel tempo dei segreti i soldati abbandoneranno le armi e incominceranno a pregare

Carissimo Padre Livio,

Lei ha ragione a spiegarci tutto quello che la Madonna ha detto riguardo ai segreti perché, in una fase di caos globale come quello che stiamo vivendo, il fatto che la Madonna abbia in mano la situazione,  come dimostra la loro rivelazione tre giorni prima, dà molta speranza alla gente che diversamente cadrebbe nella disperazione.

Supponiamo, caro Padre, che il luogo degli eventi sia  in Europa, dove ci sarà anche il segno di Dio sulla collina. Lei non crede che questo scenario nel quale il Cielo si manifesta con potenza e gloria mai viste, alla fine indurrà i popoli che si combattono ad abbandonare la guerra  e a fraternizzare fra loro?

Io caro Padre credo in questo miracolo di Maria ed è per questo che guardo al futuro con speranza.

Sono forse troppo ottimista? Lei che ne pensa?

Ave Maria

Virgilio da Mestre


Caro Virgilio,

la tua intuizione è sorprendente ma potrebbe davvero verificarsi. Non vi è dubbio infatti che la Madonna abbia un suo piano di salvezza, che si realizzerà con la forza irresistibile di Dio. Al riguardo è stata chiara: “Dio vi ama e manda me per salvare voi e la terra sulla quale vivete.”

Tuttavia satana non demorderà e la disgregazione dell’impero delle tenebre  avverrà gradualmente ma inesorabilmente. Satana e i suoi non potranno distruggere se non ciò che Dio permetterà.

 Dovremo essere forti nella fede per aiutare la gente che aprirà gli occhi  a trovare rifugio sotto il manto di Maria.

Per chi si affida alla Madonna il tempo dei segreti non sarà un’esperienza di  paura ma di grazia e di liberazione.

Ave Maria

Padre Livio

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