"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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La sorte di chi sceglie  il  funerale laico

Caro Padre  Livio,

sono andato a vedere  l’elenco di personaggi pubblici che hanno  lasciato  scritto nel  loro testamento di volere  il funerale cosiddetto laico al posto di quello religioso.

Alcune  erano sicuramente  persone per  bene e persino amiche della Chiesa.  Un nome  per  tutti quello di Montanelli.

Mi chiedo quale  sarà  la sorte  eterna di queste  anime che, pur avendo avuto la  possibilità,  non hanno riconosciuto l’esistenza di Dio fino al  termine della loro vita.

Lei che  cosa  ne  pensa  al  riguardo?  Possiamo sperare di ritrovare almeno qualcuno di loro in paradiso?

Marcello da Treviso

Caro Marcello,

personalmente  ci vado molto piano nel giudicare queste situazioni interiori che solo Dio conosce. Non basta il tipo di funerale, religioso o laico,  per conoscere gli orientamenti spirituali di una persona.

Se  un cuore rifiuta Dio fino all’ultimo istante si perde eternamente.

Dio offre  il suo perdono a tutti i suoi figli, ma non tutti lo vogliono.

Non c’è salvezza  per chi odia Dio,  lo insulta e lo combatte.

Tuttavia tante  persone, pur  non credendo in  Dio,  non  sono in questa situazione di impenitenza.

Se c’è qualche piccola apertura  nel  loro cuore la grazia li raggiunge.

Per questo la Madonna ci invita  a  pregare  per quelli che non  conoscono l’amore di Dio

Ave Maria 

Padre  Livio

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I MOMENTI PIU’ DIFFICILI DEL CAMMINO SPIRITUALE

Carissimo P. Livio,

La domanda della sig.ra di Padova che riguarda le difficoltà del cammino spirituale è molto profonda e sollecita una importante riflessione, che con molta umiltà mi sento di condividere con Lei.

Nonostante io sia cresciuta in una famiglia di buoni cattolici, la mia conversione vera (cioè l’Incontro con Cristo) ha un inizio ben preciso (dovuto alla Grazia ) e certamente non una fine, finché sarò su questa terra. Ritengo che Satana operi costantemente per riportarci lontani da Gesù e  che solo la perseveranza nella preghiera, nei Sacramenti e la protezione di Maria ci possano preservare dall’abisso. Senza dubbio nel primo periodo della Decisione il maligno prova tutte le strategie per farci desistere; successivamente comunque la lotta spirituale si svolge nelle situazioni quotidiane ed è continua. Infine, leggendo le vite di diversi Santi, possiamo aspettarci un attacco finale nel momento del trapasso. Quindi confidiamo sempre nella Grazia e nella nostra Madre Celeste, nonché nella preghiera reciproca.

Dio la benedica per la Sua instancabile evangelizzazione e cura paterna delle anime e stiamo uniti nella preghiera.

Un caro saluto.

Chiara

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Caro padre Livio,

anche per l’apertura di questo blog, lei è stato guidato dalla Mamma Celeste, perché Lei sa che ne avevamo bisogno e per me che la seguo da sempre, fin da quando i nostri capelli erano di un altro colore, radio Maria è stata un’ amica sempre là a sostenermi e da sostenere.

Sono grato a Maria la nostra Mamma per tutto e per ogni lettera pubblicata avrei da aggiungere ogni esperienza fatta per quello che chiamiamo il nostro personale cammino spirituale come giustamente detto da te alla sorella Nicoletta.

A lei voglio dire che x me il calvario e la notte oscura non si è mai concluso e per ogni periodo il libro di qualche santo che stavo leggendo era quello in cui trovavo e trovo forza e risposta perché razionalmente è paradossalmente non è spiegabile, ma alla fine di ogni salita è spiegato tutto perché la visione cambia e la risposta è certa.

Grazie mille a tutti voi che continuate anche attraverso questo blog a darmi forza , anzi a prendere forza anche da chi non c’è più come una nonnina di nome  Angelina che aveva fatto di radio Maria il suo bastone, fino a non sentire alto bisogno se non quello della preghiera, notte e giorno. Aveva tolto dalla sua vita ogni cosa superflua, compreso il televisione.

Sostenitrice in vita come tifosa ora in cielo.

Ecco padre Livio, radio Maria è questa e lei come San Paolo, apostolo di questi tempi,  ne è rimasto folgorato.

Uniti tutti con la Mamma Celeste, pregate x me come io x voi.

Laura un’infermiera quasi in pensione in tempi di COVID e non solo. 

Laura

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Buon giorno caro padre Livio,

la ringrazio per tutto quello che fa per noi tramite Radio Maria, vorrei rispondere a Nicoletta di Padova sulla domanda quale è Il momento più  difficile del cammino spirituale. Io chiaramente rispondo secondo la mia esperienza del mio cammino di conversione. Secondo me ci sono tre fasi nel cammino di conversione, nel cammino di santità. Nella mia vita la prima fase è stata quando mi sono convertito quando ho incontrato Gesù , in quegli anni la mia vita cambiò radicalmente e iniziai a seguire Gesù ( attraverso i sacramenti). La seconda fase è stata ancora più bella e più profonda della prima perché  col tempo più mi sono unito a Gesù e più Lui mi ha fatto conoscere il Suo Amore e la Sua Infinita Misericordia. La terza fase è quella che sto vivendo adesso, e terminerà alla fine della mia vita. in quest’ultima fase Gesù mi chiede di seguirlo sulla Croce, per poter risorgere con Lui. Infondo tutti dobbiamo morire prima o poi, ma fare una morte Santa non è così semplice. Anche i discepoli hanno fatto questo percorso e in particolare San Pietro quando si trovò a dover scegliere tra il martirio, nel seguire il suo Maestro, e la libertà nel voler continuare a vivere, il suo amor proprio gli fece rinnegare Gesù per ben tre volte ( anche se più tardi accetterà il martirio con tutto il cuore). Anch’ io quando mi trovo davanti alla sofferenza che dovrei accettare con gioia per amore di Gesù , faccio dei passi indietro  e il mio amor proprio prende il sopravvento. Qui il demonio ha ruolo dominante, perché alla mia debolezza e fragilità si aggiunge la tentazione che mi spinge a non portare la mia croce, ma Gesù ha detto chi non prende la sua croce e mi segue non può essere mio discepolo. Per questo secondo me è questo il momento più difficile nel cammino spirituale di santità.

Grazie padre Livio

Gianni da Bari

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Carissimo Padre Livio.

Questa volta le scriverò cose che forse lei non sarà in grado di comprendere, tanto diversa è la sua vicenda esistenziale rispetto alla mia.

Rispondo infatti alla domanda non in teoria ma esclusivamente alla luce della mia esperienza.

Non si tratta per me di un singolo passo ma del cuore della mia esperienza cristiana, della lotta quotidiana che ancora oggi, a 59 anni, VOGLIO affrontare.

La lotta affinché perfino la mia vita cristiana NON diventi questione di giudizi e di sforzi miei.

Sforzi per fare cose sante ma con le mie forze:  pregare, fare la carità, rispondere continuamente alle infinite richieste e pretese, spesso fittizie, del mondo in cui mi trovo a vivere.

La mia lotta è nell’apertura a Cristo, SOPRATTUTTO ALLE RICHIESTE DELLA SUA VITA IN ME (vita soprannaturale, l’unica a cui tengo), LE UNICHE CHE SONO PER IL BENE MIO E DEL MONDO.

E la sua vita in me viene alimentata dalla comunione e dalla confessione.

Il resto verrà, come per i passeri del cielo, i gigli del campo e i capelli del mio capo.

Gesù, in TUTTA LA SUA VITA TERRENA, non ha affrontato con le proprie forze (che erano quelli di Vero Uomo e di Vero Dio, onnipotente!) NESSUNO dei problemi che il suo tempo, visto con gli occhi umani e di satana, avrebbe richiesto: la liberazione dai romani, la condizione della donna, il problema degli orfani e delle vedove, il problema dei pubblicani mafiosi, il problema dei lebbrosi cacciati dalle comunità e lasciati morire soli di fame e di stenti, ecc. ecc.

Gesù salvava e redimeva il singolo che incontrava sul suo cammino.

Gesù preparava la sua permanenza nella storia attraverso la sua Chiesa e la Madre Sua e della Chiesa, Maria Santissima.

Gesù si lasciava condurre dal Padre verso il compimento della propria missione nella Croce e Risurrezione.

Gesù annunciava il periodo apocalittico e la Sua seconda e definitiva venuta.

Ecco il punto nodale oggi della mia vita cristiana: essere come Gesù e lasciarmi liberare dai miliardi di futili ricatti a fare fare fare del mondo e di satana che ci tritano continuamente.

Guido (Torino)

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Caro Padre Livio, per me è chiaro dopo i nostri 38 anni di matrimonio più 6 di fidanzamento, se così si può chiamare dato che siamo stati contrastati in tutti quegli anni dai miei genitori finché non ho detto loro che ci saremmo sposati nel giro di qualche mese, che il demonio tenta proprio lì, dentro la vocazione. Ancora mi arrabbio al pensiero dei miei genitori così inutilmente agguerriti contro di me figlia unica. La vocazione che ci ha permesso di fare il passo decisivo era chiarissima. Proprio all’interno di questa meravigliosa vocazione aperta alla vita il demonio si è scatenato contro Dio e contro di noi. Dopo la nascita del quarto figlio siamo stati allarmati dai medici. L’anno dopo si è scoperto che non solo questo bambino, ma anche il terzo che aveva 5 anni, erano ammalati di distrofia muscolare di Duchenne, malattia di cui non conoscevo nulla, degenerativa e senza speranza per questi 2 bambini. Un colpo terribile. Io avevo desiderato dar loro la vita ed io ero la causa della loro morte, cioè il danno genetico proveniva da me e non dal papà. Credevo di non uscirne più. Poi mio marito, gli amici, la costanza nei sacramenti, gli altri 2 figli, le preghiere continue di tutti quelli che ho avuto la grazia di conoscere, il grande lavoro con una psicologa, mi hanno fatto alzare lo sguardo e ho imparato a godere della vita di questi 2 ultimi bambini che, contro ogni previsione, sono ancora vivi. In questa fase durata circa 15 anni la mia fede è aumentata, così come la preghiera specialmente recitando la coroncina della misericordia che mi ha fatto intravedere lo scopo della sofferenza. Un giorno, so bene quale fosse,  ho detto al Signore che ero pronta, che poteva fare di me ciò che voleva. Il giorno dopo è morto il nostro figlio maggiore mentre tornava in moto dal lavoro. Un dolore atroce. Lui era lui e come lui nessuno! Ancora una volta la nostra vocazione alla maternità e paternità era colpita. Qui il demonio aveva colpito in modo devastante. Tutti presi da un profondo lutto: noi, i fratelli malati, la sorella che si apriva alla vita, i nonni, gli amici, i suoi amici! Al funerale c’erano 3 mila persone nel cortile dell’oratorio. Non sono bastate per tutti le 2500 ostie consacrate. Siamo stati colpiti da tale grande partecipazione. Lui aveva intorno a  sé una grande quantità di persone che lo amavano e tuttora sono con noi, sono diventati i nostri giovani amici. Sono passati quasi 7 anni e il dolore permane, forse è più grave che all’inizio. Il demonio tenta e colpisce dentro la propria vocazione e non ci si può lasciare andare. Bisogna continuare a chiedere al Signore di poter essere fedeli a questa nostra vocazione così chiara anche se il Signore permette che l’oggetto della vocazione scompaia alla vista umana. Il demonio colpisce dove gli è concesso da Dio. Per noi le atroci prove sono date per confermare la fede ed il desiderio di essere suoi al di là di ciò che succede continuando ad amarLo sopra ogni cosa, perfino oltre e più dei figli, oggetto del nostro più tenero amore. Significa che dobbiamo riservare a Cristo questo tenero amore… grazie padre Livio per la tua tenacia di amare la Trinità sopra ogni cosa, perfino sopra Radio Maria che è la tua vocazione!

Luciana di Limbiate 

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Caro padre Livio, ho letto la lettera di Nicoletta da Padova, per me il momento più difficile nel mantenere salda la mia fede è stato da quando mia figlia è successivamente mia moglie hanno perso la loro, purtroppo lo è tuttora. 

Quando dopo la malattia di mio padre ho sentito un forte impulso nell’approfondire la mia preghiera, ed ho capito quanto Gesù mi era vicino e Maria una Madre dolcissima, non ho più potuto sottrarmi al Suo Amore. 

Nello stesso periodo ho scoperto Mediugorie, con i suoi messaggi e radio Maria che mi ha saputo accompagnare passo dopo passo, sono diventato accolito, riscoprendo il Mistero Grande dell’Eucaristia, ancora oggi mi emoziono quando guardo quelle mani aperte che accolgono Gesù. 

Ed è proprio qui che allo stesso tempo provo un dolore grande perché le anime a me più care non vogliono riceverlo, sono i chiodi della croce di Cristo che trafiggono la mia anima ad ogni Santa Messa perché loro non ci sono. 

Allora nell’Eucaristia mi unisco spiritualme anche a quelle anime a me care invocando la Sua Misericordia. 

Credo che quando si ama veramente Gesù non si può non pensare per chi non lo ama più, per chi vive nell’indifferenza, sapesse padre Livio quanto fa male sentire le ammonizioni di Maria ed avere chi ami che non ne vuole sapere. 

Ogni giorno, per me è ripercorre la via del calvario, ma è anche dono perché si che Gesù è Misericordia. 

Un caro saluto ed abbraccio e non dimentichiamoci mai di pregare per chi ha abbandonato Gesù. 

Siano lodati Gesù e Maria 

Stefano 

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Il momento più  difficile del cammino spirituale

Caro Padre  Livio,

grazie per questo dialogo che ha aperto con gli ascoltatori sul Blog. E’ molto utile e ci fa crescere soprattutto spiritualmente.

Io vorrei introdurre  una tematica di vita  spirituale, visto che  Lei ha scritto molti libri al riguardo.  Io personalmente  ho letto e riletto il Falsario e il  Desiderio di Dio per  citarne alcuni.

Vorrei farle una domanda che mi interessa  personalmente. Secondo la sua esperienza di vita qual è la difficoltà  più  grande  che uno incontro nel suo cammino di santità?

Alcuni Maestri parlano di  periodi di grande  aridità  spirituale,  altri di tenebre  interiori fino a sentirsi abbandonati da  Dio, altri di tentazioni prolungate  e terrificanti.

Secondo Lei qual è il  momento nel quale il demonio scatena tutta  la sua forza  per impedire  il   nostro cammino?

Grazie  per  la sua risposta.

Nicoletta  di Padova

Cara  Nicoletta,

il  cammino spirituale  è  molto personale e  ognuno lo  vive in un modo assolutamente unico. Lo sappiamo in particolare  dalla vita dei santi.

A mio avviso il  momento del Getzemani, quello nel quale si suda sangue, è  quando si deve decidere  la conversione.

Si tratta  di  una decisione  con  la quale tagliare i  legami del peccato,  lasciando il  mondo con  le sue  seduzioni,  rinunciando ai nostri vizi e  dando inizio a una vita  nuova.

E’ una decisione che  ognuno coltiva in cuor suo con  l’aiuto della  grazia,  ma alla  quale  il demonio si oppone con tutte   le sue forze.

Il demonio ti assale da  ogni parte e  cerca  di demolirti psicologicamente  come ci  racconta  S.  Ignazio di Loyola.

“Come farai a vivere  il resto della tua vita  senza i piaceri di cui hai goduto fino ad  ora?” gli sibilava  l’astuta serpe.

Quello è veramente  il momento dell’angoscia e  del sudore  di sangue.

Se arretri il demonio ti incatena  più fortemente  di prima e  rischi  di perderti eternamente.

Ma se  decidi per Gesù,  si apre davanti a  te una prospettiva  di vita  luminosa   che mai avresti immaginato.

Ave Maria

Padre  Livio

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Cadranno le  squame dagli occhi?

Caro  Padre Livio,

sono ascoltare di oltre  25 anni di Radio Maria e anche un abituale sostenitore.

Credo veramente che questa  Radio, come dice Mirjana nella sua  intervista,  è stata  voluta  dal Signore.

Vedo però  che  la  fede sta  sempre  più scomparendo e  mi chiedo che cosa rimarrà di essa fra qualche  anno.

Nel frattempo la situazione del mondo è esplosiva  a causa dell’imperversare dell’odio e della prepotenza.

Mi chiedo come farà la  Madonna a  ribaltare  la  situazione col piccolo gruppo di quelli che la  seguono.

Vedo  che molte  persone, quando  parlo loro di Medjugorje, rimangono perplesse.

Direi che  non credono che Dio possa  intervenire  nella storia umana

Lei pensa che accadrà qualcosa che  riesca a  scuotere  il  mondo e anche la  Chiesa?

Lorenzo di Pistoia

Caro Lorenzo,

Chi ha la grazia di rispondere  alla chiamata di Maria deve  avere uno sguardo sereno sul futuro.

La  presenza quotidiana  della  Madonna fino al trionfo del  suo Cuore Immacolato  è un certezza che non  deve  mai venire meno.

Per  il resto  non temiamo:  la  Madonna ha un  piano di salvezza  che si realizzerà.

Nel tempo  dei segreti  ognuno dovrà  decidere da   che  parte  stare.

E’ come  se il mondo   e  ogni singolo uomo fossero  chiamati in  giudizio

Credo che  a  partire dal  terzo segreto gli occhi della  Chiesa  e dell’umanità, volenti o nolenti,  si rivolgeranno verso Medjugorje.

Coraggio. Pensiamo a  prepararci spiritualmente.

Andiamo incontro a  un tempo in cui vedremo la gloria di Dio e  la sconfitta del  male.

Gli eventi stessi scuoteranno dal  sonno e faranno cadere  a  molti  le  squame dagli occhi.

Ave  Maria

Padre  Livio

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Il Futuro sarà   migliore

Caro Padre  Livio,

 innanzi tutto grazie per  il suo impegno,  quello di Roberta e  di tutta  la squadra di Radio Maria. E una grazia straordinaria questa voce dell’etere che diffonde luce e  pace  in  momenti  così agitati.

Lei stesso ha sottolineato che  nei messaggi di Luglio e di Agosto la Madonna ha voluto rasserenarci invitandoci a costruire con  Lei un  futuro migliore.

Dobbiamo pensare che il  peggio   è passato e che sia  possibile evitare  la catastrofe  di una guerra che potrebbe allargarsi proprio qui nel  nostro continente?

Come  vede   lei l’evolversi della  situazione? C’è speranza  di un   miglioramento?

Grazie  per aver  aperto col suo  Blog la  possibilità  di dialogare  con Lei.

Dio la benedica e la conservi in buona salute

Patrizia di Milano

Cara  Patrizia,

La  Madonna  ci invita alla forte  fede, alla speranza  e  al   coraggio.

A ciò  aggiungiamo il  rosario quotidiano per  la pace.

Questo è  il  nostro compito,  mentre  il  Suo  è quello di intercedere presso suo Figlio Gesù, il Re della   pace.

Il  futuro è  Dio ci ha detto la Madonna   e  sarà  per  l’umanità   un tempo di conversione e  di liberazione.

La  prospettiva  finale  sarà  un tempo di primavera  come mai c’è stato  prima.

Non  dobbiamo avere  paura di nulla  perché, come dice  Mirjana,  abbiamo Dio come Padre e   la  Madonna  come Madre.

Viviamo  giorno per  giorno con serenità, pregando e facendo il bene.

Più andiamo avanti e più  vedremo la luce di Dio  che  illumina  il  mondo.

Ave  Maria

 Padre  Livio

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Giovane sposa

Caro Padre Livio, 

sono una giovane ragazza e volevo innanzitutto ringraziarla per l’opera meravigliosa che ogni giorno porta avanti assieme al Cielo per tutti noi. 

Questa mattina ho ascoltato le sue parole sui Sacramenti e, in particolar modo, sul Matrimonio. Volevo dare, soprattutto ai giovani, la mia testimonianza di giovane sposa. 

Nonostante il timore, il covid, la guerra io e mio marito non ci siamo fatti vincere dalle voci di tutti coloro che ci dicevano di rimandare o di non farlo, che ci proponevano la convivenza come la strada più semplice e veloce.

 Abbiamo dato ascolto invece alla voce di Dio che ci chiamava all’Amore grande e gratuito, al per sempre. E’ meraviglioso perché il Cielo ripaga sempre i nostri SI di fede e fiducia con una tale Grazia che ogni volta ci spiazza. 

Fidatevi di costruire la vostra famiglia sulla roccia dell’amore di Dio e sarà uno spettacolo quotidiano!!! 

Con affetto, Cristina. 

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I critici di  Radio Maria

Caro Padre  Livio,

grazie per  la sua  presenza durante questa estate.  Anch’io quando ero in ferie ho potuto seguire sia  la Radio che il Blog.

Da tempo volevo farle una domanda personale,  ma che però riguarda Radio Maria.

Ormai sono passati 35 anni dall’inizio ufficiale di Radio Maria e  mi chiedo come abbia  potuto crescere  ininterrottamente senza  momenti di crisi, fino ad essere  uno dei  mass-  media cattolici più presenti nel mondo.

Sappiamo di molti attacchi e  di molte critiche  venute dai giornaloni ma non di rado anche da  uomini di Chiesa.

La sua  persona è  molto amata,  ma anche molto avversata.

Eppure  Lei è  eternamente  sorridente e sempre al suo posto  ogni giorno. 

Possibile che non le  sia  mai venuta la  voglia,  mi perdoni l’espressione,  di mandare  tutti a quel paese e di godersi un po’ di vita normale?

Mia  moglie dice che non lo farò  mai.

 Che Dio la benedica e la conservi a  lungo fra noi.

Ludovico di Lodi

Caro Ludovico

Sua  moglie ha perfettamente ragione. Radio Maria è un  progetto di Maria e va portato avanti a qualunque costo.

Il cammino dalle origini fino ad oggi è stato gratificante ma  molto tribolato.

Il diavolo le ha  provate tutte per impadronirsi della Radio della Regina della pace, ma è rimasto sempre scornato.

Più  che i nemici esterni sono stati quelli interni ad appostarsi come serpi pronte a  mordere.

Però la Madonna ha schiacciato le teste una ad una quando meno se  l’aspettavano.

La  stirpe di Giuda purtroppo è  molto prolifica fino ad oggi.

Ma la Madonna tiene  molto alla sua Radio e la protegge  come  la  pupilla dei suoi occhi.

Ave Maria

Padre  Livio

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LA VISIONE DELLA SERVA DI DIO LUISA  PICCARRETA:

La Madonna preserva dai flagelli i suoi devoti

buongiorno Padre Livio.

Mi collego alla lettera di Elisabeth sul blog del 27/08, dove questa signora cita quanto detta da Luisa Piccarreta sulla crisi della Chiesa.

Le premetto che la Divina Volonta’, di cui so che tramite un Padre e’ approdata su Radio Maria con una rubrica gli l’ultimi mercoledi’ di ogni mese, sara’ la spiritualita’ dei tempi futuri.

 Gesu’ in tutta l’opera di Luisa ne parla e desidera che sia conosciuta e praticata; verra’ un giorno in cui Essa regnera’ inTerra, come gia’ ora regna in Cielo, e gia’ noi lo chiediamo col Padre Nostro.

 Vivere di DV vuol dire fare Vita Divina gia’ qui, e’ molto di piu’ di vivere una vita da convertiti, rispettosa dei Comandamenti, perche’ vivendo cosi’ noi possiamo comunque fare la Volonta’ di Dio, ma sentire delle ferite, dei pesi, delle oppressioni, fare delle cose piu’ per dovere / necessita’ che per amore.

 Invece nella DV tutto e’ puro amore, non si sentono pesi, oppressioni, nemmeno nelle croci; viviamo qui sulla Terra con atteggiamenti di Cielo nelle parole, nei gesti, nei pensieri, in tutto, il primo moto che ci muove, anche negli atti piu’ piccoli, viene da Dio, non e’ umano…. 

Ora Le riporto cosa c’e’ scritto nella parte che ho messo in oggetto a proposito del ruolo della Madonna, dove io individuo benissimo che ci si riferisce al tempo dei segreti:

scrive Luisa

…il mio caro Gesu’ mi faceva vedere coi fatti che la Sovrana Regina scendeva dal Cielo con una maesta’ indicibile, e una tenerezza tutta materna, e girava in mezzo alle creature in tutte le nazioni e segnava i suoi cari figli e quelli che non dovevano essere toccati dai flagelli, chiunque toccava la mia Mamma Celeste, i flagelli non avevano potere di toccare le creature. Il dolce Gesu’ Le dava il diritto alla Mamma Sua di mettere in salvo chi Le piaceva. Come era commovente veder girare in tutte le parti del mondo l’Imperatrice Celeste, che prendeva fra le sue mani materne, se li affiatava al suo petto, li nascondeva sotto il Suo manto, affinche’ nessun male potesse nuocere coloro che la Sua Materna Bonta’ teneva in custodia, custoditi e difesi. Oh se tutti potessero vedere con quanto amore e tenerezza faceva questo ufficio la Celeste Regina, piangerebbero di consolazione e amerebbero Colei che tanto ci ama . (libro di cielo 33 cap 40 par. 5)

Buona giornata, Dio La benedica e ricompensi per tutto cio’ che fa.

Laura

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LA  SERVA DI DIO LUISA   PICARRETA ( Corato –  Bari 1865-1947)

Ecco un’altra grande e pur nascosta figura di vittima di espiazione, consumata sull’altare quotidiano del proprio letto di dolore, portando sul proprio corpo una sofferenza, che le precluse le gioie della cosiddetta felicità terrena, ma per rivelarle le gioie più gratificanti, della vita dello spirito unito con Dio.
Luisa Piccarreta nacque a Corato (Bari) il 23 aprile 1865, quarta delle cinque figlie di Vito Nicola Piccarreta e Rosa Tarantini. Trascorse la sua fanciullezza e adolescenza in una masseria agricola, di cui il padre era fattore, situata al centro delle Murge, in località Torre Disperata.
Ricevette la Prima Comunione e Cresima a nove anni e da quel momento imparò a rimanere in preghiera per ore intere; a undici anni si iscrisse all’Associazione delle Figlie di Maria.
Verso i tredici anni ebbe la visione di Gesù, che portando la Croce sulla via del Calvario e alzando gli occhi verso di lei, pronunziò: “Anima, aiutami”. Da allora si accese in lei un desiderio insaziabile di patire con Gesù le sue sofferenze, per la salvezza delle anime; a 16 anni fece il voto di offrirsi come vittima di espiazione.
Iniziarono per lei quelle sofferenze fisiche, dovute alle stimmate invisibili e agli attacchi del demonio, che aggiunte a quelle spirituali e morali, la portarono a vivere con eroismo le virtù cristiane.
Luisa per ricevere conforto ed aiuto per superare queste prove così sofferte, si rivolgeva con la preghiera alla Madonna. Subì fenomeni particolari, di cui il più eclatante fu quello che era soggetta ad una rigidità cadaverica, anche se dava segni di vita e non esistevano cure che potessero risolvere questa indicibile pena.
La famiglia si rivolse alla scienza medica, ritenendo questi fenomeni una malattia, ma come detto senza successo e allora fu interpellato un sacerdote, provvisoriamente ritornato nella sua famiglia, l’agostiniano padre Cosma Loiodice, il quale recatosi dall’inferma, tracciò un segno di croce su quel corpo immobile, che fra la meraviglia dei presenti, fece riacquistare all’inferma le sue normali funzioni.
Partito il padre agostiniano, ogni giorno veniva chiamato un sacerdote qualsiasi, che con un segno di croce la riportava alla normalità. Non fu compresa da tutti, anzi gli stessi sacerdoti la consideravano una ragazza esaltata, una nevrotica che voleva attirare l’attenzione degli altri su di sé.
Una volta la lasciarono in quello stato cadaverico per più di venti giorni; tutto questo era cominciato da quando si era offerta come vittima d’espiazione e ogni mattina al risveglio si trovava rigida, immobile, rannicchiata sul suo letto e nessuno riusciva a stenderla o farle fare qualche movimento; solo il segno della croce del sacerdote, riusciva a sbloccarla.
Non aveva un direttore spirituale, perché Gesù le parlava interiormente, correggendola e conducendola verso le vette più alte della perfezione cristiana. Quest’avvenimento non poteva passare inosservato, per cui una volta informato l’arcivescovo di Trani, mons. Giuseppe Bianche Dottula (1848-1892), avocò a sé il caso, delegando un confessore speciale per Luisa Piccarreta, nella persona di don Michele De Benedictis, il quale con la sua prudenza e saggezza, impose alla ragazza di Corato, dei limiti per cui non poteva fare niente senza il suo consenso; le ordinò di mangiare almeno una volta al giorno, anche se subito rimetteva il cibo ingerito.
Luisa doveva vivere solo della Divina Volontà. Padre Michele dal 1° gennaio 1889 le diede il permesso di rimanere a letto, dove rimase seduta per 59 anni, fino alla morte, ininterrottamente.
Il nuovo arcivescovo di Trani, mons. De Stefano (1898-1906) delegò come nuovo confessore di Luisa, don Gennaro De Gennaro, che lo fu per 24 anni. Questo sacerdote, intuendo il lavorio interno di Dio su quest’anima, le ordinò categoricamente di mettere per iscritto, tutto ciò che la Grazia Divina operava in lei.
Nonostante che avesse frequentato solo la prima elementare, Luisa Piccarreta cominciò il 28 febbraio 1899 a scrivere il suo diario, che consiste in un manoscritto raccolto in 36 volumi. L’ultimo capitolo fu scritto il 28 dicembre 1938, quando le fu ordinato di non scrivere più.
Ebbe dopo i primi due, altri due confessori sempre delegati dalla Curia arcivescovile, l’ultimo don Benedetto Calvi le fu vicino fino alla morte. All’inizio del Novecento incontrò sant’Annibale Maria Di Francia (1851-1927) un fondatore di Congregazioni di Messina, il quale fu suo confessore straordinario e censore dei suoi scritti, che venivano regolarmente esaminati ed approvati dalle autorità ecclesiastiche.
Sant’Annibale curò la pubblicazione dei suoi vari scritti, tra i quali ebbe successo il libro “L’orologio della passione”, stampato in cinque edizioni, le fece scrivere nel 1926, pure un quaderno di “Memorie d’infanzia”.
Il 7 ottobre 1928, si completò la costruzione a Corato della Casa delle suore della sua “Congregazione del Divino Zelo” e per adempiere al desiderio del fondatore (nel frattempo morto nel 1927 a Messina), Luisa Piccarreta fu trasferita in quel convento.
Dieci anni dopo tre dei suoi scritti furono messi all’Indice; quando seppe della condanna del sant’Uffizio, Luisa si sottomise subito al giudizio dell’autorità della Chiesa, consegnando all’incaricato romano tutti i diari manoscritti (ed oggi ancora conservati negli archivi vaticani) e riprovando lei stessa ciò che le veniva condannato negli scritti pubblicati.
Inoltre il 7 ottobre 1938, esattamente dopo dieci anni dalla sua entrata in quel convento, per disposizione dei superiori, dovette lasciarlo, sistemandosi in un’abitazione, dove trascorse gli ultimi nove anni della sua vita, assistita amorevolmente dalla sorella Angelina e da alcune pie donne.
Non possedeva quasi nulla e il lavoro al tombolo che faceva da tutta la vita, nei limiti delle sue possibilità fisiche, era appena sufficiente al sostentamento della sorella; lei invece i pochi grammi di cibo che mangiava, li rimetteva subito dopo.
Era un miracolo vivente, non aveva l’aspetto di una moribonda ma nemmeno di una persona sana, eppure non stava mai inoperosa. La sua giornata iniziava all’alba, quando arrivava il sacerdote a benedirla e celebrare la Messa (era un privilegio accordato da papa Leone XIII e confermato dal suo successore s. Pio X nel 1907).
Poi seguivano due ore di ringraziamento e preghiera e alle otto prendeva a ricamare; a mezzogiorno c’era il frugale pasto, come detto il più delle volte rimesso; nel pomeriggio vi erano alcune ore di lavoro, poi veniva recitato il Rosario e alle otto di sera iniziava a scrivere il suo diario e circa a mezzanotte si addormentava, per ritrovarsi al mattino di nuovo rigida, rannicchiata con la testa piegata a destra; sempre in preda a questo stranissimo fenomeno inspiegabile.
Dopo quindici giorni di malattia (l’unica clinicamente accertata) Luisa Piccarreta morì a Corato il 4 marzo 1947, nonostante tutto a 81 anni. Morì all’alba prima del risveglio, per cui rimase seduta sul letto nella posizione avuta per tutta la vita e pertanto non fu possibile stenderla e venne portata al cimitero in quella posizione.
I funerali videro la partecipazione di una immensa folla, dopo pochi anni i suoi resti furono traslati dal locale cimitero, nella parrocchia di Santa Maria Greca.
Con l’approvazione della Santa Sede del 28 marzo 1994, l’arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie, mons. Cassati, aprì il processo diocesano per la sua beatificazione.
Il 29 ottobre 2005, con una solenne cerimonia nella Chiesa Matrice di Corato, l’Arcivescovo di Trani, Mons. Giovanni Battista Pichierri, ha concluso la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio, trasmettendo gli atti al competente dicastero della Santa Sede per il prosieguo dell’iter canonico.

Autore: Antonio Borrelli

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Amore per  il  Papa attuale

Caro padre Livio,

La seguo dal 1996 con molto interesse e per alcune volte Lei ha raddrizzato il mio cammino di conversione. In particolare mi ha raddrizzato quando sono entrato in crisi con la figura non convenzionale di papa Bergoglio. Alcuni anni dopo la Sua elezione, ascoltando altre voci critiche e molto legate al tradizionalismo, arrivai a pensare che forse questo papa non fosse pienamente cattolico. Mi colpi molto allora la Sua trasmissione al mattino in cui ha sempre preso le difese con molta decisione della figura del Santo Pontefice. Ho rischiato di andare fuori strada anche io e non potrò mai ringraziarla abbastanza per questo Suo eccelso esempio di fedeltà alla Santa Chiesa. 

Ma cosa accadde dopo? L’ inattesa svolta. 

Preso dal rigetto tentai di approfondire la vita di Bergoglio per cercare di capire veramente da dove venisse questo suo agire anticonvenzionale. Mi lessi alcune biografie e vidi che ogni autore offriva una propria spiegazione. C’era chi lo accostava ad amicizie filomarxiste, chi ai teologi della liberazione sudamericana, chi a tendenze autoritarie represse… Ma io mi feci un’idea mia che mi apri il mondo e rinnovo’ in me l’amore per Gesù e per Pietro. D’un tratto mi resi conto che di Bergoglio non avevo capito nulla perché ancora troppo superba e rigida era l’anima mia. 

Oggi amo profondamente papa Bergoglio (e non riesco ancora a credere ai miei occhi, a questo mio cambiamento) e il solo udire la Sua voce mi commuove fino alle lacrime.

Oggi ascolto con molta attenzione ogni sillaba da lui pronunciata e lo considero uno dei papi più fedeli alla dottrina cattolica che mai siano esistiti. Perché la vera logica di Bergoglio sta nell’amore per l’altro, nell’amore per la creatura fallace che è l’uomo. Bergoglio fa di tutto, per sincero e profondo amore anzitutto, per avvicinarsi al prossimo, chiunque esso sia. In questo non solo segue le indicazioni di Gesù, ma anzi fa come fece Gesù e ancora mi meraviglio della immensa sua pazienza. Capiremo in futuro il difficile papato che ha dovuto affrontare in tempi tremendi. Dio ha scelto il povero Bergoglio, che spesso ha saputo sopportare, sommerso dalle critiche, tonnellate di pesi con un fisico già provato. Oggi vedo in lui non solo un papa, ma un eroico difensore della fede e dell’amore per il prossimo. 

Ecco, anche adesso che ripenso e riscrivo di lui, mi commuovo profondamente. 

Quindi, caro padre Livio, La ringrazio per la sferzata di anni fa, che mi aiutò a rimanere con Pietro. 

Distinti saluti. 

Carlo da Bolzano

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Lettura Cristiana della Cronaca e della Storia

Caro Padre Livio,

da qualche anno ho cominciato a seguire giornalmente la sua rubrica su RM. Il suo lavoro di ricerca degli articoli, nel mare di ideologia e pensiero unico, se non di banalità, che è la stampa generalista, era preziosissimo.

Il modo in cui lei arricchiva la lettura con i suoi commenti poi era magistrale. Ricordo gli articoli su Ratzinger, Salah etc… e le testimonianze commoventi come la storia di Jim Caviezel… momenti che arricchivano le mie giornate.

Senza voler azzardare giudizi ne consigli, volevo con semplicità dirle che del taglio dato alla rubrica oggi, quasi completamente riempita dalla riflessione teologica, il blog etc.. mi manca molto la parte della ricerca/lettura degli articoli dai vari quotidiani e siti e i suoi commenti ad essi.

Le auguro una buona serata,

con affetto,

Nino

Caro Nino,

benché io lo ripeta quasi ogni giorno molta gente non si rende  conto che  siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse,  nel quale  l’unica cosa che serve  è la  Conversione.

Tematiche un tempo interessanti ora  lasciano il tempo che trovano.

 Occorre invece guardare i segni che  Dio  ci invia  per capire che siamo entrati nella fase della grande tribolazione.

Il  compito di Radio Maria in questo  momento  è quello di  preparare  le  anime  ad  affrontare  la grande tribolazione e  la   prova della  fede, per uscirne vittoriosi insieme alla Regina della pace.

Per quanto ti possa  importare, gli ascoltatori della  rubrica in questa  nuova fase sono raddoppiati.

Andiamo avanti con coraggio,  come ci ha esortato la  Madonna.  E’ incominciato il tempo del grande  combattimento spirituale.

Ave Maria

Padre  Livio

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