
I MOMENTI PIU’ DIFFICILI DEL CAMMINO SPIRITUALE
Carissimo P. Livio,
La domanda della sig.ra di Padova che riguarda le difficoltà del cammino spirituale è molto profonda e sollecita una importante riflessione, che con molta umiltà mi sento di condividere con Lei.
Nonostante io sia cresciuta in una famiglia di buoni cattolici, la mia conversione vera (cioè l’Incontro con Cristo) ha un inizio ben preciso (dovuto alla Grazia ) e certamente non una fine, finché sarò su questa terra. Ritengo che Satana operi costantemente per riportarci lontani da Gesù e che solo la perseveranza nella preghiera, nei Sacramenti e la protezione di Maria ci possano preservare dall’abisso. Senza dubbio nel primo periodo della Decisione il maligno prova tutte le strategie per farci desistere; successivamente comunque la lotta spirituale si svolge nelle situazioni quotidiane ed è continua. Infine, leggendo le vite di diversi Santi, possiamo aspettarci un attacco finale nel momento del trapasso. Quindi confidiamo sempre nella Grazia e nella nostra Madre Celeste, nonché nella preghiera reciproca.
Dio la benedica per la Sua instancabile evangelizzazione e cura paterna delle anime e stiamo uniti nella preghiera.
Un caro saluto.
Chiara
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Caro padre Livio,
anche per l’apertura di questo blog, lei è stato guidato dalla Mamma Celeste, perché Lei sa che ne avevamo bisogno e per me che la seguo da sempre, fin da quando i nostri capelli erano di un altro colore, radio Maria è stata un’ amica sempre là a sostenermi e da sostenere.
Sono grato a Maria la nostra Mamma per tutto e per ogni lettera pubblicata avrei da aggiungere ogni esperienza fatta per quello che chiamiamo il nostro personale cammino spirituale come giustamente detto da te alla sorella Nicoletta.
A lei voglio dire che x me il calvario e la notte oscura non si è mai concluso e per ogni periodo il libro di qualche santo che stavo leggendo era quello in cui trovavo e trovo forza e risposta perché razionalmente è paradossalmente non è spiegabile, ma alla fine di ogni salita è spiegato tutto perché la visione cambia e la risposta è certa.
Grazie mille a tutti voi che continuate anche attraverso questo blog a darmi forza , anzi a prendere forza anche da chi non c’è più come una nonnina di nome Angelina che aveva fatto di radio Maria il suo bastone, fino a non sentire alto bisogno se non quello della preghiera, notte e giorno. Aveva tolto dalla sua vita ogni cosa superflua, compreso il televisione.
Sostenitrice in vita come tifosa ora in cielo.
Ecco padre Livio, radio Maria è questa e lei come San Paolo, apostolo di questi tempi, ne è rimasto folgorato.
Uniti tutti con la Mamma Celeste, pregate x me come io x voi.
Laura un’infermiera quasi in pensione in tempi di COVID e non solo.
Laura
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Buon giorno caro padre Livio,
la ringrazio per tutto quello che fa per noi tramite Radio Maria, vorrei rispondere a Nicoletta di Padova sulla domanda quale è Il momento più difficile del cammino spirituale. Io chiaramente rispondo secondo la mia esperienza del mio cammino di conversione. Secondo me ci sono tre fasi nel cammino di conversione, nel cammino di santità. Nella mia vita la prima fase è stata quando mi sono convertito quando ho incontrato Gesù , in quegli anni la mia vita cambiò radicalmente e iniziai a seguire Gesù ( attraverso i sacramenti). La seconda fase è stata ancora più bella e più profonda della prima perché col tempo più mi sono unito a Gesù e più Lui mi ha fatto conoscere il Suo Amore e la Sua Infinita Misericordia. La terza fase è quella che sto vivendo adesso, e terminerà alla fine della mia vita. in quest’ultima fase Gesù mi chiede di seguirlo sulla Croce, per poter risorgere con Lui. Infondo tutti dobbiamo morire prima o poi, ma fare una morte Santa non è così semplice. Anche i discepoli hanno fatto questo percorso e in particolare San Pietro quando si trovò a dover scegliere tra il martirio, nel seguire il suo Maestro, e la libertà nel voler continuare a vivere, il suo amor proprio gli fece rinnegare Gesù per ben tre volte ( anche se più tardi accetterà il martirio con tutto il cuore). Anch’ io quando mi trovo davanti alla sofferenza che dovrei accettare con gioia per amore di Gesù , faccio dei passi indietro e il mio amor proprio prende il sopravvento. Qui il demonio ha ruolo dominante, perché alla mia debolezza e fragilità si aggiunge la tentazione che mi spinge a non portare la mia croce, ma Gesù ha detto chi non prende la sua croce e mi segue non può essere mio discepolo. Per questo secondo me è questo il momento più difficile nel cammino spirituale di santità.
Grazie padre Livio
Gianni da Bari
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Carissimo Padre Livio.
Questa volta le scriverò cose che forse lei non sarà in grado di comprendere, tanto diversa è la sua vicenda esistenziale rispetto alla mia.
Rispondo infatti alla domanda non in teoria ma esclusivamente alla luce della mia esperienza.
Non si tratta per me di un singolo passo ma del cuore della mia esperienza cristiana, della lotta quotidiana che ancora oggi, a 59 anni, VOGLIO affrontare.
La lotta affinché perfino la mia vita cristiana NON diventi questione di giudizi e di sforzi miei.
Sforzi per fare cose sante ma con le mie forze: pregare, fare la carità, rispondere continuamente alle infinite richieste e pretese, spesso fittizie, del mondo in cui mi trovo a vivere.
La mia lotta è nell’apertura a Cristo, SOPRATTUTTO ALLE RICHIESTE DELLA SUA VITA IN ME (vita soprannaturale, l’unica a cui tengo), LE UNICHE CHE SONO PER IL BENE MIO E DEL MONDO.
E la sua vita in me viene alimentata dalla comunione e dalla confessione.
Il resto verrà, come per i passeri del cielo, i gigli del campo e i capelli del mio capo.
Gesù, in TUTTA LA SUA VITA TERRENA, non ha affrontato con le proprie forze (che erano quelli di Vero Uomo e di Vero Dio, onnipotente!) NESSUNO dei problemi che il suo tempo, visto con gli occhi umani e di satana, avrebbe richiesto: la liberazione dai romani, la condizione della donna, il problema degli orfani e delle vedove, il problema dei pubblicani mafiosi, il problema dei lebbrosi cacciati dalle comunità e lasciati morire soli di fame e di stenti, ecc. ecc.
Gesù salvava e redimeva il singolo che incontrava sul suo cammino.
Gesù preparava la sua permanenza nella storia attraverso la sua Chiesa e la Madre Sua e della Chiesa, Maria Santissima.
Gesù si lasciava condurre dal Padre verso il compimento della propria missione nella Croce e Risurrezione.
Gesù annunciava il periodo apocalittico e la Sua seconda e definitiva venuta.
Ecco il punto nodale oggi della mia vita cristiana: essere come Gesù e lasciarmi liberare dai miliardi di futili ricatti a fare fare fare del mondo e di satana che ci tritano continuamente.
Guido (Torino)
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Caro Padre Livio, per me è chiaro dopo i nostri 38 anni di matrimonio più 6 di fidanzamento, se così si può chiamare dato che siamo stati contrastati in tutti quegli anni dai miei genitori finché non ho detto loro che ci saremmo sposati nel giro di qualche mese, che il demonio tenta proprio lì, dentro la vocazione. Ancora mi arrabbio al pensiero dei miei genitori così inutilmente agguerriti contro di me figlia unica. La vocazione che ci ha permesso di fare il passo decisivo era chiarissima. Proprio all’interno di questa meravigliosa vocazione aperta alla vita il demonio si è scatenato contro Dio e contro di noi. Dopo la nascita del quarto figlio siamo stati allarmati dai medici. L’anno dopo si è scoperto che non solo questo bambino, ma anche il terzo che aveva 5 anni, erano ammalati di distrofia muscolare di Duchenne, malattia di cui non conoscevo nulla, degenerativa e senza speranza per questi 2 bambini. Un colpo terribile. Io avevo desiderato dar loro la vita ed io ero la causa della loro morte, cioè il danno genetico proveniva da me e non dal papà. Credevo di non uscirne più. Poi mio marito, gli amici, la costanza nei sacramenti, gli altri 2 figli, le preghiere continue di tutti quelli che ho avuto la grazia di conoscere, il grande lavoro con una psicologa, mi hanno fatto alzare lo sguardo e ho imparato a godere della vita di questi 2 ultimi bambini che, contro ogni previsione, sono ancora vivi. In questa fase durata circa 15 anni la mia fede è aumentata, così come la preghiera specialmente recitando la coroncina della misericordia che mi ha fatto intravedere lo scopo della sofferenza. Un giorno, so bene quale fosse, ho detto al Signore che ero pronta, che poteva fare di me ciò che voleva. Il giorno dopo è morto il nostro figlio maggiore mentre tornava in moto dal lavoro. Un dolore atroce. Lui era lui e come lui nessuno! Ancora una volta la nostra vocazione alla maternità e paternità era colpita. Qui il demonio aveva colpito in modo devastante. Tutti presi da un profondo lutto: noi, i fratelli malati, la sorella che si apriva alla vita, i nonni, gli amici, i suoi amici! Al funerale c’erano 3 mila persone nel cortile dell’oratorio. Non sono bastate per tutti le 2500 ostie consacrate. Siamo stati colpiti da tale grande partecipazione. Lui aveva intorno a sé una grande quantità di persone che lo amavano e tuttora sono con noi, sono diventati i nostri giovani amici. Sono passati quasi 7 anni e il dolore permane, forse è più grave che all’inizio. Il demonio tenta e colpisce dentro la propria vocazione e non ci si può lasciare andare. Bisogna continuare a chiedere al Signore di poter essere fedeli a questa nostra vocazione così chiara anche se il Signore permette che l’oggetto della vocazione scompaia alla vista umana. Il demonio colpisce dove gli è concesso da Dio. Per noi le atroci prove sono date per confermare la fede ed il desiderio di essere suoi al di là di ciò che succede continuando ad amarLo sopra ogni cosa, perfino oltre e più dei figli, oggetto del nostro più tenero amore. Significa che dobbiamo riservare a Cristo questo tenero amore… grazie padre Livio per la tua tenacia di amare la Trinità sopra ogni cosa, perfino sopra Radio Maria che è la tua vocazione!
Luciana di Limbiate
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Caro padre Livio, ho letto la lettera di Nicoletta da Padova, per me il momento più difficile nel mantenere salda la mia fede è stato da quando mia figlia è successivamente mia moglie hanno perso la loro, purtroppo lo è tuttora.
Quando dopo la malattia di mio padre ho sentito un forte impulso nell’approfondire la mia preghiera, ed ho capito quanto Gesù mi era vicino e Maria una Madre dolcissima, non ho più potuto sottrarmi al Suo Amore.
Nello stesso periodo ho scoperto Mediugorie, con i suoi messaggi e radio Maria che mi ha saputo accompagnare passo dopo passo, sono diventato accolito, riscoprendo il Mistero Grande dell’Eucaristia, ancora oggi mi emoziono quando guardo quelle mani aperte che accolgono Gesù.
Ed è proprio qui che allo stesso tempo provo un dolore grande perché le anime a me più care non vogliono riceverlo, sono i chiodi della croce di Cristo che trafiggono la mia anima ad ogni Santa Messa perché loro non ci sono.
Allora nell’Eucaristia mi unisco spiritualme anche a quelle anime a me care invocando la Sua Misericordia.
Credo che quando si ama veramente Gesù non si può non pensare per chi non lo ama più, per chi vive nell’indifferenza, sapesse padre Livio quanto fa male sentire le ammonizioni di Maria ed avere chi ami che non ne vuole sapere.
Ogni giorno, per me è ripercorre la via del calvario, ma è anche dono perché si che Gesù è Misericordia.
Un caro saluto ed abbraccio e non dimentichiamoci mai di pregare per chi ha abbandonato Gesù.
Siano lodati Gesù e Maria
Stefano