"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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MARIA DOLCE MADRE

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17. MARIA MADRE CHE COMPATISCE

Maria è una madre “Piena di grazia” e “Tutta santa”. Nessuna creatura le è paragonabile per bellezza e per santità. Maria è il capolavoro insuperabile di Dio, ancora poco conosciuto, come amava ripetere il Monfort. Per questo S. Bernardo affermava che di Lei non si parla mai abbastanza, perché Maria è un mistero insondabile. Quando le viene rivelata dall’angelo la sua sublime vocazione di Madre del Verbo, è perfettamente consapevole della grandezza sconfinata del dono ed è per questo che nel Magnificat esclama: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Nel medesimo tempo rimane ancorata alla sua profonda umiltà di “Ancella del Signore”. La grandezza incommensurabile di Maria non le impedisce di posare i suoi occhi misericordiosi sulla nostra miseria. La Madonna non ci guarda dall’alto al basso, come se la sua esenzione dal peccato originale la ponesse su un altro pianeta. Le, dopo che è stata preservata dal naufragio universale, protende le sue mani verso coloro che si dibattono fra i gorghi del male e non si dà pace finché non li abbia portati alla salvezza..

            Quale madre non ha un riguardo speciale per il figlio malato? Se da una parte gioisce per quelli che crescono sani e robusti, dall’altra si preoccupa e si prodiga per quelli più deboli e infermi. Per essi moltiplica le cure e li circonda di ogni attenzione. Il peccato è la più insidiosa delle malattie. E’ un cancro che intacca il tessuto dell’anima, fino a provocarne la morte. La Madonna lo vede nella sua orribile realtà, che sfugge ai nostri occhi accecati. Gli uomini, che si preoccupano per una indisposizione, non si curano affatto degli effetti deleteri del male che commettono. Quanti di essi si sono ridotti a dei cadaveri che camminano?

La Madre celeste versa lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde nel peccato. Consapevole degli effetti mortali della malattia, si china su ogni suo figlio sofferente e fa il possibile e l’impossibile perché guarisca.  La Madonna non ci giudica e non ci condanna. Il suo compito è quello di guarire. Non ci nasconde affatto la malattia, ma lo fa indicandoci il rimedio. Nessun peccato è così grave da allontanarla dalla nostra vita e nessuno è così ripugnante da farle voltare le spalle.

            L’Ancella del Signore ci cura con infinita pazienza. Sa che gli uomini, come i bambini piccoli, sono esposti a tutte le malattie e, non appena sono usciti da una, ricadono subito in un’altra. Lei sa che anche l’anima, come il corpo,  ha bisogno di tempo per guarire. La Madre si china con amore su ogni capezzale e spia ogni più piccolo  miglioramento. Non chiede mai all’ammalato più di quanto questi non possa dare. Non ci fa correre se non abbiamo ancora imparato a camminare. Le basta un briciolo di buona volontà, che la sua sollecitudine prontamente fortifica e valorizza. Con pazienza ci prende per mano e ci accompagna lungo i sentieri faticosi della vita. Se cadiamo ci rialza e si siamo stanchi ci prende in braccio. Pur non essendo mai stata malata, conosce tutte le nostre malattie. Al suo Cuore, che è una fortezza inespugnabile, sono presenti tutte le  nostre debolezze. I peccati la fanno soffrire, ma non le fanno ribrezzo. Versa su ogni  ferita il balsamo della sua misericordia, finché non si sia completamente rimarginata.

            Maria è una madre che compatisce. Prova dolore per le nostre malattie spirituali fino a sentirsi trapassare il cuore. Quale madre non rimprovera il figlio per i suoi sbandamenti? Lo fa anche la Madonna, ma con materna dolcezza e con gli occhi gonfi di lacrime. Se Giuda, dopo aver aperto gli occhi sull’orrore della sua anima, fosse andato da Lei invece di cercare un albero dove appendersi, avrebbe trovato un cuore che l’avrebbe stretto a sé, senza fargli nessuna domanda e senza rivolgergli nessun rimprovero.

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MARIA DOLCE MADRE

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16. MARIA MADRE CHE RISPONDE

Quando i figli si rivolgono alla Madre celeste possono essere certi di trovarla sempre pronta ad ascoltarli col cuore. Però non di rado abbiamo la sensazione che le nostre domande cadano nel vuoto. Noi eleviamo le nostre preghiere e gridiamo il nostro bisogno di aiuto, ma nulla sembra muoversi. La Madonna è forse insensibile o incapace ad aiutarci, come accade spesso alle nostre madri? Maria è una madre che non ha problemi a tendere prontamente la sua mano ai figli che si rivolgono a Lei. La Madre di Gesù ha un potere assoluto sul Cuore del Figlio e non vi è grazia che Lei non possa ottenere. Tutto ciò che chiede il Figlio gliela concede, fosse pure il cambiamento dell’acqua in vino a un banchetto di nozze. Non c’è madre terrena che non faccia tutto il possibile per accontentare i suoi figli nelle loro richieste. La Madonna è più madre di tutte le madri e possiamo essere certi che non finge di non sentire quando bussiamo alla porta del suo Cuore materno.

Perché allora abbiamo spesso l’impressione di non essere ascoltati?  Che cosa fa la Madonna dopo che noi l’abbiamo pregata e Lei ci ha ascoltato col cuore traboccante di amore? Chiediamoci che cosa accadrebbe se la Madonna ci rispondesse subito, con la stessa rapidità con cui usiamo il telecomando per cambiare un programma televisivo. Non c’è dubbio che la nostra fede e la nostra vita spirituale ne risulterebbero danneggiate. Invece di essere grati per la grazia donataci con tanta generosità, incominceremmo a pensare che noi siamo persone privilegiate, le quali, appena parlano, trovano il Cielo pronto a correre in loro soccorso. Invece della gratitudine nel cuore si farebbe strada l’autocompiacimento e invece dell’umiltà la presunzione. Invece di sentirci dei mendicanti bisognosi di misericordia, incominceremmo a sentirci onnipotenti, come quei bambini capricciosi che impongono ai malcapitati genitori la legge del “tutto e subito”. Ciò non toglie che la Madre possa rispondere subito e secondo le nostre richieste, ma ciò accade piuttosto raramente, perché l’uomo si dimentica presto della sua dimensione di indigente senza meriti.

“La Madonna ama farsi pregare”. Con questa affermazione la piccola Bernadette spiegava perché aveva dovuto chiedere ben quattro volte alla bella Signora come si chiamava, prima che le rispondesse di essere l’Immacolata Concezione. Perché la Madonna ama farsi pregare? Lo fa perché è una buona pedagoga e una mamma piena di sapienza. Facendoci aspettare nelle risposte, la Madonna ci fa esercitare nella virtù della fede e nella pratica della preghiera. Perseverando in questo esercizio, cresciamo nella fiducia e nell’abbandono e ci rendiamo conto che la risposta del Cielo non è un nostro diritto, ma un dono di grazia.

 Così prendiamo coscienza di essere delle creature che non hanno nulla da esibire se non la propria miseria e che hanno tutto da sperare dalla divina misericordia. Nell’attesa piena di speranza le nostre richieste si affinano e comprendiamo che la cosa più importante da chiedere è la grazia inestimabile della conversione.  Con essa ci viene donato in sovrappiù tutto quel “resto” terreno al quale siamo fin troppo attaccati.

La Madonna è una madre che ascolta e che risponde. Una volta che le abbiamo aperto il cuore, restiamo in fiduciosa attesa, senza scetticismo e senza impazienze. Non esitiamo a bussare di nuovo, finché non ci verrà aperto. La nostra insistenza non la disturba, ma al contrario le fa piacere. Non di rado ci risponde in un modo diverso da quello che noi ci aspettiamo. Spesso nel frastuono della vita non avvertiamo la sua flebile voce. Anche il suo silenzio apparente è una risposta piena di speranza.

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio Puntata 86 – Il falso soprannaturale

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MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

34. «Create gruppi di preghiera nei quali vi esorterete al bene e crescerete nella gioia» (25 maggio 2024)

Nei primi anni delle apparizioni, la Regina della pace ha incaricato Ivan di creare un gruppo di preghiera. Diversi ragazzi di Medjugorje e dei paesi limitrofi hanno risposto a questa richiesta della Madonna. Per due volte alla settimana si radunavano per pregare dopo l’apparizione pomeridiana, sulla collina dove ora vi è la Croce Blu. Un gruppo che con gli anni è cresciuto, ma che non ha mai smesso di unirsi in preghiera tutti insieme.           
Nei primi anni in cui andavo a Medjugorje, avendo fatto amicizia con i veggenti, ho partecipato a questi incontri di preghiera. Durante la preghiera vi sono state delle apparizioni nelle quali la Madonna dava dei Messaggi specificatamente a questo gruppo di preghiera, è per questo motivo che Ivan ha una raccolta di Messaggi molto ampia. Il Messaggio che riceve Ivan non è canonico, la Gospa lo dona a questo gruppo che si riunisce telematicamente. Non è un Messaggio ufficiale come quelli della Parrocchia, che ha bisogno dell’approvazione ecclesiastica. La Regina della pace dona questi Messaggi molto belli e importanti per guidare e far crescere il gruppo di preghiera.  
Una volta chiesi ad una ragazza che partecipava ai raduni perché la Madonna avesse formato quel gruppo. Al di là del fatto che la Madonna ha bisogno di preghiere per avere un gruppo di intercessione, questa ragazza rispose che Maria voleva formare un gruppo di persone che fossero testimoni delle apparizioni nel proseguire degli anni. Le apparizioni andranno sempre più assottigliandosi, pertanto ha voluto questo gruppo di testimoni che accompagnino in questo cammino, che siano una testimonianza quando il mondo entrerà nel tempo della pace e il Cuore Immacolato di Maria trionferà.
Sulla collina ci sono due Croci Blu: una per il gruppo di preghiera di Ivan; l’altra è stata posta in ricordo di un ragazzo di Metkovic che suonava la chitarra durante gli incontri, Nedjo. Dopo un’apparizione, Ivan ha raccontato a Nedjo che la Madonna si è avvicinata a lui, a messo le mani sopra la sua testa e ha recitato una benedizione speciale. Ivan non sapeva il motivo di tale gesto, ma subito dopo averglielo raccontato, Nedjo spirò e la Madonna lo prese con sé.           
La storia di Medjugorje è ricca di elementi straordinari, come questo giovane ragazzo che suonava e cantava nei raduni di preghiera e che Maria ha preparato al suo rientro alla casa del Padre pregando su di lui.    
I gruppi di preghiera sono molto importanti nella nostra vita e possono avere forme diverse. Il primo gruppo è la famiglia stessa, che deve imporre come regola di recitare il Rosario ogni giorno insieme. Oltre alla preghiera del mattino e della sera, in ogni famiglia ci deve essere il Santo Rosario, così che i bambini lo imparino fin dalla tenera età. È molto più bello, più gioioso e più utile pregare il Rosario per la pace nel mondo, nella famiglia, per i nostri bisogni. Gesù, Maria e gli angeli sono sempre presenti nella famiglia, che sia composta da tante persone o da una sola.           
Il secondo gruppo di preghiera può essere composto da persone che si conoscono, che hanno un affiatamento, che si possono riunire in un luogo familiare per recitare il Santo Rosario, condividere testimonianze di vita cristiana, mettere in comune le proprie esperienze e le proprie difficoltà, esortarsi a vicenda. In questo modo si cresce nel cammino spirituale e nella gioia, perché è bello essere insieme e volersi bene, per lodare Dio, ringraziarlo e intercedere.      
Il terzo gruppo è molto più ampio e può riunirsi in chiesa, anche se si rischia di perdere ciò che ha detto la Madonna, ovvero il fatto che ci si esorta a vicenda al bene e si cresce nella gioia. Un gruppo plurifamiliare è una formula molto efficace. Si compie il cammino di santità insieme perché siamo tutti membra del corpo mistico di Cristo, in questo modo anche la famiglia diventa una Chiesa domestica.         
Proponete, se ne avete la possibilità, dei gruppi di preghiera che recitino il Santo Rosario e condividano delle testimonianze positive. Nel tempo dei Segreti diventeranno un luogo di rifugio inestimabile.

«Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito alla preghiera col cuore. Figlioli, create i gruppi di preghiera nei quali vi esorterete al bene e crescerete nella gioia. Figlioli, siete ancora lontani. Perciò convertitevi sempre di nuovo e scegliete la via della santità e della speranza affinché Dio vi doni la pace in abbondanza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 maggio 2024 (Con approvazione ecclesiastica)

Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 45

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