"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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🔴LIVE🔴FIGLIOLI: VI ABBRACCIO CON TENEREZZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 22

IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 18

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

🔴LIVE🔴I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 24 – RISPETTA IL NOME DELL’ALTISSIMO

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IL MISTERO DEL NATALE

La Festa della Santa Famiglia di Nazareth

La Regina della pace ha più volte ricordato che la pace è in pericolo e che la famiglia e sotto attacco. Dio ha creato la donna dalla costola di Adamo proprio per indicarne la parità di natura e la reciprocità nel medesimo tempo. Dio ha ricolmato i progenitori di doni straordinari come la sua amicizia, la sapienza, l’immortalità, l’integrità, l’esenzione dalla sofferenza; in questa situazione esistenziale Dio ha posto la coppia originaria. Il serpente fin da subito ha cercato di insinuarsi nella coppia, tentarla e portarla alla divisione; l’attacco del demonio alla famiglia è già presente nelle primissime pagine della Sacra Scrittura.

Il diavolo odia il legame profondo tra uomo e donna, vuole dividerli e metterli uno contro l’altro. La tentazione originaria della Storia umana si è ripetuta da allora e continua oggi a ripetersi, è il fatto che l’uomo possa fare a meno di Dio, non si sottometta e si metta addirittura al suo posto. Questa è l’origine del peccato originale ed è anche il peccato della coppia. Adamo ed Eva hanno peccato insieme, il serpente riesce ad ammaliarli entrambi facendo credere loro che senza Dio si vive meglio; quando Dio li chiama a giudizio Adamo accusa Eva che a sua volta accusa il serpente ma a quel punto, ormai, hanno perso tutta la loro bellezza, tutti i doni che avevano ricevuto da Dio. Il peccato li ha messi uno contro l’altro e li ha imbruttiti.

Satana instancabilmente continua a mettere in atto quest’opera di divisione dell’opera della Creazione, che Cristo ha sanato con la Redenzione facendo del matrimonio un Sacramento di amore, dove l’uomo e la donna nel reciproco affidamento sono un segno dell’amore di Cristo per la Chiesa. Cristo stesso compie questa elevazione della coppia umana riportandola al valore delle origini e innalzandola ulteriormente; il demonio è invidioso e punta alla divisione, allo scontro, a mettere l’uomo e la donna uno contro l’altra. Giustamente, la Madonna dice che la pace nel mondo inizia dalla pace nelle famiglie. Il dissidio originario è proprio nella rottura del rapporto tra la coppia originaria, che Cristo ha sanato ma che comunque è una ferita che si ripropone ogni volta che ci allontaniamo da Lui.

Oggi satana vuole portare l’umanità alla distruzione attaccando innanzitutto la famiglia. A Ghiaie di Bonate la Madonna aveva preannunciato questo attacco alla famiglia. Il campo di battaglia è proprio quello del rapporto della coppia che deve essere una conquista spirituale, una conquista di fede e di amore, una conquista di umiltà e di reciproca sottomissione. La Sacra Scrittura descrive come Dio vuole il rapporto fra uomo e donna, fatto di pari dignità, reciproca ricchezza e missione condivisa che si manifesta soprattutto nel matrimonio, quando essi si giurano reciproca fedeltà per tutta la vita.

Il matrimonio è un Sacramento. C’è una differenza abissale fra il matrimonio civile e quello religioso; ovviamente quello civile ha una sua dignità ed è anch’esso indissolubile. Nel matrimonio religioso si ha un’elevazione a Sacramento del rapporto della coppia per cui l’amore reciproco degli sposi ha un valore soprannaturale, è l’amore di Cristo per la Chiesa. Nel matrimonio religioso è Cristo che unisce la coppia e in esso c’è la grazia speciale del Sacramento che aiuta nelle difficoltà; ovviamente bisogna corrispondere alla grazia e basta guardarsi intorno per vedere le famiglie cristiane che, attraverso l’impegno quotidiano della preghiera e del compimento della missione, affrontano le difficoltà di tutti i giorni con serenità e affidamento a Dio.

Grazie a Dio ci sono ancora le belle famiglie, sono quelle che tengono in piedi la società! Quella del matrimonio cristiano, celebrato in chiesa, è un’opzione bellissima, è patto eterno d’amore fra uomo e donna che insieme cooperano con Dio nell’opera della Creazione e della Redenzione. Il Sacramento del matrimonio è una vocazione bellissima, diversa ma non inferiore a quella del sacerdozio o della consacrazione. Negli ultimi decenni la Chiesa ha elevato agli altari anche molte coppie cristiane proprio per valorizzarne la missione ed esaltare il valore del Sacramento del matrimonio.

La famiglia è veramente l’agone della battaglia escatologica. La Regina della pace mette spesso in guardia dall’intento di satana di usare tutte le sue forze per distruggere proprio la famiglia. I sacerdoti si mettano in prima linea proponendo ai fedeli tutta la bellezza e la grandezza del matrimonio cristiano. I nemici ci assalgono, è vero: il demonio, infatti, continuamente pungola la coppia per dividerla; il mondo stesso irride e disprezza il matrimonio per creare una società di singoli, proprio perché più facilmente dominabili; la nostra carne, infetta dal peccato originale, è anch’essa un nemico perché siamo tutti inclini al peccato.

È importante combattere per difendere il matrimonio cristiano. Pochi resistono, al giorno d’oggi quanti perseverano fino alla fine? La ricostruzione della famiglia cristiana è un punto di partenza fondamentale per la costruzione del mondo nuovo della pace che la Madonna è venuta a costruire. Il mondo nuovo della pace parte proprio dalla famiglia, da quel patto d’amore fra l’uomo e la donna che Cristo sanziona e rende fecondo di amore e di vita. Invito i giovani a non avere paura ad abbracciare la vocazione al matrimonio cristiano, a fare loro il progetto di Cristo sul matrimonio. Fate vostro il progetto di Dio Creatore di un amore indissolubile per tutta la vita, un amore protetto dalla preghiera, dalle virtù cristiane, alimentato dalla gioia dei figli. Tutto questo è possibile e si realizza accogliendo la grazia di Dio.

La famiglia è la ricchezza più grande che abbiamo. Coltivare i rapporti familiari con genitori, fratelli, nonni, zii, cugini è il bene più grande che possiamo fare a noi stessi; la rete familiare è una rete di amore e protezione. Chi segue la via di Dio raccoglie sempre; chi segue altre vie perde tutto, è triste e afflitto, non ha speranza negli occhi e ha paura del futuro.

Il Sacramento del matrimonio è un’opera meravigliosa a cui invito i ragazzi ad accostarsi. Accoglietevi reciprocamente come marito e moglie davanti a Dio. Preparatevi a ricevere questo Sacramento senza bisogno di anticipare i tempi perché il rapporto d’amore fra uomo e donna è un rapporto fra marito e moglie, non fra fidanzati. Oggi vengono scombinate tutte le regole, si è persa la bellezza dell’inizio di una vita insieme con quel a un amore indissolubilepronunciato davanti a Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla della castità prematrimoniale che oggi è osservata da una piccolissima parte di giovani. La castità è una virtù che andrebbe riscoperta perché dà la pace, dà il dominio di sé, dà la dignità e il rispetto al proprio corpo.

La società di oggi deve riscoprire questi valori. Con le briglie sciolte, l’abolizione delle regole e dei Comandamenti dove siamo arrivati? Siamo più felici di prima? Grazie a Dio possiamo sempre riprendere da capo, ma la società di oggi è simile a un porcile e ci vuole la forza di volontà di tutti per mettere in atto una pulizia sistematica e radicale. L’evoluzione della rivoluzione sessuale, alla fine, ha portato all’involuzione della società che oggi è totalmente immersa nel caos, non ha punti di riferimento, ha perso ogni valore.

Dobbiamo ritornare a Dio e ai Comandamenti. Rimettiamo ordine nella nostra vita. Prendiamo in mano il progetto di Dio Creatore e di Cristo Redentore sulla famiglia e sul matrimonio. Ciascuno, a modo suo e secondo il suo ruolo, viva cristianamente il suo posto all’interno della famiglia: figli, sposi, genitori. Rimettiamo ordine nella nostra vita mettendoci in sintonia con il progetto di Dio. Viviamo rettamente seguendo le vie che portano a una meta reale e santa.

Dio, per nascere, ha voluto farsi uomo nel grembo di una donna. Cristo è stato un embrione e lo ha reso inviolabile. Gesù ha voluto avere un padre e una madre per crescere in una famiglia che se ne prendesse cura con amore incondizionato; pensiamo al ruolo affidabile e fidato di san Giuseppe, padre putativo ma capace di un amore immenso. Gesù ha vissuto l’infanzia con Maria e Giuseppe, suoi genitori terreni e questo significa che sono figure fondamentali nel piano di Dio.

La famiglia è indubbiamente sotto attacco, da più fronti. Ciascuno di noi metta in campo l’impegno a difenderla e a promuoverne la santità e il valore sacramentale della coppia cristiana.

IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 17

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

🔴LIVE🔴I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 23 – TENTARE DIO : SACRILEGIO

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MARIA DOLCE MADRE

TROVI LE PRECEDENTI PUNTATE NELLA SEZIONE CATECHESI DI PADRE LIVIO

23 MARIA MADRE CHE CONSOLA

Avere un amico fidato è una delle grandi consolazioni della vita. Nei momenti di difficoltà, quando rischiamo di essere travolti dalla violenza delle tempeste, o in quelli di solitudine, quando abbiamo bisogno di una parola di incoraggiamento, o in quelli dell’incomprensione, quando nessuno sembra capirci, allora più che mai ci rendiamo conto dell’importanza di avere vicino qualcuno che ci rivolge una parola di conforto. Non è facile tuttavia trovare un amico fidato, che sta dalla nostra parte, anche se il mondo ci condanna, e che si prende difesa di noi quando ci puntano il dito. Non è facile trovare un cuore col quale sfogarci, quando il nostro trabocca di amarezza. I veri amici si conoscono nei momenti difficili e allora ci rendiamo conto che, quando c’è da porgere una mano, si forma il vuoto intorno noi. Anche chi ti sta più vicino, persino quelli della tua famiglia, fanno fatica a condividere col cuore il tuo momento difficile e restano muti, mentre tu attendi invano una parola alla quale aggrapparti come a un’ancora di salvezza.

L’amore incondizionato delle madri è quel dono che Dio ha fatto agli uomini, per aiutarli quando sono soli e abbandonati. La madre non guarda se il figlio ha ragione o ha torto. Non dice: “Ben ti sta! Io te l’avevo detto!”. Non ti giudica e non ti condanna, anche se sei tu il responsabile della situazione nella quale ora ti dibatti. La madre guarda al bisogno del figlio e prima ancora di rimproverarlo, cerca di rianimarlo e di consolarlo. La vita è soggetta a molteplici errori e anche a gravi sbandamenti. Quando siamo caduti a terra facendoci male, non abbiamo bisogno di qualcuno che, passandoci accanto, ci fa la predica su dove avremmo dovuto mettere i piedi. Nel fondo di noi stessi lo sappiamo da soli di avere sbagliato e ci rendiamo conto che stiamo raccogliendo quello che noi abbiamo seminato. Noi, da chi ci ama, in quel momento ci aspettiamo non il rimprovero, ma la comprensione, non una sferzata, ma una mano che ci aiuti a risollevarci.

Maria realizza in modo eccelso questa caratteristica dell’amore materno, che è quella di essere sempre disponibile per aiutare e per confortare, a prescindere dal fatto che ce lo meritiamo o meno. Lei è una madre che riesce sempre a consolare i suoi figli. Puoi essere certo che ti è sempre accanto con la sua presenza discreta, anche quando amici e parenti ti hanno abbandonato. Lei è al tuo fianco con la sua sollecitudine materna, che guarda ai tuoi bisogni senza rinfacciarti le tue colpe.  Il suo sorriso vale più dei fiumi di parole degli uomini. Il suo sguardo guarisce più di qualsiasi medicina. La sua sola presenza infonde la forza per rialzarsi. Chi accoglie Maria come madre non sarà mai solo. Non si troverà mai con l’acqua alla gola, in procinto di affogare, mentre invano grida aiuto. Non sperimenterà mai la terribile situazione di chi è solo, nella selva oscura delle incomprensioni e delle cattiverie umane.

Nella “Valle di lacrime” della vita dobbiamo rivolgere il nostro sguardo verso gli occhi misericordiosi di Maria. La sua vicinanza è la grande consolazione che la divina Misericordia ha donato a ogni uomo. Lo ha sperimentato anche Gesù, negli anni contrastati della sua missione, ma in modo particolare durante la sua passione, quando persino i discepoli, impauriti e increduli, lo hanno lasciato solo. Quando sulla croce Gesù intonava il salmo straziante “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”, la Madre era lì a consolarlo con la sua presenza. Maria è stata la consolazione di Gesù ed è anche la nostra consolazione. Invano cercheremmo presso le creature il conforto che solo Lei è capace di dare. Il suo sorriso addolcisce le nostre amarezze, la sua compassione allevia le nostre ferite, la sua comprensione ci infonde la forza di andare avanti. Per Lei noi siamo prima di tutto i suoi figli, quelli che Gesù le ha affidato, perché potessimo trovare un cuore di madre sempre pronto ad accoglierci.

IL MISTERO DEL NATALE

La strage degli innocenti e la fuga in Egitto

Nell’Antico Testamento era presente la profezia che preannunciava l’inimicizia tra il serpente antico e la Donna e che indicava nel seme della Donna proprio Colui che avrebbe vinto il demonio. È chiaro che l’impero delle tenebre attendeva il momento della nascita di Cristo e quando la profezia si avvera e Gesù Bambino viene alla luce, il male si scatena.

Satana non si è ancora arreso e non vuole perdere il dominio, sia pure parziale, che aveva ottenuto con la caduta originale dei progenitori. Quando il Bambino nasce a Betlemme e una moltitudine di pastori accorre ad adorarlo, il potere delle tenebre si scatena in un modo così violento da lasciare esterrefatti. Erode convoca i Magi, che stavano seguendo la stella che li avrebbe condotti al Re della Storia, e ordina loro di indicare il luogo dove trovarlo.

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più. (Mt 2-7,18)

Erode era un sanguinario, tanto che aveva fatto uccidere tutti i pretendenti al trono, anche i suoi stessi familiari. Appena gli giunge la notizia dai Magi che il Messia annunciato dalle Scritture era nato, si agita e mette in atto quella strage che conosciamo e che ha dell’incredibile per la crudeltà con cui viene perpetrata. Erode ordina di far uccidere tutti i bambini di Betlemme e dintorni nella matematica certezza che tra loro ci fosse anche quel bambino preannunciato dalle profezie.

Dio interviene sempre per attuare il suo piano e lo ha fatto anche in quell’occasione mandando in sogno un angelo a Giuseppe per avvertirlo del pericolo. Anche i Magi erano stati avvertiti da un angelo e fecero ritorno a casa da un’altra strada. La Storia della Salvezza inizia con la nascita di Gesù Bambino e con lo scatenamento del potere delle tenebre che continua durante tutta la vita di Cristo. Nel corso dei tre anni di vita pubblica, satana tenta in diversi Gesù proprio per impedire l’opera della Redenzione.

Gesù ci indica la via da seguire per impedire a satana di prevalere: l’umiltà e la mitezza. È la stessa via che anche la Chiesa è chiamata a seguire nel corso della Storia e nel medesimo tempo, come Gesù ha avuto alle calcagna il demonio per tutta la vita, anche la Chiesa sarà continuamente tentata dal diavolo che la vuole sedurre. Satana vuole prendersi la rivincita con l’umanità dopo che Cristo l’ha redenta e non mancano, soprattutto oggi, gli Erode di turno che vogliono perseguitare la Chiesa.

Come Maria e Giuseppe, allora, confidiamo nella divina Provvidenza e seguiamo la via della salvezza. Camminiamo con fiducia nella Provvidenza; Dio interviene sempre per salvare le sue creature. Di Dio è il potere! Di Dio è la forza! Dio è l’unico e vero padrone della Storia. Nell’umiltà e nella fedeltà a Dio mettiamoci sotto la sua protezione, accogliamo nel nostro cuore il Bambino Gesù e facciamo in modo che trovi un giaciglio degno e accogliente.

IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 16

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

🔴LIVE🔴I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 22 – MAGIA E SPIRITISMO


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