
DOMENICA 25.MA DEL TEMPO ORDINARIO (A)
Cari amici di Radio Maria Buon Domenica,
ringraziamo il Signore risorto per il dono di questo giorno di gioia e di speranza, nel quale sono stati vinti il male e la morte e la luce dell’eternità ha illuminato il cammino della nostra vita.
Andiamo con sollecitudine alla nostra Chiesa, per partecipare con i fratelli e le sorelle all’Eucaristia, nella quale Cristo è realmente presente, per donarci il suo amore e la sua forza.
Rinfranchiamoci nella nostra fede per testimoniarla in questo mondo avvolto dalle tenebre delle menzogna, nella quale gli uomini gemono e piangono senza speranza.
Nel Vangelo di oggi Gesù paragona il Regno dei cieli a un padrone di casa, che esce cinque volte, dall’alba fino alle cinque del pomeriggio, per reclutare dei lavoratori nella sua vigna.
Alla fina dà a tutti un denaro, sollevando la protesta di chi aveva lavorato di più. Ma il padrone li zittisce dicendo: “Ho dato ad ognuno quello che ho pattuito. A te non ho fatto torto.”
Qual è il significato della parabola? Lo comprendiamo se pensiamo che cosa simboleggia il denaro dato a tutti come ricompensa.
Questa moneta non è altro che l’amore di Dio e la vita eterna, che viene concessa a tutti coloro che rispondono alla chiamata e vanno a lavorare nella vigna del Signore, non importa quale sia il momento della loro vita nel quale si convertono.
Questo è un grande messaggio di speranza per i peccatori che camminano lungo la via della perdizione. Non è mai troppo tardi per rispondere alla grazia di Dio che bussa alla porta del cuore.
Non devono farsi scoraggiare dal peso del male e dalla sua apparente ineluttabilità. Se noi lo desideriamo, Gesù scende nell’abisso e prende sulle spalle la pecorella perduta.
Nel medesimo tempo Gesù ammonisce chi è stato sollecito a rispondere alla chiamata fin dall’alba. Non deve presumere e disprezzare chi è arrivato dopo.
La via di Dio è stretta e in salita e richiede umiltà e perseveranza. Tutti dobbiamo aiutarci e tenerci per mano fino a quando siamo arrivati al traguardo.
Ave Maria
Padre Livio
Vangelo
Sei invidioso perché io sono buono?
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 20,1-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Parola del Signore.