DOMENICA DELLA SANTISSIMA TRINITA’

Cari amici,
oggi celebriamo il mistero di Dio che è Uno solo, ma nel suo intimo è una comunione di tre persone, uguali e distinte, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Con l’Incarnazione è il mistero centrale della fede cattolica e come tale trascendo le possibilità della mente umana, sia pure illuminata dalla fede.
Tuttavia ci è dato di comprendere la bellezza sublime di questo mistero, che riguarda Dio nella sua intimità inafferrabile. Dio non è una inaccessibile solitudine, ma una eterna comunione di amore.
Infatti le Tre Persone divine, che sono un solo Dio, sono fra loro relative. Il Padre è colui che genera, il Figlio è colui che è generato e lo Spirito Santo è il flusso di amore fra il Padre e il Figlio.
La mistero della Santissima Trinità, unitamente con quello della Incarnazione, è stato rivelato alla Vergine Maria nel momento dell’Annunciazione quando, grazie al sì dell’Ancella del Signore, il Verbo si è fatto carne nel suo grembo.
Per questo motivo la fede di Maria è e sarà per sempre la fede della Chiesa, in particolare oggi quando le due fondamenta del cristianesimo vengono messe in questione dalla dilagante e arrogante incredulità.
La Santissima Trinità è l’origine e il fine di tutte le cose. Da questo oceano di amore noi veniamo con l’opera della creazione e là siamo diretti grazie all’opera della redenzione e della santificazione.
Teniamo ben fissi gli occhi a questo traguardo della nostra vita, costudendo nella nostra anima la divina presenza, fonte di luce e di gioia nel nostro cammino verso l’eternità.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,16-18
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio»