"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 427 di 1187

SALUTO DA MEDJUGORJE

✨ DIRETTA DA #MEDJUGORJE ✨

⛪ Questa sera, mentre la Santa Messa risuona da Medjugorje, uniamo i nostri cuori ai piedi dell’altare.

Con la Regina della Pace, portiamo a Gesù vivo le intenzioni di tutti voi

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio Puntata 56 – La conversione nello Spirito Santo genera l’umiltà

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Santa Margherita Maria Alacoque


Nome: Santa Margherita Maria Alacoque

Titolo: Vergine

Nome di battesimo: Margherita Maria Alacoque

Nascita: 22 luglio 1647, Autun, Francia

Morte: 17 ottobre 1690, Paray-le-Monial, Francia

Ricorrenza: 16 ottobre

Tipologia: Memoria facoltativa

Canonizzazione:
1920, Roma , papa Benedetto XV

Luogo reliquie: Cappella della Visitazione Basilica del Sacro Cuore

Questa grande Santa fu la confidente del S. Cuore. Nacque il 22 luglio dell’anno 1647 da onorata famiglia, in un piccolo villaggio della diocesi di Autun. Accesa di amore per la Vergine e per l’augusto Sacramento dell’Eucarestia, giovanetta ancora, consacrò a Dio la sua verginità.

All’età di 15 anni, attraversò un periodo di rilassamento: l’amore umano e l’amore divino sembrava che se la contendessero; ma alla fine quest’ultimo trionfò. Iddio l’aveva eletta per rivelarle i tesori ineffabili del suo Cuore. A 23 anni entrò nel monastero della Visitazione in ParayleMonial. È qui dove incominciano le più sublimi ascensioni nella via della santità e dove ammiriamo le visioni e le conversazioni di Margherita col suo Celeste Sposo.

Da parte sua si teneva in grande umiltà e nutriva una devozione particolarissima verso la passione di Nostro Signore. Sentiva compassione per le grandi offese che continuamente laceravano il Cuore Sacratissimo di Gesù e voleva ripararle. Un giorno, mentre pregava ai piedi del Crocifisso, Gesù le mostrò il suo Cuore, acceso di fiamme e circondato di spine, e le disse: « Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini ».

Margherita si adoperò in tutti i modi per propagare la devozione al Sacro Cuore. Non mancarono le pene e le lotte. S. Claudio de la Colombière, suo confessore, la aiutò e così il suo apostolato passò le mura del monastero e si diffuse nel mondo

Margherita ricevette così dal suo direttore spirituale l’ordine di scrivere le sue esperienze ascetiche. Ella però inizia l’autobiografia sottolineando tutto la sua repulsione per quanto le viene chiesto:

«Soltanto per amor Tuo, o mio Dio, mi sottometto all’obbedienza di scrivere queste memorie e ti chiedo perdono della resistenza che fino ad ora ti ho opposta. E siccome Tu solo sai quanto forte sia la mia ripugnanza, Tu solo puoi concedermi la forza di superarla.»

«Devo farmi estrema violenza per scrivere tutte queste cose che avevo tenute nascoste con tanta gelosia e tante precauzioni per il futuro.»

«Queste parole mi dettero un gran coraggio, ma la paura, che questo mio scritto cada sotto lo sguardo altrui, continua.»

Molte sono le promesse che il Sacro Cuore per mezzo di S. Margherita fece ai fedeli che praticano questa devozione. Fra tutte spicca « La Grande Promessa »: « Tutti coloro che si comunicheranno nei primi venerdì di nove mesi consecutivi avranno la grazia della perseveranza finale; non morranno in mia disgrazia, nè senza ricevere i Ss. Sacramenti. Io stesso sarò loro sicuro asilo in quell’ora ».

Il 17 ottobre del 1690, Margherita, quasi consunta dall’amor di Dio, spirò serenamente nel dolcissimo amplesso di quel Cuore che tanto aveva amato. Moltissimi furono i miracoli operati per la sua intercessione e Benedetto XV l’iscrisse tra i Santi. Il Sommo Pontefice Pio XI ne estese l’Ufficio a tutta la Chiesa.

PRATICA. Facciamo i primi nove venerdì per assicurarci la salvezza eterna.

Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Dicembre 2000 – Terza Parte

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Le notti all’istituto di medicina legale Abu Kabir, dove si cerca l’identità degli ostaggi uccisi

Micol Flammini – 16 ott 2025 – Il Foglio

Hamas non rispetta l’accordo, usa i cadaveri per  prolungare la prima fase del piano e riprendere il controllo di Gaza. Il disarmo e il compromesso

Tel Aviv, dalla nostra inviata. L’istituto di medicina legale Abu Kabir di Tel Aviv è il posto in cui gli israeliani hanno imparato a ricevere i dettagli delle atrocità del 7 ottobre: nell’edificio furono portati i corpi dei civili massacrati da Hamas, nell’edificio in questi giorni entrano i corpi che Hamas sta rimandando indietro troppo lentamente, senza rispettare i termini dell’accordo con Israele per implementare la prima fase.

All’Abu Kabir le famiglie dei morti ricevono la conferma che la salma irriconoscibile è stata un tempo loro padre, figlio, fratello.

 Lunedì il gruppo della Striscia ha consegnato i corpi di quattro ostaggi, martedì ne ha rimandati altri quattro, ma uno non apparteneva a nessuno dei rapiti, era di un palestinese con addosso la divisa di Tsahal. Non è la prima volta che Hamas restituisce un corpo che non appartiene a un ostaggio. I terroristi hanno detto che si trattava dei resti di un soldato ucciso durante un’operazione del 2024 a Jabaliya. Tsahal ha negato che il corpo di un soldato israeliano caduto in combattimento sia finito nelle mani  dei terroristi.

Il lavoro sui resti  che hanno atteso due anni per essere restituiti è interminabile, del passato rimane poco e i dottori trascorrono la notte nel tentativo di identificarli. Escono stravolti, parlano a monosillabi. Sanno soltanto che il gioco di Hamas con i corpi degli uccisi andrà avanti a lungo.  A lungo andranno avanti le loro notti.  A lungo le famiglie attenderanno un segnale: vengono convocate all’Abu Kabir soltanto quando c’è la conferma dell’identità del corpo. 

Con la tortura imposta alle famiglie dei rapiti uccisi, Hamas  allunga  la prima fase dell’accordo per consolidare il potere perso nella Striscia. “In questi primi giorni, Hamas ha cercato di reimporre la sua  sovranità, sfidando i clan armati tra Khan Younis e la città di Gaza”, dice Michael Milshtein, analista del Dayan Center, grande conoscitore della storia e della strategia di Hamas. 

“Non è la stessa organizzazione di due anni fa, ha perso uomini, mezzi, comandanti e non è semplice riprendere il controllo. Ma può contare sull’ideologia, sulla fedeltà dei suoi membri e fino a questo momento sta avendo la meglio su almeno due dei clan rivali”.

La seconda fase dell’accordo prevede che il gruppo venga disarmato e passi il potere a un’amministrazione tecnica. Questa sembra la parte più difficile  del piano: Hamas vuole sopravvivere, è per questo che ha scelto di liberare gli ostaggi, ora tiene di più alle sue armi. 

I leader arabi che sostengono il piano di Donald Trump stanno cercando soluzioni alternative: “Gli egiziani hanno proposto di congelare l’arsenale del gruppo, il Qatar  vuole  fare una distinzione fra armi offensive  e quelle difensive. I paesi arabi conoscono la natura di Hamas e probabilmente convinceranno Trump ad accontentarsi di un compromesso che non rovini il cessate il fuoco”.

Secondo Milshtein, sarà questo l’unico modo per mandare avanti l’accordo. Ma prima ci sono le notti all’Abu Kabir, ci sono le analisi dei medici che uscendo con il volto distrutto sussurrano una sola consolazione: almeno sono tornati a casa. Per vedere tornare gli ostaggi vivi e morti, Israele si è ritirato dietro a quella che viene definita la “linea gialla” e ha scarcerato circa duemila detenuti palestinesi, alcuni arrestati dopo il 7 ottobre, più di duecento condannati all’ergastolo per atti di terrorismo:

“Far uscire dalle prigioni i detenuti ha un peso emotivo  sulla società israeliana”, spiega l’analista. Il dolore per queste scarcerazioni gli israeliani lo hanno sentito ogni volta che hanno scelto di liberare un numero sproporzionato di detenuti per vedere tornare un ostaggio, “è un dilemma antico, ma finora la scelta è sempre stata una: fare di tutto per riavere gli ostaggi. Nonostante il rischio”.

Fra i terroristi rilasciati c’è un nome che spicca: Mahmoud Issa, leader della cellula “unità speciale 101” di Gerusalemme est. Ora la cellula è di nuovo al completo e Milshtein è certo che Issa assumerà un ruolo di comando.  Hamas si prende il tempo per rafforzarsi. Nel frattempo, le notti all’Abu Kabir si trascinano. La strada che porta all’istituto è accompagnata da una schiera di bandiere. Sono il corridoio di saluto per gli ostaggi che ormai hanno soltanto una storia da raccontare: la loro morte. 

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MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

7. «Le ideologie che vi distruggono sono passeggere» (25 giugno 2025)

In questo Messaggio la Madonna utilizza il termine “ideologie”. In altri Messaggi aveva nominato apertamente il modernismo. Nel dopoguerra, anche nei Paesi di antica cristianità, hanno preso piede le ideologie moderne che escludono il soprannaturale e che si riflette in una dittatura del relativismo. Oggi nel mondo c’è una situazione di caos ideologico e la Madonna ha analizzato questo processo che è un piano satanico e che porta all’abbandono della fede cristiana, al rifiuto di Cristo, alla negazione del Vangelo. Con il paganesimo moderno l’uomo ha messo se stesso al posto di Dio e, di conseguenza, è schiavo di satana.

La Madonna ha riconosciuto che c’è stato un passaggio al paganesimo, all’ateismo, all’idolatria, alla sottomissione di ideologie che sono sottomissione umana, sono passeggere. Di fatto, ogni visione della realtà è passeggera perché viene negata, contraddetta e superata da chi ne introduce una nuova. Si tratta di opinioni, non di Verità. Prima che tutto questo avvenisse la vita era plasmata dalla fede.

A differenza delle ideologie, la fede è un dono divino, è un complesso di Verità che Dio stesso ha rivelato e che si trova nella Sacra Scrittura, che è Parola di Dio. Gesù stesso è la Via che salva, è la Verità eterna e la Vita che non muore mai.

Siamo passati dal dono di Dio che è la fede che eleva, che ci apre al Cielo, ci porta all’immortalità, ci conduce alla Gerusalemme celeste, alle ideologie umane. Abbiamo abbandonato la fede rivelata da Dio per seguire le ideologie umane moderne che sono prodotte dagli uomini e che, tra l’altro, non sono nate come ricerca della verità. Il pensiero moderno cerca di liberarsi dal Cristianesimo. Il modernismo è un’ideologia che ha come scopo di eliminare il Cristianesimo. La storia delle idee, dal Rinascimento in poi, è rancorosa, è tutta rivolta a “picconare” il Cristianesimo e a puntare verso forme di liberazione che in realtà sono vizi, perversioni, schiavitù peggiori. I vizi capitali sono le virtù del mondo moderno!

Il mondo ormai sembra quasi affogare in uno stagno maleodorante proprio perché ha rifiutato Cristo e la Croce. La Madonna ha detto che l’umanità ha scelto per la morte, è vero. L’umanità ha rifiutato la vita, che è Cristo, e ha abbracciato le ideologie che sono ragnatele rancorose in cui rimane lei stessa impigliata. Siamo veramente sull’orlo del precipizio, basta poco perché il mondo salti all’aria. La Terra è diventata inabitabile: comandano i prepotenti, il massacro degli esseri umani è coperto ma grida al Cielo. Eliminando il Cristianesimo l’umanità è precipitata nell’oblio.

Queste ideologie anticristiane, che la Madonna ha riassunto nella parole modernismo, sono opera di satana. Con il modernismo satana ci devia e ci mette sulla sua via. Queste ideologie di cui l’umanità addirittura si vanta ci portano alla morte, ci stanno distruggendo. Quando si è fuori dalla Verità ci si riduce a mendicanti che dal mondo ricevono poco o niente, briciole inconsistenti di cui non possiamo certamente nutrirci. Il mondo offre ideologie che distruggono la nostra vita spirituale. Le parole della Madonna sono profonde, illuminano, ci danno la possibilità di vedere la miseria del mondo moderno, di capire lo stato di degradazione in cui è caduto l’Occidente abbandonando Dio.       
Accogliamo le parole della Regina della pace perché vengono veramente dal Cielo.

«Cari figli! Anche oggi ringrazio l’Onnipotente di essere con voi e di potervi guidare verso il Dio d’amore e di pace. Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere. Io vi chiamo, figlioli, ritornate a Dio perché con Dio avete il futuro e la vita eterna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 giugno 2025 (Con approvazione ecclesiastica)

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