"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 424 di 1186

IL PENSIERO QUOTIDIANO

21. L’ attacco di satana “sciolto dalle catene”

L’accecamento collettivo, nel quale l’umanità si trova in questo passaggio storico, impedisce alle moltitudini di avere piena consapevolezza dei pericoli che stanno correndo.

Nel mondo, infatti, cresce la malvagità e il disprezzo della vita in un modo così rapido da mettere a rischio il futuro.  Per la prima nella storia l’uomo ha la possibilità di distruggere il pianeta su quale vive, rendendolo inabitabile.

Fin’ ora si è pensato che l’equilibrio del terrore sarebbe bastato ad evitare la catastrofe. Ora, però, l’ondata di odio che straripa dai cuori potrebbe travolgere ogni argine e rendere possibile ciò che è inimmaginabile.

Questa corsa irrefrenabile verso l’abisso è dovuta al fatto, come ha rivelato la Madonna, che “satana è sciolto dalle catene”, facendo riferimento al tempo dell’Apocalisse nel quale l’umanità è entrata.

L’obbiettivo di Satana, come indicato dai Messaggi della Regina della pace, è quello di mettere sé stesso al posto di Dio, in modo tale da poter distruggere il mondo e di trascinare le anime all’inferno.

L’attacco inaudito di Satana, volto a distruggere l’opera della creazione e della redenzione, è la ragione per la quale Cristo ha inviato Maria sulla terra per affrontarlo e per impedirgli di prevalere.

Questa è la ragione della straordinaria presenza della Madonna a Medjugorje e della sua opera di guida e di rafforzamento della Chiesa che, senza questo potente aiuto del Cielo, non reggerebbe all’ondata infernale che si sta abbattendo sul mondo.

Ai sacerdoti increduli la Madonna ha precisato che non è la prima volta che Lei scende dal Cielo sulla terra per aiutare la Chiesa in difficoltà. Tanto più, osserviamo noi, in questo nostro tempo nel quale satana sta sferrando il suo più furioso attacco.

Per respingerlo e per portar l’umanità in un tempo di pace la Madonna chiama al suo servizio, senza escludere nessuno. Quelli che rispondono vinceranno con Lei.

RADIO MARIA BIELORUSSIA

Mi chiamo Eugenia
di Radio Maria Bielorussia

La Bielorussia è una terra di persone silenziose.
I cattolici bielorussi sono particolarmente umili e discreti — per natura, ma anche a causa della realtà in cui vivono.
Negli ultimi cinque anni, la situazione nel nostro Paese è peggiorata drammaticamente.
Oggi in Bielorussia ci sono più di mille prigionieri politici, torturati nelle carceri.
Oltre seicentomila persone sono state costrette a fuggire dalla loro terra per salvare la propria vita, la libertà, la famiglia.
Viviamo in un tempo in cui le famiglie sono divise, in cui i genitori non possono vedere i figli, in cui non è possibile tornare a casa nemmeno per il funerale di una persona amata.
Viviamo in un Paese dove parlare la propria lingua madre è diventato un atto di coraggio.
Si insegna a scuola, ma se la usi nella vita quotidiana, la gente ti guarda con sospetto: “Forse pensi qualcosa che non dovresti pensare?”
Quasi tutti i progetti caritativi sono stati chiusi.
Molte chiese protestanti sono state soppresse.
Ai cattolici è stato tolto uno dei loro simboli più noti della fede — la Chiesa Rossa di Minsk.
Un giorno la parrocchia ha ricevuto l’ordine di lasciare immediatamente l’edificio, e da allora non vi è più potuta tornare.
Ora la chiesa è sigillata, silenziosa.
Perfino pregare sui suoi gradini è vietato.
Anche i sacerdoti sono perseguitati.
Di tanto in tanto arrivano notizie terribili: uno è stato arrestato, un altro interrogato, un terzo perquisito.
Due sacerdoti stanno scontando pesanti condanne con l’accusa di “tradimento dello Stato”.
È come se le ombre del comunismo fossero tornate sulla nostra terra.
Immaginate un sacerdote a cui è proibito celebrare la Messa in prigione, che non può incontrare il proprio vescovo, costretto ai lavori più duri, e al quale è vietato parlare con gli altri detenuti — solo perché è sacerdote.
E la cosa più terribile è il silenzio.
Nessuno ne parla.
Le persone che sono rimaste in Bielorussia hanno paura.
Si nascondono, cercano solo di sopravvivere.
Sono persone silenziose, tristi — rinchiuse nel loro Paese, nelle loro case, nel proprio silenzio.
Quando parlo di tutto questo, sento la paura — la paura che anche queste parole possano essere pericolose, che la verità possa rendere tutto ancora più difficile.
Eppure, in questo silenzio c’è qualcosa di più profondo della paura.
Il silenzio in Bielorussia non è soltanto un segno di disperazione — è anche preghiera, dignità, fedeltà.
È un modo per sopravvivere, per conservare la propria anima e la propria fede.
È un silenzio che dice senza parole: Noi siamo qui.
E tuttavia, in questa oscurità ci sono piccole luci che non si spengono.
La nostra radio è una di queste luci.
In queste condizioni sentiamo quanto le persone abbiano bisogno di noi.
Siamo diventati un luogo, un’isola, dove persone di cultura, artisti, musicisti, sacerdoti e credenti possono venire per condividere la loro verità e la loro fede.
Siamo uno spazio in cui l’anima della Bielorussia — la sua lingua, la sua cultura, la sua fede — continua a vivere.
La gente viene da noi.
Ci porta le proprie storie, il proprio dolore, la propria speranza.
Facciamo ciò che sembra impossibile.
E la cosa più sorprendente è che esistiamo ormai da quasi nove anni — nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà economiche dei nostri benefattori.
Perché abbiamo bisogno di sostegno?
Perché possiamo fare di più.
I bielorussi fanno tutto il possibile per mantenere viva la nostra radio, e sono molti, ma non basta.
Potremmo registrare più programmi, viaggiare di più, raggiungere più persone.
Il nostro studio si trova in un antico edificio di una sinagoga che necessita di costanti riparazioni, e le nostre attrezzature — dopo tanti anni di servizio — sono ormai logorate.
Vogliamo fare ancora più bene, finché possiamo.
Vogliamo portare alle persone la speranza, la Parola di Dio, la loro cultura, la loro voce.
Perché attraverso la nostra voce — attraverso questo silenzio — il mondo può sentire il respiro della Bielorussia.

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“Un fiume di Pace scorra tra la gente piena di odio e senza pace” – Medjugorje 25-2-1995

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Pensieri sui Vangeli Festivi: XXIX Domenica del Tempo Ordinario – di Padre Livio


Vangelo

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,1-8
 
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
 
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
 
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
 
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore

MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

8. «Con Dio avete un futuro e la vita eterna» (25 giugno 2025)

In questo Messaggio la Regina della pace fa una sorta di paragone tra quello che riceviamo da Dio e quello che riceviamo da satana. Abbiamo di fronte a noi la via del bene e la via del male. La via del bene, come sappiamo, è lunga e in salita, ma quando si arriva in cima si è pieni di gioia, serenità e pace. La via del bene è certamente impegnativa, richiede rinunce ma dà una ricompensa intima con la gioia della divina presenza e con la serenità di sentirci illuminati dalla sua luce, di godere della sua pace, di essere nella prospettiva del Paradiso. Questa tranquillità interiore è sperimentabile, la provano quelli che sono sulla via del bene, che si sentono in pace e non hanno nemmeno paura della morte perché sanno che li attende il Signore.

La via del male, invece, è ampia, invitante, piena di false luci, attraente; la via del diavolo è infestata dalle ideologie che sono quelle elaborazioni sul senso della vita che la mente umana produce cercando di soddisfare i propri istinti, i propri vizi.

Molti percorrono la via del male, la via di satana. Sulla via di satana – che è la via dove non c’è Dio, non c’è la Verità, non c’è luce, non ci sono i Comandamenti – veniamo distrutti dal male. Così come possiamo sperimentare la pace interiore quando siamo sulla via del bene, allo stesso modo sentiamo l’inquietudine e la coscienza che rimorde quando commettiamo il male. Il male ci degrada, ci distrugge, ci opprime, ci rende infelici, fa di noi dei diavoli.

A questo riguardo, la Regina della pace aveva dato un Messaggio che molto calzante: «non permettete che satana si impadronisca dei vostri cuori, così da diventare la sua immagine anziché la mia» (30 gennaio 1986). La via del male ci rende a immagine di satana, la via del bene ci rende a immagine di Maria e ci rende persone che fanno del bene e lo distribuiscono agli altri.

La Madonna ci dice che ci sono queste due vie: quella della Verità, del bene, dell’amore, della pace che è la via di Dio e quella del male, dove non c’è Dio, dove le ideologie distruggono la visione morale della vita e ci lasciano in balìa dei vizi più nefasti portandoci alla morte spirituale. Le ideologie sono passeggere, non lasciano nulla. La Regina della pace è qui da così tanto tempo a richiamare l’umanità alla conversione, al ritorno a Dio. La grazia di Dio ci fa percepire il male che c’è in noi e il fango che ci circonda; grazie alla luce di Dio e alla voce della coscienza che rimorde possiamo cambiare vita, convertirci, tornare sulla strada giusta.

Questa grazia che tocca i cuori è ottenuta dalla preghiera dei buoni che pregano, dagli angeli, dai santi, da Maria stessa che prega e intercede per i peccatori. C’è questa luce di grazia che entra, risveglia la coscienza e sostiene nel cammino di conversione.

La Madonna è qui a chiamare alla conversione il mondo immerso nelle tenebre dell’ombra e della morte. La Regina della pace è qui a dare la chiamata della speranza, a farci uscire dalla caverna, dalla melma del male in cui siamo immersi. Questo è l’invito della Madonna: spezzate le catene con le quali satana vi tiene al guinzaglio e vi porta alla perdizione eterna. È Verità! È Vangelo. La schiavitù sotto la dittatura di satana è già un inferno anticipato, ma finché siamo vivi abbiamo la possibilità di cambiare strada. Ecco perché la Madonna, nel Messaggio del 25 giugno 2025, ci ha invitato a tornare a Dio perché con lui abbiamo un futuro e la vita eterna.

Dal dopoguerra in poi c’è stato un processo sistematico di abbandono della fede. Domandiamoci: senza Dio stiamo bene? Senza Dio siamo in balìa di satana, dell’odio, della prepotenza, dell’empietà, dell’indecenza. Satana si prende gioco di noi. Siamo sull’orlo della distruzione e della morte globale. Mai, nel corso della Storia, l’umanità è stata così vicina all’abisso dell’autodistruzione. È sufficiente premere un pulsante perché il mondo venga distrutto e se finora non è accaduto è perché la Madonna ha provveduto a proteggerlo impedendo l’irreparabile.

Bisogna resistere al demonio e cacciarlo dalla porta del nostro cuore appena vi si avvicina. Bisogna cambiare vita. È certamente difficile perché, come abbiamo detto, la via del bene è stretta e in salita, comporta la rinuncia al male e la resistenza alle tentazioni. La rinuncia è difficile da praticare, ma porta una pace e una gioia nel cuore che è un anticipo di Paradiso sulla Terra. Sulla via del male l’umanità è arrivata sull’orlo dell’abisso, siamo a un secondo dalla mezzanotte intesa come fine del mondo.

Con la conversione, rinunciando alle ideologie che distruggono e che ci rendono a immagine di satana, abbiamo un futuro di pace e di prosperità. La Gospa ha detto: «Cari figli, questo è tempo di grazia. Figlioli, oggi, in modo speciale, assieme a Gesù Bambino che tengo fra le braccia, io vi do la possibilità di decidervi per la pace. Attraverso il vostro “sì” alla pace e la vostra decisione per Dio vi si apre una nuova possibilità per la pace. Soltanto così, figlioli, il tempo di questo secolo sarà per voi un tempo di pace e di prosperità. Perciò mettete il neonato Gesù Bambino al primo posto nella vostra vita e Lui vi condurrà sulla via della salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 dicembre 1999).

Abbiamo un futuro se torniamo a Dio, se ci convertiamo, se iniziamo a pregare, se osserviamo i Comandamenti. Satana ci porta al macello globale, basta guardarsi intorno! Satana è il regista della violenza che quotidianamente si perpetua nel mondo. Solamente con Dio abbiamo la vita eterna. La morte è solo un passaggio con il quale lasciamo il corpo e l’anima va nell’eternità della purificazione temporanea, della beatitudine eterna o della perdizione infernale.

Con Dio abbiamo la vita eterna, la luce perpetua del suo amore. Con satana abbiamo l’eternità dannata in sua compagnia. Già in questa vita, con Dio nel cuore, possiamo godere della sua luce, della sua presenza, dell’amore con i fratelli e abbiamo la prospettiva del Paradiso, senza avere paura della morte perché sappiamo che cosa ci attende: l’amore infinito di Dio e dei fratelli. Il Paradiso è proprio la comunione eterna dell’amore che la Santissima Trinità chiama tutti a partecipare in Cristo.

Ciascuno decida da che parte andare e preghiamo anche per coloro che, percorrendo la via ampia di satana, credono di arrivare alla felicità. Satana è un imbroglione, non mantiene mai quello che promette, ci distrugge con quello che ci offre.

Decidiamoci per Dio, con lui avremo un futuro e la vita eterna.

«Cari figli! Anche oggi ringrazio l’Onnipotente di essere con voi e di potervi guidare verso il Dio d’amore e di pace. Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere. Io vi chiamo, figlioli, ritornate a Dio perché con Dio avete il futuro e la vita eterna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 giugno 2025 (Con approvazione ecclesiastica)

💐CON AFFETTO: BUON COMPLEANNO A SUA EMINENZA IL CARDINALE ERNEST SIMONI🙏〽TANTE PREGHIERE DA TUTTA LA GRANDE FAMIGLIA DI RADIO MARIA!🙏

Putin vuole riportare il rapporto con Trump a prima dell’Alaska

Micol Flammini – 18 ott 2025 – IL FOGLIO

Favori e divisioni fra il capo del Cremlino e il presidente degli Stati Uniti, in attesa del vertice di Budapest

Per raggiungere Budapest, il capo del Cremlino, Vladimir Putin, dovrebbe affrontare un viaggio molto complicato. L’Ungheria non ha sbocchi sul mare, è al centro dell’Europa, confina con paesi che molto difficilmente darebbero all’Ilyushin Il-96-300PU (PU sta per punkt upravlenija, punto di comando), l’aereo con cui viaggia il capo del Cremlino, il permesso di sorvolare i loro cieli. L’Ungheria confina con l’Ucraina e sarebbe folle pensare che Putin possa tentare un sorvolo del paese che ha invaso.

Raggiungere l’Europa è un’impresa e forse al capo del Cremlino resterebbe una sola opzione per recarsi al vertice concordato con Donald Trump, durante la telefonata di giovedì sera. L’unico punto di ingresso accessibile a un aereo del governo russo potrebbe essere la Serbia, che confina con l’Ungheria, ma che comunque è tortuoso raggiungere. 

Un volo che normalmente dovrebbe durare due ore e mezza, impiegherà un tempo spropositato ma, dopotutto, è stato proprio Putin a sovvertire le regole dello spazio aereo dei paesi europei con la sua guerra contro l’Ucraina. 

Dopo aver ottenuto un accordo  in medio oriente, il presidente americano Donald Trump vuole consolidare la sua nomea di pacificatore arrivando a un accordo che fermi anche la guerra della Russia contro l’Ucraina. Per farlo ha bisogno di mettere al tavolo dei negoziati il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ieri è stato a Washington per pranzare con lui, e il capo del Cremlino, Vladimir Putin, con il quale potrebbe incontrarsi presto a Budapest.

 Dopo aver permesso che Putin atterrasse in Alaska il 15 agosto, negli Stati Uniti, camminasse sui tappeti rossi stesi dai soldati americani, Trump potrebbe regalare al capo del Cremlino la possibilità di valicare un’altra linea rossa rimettendo piede in un paese dell’Unione europea. L’incontro fra Trump e Putin in Alaska, al di là delle immagini, non era andato affatto bene. Putin era dovuto andare via in anticipo perché Trump aveva cancellato la cena in cui i due avrebbero discusso di cooperazione futura. Fino al vertice di Ferragosto, Putin pensava di avere Trump in pugno: ha sempre ritenuto il capo della Casa Bianca manipolabile. Invece la sua retorica e la sua pedanteria nel riferire le sue ragioni storiche a giustificazione della guerra all’Ucraina, hanno infastidito Trump.

Il presidente americano vuole dei risultati, il fallimento dell’Alaska è stato una macchia sul suo lavoro da pacificatore e anziché pensare di aver sbagliato qualcosa nell’approccio morbido con Putin, si è offeso con il capo del Cremlino. Putin lo ha capito e per due mesi, dal vertice di Ferragosto alla sua ultima telefonata con il presidente americano, in ogni discorso pubblico non ha perso occasione per lodare Trump.

Lo ha adulato, ne ha celebrato le doti come leader e come mediatore, ha ripetuto che con lui questa guerra non ci sarebbe mai stata. Ogni evento pubblico si è trasformato in un atto di celebrazione del presidente americano. 

Putin ha cercato spesso di utilizzare i risultati mediorientali di Trump per proporsi come alleato – sia con la Repubblica islamica dell’Iran sia nella mediazione fra Israele e Hamas – ma la Casa Bianca ha sempre preferito lasciare Putin fuori da ogni accordo o mediazione. Così al capo del Cremlino non è rimasto che usare il medio oriente per unirsi al coro di chi ha proposto Trump per il premio Nobel per la Pace, ben sapendo che l’ostacolo per la futura vittoria del presidente americano potrebbe essere proprio la mancata soluzione della guerra in Ucraina.

 Nel parlare di Trump, Putin è parso spesso docile. Il motivo è semplice:  pensa di riottenere il favore del presidente americano e di poterlo  convincere a forzare l’Ucraina a cedere le regioni che l’esercito russo non ha conquistato. 

Il lavoro al Cremlino in realtà è di squadra. Il capo non ha attaccato il presidente americano neppure quando l’arrivo dei missili a lungo raggio Tomahawk in Ucraina pareva una decisione già presa. Ha lasciato che fossero i suoi scagnozzi ad attaccare gli Stati Uniti e a minacciare l’arrivo di una guerra più estesa.

Putin è rimasto nel suo silenzio e, soltanto giovedì, si è preso la briga di lasciar trapelare dal comunicato finale della telefonata con Trump che la fornitura dei Tomahawk a Kyiv era stata discussa.

 Nel frattempo Kirill Dmitriev, il capo del Fondo russo per gli investimenti all’estero, ha continuato a lavorare da tessitore di sintonie fra Stati Uniti e Russia, proponendo, da ultimo, anche la costruzione di un tunnel lungo 100 chilometri per collegare i due paesi passando sotto lo Stretto di Bering. Il costo dell’opera sarebbe di 65 miliardi di dollari.

 La vera lezione che Putin ha imparato dall’Alaska è che per ottenere il favore di Trump bisogna offrirgli una vittoria in cambio, ed è proprio questo il punto di scontro fra i due: se vince l’uno non vince l’altro e non ci sono tunnel che potrebbero unire le due posizioni.  

San Luca


Nome: San Luca

Titolo: Evangelista

Nascita: I secolo, Antiochia di Siria

Morte: 18 ottobre 93, Tebe

Ricorrenza: 18 ottobre

Tipologia: Festa

Protettore:
dei pittori, degli artisti, chirurghi, dei medici, notai, degli scultori

Luogo reliquie: Cattedrale di San Vito – Basilica di Santa Giustina

L’Evangelista S. Luca nacque in Antiochia di Siria, da genitori pagani. Imparò la scienza medica e, allo scopo di perfezionare le sue cognizioni, intraprese diversi viaggi nella Grecia e nell’Egitto. Si portò poi a Troade per esercitarvi la sua professione: ma qui il Signore l’attendeva per un’altra missione più grande. Essendo passato di là l’apostolo Paolo a predicare il S. Vangelo, Luca, conquistato dalla verità, volle seguirlo nel sacro ministero e gli fu compagno fedelissimo fino alla morte.

Verso il 60, mentre Paolo si trovava prigioniero a Cesarea, Luca scrisse, per divina ispirazione, il terzo Vangelo in lingua greca, che si distingue per la sua chiarezza ed eleganza.

Questo Vangelo è dedicato a Teofilo, che era un famoso cristiano di Antiochia, ma nello stesso tempo è indirizzato a tutti i Cristiani e a tutti quelli che vogliono salvarsi, siano essi ebrei o pagani: il regno di Dio è aperto a tutti. Egli voleva dimostrare la bontà e la misericordia di Dio, e perciò racconta gli episodi e le parabole più commoventi.

Eloquentissime sono le parabole del buon samaritano, della pecorella smarrita, del fariseo e del pubblicano, di Zaccheo e del figliuol prodigo, che ci manifestano l’infinita misericordia di un Dio morto per noi sulla croce e che perdona agli stessi suoi crocifissori: « Padre, perdona loro, perché non sanno quel che fanno ».

Il santo evangelista si diede anche alla predicazione ed evangelizzò la Macedonia, la Dalmazia, l’Italia e la Gallia. Durante la prigionia di S. Paolo in Roma scrisse gli « Atti degli Apostoli » in cui narra la storia dei primi anni della Chiesa e particolarmente i viaggi di S. Paolo. Ma la tradizione ci dice che S. Luca, oltre che medico, era pure pittore. Devotissimo della Madonna, è tra gli Evangelisti quello che ne parla più diffusamente. Non può non averla vista, non averle parlato: lo dimostrano anche le belle immagini della Vergine che ci furono tramandate sotto il suo nome.

Mori nella Bitinia, all’età di 84 anni. Le sue venerate spoglie vennero deposte nella città di Costantinopoli, assieme a quelle di S. Andrea, nella basilica dedicata ai dodici Apostoli. Giunsero poi a Padova, dove tuttora si trovano nella Basilica di Santa Giustina. S. Paolo lo chiama « medico carissimo » e « quel fratello di cui la lode pel vangelo risuona per tutte le chiese ».

Il suo simbolo è un toro alato, perché il primo personaggio che introduce nel suo Vangelo è il padre di Giovanni Battista, Zaccaria, sacerdote del tempio e responsabile del sacrificio di tori.

PRATICA Il Vangelo sia la regola della nostra vita.

Tirate storiche, voci alzate e un pranzo annullato: la ricostruzione dell’incontro Trump-Putin, in Alaska

di Viviana Mazza – Corriere della  Sera – 7 Ottobre 25

La ricostruzione del vertice di Ferragosto tra Trump e Putin: mentre il leader Usa era certo di avere tra le mani un’ottima offerta, il presidente russo si è lanciato in una disamina storica tesa a dimostrare come l’Ucraina sia territorio russo. Trump, alzando la voce, ha minacciato di andarsene: e ha poi annullato il pranzo in programma

WASHINGTON – Quando il presidente Trump è arrivato in Alaska lo scorso ferragosto, si aspettava che ci fosse davvero la possibilità di un accordo con Putin per porre fine alla guerra in Ucraina. Ma una volta atterrato ad Anchorage, il leader russo ha respinto la sua proposta e ha iniziato di fargli «una lezione di Storia». 

Lo racconta il Financial Times, e il tema è più che mai rilevante in vista del prossimo incontro Trump-Putin tra «un paio di settimane» a Budapest. Ad Anchorage, Putin era stato accolto con un tappeto rosso, aveva sorriso molto tra strette di mano e pacche sulle spalle con Trump. Ma una volta chiuse le porte, l’atteggiamento caloroso era sparito. 

Secondo le fonti del quotidiano, Putin avrebbe subito rifiutato l’offerta di una rimozione delle sanzioni in cambio di un cessate il fuoco, insistendo che la guerra finirà solo quando l’Ucraina si arrenderà e cederà i territori nel Donbass. Il presidente russo ha poi iniziato a parlare di principi medievali come Rurik di Novgorov e Jaroslav detto il Saggio, di leader cosacchi come Bohdan Khmelnytsky, personaggi spesso da lui citati per sostenere l’idea che Ucraina e Russia siano una sola nazione. 

Trump, sorpreso, avrebbe alzato la voce più volte e ad un certo punto avrebbe minacciato di andarsene, ma alla fine ha accorciato l’incontro cancellando il pranzo dove le delegazioni allargate avrebbero dovuto discutere di rapporti e cooperazione economica tra i due Paesi. I giornalisti si precipitarono prima del tempo alla conferenza stampa che era stata prevista più tardi. L’unico problema per Putin è che quell’incontro ha portato Trump ad essere maggiormente predisposto a fare concessioni a Kiev, cercando puti di pressione su Putin. 

Ma comunque il presidente americano, oltre a vendere armi agli alleati della Nato e applicare il 25% di dazi aggiuntivi sui prodotti indiani in risposta al continuo acquisto di petrolio russo, non ha ancora approvato i missili a lungo raggio Tomahawk, né le sanzioni secondarie più dure contro la Russia per cui spingono anche molti repubblicani al Congresso Usa. Molti credono che la ragione è che Trump vuole ancora spingere per l’accordo con Putin, perché – come ha spiegato la sua portavoce Karoline Leavitt giovedì – il presidente americano crede ancora che sia possibile porre fine con la diplomazia a questa guerra. 

Il presidente americano rifiuta di definire il summit in Alaska un fallimento, e ha detto ai giornalisti che è un evento che ha «preparato la scena». Ma già prima del summit c’erano state subito critiche da parte di alcuni funzionari europei nei confronti di Steve Witkoff, per aver frainteso le reali possibilità di un accordo di pace con Putin quando lo ha incontrato nel suo viaggio ai primi di agosto a Mosca che ha aperto la strada al summit in Alaska. Dopo quell’incontro di tre ore tra l’inviato speciale di Trump e il leader russo, gli americani avevano detto agli alleati che un accordo era all’improvviso possibile, che Putin era sembrato più flessibile sui territori rispetto a precedenti incontri con Witkoff. 

Ma benché in Alaska Trump fosse pronto a riconoscere l’annessione russa della Crimea e a spingere l’Ucraina a ritirarsi da alcune zone sul fronte nel Donbass e nell’est del Paese se la Russia avesse posto fine ai combattimenti, Mosca si è rivelata solo disposta a «congelare» la linea del fronte in zone che comunque non era riuscita a conquistare. Putin chiedeva che Zelensky rinunciasse a tutto il Donbass. Non ci sono indicazioni al momento che, in vista dell’incontro a Budapest, Putin sia pronto a fare concessioni. 

🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: VOI SIETE LA MIA SPERANZA – Puntata 7🙏

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