
Autore: Padre Livio Pagina 74 di 155
Pensiero Spirituale sul capitale spirituale

Cari amici,
nei giorni scorsi il Santo Padre ha parlato della nuova economia nel mondo mettendo l’accento sulla componente spirituale. Quando si parla di capitale, ovvero delle possibilità di investimento, bisogna considerare anche l’aspetto umano, oltre che quello materiale. Le competenze, la formazione, il valore delle persone devono necessariamente essere prese in considerazione. Il Papa ha aggiunto la componente spirituale, fondamentale per la vita dell’uomo sulla Terra.
Il capitale spirituale è la componente religiosa e la visione ultraterrena dell’uomo. Questo capitale spirituale e morale è ancora più importante per una società vivibile, rispetto a quello materiale.
In questi anni il capitale spirituale è andato dissipandosi e tutto il resto è inevitabilmente crollato. Dissipandosi il capitale spirituale di ognuno (ovvero le nostre convinzioni, le nostre visioni di fede, le virtù morali che rendono l’uomo capace di affrontare le durezze della vita e che consentono una vita sociale ordinata, laboriosa e pacifica), la Terra è diventata improduttiva, come una landa desolata abitata da serpenti e scorpioni. Giustamente il Papa riteneva la ricostituzione di questo capitale spirituale, il passo decisivo perché l’economia e tutta l’organizzazione della vita sulla Terra sia “umana”, rispettosa dell’uomo, rifletta le esigenze dell’uomo.
Nei messaggi degli ultimi tre mesi, la Regina della pace ci ha chiamati a ricostruire ciò che abbiamo distrutto. Lei è qui per aiutarci. Cosa abbiamo distrutto? La parte migliore di noi stessi, ovvero il capitale spirituale. Abbiamo distrutto il Cristianesimo! Abbiamo cementato quella fonte di acqua che ha alimentato la Storia di questi duemila anni con la Sacra Scrittura. Anziché attingere a questa fonte inestimabile di vita, abbiamo preferito aprire delle pozzanghere e abbeverarci a esse!
Il prodotto di questo nostro comportamento è una società priva di ideali, priva di prospettive che propone una vita senza senso, senza valori. La libertà che viene conclamata in realtà è una libertà finta, ristretta, che fa di noi degli automi.
Non dobbiamo rattristarci perché la Madonna non affretta il tempo dei Segreti, che certamente ha una data già prefissata. Se visto nella prospettiva della ricostituzione del capitale spirituale e morale che la nostra generazione ha perso, questo tempo di attesa ha un senso.
In tutto questo periodo abbiamo vissuto come un’esplosione nucleare a livello spirituale che ha comportato la dispersione e la distruzione dei valori cristiani. La devastazione è stata tangibile e la ricostruzione sarà lunga ma necessaria. Il rifiuto è stato sempre più sistematico, determinato e rabbioso nei confronti del Cristianesimo che è arrivato al rifiuto della fede e della Croce. La scienza è stata elevata a divinità e l’uomo si è rinchiuso in una caverna senza luce né acqua. In questa caverna, che è la nostra situazione esistenziale, siamo tristi, asfittici, siamo lupi gli uni gli altri, siamo serpi spietate.
Questi sono gli esiti dell’esplosione nucleare spirituale: la messa al bando della fede cristiana, l’effettiva e reale persecuzione quotidiana delle fonti della grazia sostituite dalle pozzanghere umane inquinate fin dalle origini. È questo il panorama del mondo d’oggi, in cui le risorse spirituali e morali si vanno estinguendo. In questo tempo di difficile ricostruzione del capitale spirituale che è andato perduto è più che mai necessaria la presenza della Madonna che sarà con noi anche durante tutto il tempo dei Segreti.
Dobbiamo operare anche noi in primis alla ricostruzione, tornando a Dio e ai suoi Comandamenti.
Pensiero Spirituale sulla preghiera

«Cari figli! Anche oggi sono con voi per dirvi: figlioli, chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza.
Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace, perché siete miei. Io sono venuta qui con il nome: Regina della Pace perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra, vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro, ma il futuro è di Dio.
Perciò siate umili, pregate ed abbandonate tutto nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata»
(messaggio del 25 marzo 2021)
Cari amici, è vero ed è tangibile che in questo periodo storico particolarmente difficile, molti hanno paura. I mass-media, poi, fanno la loro parte tempestandoci di notizie e immagini inquietanti. Sappiamo, tuttavia, che queste notizie sono fondate perchè il mondo è veramente a rischio.
La Madonna però ci ha rassicurato dicendoci che chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza. La Regina della pace ci ha anche messo in guardia da satana che vuole riempire i nostri cuori di paura e infine ha aggiunto che il futuro è di Dio.
La paura è connessa alla nostra situazione esistenziale in questo mondo, aver paura è normalissimo perché viviamo in un mondo pieno di pericoli che vengono dalla natura e dalla società, gli eventi che impauriscono sono quotidiani.
Per quale motivo chi prega non ha paura del futuro? Per noi credenti il vero pericolo, la vera morte, è quella dell’anima. Nel momento della morte l’anima si stacca dal corpo e viene immediatamente giudicata. Il Paradiso è certamente la meta a cui tendere; il purgatorio è doloroso perché si prospetta un periodo di purificazione in preparazione al Cielo; l’infermo è ovviamente da evitare con tutte le forze, scegliendo Dio e affidandoci alla sua divina Misericordia qui sulla Terra.
In questa prospettiva della vita eterna, chi prega non ha paura del futuro perché anche se muore è unito a Dio. Nessuno può separarci dall’amore di Cristo! Solamente noi con la nostra libera scelta, peccando, ci separiamo da Dio.
Né la morte, né la vita, né le calamità o le guerre possono separarci dall’amore di Cristo.
Per chi muore nel Signore, la morte è una beatitudine.
“Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore” sta scritto nell’Apocalisse.
La possibilità di una guerra che ci tocca da vicino oggi è più reale che mai e questo genera paura. È una reazione naturale, questo ci serve ad aggiustare le prospettive anche sul modo di considerare la vita.
La vita è un tempo di prova, è una lotta, è una battaglia, è una fatica, è una valle di lacrime in cui certamente non mancano le gioie e le soddisfazioni. Le croci vissute con il Signore diventano certamente feconde, fanno crescere e sono benedette. Se si vivono senza il Signore certamente diventano macigni che schiacciano.
Anche questo tempo di calamità che ci è toccato, se vissuto con il Signore sarà difficile ma illuminato dalla speranza. Satana è più scatenato che mai, siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse e le forze del male sono dispiegate come mai prima d’ora, ma Dio è con noi e nella preghiera, nel nostro rapporto “a tu per tu” con Lui, possiamo trovare la serenità e la speranza di guardare al futuro che ci aspetta.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”


