"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Pagina 51 di 155

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul messaggio della Regina della pace del 25 dicembre

Cari amici,

nel messaggio del 25 dicembre la Madonna ci ha detto che molti cuori sono chiusi alla chiamata della luce che cambia i cuori.

La Regina della pace ha descritto con poche parole quello che sta esattamente succedendo, la chiusura è tangibile e riguarda la maggior parte delle persone.

La Madonna poi, menziona la “luce che cambia i cuori”. La luce è una delle tematiche fondamentali del tempo di Natale e ha un grande valore teologico. Quando la ragione umana, che è la luce del Verbo che Dio ci ha dato, non fa riferimento al Verbo stesso e quindi non è sorretta dalla fede, pian piano si spegne e si riduce unicamente alla capacità di organizzare la vita sulla Terra e non sviluppa la capacità di motivare la vita, di andare oltre la finitezza. Insomma, diventa incapace di soddisfare le esigenze di fondo del cuore umano, ovvero la santità, la pulizia interiore, la bellezza e l’immortalità.

In un mondo che rifiuta Dio, quindi rifiuta la luce, l’uomo è rinchiuso in una caverna oscura e la vita senza Dio diventa impossibile. Senza luce non c’è motivazione soprannaturale, manca l’amore, manca la bontà e il mondo altro non è che un groviglio di vipere che bramano unicamente il male altrui. Per fortuna c’è chi ha aperto il cuore a Dio! Molte persone si lasciano illuminare dalla luce della Verità che è la luce che cambia i cuori.

Quando c’è la tenebra i cuori si chiudono in se stessi e il bene insito perde schiacciato dal male che diviene sempre più dirompente. Quando invece prevale la luce, i semi del bene crescono, la volontà si rafforza e il male regredisce. Man mano che la luce avanza e la Verità illumina, la tenebra si dissolve. Se manca la luce soprannaturale, la tenebra pervade tutto e il male prende il sopravvento.

La preoccupazione della Regina della pace è proprio questa: nonostante la luce della Verità sia venuta nel mondo per mezzo del Verbo che si è fatto carne,

Cristo, Luce del mondo, ci chiama ad aprire i cuori alla Verità e a espellere la menzogna. Il maligno, che è menzognero e omicida fin dal principio, vuole diffondere la falsa credenza che Dio non c’è, vuole negare la Divina Rivelazione. Satana vuole inculcarci che senza Dio si sta meglio, ma noi cristiani sappiamo che senza la vera Luce siamo intrappolati e offuscati nella caverna tenebrosa.

I “cuori sono chiusi alla chiamata della luce che cambia i cuori”: è una fotografia perfetta e completa di quello che sta accadendo nel mondo. L’uomo sta negando le verità fondamentali della fede e i cuori si stanno lasciando ingannare dalle menzogne che rendono prigionieri.

Dobbiamo aprire i nostri cuori alla luce della Verità che ci dice chi è Dio, chi siamo noi nella luce di Dio, che la nostra vita è un cammino verso Dio, verso l’eternità. È questa la Verità che cambia i cuori, è questa la vera Luce della salvezza.

Le menzogne di satana portano all’oscurità totale, alla prigionia nella caverna da cui è impossibile uscire.

Solo in Dio c’è luce, verità, amore e libertà.

Apriamo i nostri cuori a Dio come i fiori spalancano le loro corolle alla luce del sole del mattino.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 24

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul dono del tempo

Cari amici,

dobbiamo cogliere l’importanza del dono del tempo che Dio ci fa. Tutti viviamo nel tempo, anche coloro che vivono per poco tempo, penso agli embrioni abortiti che sono esseri umani. L’uomo, infatti, fin dal concepimento ha in sé la scintilla divina indistruttibile che è l’anima.

Nel tempo della vita decidiamo del nostro destino eterno. Chi muore prima dell’uso di ragione, ovviamente non viene giudicato come chi ha un tempo di vita più lungo e ha possibilità di conoscere e di decidere, ma è già in un ambito di salvezza, tant’è vero che la Chiesa esorta – nel Catechismo della Chiesa Cattolica – a pregare per i bambini che muoiono senza Battesimo.

Noi ci realizziamo nel tempo della nostra vita che è un grande dono di Dio.

Dio stesso stabilisce la durata di questo tempo. C’è poi chi decide per sé togliendosi la vita o buttandola via in abitudini che rovinano la vita. Non è possibile allungare il tempo della vita, come Gesù stesso ci ha detto.

Una delle componenti del mondo senza Dio è quello delle classi dominanti che sperano, attraverso la scienza, di darsi un’immortalità. È un’immortalità fasulla! Per quanto riguarda il tempo che passa non c’è alcuna salvezza umana, se non quella della fede in Dio.

Il tempo è un dono di Dio e ci viene dato istante per istante, giorno per giorno. Dio ci dona il tempo dal futuro e noi lo viviamo nell’istante presente, nel nostro oggi. La giornata è come se fosse una trasposizione esemplificativa del tempo. Noi disponiamo del tempo nella giornata in cui Dio ce lo dona.

Riceviamo da Dio questo dono giorno dopo giorno, tocca a noi scegliere come utilizzare il tempo che ci viene dato. Una volta passato, quel tempo non ci appartiene più, non si può tornare indietro.

Il tempo è un dono che Dio ci fa, ma non disponiamo né del futuro né del passato. Disponiamo solamente dell’istante presente, della giornata presente.

Il presente è la dimensione nella quale viviamo perché non ci appartengono né il futuro né il passato. Certamente possiamo fare progetti per il futuro, ma non sappiamo se potremo realizzarli. Possiamo sicuramente valorizzare il nostro passato, cercare di collocarlo nella memoria in modo tale che resista all’usura del tempo ma non lo si può cambiare.

Quale sarà il destino del tempo che è passato? Come possiamo evitare che il passato cada nell’abisso della dimenticanza? Come possiamo fare affinché il tempo che Dio ci dona dal futuro, che noi viviamo nel tempo presente e che inevitabilmente passa, cada nell’abisso del nulla?

L’unico modo è collocare il tempo presente nella dimensione dell’eternità. Per farlo bisogna vivere il presente consapevoli che è un dono che Dio ci offre e che abbiamo una missione da compiere, giorno per giorno.

Solamente chi vive la dimensione del presente che Dio ci dona nella luce di un progetto divino impostando la vita come un pellegrinaggio verso l’eternità e rivolgendo se stesso verso Dio istante dopo istante, è certo che il tempo della sua vita non si dissolverà come una bolla di sapone.

Dobbiamo vivere riempiendo ogni istante che ci viene donato della luce di Dio, del suo amore, vivendo per Lui. Il primo passo per vivere in questo modo è essere in grazia di Dio che è la condizione che ci permette di costruire il Regno di Dio.

Il Regno di Dio non perisce, non viene corroso! Vivendo la nostra giornata in grazia di Dio uniti a Cristo (e quindi già nella gloria del Cielo), ogni cosa compiuta rimane impressa nei libri eterni e durerà per sempre.

Chi finora ha vissuto nella tenebra e lontano da Dio, attraverso il pentimento e la Confessione ha la possibilità di riscattare le opere buone compiute nel passato.

Coraggio cari amici, prendiamo esempio da Benedetto XVI che ha vissuto fino alla fine guardando a Gesù Cristo. Le sue ultime parole sono state parole d’amore per Lui: «Signore ti amo».

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA

Pensiero Spirituale sulla figura del Papa emerito Benedetto XVI

Cari amici,

pochi giorni fa Benedetto XVI è tornato alla casa del Padre lasciando dietro di sé una scia di luce, di santità e di grazia. Difatti, gli ultimi anni trascorsi nella preghiera e nel silenzio sono stati anni di grande intensità di comunione con Dio e la gente lo ha percepito. La sua pienezza di grazia e la sua bontà non sono passati inosservati, nonostante fosse lontano dagli occhi del mondo, nel raccoglimento della preghiera discreta e silenziosa.

Quello che mi ha molto colpito di questo grande uomo di Chiesa è stata la perseveranza nella fede che ha portato avanti in maniera inscalfibile fino al termine della sua vita. Conservare le fede è importantissimo, lo ha dimostrato Ratzinger in modo esemplare pronunciando con fede le ultime parole: «Signore ti amo», assicurandosi la salvezza eterna.

La vita eterna è proprio l’incontro con Cristo e questo è ovviamente il frutto della perseveranza nella fede.

Benedetto XVI è entrato nell’agone internazionale con la sua nomina nel 2005 come Sommo Pontefice, fino al 2013. Ha continuato la sua presenza, sia pure di Papa emerito, dando un grande esempio di testimonianza della fede.

Nel mondo moderno la dissoluzione della fede ha preso un’accelerazione incontenibile proprio nel nuovo millennio, quando la Madonna ha detto: «satana è libero dalle catene». Nei messaggi di questi ultimi vent’anni la Regina della pace ha fatto un’analisi molto addolorata di quello che è accaduto, cioè che l’uomo ha messo se stesso al posto di Dio, che ci siamo persi, che abbiamo rifiutato la fede e la Croce, che siamo diventati pagani. Inoltre, la Madonna ci ha detto che il mondo senza Dio non ha futuro né vita eterna.

La dissoluzione della fede ha certamente radici molto lontane nel tempo, da ormai tre secoli le classi colte europee hanno iniziato a colpire nei fianchi la nostra fede per demolirla, ma sono senza dubbio gli ultimi vent’anni ad aver dato il colpo di grazia: chiese vuote, calo vertiginoso delle vocazioni, gruppi di preghiera sempre meno numerosi, diminuzione dei Sacramenti, specialmente matrimoni e battesimi. Addirittura, la fede, negli ultimi anni, è disprezzata e viene considerata una forma di pensiero infantile di cui liberarsi per diventare “adulti”, ovvero pagani che adorano se stessi.

Benedetto XVI ha assistito da Papa, e poi da testimone accanto a Francesco, a questo processo repentino di dissoluzione della fede. Anche dopo la rinuncia, è sempre stato presente nel silenzio e nella preghiera, ma sempre informato e aggiornato.

L’attacco di satana alla Chiesa ha avuto come risposta la perseveranza nella fede di questo grande uomo, esempio per tutti noi cristiani, segno importantissimo di testimonianza.

Da lui dobbiamo imparare proprio ad essere saldi e forti nella fede, specialmente adesso che il Cristianesimo è in pericolo. In un mondo che con tutte le sue forze vuole distruggere la fede, noi cristiani dobbiamo prendere ispirazione da Benedetto XVI che, fino all’ultimo istante, ha amato Cristo e la Chiesa ed è rimasto un fedele testimone del Cristianesimo.

Anche noi, come lui, dobbiamo essere fedeli a Cristo fino alla fine. Che i suoi ultimi istanti siano un’ispirazione per tutti noi, nel momento della morte sulle nostre labbra scaturiscano le sue stesse parole d’amore per Dio: «Signore ti amo».

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 23

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