Autore: Padre Livio Pagina 16 di 155
Pensiero Spirituale sulla presenza di Dio nel Creato

Cari amici,
il messaggio del 25 maggio 2023 è un invito da parte della Madonna ad andare nella natura a pregare perché Dio parla al cuore.
La Regina della pace ha collocato questo messaggio proprio nel mese in cui la natura si veste dei suoi colori più belli, vince la lotta per riaffermare la vita e sboccia nuovamente in tutto il suo splendore. La Madonna vuole che il riposo che chiude la settimana sia un’occasione per elevare la mente a Dio. Le vie per arrivare a Dio, secondo la grande tradizione teologica, sono fondamentalmente due: quella di San Tommaso d’Aquino, ovvero attraverso le creature cioè tutto l’universo compreso l’uomo che è il fiore più bello della Creazione, infatti, attraverso la luce della ragione – illuminata dalla fede – si può constatare la potenza, la sapienza e l’amore di Dio che è presente nella Creazione; l’altra via – che appartiene soprattutto alla scuola francescana medievale – è quella dei bisogni più elevati e nobili del cuore umano, come l’amore assoluto ed eterno, la santità, la bellezza, la verità. Questi desideri del cuore ci portano a trascendere le realtà create e arrivare a Dio che è dentro di noi.
La Madonna ci invita a contemplare la Creazione cercando Dio, con un atteggiamento di preghiera. Oggi la via del cuore è più difficile rispetto ai tempi passati, quando questa modalità era stata abbracciata da grandi santi come San Bonaventura e Sant’Agostino. Il cuore umano oggi è in preda alle tempeste e ai problemi quotidiani che lo inquietano, la Madonna sa che andiamo volentieri nella natura, per questo ci invita a guardarla con attenzione per vedere la firma di Dio sull’opera della Creazione, in questo modo ci eleviamo a Dio.
La Regina della pace ha chiarito qual è la finalità di questo atteggiamento, che differenzia questo messaggio da tanti altri. Maria altre volte ci ha detto di andare nella natura per trovare Dio, stavolta specifica che nella natura Dio parla al nostro cuore. Nel silenzio, nella tranquillità della natura, Dio parla al nostro cuore. Ovviamente per farlo, bisogna mettersi in un atteggiamento di ascolto. Si tratta di pregare ascoltando.
Dio parla al cuore nel silenzio, nella bellezza, nella grandiosità della natura facendoci sentire la sua presenza. È un’intuizione del cuore, anche se Dio non si vede ne si percepisce la presenza, la si coglie nel Creato. Nel silenzio e nella bellezza della natura si sente la presenza di Dio, la sentiamo nel nostro cuore, sentiamo di essere un’apertura verso l’infinito, sentiamo di trascendere da noi stessi, sentiamo di superare noi stessi. Questa intuizione del cuore è certamente più efficace di qualsiasi ragionamento.
Qualsiasi ragionamento che porta a Dio, se non coinvolge il cuore, non resta. Intuire la presenza di Dio attraverso il cuore, è una grazia di Dio perché siamo predisposti ad aprirci e a sentirLo. Se poi consolidiamo questa presenza nella nostra vita aprendo anche gli orecchi del cuore per sentire la Sua voce, ne percepiamo la presenza anche dentro di noi.
Dio ci attira a sé in questo modo, creando delle predisposizioni anche esteriori di silenzio, di distensione, di mente sgombra da preoccupazioni, pensieri, ansietà. Nel silenzio, nel tempio della Creazione (che è un luogo di preghiera che non sostituisce l’Eucarestia, ovviamente), prima percepiamo la presenza di Dio e la Sua vicinanza nel nostro intimo e poi sentiamo la Sua voce che è quella della coscienza.
La coscienza è una voce misteriosa che è in noi ma non è noi. È un passaggio attraverso il quale Dio fa sentire la sua approvazione se facciamo il bene, il suo ammonimento se facciamo il male. Attraverso la coscienza Dio ci esorta a fare il bene e a evitare il male.
Nel silenzio percepiamo la voce di Dio attraverso la coscienza che difficilmente ci tranquillizza perché viviamo nell’oblio di Dio e nel peccato. Questa è la condizione della stragrande maggioranza degli uomini del nostro tempo; infatti, la Madonna ha detto che l’uomo moderno non vuole Dio e per questo va verso la perdizione.
La Regina della pace ha dato questo messaggio per far sì che noi dall’oblio di Dio passassimo alla percezione della sua presenza e della sua voce che ci chiama a cambiare vita.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sulla speranza cristiana

Cari amici,
in questi anni sono cadute le prospettive ottimistiche per quanto riguarda il futuro. Anzi, si è proprio capovolta la situazione perché si guarda al futuro con uno sguardo preoccupato e pessimistico.
Una certa corrente di pensiero, soprattutto quella legata ai grandi progetti internazionali, persiste nell’indicarci un futuro di grande prosperità grazie alla scienza e alla tecnica. Sappiamo che quando si fanno i conti con quello che è successo e che potrebbe succedere (virus, guerre…), è chiaro che la prospettiva di un mondo nuovo radioso non trova nessuna corrispondenza nella realtà.
La fede ha molto da dire su questo. Quando la fede parla del futuro subentra la virtù della speranza. La speranza cristiana è la fede che guarda al futuro e lo fa con certezza perché la Divina Rivelazione è incarnata nella Storia. Fin dalle origini del genere umano, la Divina Rivelazione guarda sempre ai piani di Dio per quanto riguarda il futuro. Possiamo ben dire che la Divina Rivelazione nell’Antico Testamento è tutta uno sguardo al futuro, orientata al momento culminante cioè l’Incarnazione del Verbo.
Dopo l’Incarnazione del Verbo, con l’inizio del tempo della Chiesa, fino alla fine dei secoli, tutta la fede cristiana è orientata al futuro cioè al ritorno di Cristo nella Gloria.
La speranza cristiana guarda al passato, illumina il presente, tende al futuro. Il futuro è una dimensione fondamentale della fede cristiana. Noi cristiani non dobbiamo fare i conti sul futuro dell’uomo secondo le previsioni che fa il mondo o secondo i progetti del mondo. C’è molta differenza tra la speranza cristiana e i progetti mondani che sono quelli di un mondo senza Dio dove dominerà l’uomo e dove l’uomo stesso farà una nuova creazione in modo tale che non ci sia più il dolore, il peccato, il male, la morte. Ci sarà l’auto salvezza, è l’impostura anticristica.
La speranza cristiana è ben altra cosa. Innanzitutto, bisogna dire che la speranza cristiana è stata rinverdita dalla presenza della Regina della pace a Medjugorje. C’è un vero e proprio progetto mariano che ha avuto inizio con le apparizioni moderne a partire dalle profezie di San Luigi Maria Grignon de Montfort che si sono realizzate nel 1830 con la Medaglia Miracolosa e si sono susseguite nel tempo. L’asse Fatima-Medjugorje è tutto orientato al futuro, è orientato al trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Se vogliamo sapere come sarà il futuro dobbiamo fare riferimento alla Rivelazione cristiana e dobbiamo far sì che la certezza della fede diventi la speranza certa della sua realizzazione. Quello che la Parola di Dio ha promesso, siamo certi che si realizzerà.
Quando la Madonna ha detto a Fatima che il Suo Cuore Immacolato trionferà e a Medjugorje ha detto che Lei è qui per portare a compimento ciò che ha iniziato a Fatima, noi siamo certi che questo verrà compiuto. Siamo certi che il futuro che abbiamo davanti è il futuro del trionfo di Maria.
Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria ci è rivelato dalle apparizioni mariane, ma è soprattutto inserito nella Storia della Salvezza perché è la vittoria di Maria sul serpente infernale che è stata preannunciata nella Sacra Scrittura
Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stripe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno
(Genesi)
Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole,
con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle
(Apocalisse)
Il mondo nuovo senza Dio inevitabilmente crollerà. È questo lo sguardo che dobbiamo avere sul futuro, con la speranza cristiana dobbiamo avere la certezza che il futuro è di Dio, la Madonna schiaccerà la testa del serpente e il Suo Cuore Immacolato trionferà.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”





