Autore: Padre Livio Pagina 15 di 155
Pensiero Spirituale sulla scelta fra la via della salvezza e la via della perdizione

Cari amici,
quando veniamo al mondo ci vengono poste davanti due vie. La scelta dipende dal nostro libero arbitrio. Questa visione della vita come “opzione fra due vie” è evidente già nell’Antico Testamento ed è chiarissima fin dalla creazione degli angeli e poi degli uomini.
Una è la via di Dio ed è quella che porta alla vita, alla verità e alla salvezza. L’altra via è quella del demonio, che porta alla morte e alla perdizione eterna. Queste due vie le hanno percorse gli angeli nel primo istante e le percorrono gli uomini nel corso di tutta la Storia.
Gesù Cristo dedica una particolare meditazione a queste vie dicendo che la via di Dio è erta ed è in salita e per percorrerla bisogna passare da una porta stretta, pochi la percorrono; c’è poi una porta larga che si apre su una via spaziosa e comoda che porta alla perdizione. Sulla via stretta pochi vi camminano, sulla via larga ci sono le moltitudini.
“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione,
e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita,
e pochi sono quelli che la trovano!” (Mt 7,13)
La Provvidenza divina permetterà che il numero dei salvati sarà più grande rispetto alle anime che si perderanno, anche se una caratteristica del nostro tempo è che la via della perdizione è percorsa da gran parte dell’umanità. Le espressioni della Madonna nei messaggi degli ultimi tempi mettono in evidenza la sua preoccupazione per le anime che si perdono perché scelgono di voltare le spalle a Dio. Indubbiamente è in atto l’apostasia, l’umanità sceglie di rifiutare la fede e la Croce e di percorrere la via della morte abbandonando la strada della salvezza.
Ci sono due messaggi in particolare in cui la Madonna dice chiaramente quello che sta accadendo:
«l’umanità ha deciso per la morte»
(25 ottobre 2022)
«Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione»
(25 gennaio 2023)
La Madonna parla di morte spirituale, di perdizione eterna che deriva dalla scelta di percorre la via del diavolo. Nel messaggio di gennaio dice che l’umanità ha rifiutato Dio e la conseguenza è che sta andando verso la perdizione. L’ateismo di massa, dal dopoguerra in poi, sta caratterizzando i Paesi di antica cristianità che hanno ripudiato il Cristianesimo e hanno aderito alla nuova religione.
Attraverso la Sua presenza, i Suoi messaggi e la nostra testimonianza che diventa rafforzamento della fede e della Chiesa, la Regina della pace sta cercando di far sì che almeno una parte delle persone che sono sulla via della perdizione si fermino e tornino sulla via della salvezza. Il momento cruciale di tutto questo sarà certamente il tempo dei Segreti.
I segni a Medjugorje saranno un’apertura degli occhi per tutto il mondo, sarà un invito a guardare la realtà riacquistando la vita spirituale. Ancora di più sarà il terzo Segreto perché sarà un segno visibile, indistruttibile, che viene da Dio e quindi inspiegabile umanamente, sarà chiaramente un messaggio del Cielo affinché gli uomini facciano le loro scelte.
Il susseguirsi dei Segreti sarà un susseguirsi dell’appello di Dio a lasciare la via della morte per tornare sulla via della vita. La scelta sarà fra Cristo e il demonio, come lo è stata alle origini della Storia e com’è stato per tutto il corso della Storia.
La Storia dell’umanità e la vita di ogni singolo uomo è stata sempre caratterizzata dalla scelta fra percorrere la via di Dio o quella del diavolo, la via della salvezza o la via della perdizione, la via della vita eterna o la via della morte eterna.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù

Cari amici,
la devozione al Sacro Cuore di Gesù ha fondamenti biblici molto solidi, Gesù stesso ci invita a imparare da Lui che è mite e umile di cuore. Quando il centurione trafisse con un colpo di lancia il corpo di Gesù Crocifisso, ne uscì sangue e acqua. Quando Gesù è apparso ai suoi discepoli non aveva solamente i segni dei chiodi nelle mani e nei piedi, aveva anche il costato aperto, nel quale San Tommaso è stato invitato a mettere il dito. Da qui l’importanza del cuore di Gesù nella sua radice biblica.
Gesù ha detto: «imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Gv 11,29)
La Regina della pace, nei suoi messaggi, ci invita ad apire i nostri cuori; c’è un vero e proprio itinerario di santità designato dalla Madonna stessa che ha tre tappe: la conversione, la purificazione, l’unione. La Madonna ha elaborato queste tre tappe a partire dal cuore: aprire il cuore, purificare il cuore, donare il cuore. Nel medesimo tempo la Regina della pace ci ha messo in guardia dall’attenzione particolare che satana ha nei confronti del nostro cuore e lo ha fatto con due espressioni molto efficaci che mettono a nudo l’azione di satana nei confronti dei nostri cuori: satana ci inganna con quello che ci offre, ci attira a sé con le false luci per diventare sue prede; satana scardina i cuori con l’odio.
Quest’ultima espressione fotografa nitidamente la situazione del mondo di oggi, vediamo anche a occhio nudo come i cuori vengono scardinati a uno a uno dall’odio.
Possiamo ben dire che l’odio è diventato uno dei segni di satana sulla Terra; d’altra parte, è tipico di satana odiare Dio e il piano di Dio e odiare le creature a immagine di Dio. La sua azione, quindi, è quella di scardinare e di distruggere.
La Madonna ci mette davanti queste due prospettive: la seduzione del nostro cuore da parte degli inganni satanici e la capacità che satana ha di penetrare nei nostri cuori e far crescere in essi i semi mortali dell’odio, dell’invidia, della prepotenza, della superbia, della cupidigia, della violenza.
Di qui l’importanza di vigiliare sui nostri cuori perché satana non li seduca e perché non li trasformi a sua immagine e somiglianza.
Mentre satana scardina i cuori, Gesù invita i cuori. L’invito, la proposta sono il metodo di Dio. Mitezza è una parola bellissima che Gesù si è attribuito; Gesù non scardina, non impone, non fa pressioni, non usa violenze. È incredibile come Gesù guarda alle persone, come rispetta fino in fondo la libertà che Dio ha dato a ogni persona. Da parte di Gesù non c’è mai la volontà di prevalere, la volontà di forzare le situazioni. Dio propone, irradia, è una fonte d’acqua fresca alla quale ci si può accostare e bere finché non si è dissetati.
La mitezza è una caratteristica del cuore di Gesù che ha mostrato in tutta la sua vita pubblica nella quale fin dall’inizio è stato bersagliato. Basti pensare che all’inizio della predicazione ha subito due violenze inaudite: a Nazareth è stato condotto su un dirupo per essere gettato, in quell’occasione Gesù con la sua potenza divina se n’è andato senza che nessuno potesse fermarlo, ma non ha reagito severamente o violentemente; quando Giuseppe era già morto, i suoi parenti (cugini di Gesù, che il Vangelo chiama fratelli) hanno organizzato un viaggio per andare a prendere Gesù a Cafarnao costringendo Maria ad andare con loro, pensavano che fosse matto, che fosse uscito fuori di sé. Dice il Vangelo di Marco: Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». La straordinaria mitezza di Gesù si esprime non soltanto nella predicazione ma soprattutto nel suo atteggiamento nei confronti delle persone.
Gesù non ha mai gesti di odio fine a se stesso, ha certamente tratti di severità nei confronti delle azioni del maligno che si impossessa della anime. Ma la mitezza di Gesù è una mitezza divina, ha in sé la forza dell’amore di Dio, la forza della Verità. Questa mitezza coraggiosa la vediamo anche nel modo in cui Gesù predica.
Gesù non esce mai fuori dall’ambito dell’invito, del richiamo, dell’appello. Gesù non si impone mai, non lo ha mai fatto quando era uomo sulla Terra e non lo fa nemmeno adesso che è vivo in Cielo.
Gesù bussa alla porta del cuore.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sulla necessità di vigilare alla porta del cuore

Cari amici,
la Regina della pace ci mette in guardia dal fatto che satana semina l’odio nei cuori. A mio parere questa è una delle cose che più certificano il pericolo che il mondo sta correndo. Le azioni esterne, la vita sociale degli uomini e quello che fanno come le guerre che addirittura a volte scoppiano nelle famiglie, o le guerre razziali, quelle di genere (diabolus, dal greco diàbolos propriamente ingannatore, accusatore, separatore), sono state segnalate dalla Madonna nei messaggi degli ultimi anni con continui richiami a satana che vuole l’odio e la guerra.
La guerra di cui parla la Madonna è innanzitutto la guerra contro Dio e poi è l’odio fra gli uomini (fra le nazioni, ma anche nelle famiglie, nei gruppi sociali e perfino all’interno della Chiesa).
Di fronte a questa descrizione che la Regina della pace ci fa e che noi stessi constatiamo e magari ne facciamo anche l’esperienza personalmente di una situazione spirituale di guerra continua contro Dio e fra noi, dobbiamo afferrare la gravità e il pericolo. Se i cuori riescono a controllarsi e a domare le onde dell’odio che producono violenza, se l’odio non prevale sulla ragione e sul buonsenso, allora non degenera. Se l’odio invece arriva ad accecare, la situazione è di massimo pericolo.
L’umanità oggi è sull’orlo dell’abisso. Satana, come mai prima d’ora, vuole l’odio, la violenza, la guerra. Satana scardina i cuori uno ad uno.
Per sapere come sarà il futuro dobbiamo guardare al presente. Se nel presente nei cuori aumenta l’odio che si esprime nelle situazioni personali, sociali, politiche e mondiali, è chiaro che il rischio per il futuro è altissimo. L’obiettivo di satana è quello di distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale camminiamo.
Quando la Madonna parla di satana accosta sempre il verbo “distruggere”, il suo obiettivo principale è quindi la distruzione. L’attività principale di satana è la distruzione di ciò che è bello, buono, giusto, santo. È la distruzione di tutto ciò che viene da Dio, dell’opera della Creazione e della Redenzione.
Oggi nei cuori c’è questo veleno satanico che si chiama, appunto, distruzione.
L’altra espressione che la Madonna accosta a satana è la seduzione. Anche se il linguaggio della Madonna è materno, è basato sulla Sacra Scrittura. Satana è menzognero e omicida fin dal principio, sono espressioni di Gesù che la Regina della pace riprende quando ci dice che satana è ingannatore e distruttore.
Satana ci seduce e ci inganna per distruggerci. Questa situazione cresce sotto i nostri occhi giorno dopo giorno. L’odio distrugge i cuori sempre di più ed è per questo che dobbiamo vigilare alla porta del nostro cuore affinché l’odio non entri.
Corriamo il rischio di essere colpiti dall’odio perché in quanto cristiani siamo il primo bersaglio del principe di questo mondo. Nel medesimo tempo corriamo anche il rischio di rispondere all’odio con l’odio. Il Cristianesimo è esattamente il contrario: all’odio si risponde con l’amore e alla violenza si risponde con la pace.
L’odio è come un incendio, per fermarne la propagazione non servono altre fiamme o la benzina, serve l’acqua.
Certamente noi cristiani siamo bersaglio di satana, che opera per mezzo degli uomini. Tanto più una persona è radicata in Dio, tanto più satana la attacca. In questa marea montante di odio, superbia, intolleranza e cattiveria, dobbiamo allora vigilare alla porta del cuore.
Oggi è importante placare le reazioni, aprirci alla luce di Dio che dirada le nuvole con le quali satana ci acceca e nella luce di Dio vedere il Suo amore e il Suo perdono. Dobbiamo vigilare affinché il nostro cuore non abbia reazioni che finiscono per inquinare anche noi, finiscono per attirare anche noi in questo groviglio di vipere che sta diventando il genere umano.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
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