Autore: Padre Livio Pagina 13 di 155
Pensiero Spirituale sull’importanza della preghiera

Cari amici,
la Regina della pace ha dato un messaggio alla veggente Ivanka il 25 giugno 2023 (come ogni anno): «Figlioli, ho bisogno della vostra preghiera. Pregate, pregate, pregate».
La richiesta di preghiera da parte della Madonna è un messaggio centrale nelle apparizioni a Medjugorje, non c’è messaggio in cui la Regina della pace non inviti alla preghiera.
Siamo entrati in tempi nei quali la preghiera è assolutamente necessaria. Il messaggio di Medjugorje del 25 luglio 2019 è da considerarsi ormai storico perché la Madonna preannunciò l’arrivo delle prove, difatti dopo pochi mesi il mondo venne sorpreso dalla pandemia e dopo tre anni è scoppiata la guerra in Ucraina. In quel messaggio la Madonna ci invitò a pregare giorno e notte:
«Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
L’invito alla preghiera ritorna sempre nei messaggi di Medjugorje ma in certi passaggi storici la Madonna ha rimarcato questa urgenza. Un esempio è il messaggio del 25 gennaio 1991 quando successivamente crollò l’impero sovietico:
«Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
Un altro esempio di richiamo più marcato alla preghiera è certamente il messaggio del 25 gennaio 2023 quando la Regina della pace ha sottolineato la scelta dell’umanità di rifiutare Dio e la conseguente deriva verso la perdizione: «Cari figli! Pregate con me per la pace perché satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni. Perciò pregate e, nelle vostre giornate, fate sacrifici con il digiuno e la penitenza perché Dio vi doni la pace. Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione. Voi, figlioli, siete la mia speranza. Pregate con me affinché si realizzi ciò che ho iniziato a Fatima e qui. Pregate e testimoniate la pace nel vostro ambiente e siate uomini di pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
Dobbiamo chiederci se abbiamo accolto la richiesta di preghiera della Regina della pace. Certamente Medjugorje è un luogo di preghiera e questo è visibile, è tangibile. Il problema è se la preghiera fatta da pellegrini entra a far parte dell’organizzazione esistenziale della giornata. Siamo entrati in una fase della Storia in cui la preghiera è fondamentale. La Madonna ancora una volta si è fatta “mendicante” di preghiera. Lei ha bisogno delle nostre preghiere ma siamo noi che ne traiamo beneficio.
La Madonna ha bisogno delle nostre preghiere perché le anime si perdono e perché il mondo sta andando verso l’autodistruzione con l’odio e con la guerra. La Regina della pace non ci chiede di fare miracoli, ci chiede semplicemente di pregare. Non di rado aggiunge alla preghiera anche il digiuno, le rinunce e i sacrifici, che sono atti d’amore e ci fanno bene perché il dominio su noi stessi ci rafforza nella battaglia contro il peccato.
Non dobbiamo, allora, rimandare il tempo in cui riorganizzare la propria giornata mettendo al primo posto Dio. Mettere al centro della nostra giornata Dio, significa mettere al centro la preghiera, come se fosse una musica, il nostro cuore deve cantare continuamente lodando Dio, cercandolo, aprendosi completamente a Lui. Durante la giornata siano tanti i momenti di dialogo interiore con Dio, di affidamento, di lode, di obbedienza, di ricerca, di adorazione, di offerta del dolore e della fatica, di richiesta di sostegno nella lotta spirituale.
La preghiera è un nutrimento continuo per la nostra anima, ci avvicina sempre di più a Dio. Durante la giornata teniamo sempre vivo il dialogo con Dio.
È la preghiera la nostra arma di salvezza, aiutiamo la Madonna ad aiutarci!
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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Pensiero Spirituale sulla coscienza

Cari amici,
non c’è dubbio che la voce della coscienza si faccia sentire quando siamo sulla via del male, quando non osserviamo i Comandamenti. È un invito alla conversione, che poi è il messaggio principale che ci ha dato la Regina della pace a Medjugorje.
A questo riguardo c’è bisogno di chiarire bene che cos’è la coscienza. Molti fanno appello a una propria coscienza di cui hanno delineato il profilo loro stessi e quindi non può essere oggettiva e corrispondente alla legge di Dio. Siccome la coscienza è quella che ci guida, possiamo definirla “la voce di Dio in noi”. Nella nostra mente abbiamo delle oscurità e nel nostro cuore ci sono le radici del male, la concupiscenza, e quindi c’è il rischio che questo grandissimo dono di Dio che è la coscienza venga offuscato e manipolato da noi stessi. In realtà, quando facciamo appello alla coscienza non pensiamo alla voce di Dio in noi perché non abbiamo provveduto a far sì che risuonasse nella sua chiarezza e nella sua grande autorità.
Non c’è dubbio che fra le caratteristiche della nostra anima spirituale immortale ci sia la coscienza morale come dono straordinario. Le attività del nostro spirito comprendono ovviamente l’intelligenza con cui possiamo comprendere le cose e, attraverso le creature, risalire al Creatore e con la quale possiamo aprirci alla divina Rivelazione. All’interno della fede possiamo esplorare le Verità rivelate, la prima potenza della nostra anima è proprio l’intelligenza spirituale che va proprio al di là delle cose materiali, anche dell’universo e arriva fino a conoscere Dio.
L’altra potenza è la libera volontà, grazie alla quale l’uomo decide di se stesso davanti a Dio e quindi è in grado di scegliere fra la via del bene e la via del male che abbiamo davanti a noi nel cammino della vita. Possiamo allora scegliere se percorrere la via di Dio che è quella della salvezza o quella della perdizione, che è quella del falsario.
A mio parere, un’altra potenza dell’anima che però non si identifica con l’anima perché trascende l’anima stessa, è la coscienza. Mentre l’intelligenza è una facoltà dell’anima ed è nostra, così come lo è la libertà, la coscienza è impressa nell’anima ma non è nostra. La coscienza è quel luogo dell’anima che Dio si è riservato per sé.
La coscienza è quella parte dell’anima che trascende l’anima stessa in quanto lì è impressa la legge morale naturale, ovvero i dieci Comandamenti. La coscienza è un patrimonio di inestimabile valore che abbiamo perché attraverso la coscienza Dio ci parla, ci esorta al bene, ci mette in guardia dal male, ci approva quando facciamo il bene e ci ammonisce quando facciamo il male.
Quando non seguiamo la voce della coscienza, allora, non seguiamo la voce di Dio. Quando la nostra coscienza risuona chiara (si chiama “coscienza retta”), bisogna sempre seguirla.
Dio ci ha dato questo patrimonio di cui disporre nel cammino della vita. A causa della presenza del peccato originale in noi e delle sue conseguenze come l’oscuramento della mente e l’inquinamento del cuore, la voce di Dio viene soffocata e manipolata. Da qui l’urgenza di far sì che la voce di Dio arrivi limpida, pura, chiara, alle orecchie del nostro cuore. Per fare questo ci vuole innanzitutto la retta intenzione, la volontà di ascoltare la voce di Dio e non il desiderio di accomodarla secondo i nostri comodi.
È chiaro che la voce di Dio ci rimprovera se commettiamo un’azione cattiva, succede che questo rimprovero interiore ci infastidisce e se non vogliamo cambiare vita non la stiamo ad ascoltare, anzi ci giustifichiamo e proviamo a manipolarla. In questo caso si tratta di coscienza falsa, non è più la voce di Dio ma è un inganno che ci si costruisce per non ascoltarla.
Che cosa dobbiamo fare allora affinché la coscienza sia sempre limpida? Innanzitutto, ci vuole il desiderio del bene, di voler essere uniti a Dio e amarlo. L’amore per Dio è il punto di partenza. Chi ama Dio vuole conoscere la Sua volontà e di conseguenza ascoltare la propria coscienza. Nel medesimo tempo bisogna evitare tutti quegli escamotages che usiamo per giustificare le nostre azioni quando non sono conformi alla coscienza.
È necessario allora il desiderio di formare una scienza retta.
Per non perdere la strada della rettitudine sono necessari dei punti di riferimento: la Parola di Dio, i Comandamenti, l’insegnamento della Chiesa, il padre spirituale.
Davanti a Dio diciamo: “Signore, desidero veramente fare la Tua volontà. Vieni in soccorso della mia debolezza. Se sbaglio, correggimi”.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sull’importanza di coltivare la preghiera

Cari amici,
senza preghiera la fede muore. La Madonna a questo riguardo ha fatto l’esempio di un fiore (la fede) che con l’acqua della preghiera diventa bello, altrimenti appassisce e muore.
È quello che è accaduto alla generazione del nostro tempo che ha perduto la fede, l’ha abbandonata. Per descrivere questa situazione la Madonna ha detto chiaramente che abbiamo rifiutato la fede e la Croce. Il rifiuto indica un disprezzo che l’umanità ha coltivato e ha proseguito sulla strada dell’apostasia che dapprima era silenziosa, poi è diventata sanguinosa perché ha mietuto le anime.
Una delle cause per cui si è persa la fede è certamente la mancanza della preghiera. La Madonna ci richiama sempre alla preghiera, anche se il messaggio più importante di Medjugorje è certamente la conversione. D’altra parte, abbiamo imparato quel triplice invito della Regina della pace: «Pregate, pregate, pregate».
La preghiera a cui la Madonna ci richiama è la preghiera del cuore, cioè quella vera, quella sentita. Il punto di arrivo della preghiera è sempre il Padre Celeste.
La preghiera è un dialogo con Dio, è aprire il cuore alla Sua parola ed è anche una risposta alla sua parola. La preghiera è un a tu per tu con Dio, è guardarsi negli occhi, è aprire il cuore a vicenda. In questo modo si stringe un legame intimo che deve essere coltivato giorno dopo giorno affinché diventi sempre più indissolubile. Se nella preghiera ci apriamo a Dio ed esprimiamo il nostro amore, la nostra fedeltà, il dispiacimento dei nostri peccati, facciamo veramente quell’esperienza di Dio che rafforza la fede.
La fede è certa ma è oscura. La fede è una grande luce perché grazie ad essa abbiamo una risposta agli interrogativi fondamentali della vita e capiamo di essere creature di Dio, tratte per amore dal nulla, dirette alla vita eterna (chi sono? da dove vengo? dove vado?). Tutti i perché (perché il dolore? perché le ingiustizie?) hanno risposte che vengono da Dio.
Nella preghiera si incontra Dio. Attraverso la preghiera sperimentiamo l’amore di Dio, il suo perdono, la sua presenza, si cambia spiritualmente perché si diventa più fiduciosi, più forti, più certi, più resistenti alla potenza del male. Di conseguenza la nostra fede si rafforza, diventa una convinzione sempre più radicale fino ad arrivare a una tale certezza, un tale amore, una tale dedizione totalizzante e vitale.
Coltivando la preghiera la nostra fede si rafforza, rafforzando la fede la nostra unione con Dio diventa sempre più profonda.
È nella preghiera che ci rivestiamo della luce, della sapienza e della forza di Dio.
Pochi minuti di preghiera vera in contatto con Dio ci fanno trovare la calma, la forza, la determinazione nell’agire.
Quante volte la Regina della pace ci ha detto di ritornare alla preghiera! Quante volte ci ha invitato a curare la preghiera personale e quella comunitaria (la Santa Messa). Nei primi tempi delle apparizioni la Regina della pace ha invitato a rispolverare le preghiere che facevano parte del patrimonio della popolazione, una di queste erano i Sette Pater Ave Gloria (le tre preghiere fondamentali per il cristiano). Inoltre, ha rafforzato il Santo Rosario chiedendo che venisse recitato in famiglia ogni giorno, oltre che in chiesa. La Madonna, poi, ha rinnovato il Credo che è la preghiera che rafforza la fede; ha voluto che prima della Messa si recitasse la preghiera dello Spirito Santo.
La Madonna ci ha riproposto le preghiere del buon cristiano e ci ha esortato alla preghiera personale che ha un valore particolare per rafforzare la propria fede e per portare ai sentimenti più elevati di amore, perdono, dedizione. Quante volte la Regina della pace ci ha invitato a prendere in mano la Croce, a guardare il Crocifisso e esprimere il nostro dolore per i peccati commessi e la nostra determinazione a non commetterne più.
L’esortazione fra le più significative dei messaggi della Regina della pace a Medjugorje e quella che dà più frutti di qualsiasi altra è sicuramente quella di far sì che la nostra giornata sia una giornata di preghiera. La Madonna vorrebbe che tutto il giorno noi fossimo uniti a Dio, per questo ha rinnovato più volte l’invito a dire le giaculatorie nei momenti vuoti, in modo tale che satana non colga l’occasione per insinuarsi nei nostri pensieri e nel nostro cuore.
La Madonna ci ha esortato a pregare giorno e notte, incessantemente. Accogliamo l’invito della Madonna: che la nostra giornata sia una giornata di lavoro e di preghiera; nei momenti vuoti esprimiamoci con le giaculatorie che sono come frecce d’amore che partono dal nostro cuore verso Dio, come dardi di fuoco.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia


