Pensiero Spirituale sulla coscienza

Cari amici,

non c’è dubbio che la voce della coscienza si faccia sentire quando siamo sulla via del male, quando non osserviamo i Comandamenti. È un invito alla conversione, che poi è il messaggio principale che ci ha dato la Regina della pace a Medjugorje.

A questo riguardo c’è bisogno di chiarire bene che cos’è la coscienza. Molti fanno appello a una propria coscienza di cui hanno delineato il profilo loro stessi e quindi non può essere oggettiva e corrispondente alla legge di Dio. Siccome la coscienza è quella che ci guida, possiamo definirla “la voce di Dio in noi”. Nella nostra mente abbiamo delle oscurità e nel nostro cuore ci sono le radici del male, la concupiscenza, e quindi c’è il rischio che questo grandissimo dono di Dio che è la coscienza venga offuscato e manipolato da noi stessi. In realtà, quando facciamo appello alla coscienza non pensiamo alla voce di Dio in noi perché non abbiamo provveduto a far sì che risuonasse nella sua chiarezza e nella sua grande autorità.

Non c’è dubbio che fra le caratteristiche della nostra anima spirituale immortale ci sia la coscienza morale come dono straordinario. Le attività del nostro spirito comprendono ovviamente l’intelligenza con cui possiamo comprendere le cose e, attraverso le creature, risalire al Creatore e con la quale possiamo aprirci alla divina Rivelazione. All’interno della fede possiamo esplorare le Verità rivelate, la prima potenza della nostra anima è proprio l’intelligenza spirituale che va proprio al di là delle cose materiali, anche dell’universo e arriva fino a conoscere Dio.

L’altra potenza è la libera volontà, grazie alla quale l’uomo decide di se stesso davanti a Dio e quindi è in grado di scegliere fra la via del bene e la via del male che abbiamo davanti a noi nel cammino della vita. Possiamo allora scegliere se percorrere la via di Dio che è quella della salvezza o quella della perdizione, che è quella del falsario.

A mio parere, un’altra potenza dell’anima che però non si identifica con l’anima perché trascende l’anima stessa, è la coscienza. Mentre l’intelligenza è una facoltà dell’anima ed è nostra, così come lo è la libertà, la coscienza è impressa nell’anima ma non è nostra. La coscienza è quel luogo dell’anima che Dio si è riservato per sé.

La coscienza è quella parte dell’anima che trascende l’anima stessa in quanto lì è impressa la legge morale naturale, ovvero i dieci Comandamenti. La coscienza è un patrimonio di inestimabile valore che abbiamo perché attraverso la coscienza Dio ci parla, ci esorta al bene, ci mette in guardia dal male, ci approva quando facciamo il bene e ci ammonisce quando facciamo il male.

Quando non seguiamo la voce della coscienza, allora, non seguiamo la voce di Dio. Quando la nostra coscienza risuona chiara (si chiama “coscienza retta”), bisogna sempre seguirla.

Dio ci ha dato questo patrimonio di cui disporre nel cammino della vita. A causa della presenza del peccato originale in noi e delle sue conseguenze come l’oscuramento della mente e l’inquinamento del cuore, la voce di Dio viene soffocata e manipolata. Da qui l’urgenza di far sì che la voce di Dio arrivi limpida, pura, chiara, alle orecchie del nostro cuore. Per fare questo ci vuole innanzitutto la retta intenzione, la volontà di ascoltare la voce di Dio e non il desiderio di accomodarla secondo i nostri comodi.

È chiaro che la voce di Dio ci rimprovera se commettiamo un’azione cattiva, succede che questo rimprovero interiore ci infastidisce e se non vogliamo cambiare vita non la stiamo ad ascoltare, anzi ci giustifichiamo e proviamo a manipolarla. In questo caso si tratta di coscienza falsa, non è più la voce di Dio ma è un inganno che ci si costruisce per non ascoltarla.

Che cosa dobbiamo fare allora affinché la coscienza sia sempre limpida? Innanzitutto, ci vuole il desiderio del bene, di voler essere uniti a Dio e amarlo. L’amore per Dio è il punto di partenza. Chi ama Dio vuole conoscere la Sua volontà e di conseguenza ascoltare la propria coscienza. Nel medesimo tempo bisogna evitare tutti quegli escamotages che usiamo per giustificare le nostre azioni quando non sono conformi alla coscienza.

È necessario allora il desiderio di formare una scienza retta.

Per non perdere la strada della rettitudine sono necessari dei punti di riferimento: la Parola di Dio, i Comandamenti, l’insegnamento della Chiesa, il padre spirituale.

Davanti a Dio diciamo: “Signore, desidero veramente fare la Tua volontà. Vieni in soccorso della mia debolezza. Se sbaglio, correggimi”.        

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”