All’Angelus il Papa ha anche chiesto di pregare “per i defunti, specialmente per quelli che nessuno ricorda”

Di Marco Mancini

Città del Vaticano , domenica, 1. novembre, 2026 12:18 (ACI Stampa).

“La solennità di Tutti i Santi ci invita a gustare la gioia di quella innumerevole famiglia di uomini e donne che, seguendo il Signore Gesù, hanno fatto della propria vita un dono a Dio e al prossimo e che, nei differenti percorsi di santificazione, hanno desiderato «l’oceano dell’infinito amore»”. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV aprendo l’Angelus di oggi, citando l’enciclica Spe Salvi di Papa Benedetto XVI.

Con la solennità odierna – ha aggiunto – celebriamo “quelli che la Chiesa ha riconosciuto come tali e anche i tantissimi che non lo sono stati ma che Dio conosce”.

“È proprio vero – ha ricordato ancora il Papa – che è impossibile contare la schiera di questi fratelli e sorelle, e non solo numericamente: la santità, infatti, non è riducibile a nessun calcolo, perché così è il bene che tutti i santi hanno diffuso attorno a sé nel mondo”.

I santi hanno generato “gesti e scelte d’amore, che superano i calcoli dell’avidità e la prepotenza del male che a volte sembra prevalere. I santi e le sante sono il segno più bello e più forte del Regno di Dio che viene, anzi che è già in mezzo a noi”.

“La santità – ha concluso – non è un privilegio per pochi, ma è una vocazione universale che interpella ciascuno di noi lì dove viviamo. Questo è il messaggio carico di speranza della festa di oggi: Dio vede il bene che noi non vediamo, conosce storie che noi non conosciamo, raggiunge cuori ai quali noi non abbiamo accesso”.

Dopo aver recitato la preghiera mariana, il Papa ha ricordato la beatificazione avvenuta ieri in Georgia, Stati Uniti, di “Pedro da Corpa e quattro compagni, religiosi dell’ordine dei Frati Minori uccisi in odio alla fede nel 1597. Oiginari della Spagna risposero con generosità alla chiamata del Signore per evangelizzare le popolazioni dell’America fino al dono della propria vita, invochiamo l’intercessione di questi Martiri per tutti i missionari del Vangelo”.

“In questi giorni – ha aggiunto – si è svolta l’azione umanitaria a favore della popolazione civile nella città di Oleshky.  Auspico che la collaborazione tra le parti che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace, affidiamo a Maria Regina della Pace e di Tutti i Santi quanti in ogni parte del mondo soffrono a causa delle guerre”.

“Da ieri fino al 13 novembre si svolgono a Dakar, capitale del Senegal, – ha ricordato ancora il Papa –i giochi olimpici giovanili per atleti dai 15 ai 18 anni: è il primo evento olimpico organizzato nel continente africano. Oltre alle gare questi giochi comprendono incontri, educativi e culturali per promuovere i valori olimpici e la conoscenza tra giovani di tutto il mondo.  Ecco di nuovo un segno di speranza che viene dal mondo dello sport”.

“Dall’8 al 15 novembre – ha detto ancora Leone XIV – avrà luogo a Roma la missione con i poveri promossa dai frati minori e mi congratulo con i figli dei San Francesco che con questa iniziativa mettono i poveri al centro così come faceva il Signore Gesù e come ha fatto San Francesco d’Assisi e ringrazio le istituzioni civili e le forze dell’ordine che hanno dato piena collaborazione”.

Infine il Papa ha ricordato la commemorazione dei fedeli defunti che si celebra domani. “Domani pomeriggio celebrerò la messa del cimitero del Verano.  In questi giorni sentiamoci uniti dalla comunione dei Santi all’immensa famiglia dei fratelli e delle sorelle che ci hanno preceduto nel pellegrinaggio terreno e preghiamo per i defunti, specialmente per quelli che nessuno ricorda”