57. La riduzione dell’uomo a un animale è un inganno di Satana

Nessuno si chiede dove siano quei 47 ragazzi di circa 15 -16 anni che sono morti fra le fiamme di un locale a Crans Montana in Svizzera. Si sono dissolti  in cenere o sopravvivono in una nuova dimensione?

La preoccupazione è quella di identificarli, e questo lo capisco, oltre a quella di ricostruire la dinamica dell’ incendio e di accertarne le responsabilità di vario tipo.

Però nessuno si chiede se quello che rimane di una persona siano quei corpi inceneriti da un  fuoco impietoso e divoratore.

Eppure questa non solo è una domanda lecita, ma anche necessaria, visto che l’uomo ha una dimensione spirituale che un animale non ha, per quanto sviluppato esso sia.

L’uomo ha un pensiero, una intelligenza, una moralità, una coscienza, una libertà, una capacità di decidere e di amare che nessun’altra creatura sulla terra possiede. Possibile che tutto questo si sia dissolto un pugno di fosfati?

L’interrogativo è antico ed  attraversa i millenni. Per questo la riflessione umana ha elaborato il concetto di anima, come principio spirituale e immortale, che fa dell’uomo una persona sacra e inviolabile che trascende  il mondo.

Già il pensiero pre-cristiano aveva avuto questa intuizione, espressa in un’ opera fra le più importante del storia della cultura, il Fedone di Platone. Ma il cristianesimo  è andato ben oltre, con la rivelazione della resurrezione dei morti a una vita gloria, in comunione con Dio.

Di tutto questo non vi è nessuna traccia nella comunicazione mondana di oggi. L’uomo sarebbe un animale di cui condivide la misera sorte e la vita umana  una candela che si consuma fino allo spegnimento finale. L’inganno di Satana merita un super premio Nobel.