"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2026 Pagina 65 di 347

I Sacramenti – 12. La Confessione

La Confessione è il Sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo. Abbiamo un Sacramento che rimette i peccati ed è il Battesimo che li rimette una sola volta ovviamente; la caratteristica del Battesimo è di rimettere il peccato originale, però dato agli adulti rimette tutti i peccati commessi nella loro vita e tutte le pene connesse al peccato per cui un adulto battezzato è pronto per andare in Paradiso se dovesse morire in quel momento, qualora avesse anche tutte le condizioni interiori di fede, speranza e carità.

Per quanto riguarda i peccati commessi dopo il Battesimo c’è questo Sacramento della grande Misericordia di Dio. Con il Sacramento della Confessione ci vengono rimessi tutti i peccati anche quelli gravi, ovviamente sono necessarie delle condizioni particolari. Ma già il fatto che esiste un Sacramento per la remissione dei peccati dopo il Battesimo è una grande consolazione perché comunque sono poche le persone che hanno mantenuto la grazia battesimale per tutta la vita; c’è in noi una debolezza intrinseca dovuta alla ferita del peccato originale che possiamo curare con la grazia ma ci vuole il tempo, ci vuole un lungo combattimento spirituale. Prima di arrivare allo stato di grazia, cioè alla solidità della nostra scelta per Cristo, ci vuole un lungo cammino.

In molti magari hanno sperimentato nella loro vita che, anziché percorrere la via della santità, hanno preso degli sbandamenti e hanno sommato peccati anche molto gravi per poi arrivare in punto di morte con un carico pericoloso per quanto riguarda la salvezza della nostra anima. Quanto è apprezzabile, allora, questo Sacramento della Divina Misericordia che ci rimette tutti i peccati commessi, a determinate condizioni: ovviamente la fede in Cristo Redentore, il pentimento dei peccati e il proposito di non commetterli più.

Noi abbiamo questa certezza che Dio ci perdona sempre purché ci pentiamo dei nostri peccati, così comprendiamo la sua infinita Misericordia. Cristo ci perdona sempre perché ha espiato i nostri peccati al nostro posto e per nostro amore sul legno della Croce. Nella sua Passione Cristo è l’agnello di Dio che porta su di sé i peccati del mondo, i peccati di ciascuno di noi. Gesù sulla Croce ha espiato i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Oppresso, in agonia, sudando sangue nel Getsemani, Gesù sente il peso dei peccati degli uomini di tutti i tempi, vede la vastità del male anche dopo la Passione e vede le anime che si perdono nonostante il suo sacrificio, perché si induriscono nel male, perchè preferiscono satana a Dio. Proprio perché Cristo ha espiato i peccati del mondo e ha pagato il nostro debito con Dio al nostro posto, noi veniamo perdonati nel Sacramento della Penitenza.

Se una persona ha commesso dei peccati anche gravi e ha le condizioni necessarie, il sacerdote in nome di Cristo lo assolve, anzi deve assolverlo perché il debito è già stato pagato; si tratta solo di riconoscere da parte nostra la gratitudine e il proposito di non ritornare più nella schiavitù del demonio. Apprezziamo, allora, questo Sacramento meraviglioso della penitenza che la nostra generazione ha abbandonato; del Sacramento della Confessione la Madonna ne ha fatto uno dei capisaldi nella sua pastorale a Medjugorje. Anche i Papi hanno esortato i fedeli a ritornare a questo Sacramento.

È importante, allora, che questo Sacramento venga riscoperto prima di tutto da noi fedeli, ma anche che ci sia una certa disponibilità pastorale ad amministrare questo Sacramento perché è fra le cose più importanti che può fare un sacerdote, insieme alla Santa Messa. Attraverso il Sacramento della Confessione le anime si possono riconciliare con Dio.

Ci sono delle condizioni necessarie perché si faccia una buona Confessione: l’esame di coscienza; il dolore dei peccati; il proponimento di non commetterne più; l’accusa dei peccati; la soddisfazione o penitenza. Senza queste condizioni l’assoluzione del sacerdote non è efficace; l’ideale sarebbe avere un pentimento perfetto che ci toglie anche le pene da scontare in purgatorio. Se, però, abbiamo un pentimento imperfetto, dove c’è anche la paura dell’inferno, è sufficiente perché l’assoluzione del sacerdote sia efficace cioè comporti la cancellazione dei peccati gravi.

L’esame di coscienza serve per focalizzare tutti i peccati gravi; il dolore dei peccati è il pentimento per aver offeso Dio che ci ama così tanto; il proponimento di non commetterli più è un proposito serio, anche se può ovviamente accadere di nuovo di sbagliare; l’accusa dei peccati è la Confessione di tutti i peccati mortali e anche qualcuno di quelli veniali; infine bisogna fare anche la penitenza che in genere è molto lieve, ma andrebbe a mio parere rivalutata. Attraverso la penitenza ben fatta ci vengono cancellate quelle scorie di imperfezione che dovremmo scontare in purgatorio.

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 146

LETTURA CRISTINA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Giovedì 3 Settembre 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

12. La Confessione

+ La confessione è il Sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo.

+ Per fare una buona confessione si richiedono cinque cose: 1°) l’esame di coscienza, 2° il dolore dei peccati 3°) il proponimento di non commetterne più, 4° l’accusa dei peccati, 5° la soddisfazione o penitenza

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15: ATTUALITA’

+ Attualità internazionale

+ Presentazione del libro:” Medjugorje: perché non ho dubbi” – Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse.

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

19. “Desidero che insieme, per mezzo dell’amore, i nostri cuori trionfino” (18 marzo 2007)

“Cari figli, vengo a voi come Madre con doni. Vengo con amore e misericordia.

Cari figli, in me c’è un cuore grande.

Desidero che in esso siano tutti i vostri cuori, purificati col digiuno e la preghiera.

Desidero che insieme, per mezzo dell’amore, i nostri cuori trionfino.

Desidero che attraverso questo trionfo vediate la vera verità, la vera via, la vera vita.

Desidero che possiate vedere mio Figlio. Vi ringrazio”.

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Scrivo a voi giovani perché siete forti


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🟢 PADRE LIVIO – GESU’ CI INSEGNA A VIVERE – Puntata 12


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La citazione del giorno – “Siate le mie mani di pace”– n°61

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🟢LIVE🟢PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 47: LAUS

I Messaggi della Madonna a Mirjana – di P. Livio – Puntata 18 – “Il mio nome è amore” – Messaggio del 2 marzo 2007

«Oggi vi parlerò di quello che avete dimenticato. Cari figli, il mio nome è amore, per questo sono con voi così tanto del vostro tempo, e questo è amore, perché un grande amore mi manda. Cerco da voi lo stesso. Chiedo l’amore nelle vostre famiglie. Chiedo che nel vostro fratello riconosciate l’amore. Solo così, tramite l’amore, vedrete il volto del più grande amore. Che il digiuno e la preghiera siano la vostra guida. Aprite i vostri cuori all’amore, anzi alla salvezza. Grazie» (Messaggio del 2 marzo 2007).

È un Messaggio densissimo e molto elevato sotto il profilo della spiritualità. La veggente Mirjana, alla domanda su con quale parola avrebbe sintetizzato i Messaggi che la Madonna le aveva dato in così tanto tempo, ha risposto senza esitazione “amore”. La parola amore, nella prospettiva dei Messaggi della Madonna è ciò che riguarda il Mistero di Dio; Dio nel suo Mistero è Comunione di Amore. Questo è il motivo per cui tante volte nei Messaggi di Mirjana entra in campo il mistero della Santissima Trinità. L’amore porta la Madonna a indicare in Dio stesso la fonte eterna dell’amore, quell’amore che si espande, che esce da se stesso, crea le creature, le eleva in grazia per ricolmarle del suo amore.

L’amore va dal cuore stesso della Santissima Trinità all’uomo attraverso la mediazione di Cristo. Attraverso la santa umanità di Cristo l’amore va alle creature. La Madonna, mediatrice delle grazie, è quella fonte di amore che dal Padre al Figlio scende fino a noi e noi stessi dobbiamo ospitare questo amore nella nostra vita, nel nostro cuore purificandolo. In questo Messaggio la Madonna ci invita a purificare il cuore con la preghiera e il digiuno, con la rinuncia al male, al peccato, ai vizi capitali; è un’opera di pulizia continua che dura per tutta la vita. L’amore stesso di Dio è in grado di bruciare le radici del male che sono in noi, come un fuoco che purifica. Bisogna essere in grazia di Dio, sradicare satana dal cuore e purificare la sporcizia che lascia; mediante la preghiera e il digiuno il cuore si purifica e l’amore di Dio può permearvi totalmente. La purificazione è la seconda tappa del cammino spirituale preceduta dalla conversione e seguita dall’unione con Dio. La Madonna ci chiama a questo.

Questo Messaggio è bellissimo, la Madonna ci ricorda che abbiamo dimenticato che Dio è amore; inoltre, ci dice che il suo nome è amore perché in Cristo Gesù l’amore di Dio ha ricolmato Maria fino a preservarla dal peccato originale e a essere la Piena di grazia. La Madonna stessa vuole che questo amore che ha ricevuto da Cristo entri anche nei nostri cuori e nelle nostre famiglie; è un’espressione bellissima. Al di là delle famiglie, dobbiamo diffondere l’amore di Dio negli altri riconoscendoli come fratelli, in quanto creature di Dio redente dal Sangue di Cristo. Vivendo l’amore noi cresciamo nella conoscenza di Dio che è amore, ci uniamo a Lui, sperimentiamo la nostra unità con Dio stesso.

La conclusione di questo Messaggio è bellissima, la Madonna ci invita ad aprire i cuori all’amore, anzi alla salvezza. Saremo giudicati proprio sull’amore, come diceva San Giovanni della Croce; è un esame di coscienza che dobbiamo fare. Se abbiamo dei risentimenti, molte volte all’interno delle nostre famiglie, dobbiamo fare un’opera di riappacificazione dentro di noi altrimenti in purgatorio ci pentiremo di non averlo fatto. La Madonna ha detto che è meglio evitare il purgatorio a qualsiasi costo.

Questo Messaggio è davvero bellissimo, teniamo nel nostro cuore queste parole della Regina della pace.

I Sacramenti – 11. La Santa Messa

La Santa Messa è la celebrazione del sacrificio di Cristo; sull’altare le specie eucaristiche del pane e del vino sono il Corpo e il Sangue di Gesù. La Santa Messa è il rinnovamento del sacrificio della Croce al quale partecipa tutta la Chiesa ottenendo anche gli effetti di salvezza. Questo è il concetto cattolico della Santa Messa, una riattualizzazione del sacrificio della Croce; per i fratelli protestanti è solamente un ricordo dell’Ultima Cena e quindi non è un Sacramento.

Per noi cattolici il pane e il vino consacrati diventano veramente il Corpo e il Sangue di Gesù. La fede nell’Eucarestia è fondamentale per quanto riguarda la fede cattolica; il Signore, poi, ci ha dato tanti miracoli eucaristici, molti dei quali sono accaduti sotto gli occhi di sacerdoti che hanno avuto dei dubbi nel momento della Consacrazione e hanno visto il sangue uscire dal pane spezzato. Sono moltissimi i miracoli eucaristici che hanno appassionato, tra gli altri, San Carlo Acutis e che ci confermano in questo mistero della fede. Dio compie questi miracoli per aprirci gli occhi su questo grande dono che ci ha fatto.

La Santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offe dal sacerdote a Dio sull’altare in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce; nella visione cattolica, allora, non è solamente una memoria ma è la Celebrazione del sacrificio di Cristo a cui possiamo partecipare.

Nell’Ultima Cena Gesù dice: «Questo è il mio corpo» e «Questo è il mio sangue»; l’importanza di questo atto lo vediamo subito dopo la sua Resurrezione quando i discepoli di Emmaus lo incontrano in una locanda e lo riconoscono proprio quando a tavola Gesù celebra l’Eucarestia, testimonia la sua presenza viva nel mistero della fede. La Santa Messa è un atto d’amore con il quale Gesù Cristo ha donato la sua vita per riscattarci dai nostri peccati. Il grandissimo valore della Santa Messa è nella luce della Passione di Cristo che è il sacrificio che Gesù ha fatto offrendo se stesso versando il suo sangue, esibendo il suo corpo ai flagelli, ai chiodi, a ogni forma di vessazione e accettando questa ondata di odio infernale su di sé proprio per distruggerla nel suo amore. Compiendo il sacrificio morendo sulla Croce Gesù dice: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». La Messa è la rinnovazione di quel sacrificio che avviene ogni volta che il sacerdote la Santa Messa; è quell’unico sacrificio che viene riproposto e al quale viene associata la Chiesa. La differenza tra la Santa Messa che viene celebrata sull’altare e quella sulla Croce è duplice: sull’altare ci sono le apparenze del pane e del vino, sulla Croce c’era Cristo stesso e ai suoi piedi c’era la Madonna che ha veramente celebrato al sacrificio di Suo Figlio. Quando noi, invece, celebriamo la Santa Messa sull’altare è la Chiesa stessa che partecipa al sacrificio ed è il sacerdote che celebra nella persona stessa di Cristo.

Il sacrificio lo si vede proprio nella separazione della carne e del sangue. Anticamente gli ebrei sacrificavano a Dio degli animali che, anziché mangiarli venivano offerti sull’altare; il sacrificio era una privazione. Gesù offre tutto se stesso in sacrificio per la salvezza del mondo. Il sacerdote celebra questo sacrificio e questo sta a indicare proprio la grandezza del Sacramento del Sacerdozio istituito da Gesù quando ha detto agli Apostoli: «Fate questo in memoria di me». Nel Ministero sacerdotale ci sono due momenti fondamentali: il momento della Consacrazione in cui il sacerdote ripete proprio le parole di Gesù; l’altro momento è quello della Confessione, quando il sacerdote assolve dai peccati in nome di Cristo. Il sacerdote celebra la Santa Messa e assolve dai peccati in persona Christi. Dobbiamo riscoprire questa grandezza del Sacerdozio che è stata un po’ offuscata.

La pienezza del compito del sacerdote è nell’essere pastore del gregge di Dio e lo nutre con la Parola e con l’Eucarestia, lo purifica con l’assoluzione dai peccati, lo guida in pascoli erbosi perché possa crescere e lo difende dai lupi.

Il precetto della Santa Messa corrisponde al terzo Comandamento e cioè ci obbliga a partecipare alla Messa la domenica e le altre Feste comandate. Il Vangelo di Giovanni contiene una bellissima riflessione che ci svela il significato dell’Eucarestia: «Sono io il pane vivo disceso dal Cielo. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51). Mediante l’Eucarestia, nella quale riceviamo Cristo Risorto, siamo partecipi della Sua Resurrezione e della vita eterna.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

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