La Confessione è il Sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo. Abbiamo un Sacramento che rimette i peccati ed è il Battesimo che li rimette una sola volta ovviamente; la caratteristica del Battesimo è di rimettere il peccato originale, però dato agli adulti rimette tutti i peccati commessi nella loro vita e tutte le pene connesse al peccato per cui un adulto battezzato è pronto per andare in Paradiso se dovesse morire in quel momento, qualora avesse anche tutte le condizioni interiori di fede, speranza e carità.

Per quanto riguarda i peccati commessi dopo il Battesimo c’è questo Sacramento della grande Misericordia di Dio. Con il Sacramento della Confessione ci vengono rimessi tutti i peccati anche quelli gravi, ovviamente sono necessarie delle condizioni particolari. Ma già il fatto che esiste un Sacramento per la remissione dei peccati dopo il Battesimo è una grande consolazione perché comunque sono poche le persone che hanno mantenuto la grazia battesimale per tutta la vita; c’è in noi una debolezza intrinseca dovuta alla ferita del peccato originale che possiamo curare con la grazia ma ci vuole il tempo, ci vuole un lungo combattimento spirituale. Prima di arrivare allo stato di grazia, cioè alla solidità della nostra scelta per Cristo, ci vuole un lungo cammino.

In molti magari hanno sperimentato nella loro vita che, anziché percorrere la via della santità, hanno preso degli sbandamenti e hanno sommato peccati anche molto gravi per poi arrivare in punto di morte con un carico pericoloso per quanto riguarda la salvezza della nostra anima. Quanto è apprezzabile, allora, questo Sacramento della Divina Misericordia che ci rimette tutti i peccati commessi, a determinate condizioni: ovviamente la fede in Cristo Redentore, il pentimento dei peccati e il proposito di non commetterli più.

Noi abbiamo questa certezza che Dio ci perdona sempre purché ci pentiamo dei nostri peccati, così comprendiamo la sua infinita Misericordia. Cristo ci perdona sempre perché ha espiato i nostri peccati al nostro posto e per nostro amore sul legno della Croce. Nella sua Passione Cristo è l’agnello di Dio che porta su di sé i peccati del mondo, i peccati di ciascuno di noi. Gesù sulla Croce ha espiato i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Oppresso, in agonia, sudando sangue nel Getsemani, Gesù sente il peso dei peccati degli uomini di tutti i tempi, vede la vastità del male anche dopo la Passione e vede le anime che si perdono nonostante il suo sacrificio, perché si induriscono nel male, perchè preferiscono satana a Dio. Proprio perché Cristo ha espiato i peccati del mondo e ha pagato il nostro debito con Dio al nostro posto, noi veniamo perdonati nel Sacramento della Penitenza.

Se una persona ha commesso dei peccati anche gravi e ha le condizioni necessarie, il sacerdote in nome di Cristo lo assolve, anzi deve assolverlo perché il debito è già stato pagato; si tratta solo di riconoscere da parte nostra la gratitudine e il proposito di non ritornare più nella schiavitù del demonio. Apprezziamo, allora, questo Sacramento meraviglioso della penitenza che la nostra generazione ha abbandonato; del Sacramento della Confessione la Madonna ne ha fatto uno dei capisaldi nella sua pastorale a Medjugorje. Anche i Papi hanno esortato i fedeli a ritornare a questo Sacramento.

È importante, allora, che questo Sacramento venga riscoperto prima di tutto da noi fedeli, ma anche che ci sia una certa disponibilità pastorale ad amministrare questo Sacramento perché è fra le cose più importanti che può fare un sacerdote, insieme alla Santa Messa. Attraverso il Sacramento della Confessione le anime si possono riconciliare con Dio.

Ci sono delle condizioni necessarie perché si faccia una buona Confessione: l’esame di coscienza; il dolore dei peccati; il proponimento di non commetterne più; l’accusa dei peccati; la soddisfazione o penitenza. Senza queste condizioni l’assoluzione del sacerdote non è efficace; l’ideale sarebbe avere un pentimento perfetto che ci toglie anche le pene da scontare in purgatorio. Se, però, abbiamo un pentimento imperfetto, dove c’è anche la paura dell’inferno, è sufficiente perché l’assoluzione del sacerdote sia efficace cioè comporti la cancellazione dei peccati gravi.

L’esame di coscienza serve per focalizzare tutti i peccati gravi; il dolore dei peccati è il pentimento per aver offeso Dio che ci ama così tanto; il proponimento di non commetterli più è un proposito serio, anche se può ovviamente accadere di nuovo di sbagliare; l’accusa dei peccati è la Confessione di tutti i peccati mortali e anche qualcuno di quelli veniali; infine bisogna fare anche la penitenza che in genere è molto lieve, ma andrebbe a mio parere rivalutata. Attraverso la penitenza ben fatta ci vengono cancellate quelle scorie di imperfezione che dovremmo scontare in purgatorio.