"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2026 Pagina 55 di 280

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La citazione del giorno – “Siate le mie mani di pace”– n°26

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San Bonaventura


AutoreFrancisco de Zurbarán anno: 1628 – 1629 titolo: San Bonaventura in preghiera luogo: Gemäldegalerie Alte Meister

Nome: San Bonaventura

Titolo: Vescovo e dottore della Chiesa

Nascita: 1221, Bagnoregio, Lazio

Morte: 14 luglio 1274, Lióne, Francia

Ricorrenza: 15 luglio

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

Canonizzazione:
14 aprile 1482, Roma , papa Sisto IV

Luogo reliquie: Concattedrale di San Nicola

Fa parte di: Santi del Lazio

Nell’anno 1221 nasceva in Bagnoregio (Lazio) San Bonaventura che al fonte battesimale fu chiamato Giovanni. Essendosi ammalato gravemente all’età di quattro anni, la mamma lo raccomandò a S. Francesco d’Assisi, colà di passaggio, promettendo di offrirlo al Signore nell’ordine dei Frati Minori, se avesse riacquistata la salute. S. Francesco pregò per lui e quando lo seppe risanato, esclamò: « O buona ventura » e da allora Giovanni fu chiamato Bonaventura.

Cresciuto negli anni, nel 1242 si associò ai seguaci del poverello d’Assisi, ove in breve fece mirabili progressi nella virtù e nella scienza.



Fatta la professione, venne mandato all’Università di Parigi, alla scuola del dottissimo Padre Ales. I progressi che fece negli studi furono tali che dopo solo sette anni venne eletto professore di filosofia e  teologia nella medesima Università.

I suoi esempi rifulgevano davanti ai confratelli ed essi, nonostante la sua giovine età, lo elessero priore generale dell’ordine nel 1256.

Nella nuova carica era sempre così puntuale e preciso, che per stimolare i ritrosi ed animare i fervidi alla imitazione di S. Francesco, si serviva più del suo esempio che della sua autorità.

La sua fama si estese: tutti ormai stimavano il Padre Bonaventura uomo eccezionale, perciò il papa Clemente IV gli offrì l’arcivescovado di York (Inghilterra). Ma S. Bonaventura riuscì a indurre il Santo Padre a desistere dal suo progetto.

Però Gregorio X, successore di Clemente IV, vedendo i doni che Dio aveva elargito a questo religioso, e considerando il gran bene che avrebbe potuto fare alla Chiesa, lo elesse cardinale. S. Bonaventura non voleva e si era persino rifugiato in Francia; ma tutto fu inutile. Costretto dall’ubbidienza si portò a Roma dove il Papa, consacrandolo vescovo di Albano, lo nominò legato pontificio assieme a San ‘Tommaso d’Aquino per il concilio che si stava per aprire in Lione.

Ma S. Tommaso lungo il viaggio s’ammalò e morì, e S. Bonaventura per il troppo lavoro fu preso da atroce malore e da vomito continuo, onde in pochi giorni passò’ all’eternità. Era il 14 luglio del 1274.

Come si è già accennato, S. Bonaventura era dottissimo ed in mezzo alle sue molteplici occupazioni trovò modo di scrivere numerosi volumi che rivelano la profondità della sua dottrina e l’acutezza del suo ingegno. Ad una vecchietta che lo lodava per la sua scienza rispose: « Voi potete amar Dio più di qualsiasi sapiente ed è questo l’unico mezzo per essere a Lui accetti ».



Un fraticello laico perciò ripeteva: « Vecchierella, vecchierella, se tu amerai il Signore più di Padre Bonaventura, sarai più santa di Padre Bonaventura ».

Le reliquie di San Bonaventura si custodiscono principalmente a Bagnoregio, nella Concattedrale di San Nicola, dove si trova il celebre “Santo Braccio”, unico frammento autentico del suo corpo rimasto dopo la distruzione del sepolcro di Lione ad opera degli Ugonotti nel 1562. In effetti, durante una ricognizione del corpo avvenuta il 14 marzo 1490, fu estratto il suo braccio destro e nel maggio 1491 portato a Bagnoregio in un reliquiario d’argento, dove è tuttora venerato.

PRATICA. La perfezione cristiana non consiste in altro che nel conoscere, amare e servire fedelmente il Signore.

PREGHIERA. O Dio, che desti al tuo popolo il beato Bonaventura ministro di eterna salute, deh! fa’ che, come lo avemmo dottore sulla terra, meritiamo di averlo intercessore in cielo.

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Caldo, attesi fino a 45 gradi in Sardegna: giovedì il picco in Italia. «In Europa 10 mila morti»

di Paolo Virtuani – Corriere della Sera – 14 Luglio 2026

I dati choc dell’istituto EuroMomo. Domani in Italia sette città con il bollino rosso. E arriva la polvere sahariana

Caldo, attesi fino a 45 gradi in Sardegna: giovedì il picco in Italia. «In Europa 10 mila morti»

Oggi quattro città in bollino rosso e undici in arancione, domani saranno rispettivamente sette (Torino, Brescia, Bologna, Firenze, Perugia, Roma, Frosinone) e otto. La bolla di aria torrida di provenienza africana, in settimana farà raggiungere i massimi picchi di calore della terza ondata di calore stagionale. Inoltre è in arrivo una nube di polvere sahariana che, se da un lato schermerà i raggi del sole durante il giorno facendo – forse – diminuire leggermente le temperature, dall’altro farà da schermo durante la notte alla dispersione del calore dal terreno verso l’atmosfera.

 I meteorologi prevedono temperature che tra giovedì e venerdì potrebbe toccare i 45 gradi nelle zone interne della Sardegna (ieri la colonnina di mercurio è arrivata a 41,9°C a Orani, in provincia di Nuoro).

Le alte temperature e la prolungata siccità che ha reso secchi terreni e vegetazione in molte zone sono il mix ideale per lo sviluppo di incendi. Ieri pomeriggio ad Aglientu (Sardegna settentrionale) dove i gradi erano 37, i Vigili del fuoco hanno dovuto far rapidamente evacuare i turisti a causa delle fiamme che si sono sviluppate nella vicina pineta.

Sono intervenuti anche due Canadair ed elicotteri del servizio antincendio regionale.

In Campania un rogo è nato un’area di sterpaglie nelle vicinanze dell’Accademia dell’Aeronautica militare a Pozzuoli. Coinvolte due concessionarie d’auto, interessati oltre 40 veicoli. A scopo precauzionale sono state evacuate alcune abitazioni nelle vicinanze.

In Sicilia si registra anche una vittima: un 78enne è morto in un incendio divampato nel suo terreno a causa del forte vento mentre bruciava sterpaglie. Nel Catanese i Vigili del fuoco del comando provinciale ieri hanno effettuato 22 interventi per fiamme di sterpaglie e vegetazione. Intanto nelle ultime ore in Friuli-Venezia Giulia hanno ripreso vigore gli incendi in Carnia e Valcellina.

Il Corpo forestale regionale monitora l’area anche con droni dotati di termocamera.

In Piemonte rimangono attivi solo pochi focolai dei roghi che si sono sviluppati la scorso settimana e che hanno ridotto in cenere circa 700 mila alberi. Secondo Lorenzo Elia, vicario del direttore centrale per l’Emergenza e il soccorso tecnico dei Vigili del fuoco, su tutto il territorio nazionale finora nel 2026 c’è stato un aumento del 10-15% della superficie boschiva bruciata rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

In Francia il grande incendio, alimentato dal vento, che si è sviluppato domenica nella foresta di Fontainebleau, a una sessantina di chilometri a Sud-Est di Parigi, ha visto all’opera quasi 800 pompieri e due Canadair che, per la prima volta, hanno prelevato acqua dalla Senna: bruciati circa mille ettari di bosco. Due presunti piromani sono stati arrestati. «Sono stati trovati una decina di inneschi in un raggio di un chilometro», ha reso noto il ministro dell’Interno Laurent Nuñez. Nel tardo pomeriggio di ieri l’incendio appariva sotto controllo.

Le varie ondate di calore che in sequenza hanno colpito l’Europa occidentale hanno avuto pesanti conseguenze sulla salute, soprattutto tra gli anziani e i più fragili. Sono stati pubblicati vari studi sul numero di vittime dovute al caldo. EuroMomo, l’Ufficio europeo sulla mortalità, ha registrato 10 mila decessi in più rispetto alla media (70 mila solitamente nell’ultima settimana di giugno), di cui 9 mila oltre i 65 anni. «Difficile spiegare questi numeri con qualcosa d’altro che non sia il calore estremo», ha commentato Lasse Vestergaard, capo dello Statens Serum Institut, che ospita EuroMomo.
Inoltre, uno studio pubblicato ieri da ricercatori di Imperial College, Met Office e London School of Hygiene and Tropical Medicine, tra Inghilterra e Galles stima in 2.700 le vittime per le ondate di calore di maggio e giugno.

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