di Paolo Virtuani – Corriere della Sera – 14 Luglio 2026

I dati choc dell’istituto EuroMomo. Domani in Italia sette città con il bollino rosso. E arriva la polvere sahariana

Caldo, attesi fino a 45 gradi in Sardegna: giovedì il picco in Italia. «In Europa 10 mila morti»

Oggi quattro città in bollino rosso e undici in arancione, domani saranno rispettivamente sette (Torino, Brescia, Bologna, Firenze, Perugia, Roma, Frosinone) e otto. La bolla di aria torrida di provenienza africana, in settimana farà raggiungere i massimi picchi di calore della terza ondata di calore stagionale. Inoltre è in arrivo una nube di polvere sahariana che, se da un lato schermerà i raggi del sole durante il giorno facendo – forse – diminuire leggermente le temperature, dall’altro farà da schermo durante la notte alla dispersione del calore dal terreno verso l’atmosfera.

 I meteorologi prevedono temperature che tra giovedì e venerdì potrebbe toccare i 45 gradi nelle zone interne della Sardegna (ieri la colonnina di mercurio è arrivata a 41,9°C a Orani, in provincia di Nuoro).

Le alte temperature e la prolungata siccità che ha reso secchi terreni e vegetazione in molte zone sono il mix ideale per lo sviluppo di incendi. Ieri pomeriggio ad Aglientu (Sardegna settentrionale) dove i gradi erano 37, i Vigili del fuoco hanno dovuto far rapidamente evacuare i turisti a causa delle fiamme che si sono sviluppate nella vicina pineta.

Sono intervenuti anche due Canadair ed elicotteri del servizio antincendio regionale.

In Campania un rogo è nato un’area di sterpaglie nelle vicinanze dell’Accademia dell’Aeronautica militare a Pozzuoli. Coinvolte due concessionarie d’auto, interessati oltre 40 veicoli. A scopo precauzionale sono state evacuate alcune abitazioni nelle vicinanze.

In Sicilia si registra anche una vittima: un 78enne è morto in un incendio divampato nel suo terreno a causa del forte vento mentre bruciava sterpaglie. Nel Catanese i Vigili del fuoco del comando provinciale ieri hanno effettuato 22 interventi per fiamme di sterpaglie e vegetazione. Intanto nelle ultime ore in Friuli-Venezia Giulia hanno ripreso vigore gli incendi in Carnia e Valcellina.

Il Corpo forestale regionale monitora l’area anche con droni dotati di termocamera.

In Piemonte rimangono attivi solo pochi focolai dei roghi che si sono sviluppati la scorso settimana e che hanno ridotto in cenere circa 700 mila alberi. Secondo Lorenzo Elia, vicario del direttore centrale per l’Emergenza e il soccorso tecnico dei Vigili del fuoco, su tutto il territorio nazionale finora nel 2026 c’è stato un aumento del 10-15% della superficie boschiva bruciata rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

In Francia il grande incendio, alimentato dal vento, che si è sviluppato domenica nella foresta di Fontainebleau, a una sessantina di chilometri a Sud-Est di Parigi, ha visto all’opera quasi 800 pompieri e due Canadair che, per la prima volta, hanno prelevato acqua dalla Senna: bruciati circa mille ettari di bosco. Due presunti piromani sono stati arrestati. «Sono stati trovati una decina di inneschi in un raggio di un chilometro», ha reso noto il ministro dell’Interno Laurent Nuñez. Nel tardo pomeriggio di ieri l’incendio appariva sotto controllo.

Le varie ondate di calore che in sequenza hanno colpito l’Europa occidentale hanno avuto pesanti conseguenze sulla salute, soprattutto tra gli anziani e i più fragili. Sono stati pubblicati vari studi sul numero di vittime dovute al caldo. EuroMomo, l’Ufficio europeo sulla mortalità, ha registrato 10 mila decessi in più rispetto alla media (70 mila solitamente nell’ultima settimana di giugno), di cui 9 mila oltre i 65 anni. «Difficile spiegare questi numeri con qualcosa d’altro che non sia il calore estremo», ha commentato Lasse Vestergaard, capo dello Statens Serum Institut, che ospita EuroMomo.
Inoltre, uno studio pubblicato ieri da ricercatori di Imperial College, Met Office e London School of Hygiene and Tropical Medicine, tra Inghilterra e Galles stima in 2.700 le vittime per le ondate di calore di maggio e giugno.