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6. LA PASSIONE DELLA CHIESA FINO ALLA VENUTA DEL SIGNORE
CON LA MORTE E RESURREZIONE DI CRISTO LA CHIESA HA IL COMPITO DI RENDERE PRESENTE LA SALVEZZA DELLA CROCE FINO ALLA FINE DEI TEMPI
COME CRISTO E’ STATO PERSEGUITATO, COSI’ E’ NECESSARIO CHE AVVENGA ANCHE PER LA SUA CHIESA
DOPO DUE MILLENNI DI STORIA POSSIAMO DIRE CHE PROPRIO QUESTO E’ AVVENUTO FIN DALLE ORIGINI DELLA STORIA CRISTIANA
LA PERSECUZIONE E LA SEDUZIONE SONO GLI STRUMENTI CON I QUALI SATANA CERCA DI PRENDERSI LA RIVINCITA DOPO LA SCONFITTA DEL CALVARIO
CRISTO INFATTI, DOPO LA VITTORIA DELLA CROCE, HA PERMESSO A SATANA DI AGIRE FINO AL MOMENTO DELLA SUA SECONDA VENUTA.
NEL MEDESIMO TEMPO HA ASSICURATO ALLA CHIESA LA SUA ASSISTENZA PERCHE’ AFFINCHE’ LE PORTE DELL’INFERNO NON POSSANO PREVALERE.
QUESTA DIVINA PERMISSIONE DELL’ATTIVITA’ DIABOLICA HA COME FINALITA’ QUELLA DI DARE ALLA CHIESA LA POSSIBILITA’ DI RIVIVERE LA VITA DI GESU’ CRISTO E LA SUA PASSIONE FINO AL COMPIMENTO DELLA STORIA DELLA SALVEZZA.
ANCHE LA CHIESA, COME CRISTO, OPERA NEL MONDO, MA NEL MEDESIMO TEMPO IL SUO REGNO NON E’ DI QUESTO MONDO.
LA MONDANITA’ E’ IL PERICOLO PIU’ INSIDIOSO PER LA CHIESA E PER I SUOI MEMBRI, CHE RISCHIANO DI DIVENIRE SALE SCIPITO BUONO SOLO PER ESSERE BUTTATO VIA
LA PERSECUZIONE NON E’ PERICOLOSA PER LA CHIESA COME LA MONDANITA’ PERCHE’ SPESSO NELLA STORIA IL SANGUE DEI MARTIRI E’ DIVENUTO SEME DI NUOVI CRISTIANI.
E’ QUINDI UN IMPEGNO PER LA CHIESA E PER I SUOI MEMBRI VIGILARE PER NON ESSERE SEDOTTI DALL’INGANNATORE CHE LI DEVIA DA CRISTO PER METTERLI SULLA SUA VIA.
QUESTO E’ QUANTO E’ AVVENUTO NEL TEMPO DELLA MODERNITA’, QUANDO SI E’ CONSUMANTO UN TRADIMENTO IMPRESSIONANTE: L’ABBANDONO DELLA FEDE E DELLA CROCE PER PERSEGUIRE UNA SALVEZZA MONDANA.
QUESTA CATASTROFE SPIRITUALE HA MESSO L’UMANITA’ NEGLI ARTIGLI DEL PRINCIPE DI QUESTO MONDO, CHE PUNTA A PREVALERE E A RIPRENDERE IL POTERE CHE HA PERSO, DISTRUGGENDO L’OPERA DIVINA DELLA CREAZIONE E DELLA REDENZIONE.
QUESTO E’ IL MOTIVO DELLA LUNGA PRESENZA DELLA REGINA DELLA PACE AL FINE DI SOSTENERE LA CHIESA CATTOLICA NELLA FASE DELLA GRANDE IMPOSTURA ANTICRISTICA DEL MONDO MODERNO.
INFATTI STA AFFERMANDOSI NEL NOSTRO TEMPO QUANTO INDICATO AUTOREVOLMENTE NEL NUOVO CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA:
“PRIMA DELLA VENUTA DI CRISTO, LA CHIESA DEVE PASSARE ATTRAVERSO UNA PROVA FINALE CHE SCUOTERA’ LA FEDE DI MOLTI CREDENTI”
“ LA PERSECUZIONE CHE ACCOMPAGNA IL SUO PELLEGRINAGGIO SULLA TERRA, SVELERA’ “IL MISTERO DI INIQUITA’” SOTTO FORMA DI UNA IMPOSTURA RELIGIOSA CHE OFFRE AGLI UOMINI UNA SOLUZIONE APPARENTE AI LORO PROBLEMI, AL PREZZO DELL’APOSTASIA DELLA VERITA’.
“ LA MASSIMA IMPOSTURA RELIGIOSA E QUELLA DELL’ANTICRISTO, CIOE’ QUELLA DI UNO PSEUDO MESSIANISMO IN CUI L’UOMO GLORIFICA SE STESSO AL POSTO DI DIO E DEL SUO MESSIA VENUTO NELLA CARNE.” (Catechismo CC 675)
QUESTO E’ QUANTO STA AVVENENDO NEL NOSTRO TEMPO NEL QUALE, COME HA PREANNUNCIATO LA REGINA DELLA PACE, L’UOMO HA MESSO SE STESSO AL POSTO DI DIO.
E’ IN QUESTO CONTESTO DI “MESSIANISMO SECOLARIZZATO INTRINSECAMENTE PERVERSO” (C.C.C. 676) CHE SI COMPIRA’ LA GRANDE PERSECUZIONE ALLA CHIESA PREaNNUNCIATA NEL TERZO SEGRETO DI FATIMA
QUESTO E’ QUANTO SI STA PREPARANDO NEL NOSTRO TEMPO E CHE SPIEGA LA PRESENZA DELLA REGINA DELLA PACE FINO AL TRIONFO DEL SUO CUORE IMMACOLATO.
E’ NECESSARIO CREDERE, PREGARE ED ACCOGLIERE I MESSAGGI DELLA MADONNA AFFINCHE’ IL SUO PIANO IN SOCCORSO DELLA CHIESA E DELL’UMANITA’ PECCATRICE SI REALIZZI SECONDO LA VOLONTA’ DI DIO.

Programma di Padre Livio – Venerdì 3 Aprile 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
h. 9.00 – 10.00: Catechesi pasquale
6. La Passione della Chiesa fino alla venuta del Signore
h. 10.00 – 10.25: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO (6)

Nome: Venerdì Santo
Titolo: La passione del Signore
Ricorrenza: 3 aprile
Tipologia: Commemorazione
Luogo reliquie: Basilica del Santo Sepolcro
Il Venerdì Santo è il giorno in cui si ricordano gli eventi della Passione e della Morte di Gesù Cristo, come narrati nei Vangeli.
Nel cuore della notte, dopo l’Ultima Cena, Gesù si ritirò con i suoi discepoli nel Giardino del Getsemani. Qui, immerso nell’angoscia, si rivolse al Padre in preghiera:
«Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu»
(Matteo 26,39)
Poco dopo, giunse Giuda con un gruppo armato inviato dai sommi sacerdoti. Il tradimento avvenne con un bacio:
«Ora il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo”. E subito si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbi!” e lo baciò»
(Matteo 26,48-49)
Gesù rispose:
«Amico, per questo sei qui?»
(Matteo 26,50)
E secondo il Vangelo di Luca:
«Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?»
(Luca 22,48)
Gesù fu arrestato e condotto davanti al sinedrio, dove fu accusato di bestemmia. Poi venne portato da Ponzio Pilato. Pur non trovando in lui nessuna colpa, Pilato lo fece flagellare. I soldati lo derisero, lo vestirono di porpora e gli misero in capo una corona di spine:
«Salve, re dei Giudei!»
(Marco 15,18)
Alla fine, Pilato cedette:
«Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso»
(Giovanni 19,16)
Gesù fu costretto a portare la sua croce fino al Golgota. Durante il tragitto, incontrò Simone di Cirene, che fu costretto a portarla al suo posto.
Giunto al luogo della crocifissione, lo inchiodarono alla croce tra due malfattori. Le sue parole risuonarono potenti anche nell’agonia:
«Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno»
(Luca 23,34)
Uno dei due crocifissi accanto a lui lo riconobbe come innocente e gli chiese di ricordarsi di lui. Gesù gli rispose:
«In verità ti dico: oggi con me sarai nel paradiso»
(Luca 23,43)
Quando fu l’ora nona, Gesù gridò a gran voce:
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
(Marco 15,3
Poi, con un ultimo respiro, esclamò:
«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito»
(Luca 23,46)
E morì. Il velo del tempio si squarciò in due, la terra tremò. Il centurione romano, vedendo tutto ciò, esclamò:
«Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!»
(Marco 15,39)
Giuseppe di Arimatea chiese il corpo a Pilato e lo depose in un sepolcro nuovo, scavato nella roccia, avvolgendolo in un lenzuolo pulito.
La celebrazione
La Chiesa con la meditazione della passione dei Cristo e con l’adorazione della Croce commemora la sua origine dal fianco del Signore, che sulla croce intercede per la salvezza di tutto il mondo. In questo giorno non si celebra l’Eucaristia. Il sacerdote e i ministri si recano all’altare in silenzio, senza canto né musica, fatta la riverenza all’altare, si prostrano in terra; questa prostrazione, come rito proprio di questo giorno, assume il significato di umiliazione dell’uomo terreno e partecipazione alla sofferenza di Cristo.
La Croce è al centro di questo giorno e della celebrazione: la Croce, infatti, è narrata nella liturgia della Parola, mostrata e celebrata nell’adorazione del Legno e ricevuta, quale mistero di salvezza, nella Comunione eucaristica.
La celebrazione della passione di Cristo fa emergere proprio questa ricchezza del simbolo della Croce: morte e vita, infamia e gloria. Tre aspetti, tra gli altri, possono essere oggetto di particolare cura:
la Liturgia della Parola di questo giorno ci fa capire come il Venerdì santo non è un giorno di lutto, ma di amorosa contemplazione dell’amore del Dio Padre, per purificare e rinnovare nel suo sangue l’alleanza sponsale. Nella prima lettura ascoltiamo il IV canto del servo del Signore, disprezzato e reietto dagli uomini. Ma è più di tutto nel racconto della Passione del Signore secondo il Vangelo di Giovanni che emerge la glorificazione di Cristo, la sua esaltazione sulla croce, il compimento dell’Ora in cui la nuova alleanza viene sancita in modo definitivo da Dio nel sangue del vero Agnello pasquale.
la Preghiera Universale in forma tradizionale «per il significato che essa ha di espressione della potenza universale della passione del Cristo, appeso sulla croce per la salvezza di tutto il mondo». La salvezza per l’uomo credente, tribolato ed oppresso, è proprio il frutto che pende dall’albero della croce.
l’Adorazione della Croce da svolgersi «con lo splendore di dignità che conviene a tale mistero della nostra salvezza». In questa articolata sequenza rituale la Croce è al centro dell’attenzione: non è semplicemente un’immagine da guardare, ma in quanto portata, velata e velata, contemplata e baciata, entra in contatto con i corpi e i vissuti dei fedeli. Un’esecuzione veloce e maldestra di questo momento impedirebbe quel coinvolgimento totale della persona che si qualifica come autentica professione di fede, espressa nella pluralità dei linguaggi
Preghiamo per la sicurezza di tutti a Gerusalemme
Signore abbi pietà.
-Video Padre Christopher su X