"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2026 Pagina 157 di 284

Credo in un solo Dio, Creatore del Cielo e della Terra

La Sacra Scrittura è l’unico testo dell’umanità in cui si parla della creazione del mondo dal nulla. Chi conosce la Storia della Filosofia e delle Religioni sa che l’idea di Creazione è presente proprio all’inizio della Bibbia, dove si descrive la potenza di Dio Creatore che ha fatto esistere il mondo e lo ha plasmato. In nessuna Filosofia o altra Religione del mondo c’è il concetto di Creazione dal nulla. Oltre al brano della Genesi troviamo un altro importante riferimento al concetto di Creazione nel libro dei Maccabei:    La madre era soprattutto ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché vedendo morire sette figli in un sol giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di essi nella lingua paterna, piena di nobili sentimenti e, sostenendo la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato lo spirito e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il creatore del mondo, che ha plasmato alla origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo lo spirito e la vita, come voi ora per le sue leggi non vi curate di voi stessi» (2 Maccabei 7, 20-23). Si tratta di un testo drammatico e bellissimo in cui viene rivelata in termini espliciti l’idea di Creazione dal nulla.

Tutte le Filosofie, le altre Religioni e il pensiero umano in generale non sono arrivate al concetto di creazione dal nulla ma hanno considerato la materia eternamente esistente, come se un demiurgo avesse plasmato la materia già esistente e l’avesse resa bella com’è adesso in tutte le sue manifestazioni. Al di fuori del Cristianesimo, allora, la materia è eterna e divinizzata. Anche l’uomo stesso sarebbe una manifestazione di questa entità originaria che è la materia eterna. Questo è un filone di pensiero che torna oggi proprio perché la modernità, pur di rifiutare Dio, ha divinizzato la materia e l’ha resa eterna. Il materialismo è l’identificazione del mondo con la materia originaria ed è diventato uno strumento anti-teistico, cioè che serve per negare Dio. Il materialismo ateo è tale perché non vuole Dio, lo vuole eliminare, vuole toglierlo dal panorama dei nostri pensieri.

Noi stessi, ormai, siamo completamente immersi e circondati da questa mentalità per cui la materia genererebbe se stessa e il mondo, si evolverebbe secondo le leggi del caso e della necessità che avrebbero anche formato il mondo. Il rifiuto del Dio vivo e vero, del Dio creatore, del Dio che è sapienza e amore, ha portato alla divinizzazione del mondo e dell’uomo. Questa è la deriva della modernità che ha messo l’uomo al posto di Dio e così ci troviamo in un mondo in cui non ci sono più quell perfezioni che sono tipiche di Dio e cioè l’amore, la bontà, la Misericordia, tutto ciò che è bello, sano e santo.

La Regina della pace ha dato tre Messaggi contro il modernismo che distrugge tutto ciò che c’è di bello, di buono e di santo nel mondo. Il modernismo è quella mentalità antichissima ma che è stata riproposta nella modernità in sostituzione del Cristianesimo. Il modernismo è la riproposta della visione del mondo come una materia eterna che si evolve.

Il mondo è bello nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente grande. Il mondo è ordinato nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente grande. Basta guardarsi intorno per vedere la bellezza, l’ordine, la magnificenza di Dio Creatore, nella natura, nel regno animale, nel cielo stellato. Immaginare, allora, l’evoluzione della materia secondo leggi regolate dal caso e dalla necessità è difficilmente riconducibile a un concetto di sapienza. Ci si arrampica sugli specchi sotto la spinta della superbia e della presunzione dell’uomo che non vuole sottomettersi a Dio, non vuole adorarlo e non gli vuole essere grato per l’universo che ha creato.

Pian piano la società ha assimilato questa visione atea e materialistica del mondo che sarebbe eterno. È nella visione del mondo di oggi, il materialismo viene insegnato ai ragazzi a scuola secondo quella pseudoscienza che sarebbe l’evoluzionismo. Si tratta di ipotesi senza alcuna base scientifica. Disintossichiamoci di queste teorie che, come ha detto la Regina della pace, distruggono noi e la nostra vita. L’ateismo è un’ideologia che ci toglie Dio e di conseguenza ci toglie tutto, ci toglie la sapienza, la luce, l’amore, la speranza dell’eternità, la gioia di vivere. L’ateismo è la più grande truffa del demonio in cui tantissimi sono cascati, hanno abboccato. Ridiventiamo cristiani, riappropriamoci del Credo che inizia proprio con delle parole con cui ci prostriamo davanti a Dio che con il Suo Verbo ha creato il mondo, lo ha plasmato e ha dato la vita con lo Spirito Santo.

Non dimentichiamo, poi, che questo mondo non solo non è eterno perché è incominciato; prima di incominciare non esisteva. Questo mondo non è eterno perché non durerà per sempre, Cieli e Terra passeranno. Questo mondo passerà, verrà distrutto e ci saranno Cieli Nuovi e Terra Nuova a immagine di Cristo Risorto. Quando ci guardiamo intorno ammiriamo la Creazione, prostriamoci a Dio che l’ha creato per mezzo del Suo Verbo, lo ha vivificato per mezzo dello Spirito Santo e per mezzo del Suo Verbo Incarnato e Risorto ci darà Cieli Nuovi e Terra Nuova in cui abiteranno tutte le anime immortali insieme agli angeli quando ci sarà il Regno di Dio che si diffonderà in tutto il mondo.

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 98

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Mercoledì 22 Aprile 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

“Credo in un solo Dio, creatore del cielo e della terra”

Oggi l’ateismo è supportato dall’ affermazione della eternità del mondo

La materia sarebbe eterna e si sarebbe evoluta da sola

Anche l’uomo sarebbe il risultato casuale della evoluzione della materia.

Si tratta di ipotesi senza alcuna base scientifica.

La Bibbia ci rivela che Dio ha creato il mondo dal nulla

Tutta la creazione è un progetto divino che si realizza nel tempo

Tuttavia questo tipo di mondo alla fine passerà e ci saranno Cieli Nuovi e Terra Nuova a immagine di Cristo risorto.

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (10)

Tratta dal Libro: Senza Dio non c’è futuro

h. 9.15 – 9.35: NOTIZIE DAL MONDO

Trump: prolungata la tregua

Lotta interna a Teheran: tre fazioni

Lo sconto totale è fra Cina e Usa

Perché l’attacco russo alla Meloni

h. 9.35 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (98)

h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

39. Le religioni non cristiane nel tempo dei Segreti

L’unica religione divina è il cristianesimo

Le altre religioni, o filosofie o ideologie umane sono a destinate a scomparire

Durante il tempo dei Segreti il mondo sarà salvato dalla presenza di Maria

L’azione salvifica di Maria orienterà gli occhi verso Gesù, unico Signore e Salvatore

Gli uomini di ogni parte della terra salirannos sulla baca di Pietro

La Chiesa cattolica trionferà insieme a Maria e a suo Figlio Gesù

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO

Libro di Padre Livio: Senza Dio non c’è futuro (18 puntata)

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La citazione del giorno – “Senza Dio non c’è futuro” – n°10

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Un pericolo gravissimo oggi corrono le anime, perché in passato, anche se c’erano i peccati c’era comunque l’orizzonte della fede. Grandi autori del secolo scorso, al termine della loro vita tornavano a Dio: Giacomo Leopardi, Giosuè Carducci e tanti altri, di fronte al resoconto finale, risvegliavano la coscienza, ritornavano all’essenziale, si chiedevano a che cosa serve la vita e che cosa c’è dopo.
Al giorno d’oggi tutto questo è oscurato, soffocato e le persone muoiono impenitenti, senza sacramenti, senza preghiera, senza riferimento a Dio, perché sostanzialmente hanno vissuto così.
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❀* {Tratto da
“Senza Dio non c’è futuro”
Libro di P.Livio}

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Francesco, il ricordo in volo di Leone XIV: «Ringraziamo Dio per il dono della sua vita alla Chiesa e al mondo»

di Gian Guido Vecchi, inviato – Corriere della Sera – 21 Aprile 2026

Il Pontefice, nel viaggio verso l’isola di Bioko nella Guinea Equatoriale, ricorda Bergoglio a un anno dalla sua scomparsa

Prevost al suo arrivo a Malabo (Ap)

SUL VOLO PAPALE – «Ringraziamo il Signore per il gran dono della vita di Francesco a tutta la Chiesa e a tutto col mondo». Leone XIV raggiunge i giornalisti sull’aereo verso l’isola di Bioko e la città di Malabo, nella Guinea Equatoriale, ultima tappa del viaggio cominciato all’inizio della settimana scorsa in Algeria e proseguito in Camerun e in Angola. Il 21 aprile 2025 era il Lunedì dell’Angelo, Bergoglio morì alle 7,35.

«Anzitutto vorrei ricordare, in questo primo anniversario della morte, Papa Francesco, che ha donato tanto alla Chiesa con la sua vita, la sua testimonianza, la sua parola e i suoi gesti», dice Prevost: «Ha vissuto veramente la vicinanza ai più poveri, ai più piccoli, ai malati, ai bambini, agli anziani. Ha lasciato tanto alla Chiesa con la sua testimonianza e la sua parola».

All’inizio del 2023, fu Francesco a chiamare, dalla diocesi di Chiclayo, quel frate agostiniano che era stato padre generale del suo ordine, aveva passato vent’anni come missionario e vescovo in Perù e ora veniva nominato prefetto del Dicastero dei Vescovi: a fine settembre lo fece cardinale, nessuno poteva immaginare che una ventina di mesi più tardi Robert Francis Prevost gli sarebbe succeduto come vescovo di Roma.

Dell’insegnamento di Francesco «possiamo ricordare tante cose», dice Leone XIV, e richiama in particolare il senso della «fratellanza universale», l’impulso a promuovere «un autentico rispetto per tutti gli uomini e tutte le donne, lo spirito di fraternità, essere fratelli sorelle tutti, cercare come vivere il messaggio che troviamo nel Vangelo».

E poi, «il messaggio della misericordia», aggiunge il pontefice, fin dal primo Angelus e dalla messa che celebrò «ancora prima dell’inaugurazione del pontificato, quando ha predicato sulla donna adultera», ovvero il brano dl Vangelo di Giovanni in cui Gesù dice «chi è senza peccato scagli la prima pietra» a chi vorrebbe lapidarla: «Francesco ha parlato dal cuore della misericordia di Dio, dal cuore di questo grande amore, perdono e generosa espressione di misericordia del Signore, e ha voluto condividere questo spirito con tutta la Chiesa, anche con la bellissima celebrazione di un Giubileo straordinario della misericordia.

 Preghiamo che lui stia già godendo della misericordia del Signore».

LA FEDE INSEGNATA AI FIGLI

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Crosetto: «Lo scontro totale è tra Usa e Cina, l’Europa è debole»

«Non siamo in una crisi: siamo in un cambio d’epoca. Il mondo non si allarga più: si restringe, e non ci sarà spazio per tutti. Lo scontro centrale è
tra Stati Uniti e Cina, e si combatterà su tecnologia, energia, dati, spazio e materie prime. Non è solo guerra militare: è guerra totale e ibrida».

Lo ha detto il Ministro della Difesa Guido Crosetto – da quanto si apprende – intervenendo al Cedacri Forum 2026 a Villa d’Este Cernobbio (Co). «L’Europa – ha osservato Crosetto – è oggi il terzo modello debole: lenta, disarmata, disunita. Eppure è l’unica alternativa possibile tra capitalismo oligarchico e autocrazie. Ma così com’è, perderà».

«Il futuro – ha proseguito il ministro- porterà meno lavoro, più disuguaglianza e sistemi sociali sotto pressione. Le democrazie stesse sono a rischio. La difesa non è più solo esercito: è cyber, infrastrutture, energia, informazione, mentalità collettiva. Da soli non ce la fa nessuno: né l’Italia né i singoli attori. Serve un patto totale tra politica, imprese, finanza e società, abbattendo barriere e lavorando insieme — anche tra concorrenti». 

«La vera sfida europea – ha sottolineato il titolare della Difesa – è costruire sovranità tecnologica e industriale, filiere strategiche e autonomia su risorse critiche. Non orizzontale, ma verticale, scientifica, ossessiva. Serve velocità: in questo mondo stare fermi significa correre, avanzare significa correre di più.

 La classe dirigente ha una responsabilità diretta: capire il mondo, anticiparlo e guidarlo. Non è più tempo di pensare al proprio interesse
individuale: chi lo fa è destinato a essere travolto. Il futuro non si improvvisa: si progetta. E oggi manca visione, coraggio e consapevolezza».

L’Europa, ha concluso, «può vincere solo se costruisce un modello che
unisca innovazione e valori, diventando attrattiva per le menti libere
del mondo. Nessuno è esonerato. Tutti sono responsabili. O si costruisce insieme un nuovo ruolo, o si viene esclusi dalla storia».

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