"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2026 Pagina 12 di 31

🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 39

La fine di don Lino e la domanda che resta: chi si prende cura dei preti?

di Maurizio Patriciello –  Avvenire 17 Agosto 2026

La tragica morte del sacerdote a Trento interroga profondamente la Chiesa sulla solitudine, sulle fragilità e sui bisogni spesso inespressi dei suoi pastori: «Aiutiamoci di più. Sosteniamoci. Fidiamoci. Vogliamoci bene».

Don Lino, fratello, ci hai fatto piangere. Un prete che mette fine alla sua vita è una notizia sconvolgente. Il gesto, da condannare con assoluta fermezza, getta in subbuglio le nostre coscienze, pone domande che esigono risposte, ci impone di fermarci per tentare, alla luce di Dio, di dire una parola vera.

Il prete, nella cultura odierna, è una figura incompresa, come lo è la Chiesa che ha scelto di servire. Non lo si capisce se non si parte dall’inizio, da Gesù, il figlio di Dio, che ci ama, ci chiama, ci sfida. Egli, come il suo Signore, è un eterno sognatore. Sente di essere chiamato, accoglie l’invito e parte. Forte di una promessa, parte. Dove? Dove la Provvidenza vuole.

È vero, gli viene chiesto di lasciare amici, parenti, progetti. Poi – la promessa è questa e lui ci crede – avrà mille case, mille amici, mille famiglie in giro per il mondo. Deve essere coraggioso, però, una virtù che va di pari passo con la preghiera, la riflessione, la preparazione teologica e spirituale, la prudenza, l’umiltà. I suoi carismi personali devono essere valutati e vidimati dalla Chiesa.

Con il proprio vescovo e l’intero presbiterio deve imparare la difficile e liberante arte del discernimento. Non sempre le decisioni prese potranno essere condivise del tutto: le sensibilità sono diverse, come diversi sono gli studi, l’età, le esperienze personali, gli approcci pastorali; fondamentale è il rispetto e l’amore per l’altro. Si discute, si ragiona, si attende, si prega.

Una delle definizioni più belle di Dio la troviamo nel libro della Sapienza: «Amante della vita». E tu, prete, ti sei fatto apostolo instancabile della vita. In un mondo in cui la vita nascente, malata, povera, morente, è bistrattata e negletta, tu vai gridando che la vita è un bene non negoziabile, un dono incommensurabile. Nemmeno la morte gli tappa la bocca. Davanti a una bara ha il coraggio di cantare “io credo risorgerò”.

Per capire un prete devi guardarlo attraverso la luce del Vangelo, sennò rischi di confonderlo con un assistente sociale, uno psicologo, un amicone, un funzionario, una sorte di badante. Il prete è un folle, perché Cristo è stato un folle. Folle d’amore. Forte come una quercia sperimenta, come tutti, le debolezze umane.

Anche il prete invecchia, si ammala, muore. E invecchiando va incontro a tutte le fragilità proprie dell’età avanzata. Non avendo una famiglia propria, la parrocchia che serve è diventata il suo mondo. Dona e riceve. A qualunque casa bussa la porta si spalanca. A qualsiasi tavola è il benvenuto. Conosce tutti. I giovanotti con la barba e i tatuaggi li ha battezzati lui. Magari non vanno spesso a Messa ma gli vogliono bene.

Qualche parroco, nel momento in cui la Chiesa gli chiede di trasferirsi, potrebbe scivolare in una sorta di tracollo psicologico. Si sente smarrito, non è più giovane, non gode buona salute. La diocesi, però, ha tante esigenze e il clero si assottiglia di anno in anno. Occorre distribuire le forze, pensare al bene delle comunità, ai giovani, ai bambini, e, non ultimo, allo stesso prete anziano. Non è semplice. Ai piedi della croce, insieme, certamente la soluzione si troverà.

A Trento, invece, è accaduta una tragedia immane. Preso dallo sconforto, il cantore della vita, ha smesso di cantare. Il guaritore delle ferite altrui non ha avuto la forza di chinarsi sulla propria. L’uomo del Vangelo non ha permesso al Vangelo di strattonarlo ancora. L’animo umano è un abisso insondabile. Addio, don Lino. Perdonaci se non abbiamo saputo intercettare i tuoi bisogni e le tue paure.

Ai confratelli preti e vescovi una preghiera: aiutiamoci di più. Gettiamo alle ortiche il timore di essere fraintesi, giudicati, isolati; spalanchiamo, invece, l’animo a chi, come noi, si è fatto pellegrino e apostolo del Regno. Sosteniamoci. Fidiamoci. Vogliamoci bene. Ricordiamo sempre che l’amore – vero, concreto – tra noi resta la più bella ed efficace di tutte le omelie. Nella chiesa e fuori dalla chiesa.

I Messaggi della Madonna a Mirjana – di P. Livio – Puntata 12 – “Io sono la Regina della pace” – Messaggio del 2 Agosto 2006

«Cari figli, in questi tempi inquieti, Io vengo a voi per mostrarvi la via verso la pace. Vi amo con amore immenso e desidero che anche voi vi amiate gli uni gli altri e che in tutti vediate il mio Figlio, l’Amore immenso. La via verso la Pace passa solo, solo tramite l’amore. Date la mano a me, alla vostra Madre e permettetemi di guidarvi. Io sono la Regina della pace. Vi ringrazio» (Messaggio del 2 agosto 2006)

I Messaggi a Mirjana sono cristologici. Nei Messaggi del 2 del mese la Madonna mette in evidenza questa stretta unione fra Lei e Suo Figlio, anche perché siamo in un periodo in cui Cristo viene rifiutato. L’umanità di oggi ha rifiutato la fede e la Croce, non vuole la salvezza che viene dalla Croce di Cristo.

La Madonna è qui per dirci di tornare a Suo Figlio. I Messaggi del 2 del mese ci conducono a Gesù. In questo Messaggio la Madonna parla di tempi inquieti, di fatto oggi nel mondo sovrabbonda l’odio e satana scardina i cuori. Il mondo è senza pace perché ha rifiutato il Re della pace che è Cristo. Senza Dio si è senza pace e questo vale in generale per il mondo, ma in particolare per ciascuno di noi. Senza Dio siamo senza pace, siamo inquieti, siamo insoddisfatti, vaghiamo qua e là senza una meta. Sono tempi particolari, sono i tempi dell’ateismo in cui manca la bussola (la Chiesa) e la meta (Cristo stesso).

Questa presenza della Madonna è unica nella Storia della Chiesa, siamo di fronte a una mariofania straordinaria: la Regina della pace appare ogni giorno, ovunque siano i veggenti nel mondo. Il carattere straordinario di queste apparizioni è dovuto al fatto che la situazione mondiale spirituale è di massimo allarme, satana sciolto dalle catene vuole riappropriarsi dell’Opera della Creazione e della Redenzione. Satana mettersi al posto di Cristo nel dominio del mondo.

Cristo è la pace nei cuori che si irradia e si diffonde da cuore a cuore fino a cambiare l’umanità. La pace è la presenza dell’amore di Dio nei cuori delle persone. Ci sarà un tempo di pace proprio grazie alle conversioni che ci saranno nel tempo dei Segreti.

La Madonna ci ama con amore immenso, a uno a uno anche se siamo poveri peccatori. La Regina della pace con il suo amore ci vuole cambiare, ci vuole sanare, vuole far di noi delle nuove creature. Che grazia l’amore immenso di Maria! Quanto è importante scoprire che siamo immensamente amati da Maria e quindi da Dio Santissima Trinità. La Madonna ribadisce il Comandamento di Gesù, desidera che anche noi ci amiamo gli uni gli altri. L’amore reciproco è difficile perché in noi c’è il peccato, c’è l’egoismo, c’è la prepotenza, c’è la supponenza, c’è l’invidia, c’è la gelosia, c’è la vendetta. Non siamo capaci di ricevere un’offesa senza rispondere.

Dobbiamo estirpare dai nostri cuori il veleno del serpente antico. Il combattimento spirituale è certamente faticoso, ma amare il prossimo rende i nostri cuori gioiosi, ci rende liberi, sereni, piacevoli agli altri. Per amare gli altri dobbiamo vedere in loro l’immagine di Cristo; l’altro è un nostro fratelli in Cristo. Dobbiamo guardare gli altri con l’occhio della fede, con occhio fraterno.

Per arrivare alla pace dobbiamo cambiare anzitutto noi, è una fatica che però ci rende contenti, sereni, amati. Se vogliamo la pace, la Madonna ci ricorda che dobbiamo praticare l’amore per Dio e per il prossimo. Se tutti fossimo cristiani ci sarebbe la pace nel mondo. La costruzione della pace passa da cuore a cuore, è l’esempio che ci ha dato Gesù. Attraverso la conversione dei cuori si arriverà a cambiare gran parte del mondo e ad entrare nel tempo della pace. Vedendo quanto è grande l’amore di Dio tanti cuori si apriranno all’amore e crederanno. Satana controlla i cuori con l’odio, ma con l’amore di Dio i cuori sfuggono al suo controllo ed entrano nell’ambito di Colui che è Amore immenso ed è il Re della pace.

La Madonna poi dice di darle la mano affinché ci guidi. La nostra vita è un cammino, spesso è una salita al Calvario. Dobbiamo seguire Gesù ma facendoci prendere per mano da Maria, altrimenti non riusciamo, ci stanchiamo, cadiamo e non siamo capaci di rialzarci. Se afferriamo la mano di Maria e non la lasciamo nel corso della giornata, arriviamo a sera soddisfatti per il tratto di strada verso il Cielo che abbiamo fatto. Maria è nostra Madre, lasciamo che ci prenda per mano e che ci guidi. Dio ha inviato Maria perché ci guidi verso Gesù e attraverso di Lui possiamo andare con fiducia verso la casa del Padre. Camminiamo con Maria, dietro Gesù, verso la casa del Padre. Trasciniamo con noi i fratelli che vagano qua e là senza una meta. Riattualizziamo questa presenza in noi come cammino quotidiano con Maria, dietro Gesù, verso la meta del Cielo.

La Madonna è la Regina della pace, è qui per darci la pace e per condurci nel tempo della pace.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

La natura dei sette Sacramenti della Chiesa Cattolica

I Sacramenti sono una componente fondamentale della fede, sono strumenti della salvezza perché attraverso di essi ci viene data la grazia della Redenzione. Difatti, attraverso il Sacramento del Battesimo si diventa cristiani; attraverso l’Eucarestia riceviamo la forza di affrontare le difficoltà della vita; con la Riconciliazione abbiamo la possibilità di tornare ad essere creature nuove dopo aver commesso il peccato. Dobbiamo riscoprire queste fonti di grazia, dell’amore che Dio ci dona e che si diffonde nei nostri cuori per fare di noi delle nuove creature.

I Sacramenti sono sette, non uno in più e non uno in meno, la Chiesa Cattolica li conserva nella loro integrità come un dono di grazia. I Sacramenti sono segni sensibili della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificarci e ciascuno ha una determinata collocazione nel corso della vita.

I Sacramenti sono segni sensibili, infatti la grazia viene donata attraverso segni visibili; ad esempio, la grazia del Battesimo che purifica dal peccato originale viene data attraverso l’acqua. Pensiamo anche al dono immenso del Corpo e del Sangue di Cristo che ci vengono dati attraverso il Sacramento dell’Eucarestia nel pane e nel vino consacrati.

I Sacramenti sono segni che vengono amministrati dalla Chiesa ma è Gesù Cristo stesso che li ha istituiti per donarci la grazia della Redenzione, per fortificarci nel cammino di santità. La finalità dei Sacramenti è quella di inserirci in Cristo, di purificarci, di rafforzarci, di fare di noi delle creature nuove. Senza i Sacramenti l’anima è come un vaso di fiori in cui non viene messa mai l’acqua, alla fine muore.

Perché un Sacramento sia tale si richiedono tre cose: la materia, la forma e il ministro, il quale abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. La materia è, ad esempio, l’acqua del Battesimo; non si può usare altro, se manca il segno sacramentale non si può celebrare il Sacramento. La forma è intesa come la formula che si usa quando viene amministrato un Sacramento, sono le parole che il ministro deve proferire nell’atto stesso di applicare la materia. C’è concomitanza fra la materia e le parole con cui vengono amministrati i Sacramenti. Il ministro del Sacramento è la persona capace che lo fa o lo conferisce, in nome e per autorità di Gesù Cristo. Se manca la materia, la forma e il ministro il Sacramento non può essere celebrato.

Il ministro, inserito in Cristo con il carattere sacerdotale, opera in nome di Cristo e in Suo nome trasforma il pane e il vino (materia) in Corpo e Sangue recitando la formula (forma). Non ci si può confessare da un laico, i peccati rimangono anche se pronuncia la formula dell’assoluzione; le sue parole non sono valide perché non è un ministro. È il sacerdote ad assolvere dai peccati perché lui stesso, con il Sacramento dell’Ordine, ha ricevuto l’autorità di Cristo. Il ministro dei Sacramenti non è sempre il sacerdote; ad esempio, nel Sacramento del Matrimonio i ministri sono gli sposi, il sacerdote è un testimone privilegiato, è il celebrante.

La materia, la forma e il ministro sono le tre componenti sono fondamentali perché un Sacramento si efficace della grazia. Cristo ha dato i Sacramenti alla Chiesa ed essi diventano operativi nella misura in cui noi siamo in sintonia con la Chiesa. Al di fuori della Chiesa i Sacramenti non sono efficaci. I Sacramenti sono efficaci nella misura in cui sono espressione della fede della Chiesa che, a sua volta, è inserita in Cristo e quindi comunica la Sua grazia.

I Sacramenti sono fonti di grazia necessari, fondamentali per i cristiani. È importante, anzi urgente, oggi riscoprirne il valore, la bellezza, la grandezza dei Sacramenti.

🟢P. LIVIO🟢 SCRIVO A VOI GIOVANI PERCHE’ SIETE FORTI – Catechesi di P. Livio – Puntata 23

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 17/08/2026

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 136

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Lunedì 17 Agosto 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

La Natura dei sette Sacramenti della Chiesa cattolica

+ I Sacramenti sono sette, non uno in più e non uno in meno, che la Chiesa conserva nella loro integrità come un dono di Grazia

+ I Sacramenti sono segni sensibili della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificarci

+ Per fare un Sacramento si richiedono tre cose: la materia, la forma e il ministro, il quale abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa.

+ La materia del Sacramento è l’elemento sensibile che si richiede, come l’acqua nel Battesimo.

+ La forma del Sacramento sono le parole che il ministro deve proferire nell’atto stesso di applicare la materia.

+ Il ministro del Sacramento è la persona capace che lo fa o lo conferisce, in nome e per autorità di Gesù Cristo.

+ Insegnare ai propri bambini e ragazzi a imparare a memoria i sette sacramenti istituiti da Gesù Cristo

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15: ATTUALITA’

 +A un anno da Anchorage in Alaska l’accordo fra Trump e Putin si è evaporato

+ Il risveglio della fede nell’Europa secolarizzata

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

Io sono la Regina della pace della pace (2 Agosto 2006)

+ “Cari figli, in questi tempi inquieti, Io vengo a voi per mostrarvi la via verso la pace.

+ Vi amo con amore immenso e desidero che anche voi vi amiate gli uni gli altri

+  e che in tutti vediate il mio Figlio, l’Amore immenso.

+ La via verso la Pace passa solo, solo tramite l’amore.

+ Date la mano a me, alla vostra Madre e permettetemi di guidarvi.

+ Io sono la Regina della Pace. Vi ringrazio”.

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Scrivo a voi giovani perché siete forti


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🟢 PADRE LIVIO – CREDO IN GESU’ CRISTO – Puntata 29

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